8 marzo 2021 10:51
Il Ministero del turismo della Repubblica Dominicana ha lanciato una nuova applicazione interattiva o widget di accessibilità sul sito GoDominicanRepublic.com. Questo nuovo strumento rende la Repubblica Dominicana una delle prime destinazioni dei Caraibi ad offrire questa funzionalità digitale per utenti con disabilità. Il dispositivo consente a tutti coloro che hanno limitate capacità visive, cognitive e di mobilità di sfruttare appieno il sito web, con strumenti intuitivi che migliorano l’accessibilità e la navigabilità. Gli utenti possono aprire l’applicazione facendo clic sull’icona situata nell’angolo inferiore sinistro dello schermo o premendo Ctrl+U sulla tastiera di un computer con sistema operativo Windows o Mac.
“Dal processo di pianificazione al termine della vacanza, è una priorità per noi garantire che coloro che sono interessati a visitare la Repubblica Dominicana abbiano tutti gli strumenti necessari per farlo – ha affermato David Collado, Ministro del turismo della Repubblica Dominicana -. Questo nuovo programma di accessibilità è la nostra ultima innovazione tecnologica per garantire che tutti abbiano la possibilità di pianificare facilmente la vacanza dei propri sogni nel nostro bel paese, attraverso gli strumenti avanzati sul nostro sito web”.
Il programma, disponibile in sette lingue diverse, dispone di strumenti che includono uno screen reader, navigazione da tastiera, regolazione del contrasto, evidenziazione dei collegamenti, dimensione del testo e regolazione della spaziatura, pausa dell’animazione e visualizzazione di una versione speciale della pagina per le persone con dislessia. Include anche un dizionario integrato in modo che gli utenti possano cercare le definizioni dei termini senza lasciare la pagina web.
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[post_content] => Il futuro dei viaggi è già operativo e passa da digitale, Intelligenza Artificiale e integrazione multimodale. Sono questi gli elementi emersi dal panel “Il futuro è arrivato: AI, dati e viaggi multimodali stanno ridisegnando l’inbound verso l’Italia”, tenuto ieri in BIT Milano da Tania Cultraro, Senior Market Manager (Hotel) Italia & Malta di Trip.com Group.
I dati evidenziano come per Trip.com Group il mobile è diventato il canale dominante — oltre il 90% degli ordini transazionali globali a fine 2024. E Trip.com, come brand globale, nel terzo trimestre 2025 ha registrato una crescita di circa il 60% su base annua nelle prenotazioni internazionali. Anche in Italia il digitale accelera, con utenti in aumento e un equilibrio ormai strutturale tra app e web.
Il viaggio inizia spesso dal volo, ma il valore si costruisce lungo tutto il percorso: prosegue in treno per gli spostamenti interni e si completa con hotel, trasferimenti, esperienze e attività prenotabili. In questo modo i flussi turistici si estendono oltre le grandi città, generando maggiore valore per i territori e nuove opportunità per operatori e destinazioni.
«Il futuro che immaginiamo per l’inbound non è una visione teorica: è già operativo nei comportamenti dei viaggiatori e nelle tecnologie che utilizziamo ogni giorno – spiega Tania Cultraro - Laspiega Tania Cultraro - La domanda esiste, la tecnologia è pronta. L domanda esologia è pronta. La vera sfida – e opportunità – è la collaborazione tra piattaforme, hotel, trasporti e destinazioni per costruire un unico customer journey, più semplice per il viaggiatore e più efficace per il sistema turistico italiano».
Trip.com Group conferma così il proprio impegno nel supportare l’evoluzione dell’inbound verso l’Italia, mettendo a disposizione dati, tecnologia e una piattaforma one-stop capace di integrare oltre dieci prodotti di viaggio in un’unica esperienza end-to-end.
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[post_content] => Il gruppo Avoris, dopo lo sbarco in Italia con Travelplan e altri marchi, intende rafforzare l'offerta sul mercato italiano puntando su un prodotto personalizzato e di alta gamma, tramite il marchio Catai, e a garantire più collegamenti aerei.
A tale proposito la compagnia aerea Iberojet sta valutando la possibilità di aprire una base in Italia per rafforzare i collegamenti.
Travelplan, il tour operator di riferimento di Ávoris, si è stabilito in Italia, dove il suo direttore vendite, Giovanni Castelli, afferma di puntare a una crescita molto graduale ma continua.
«Puntiamo a crescere in Italia in modo graduale ma continuo, per integrare l’offerta esistente, soprattutto proponendo destinazioni che sono state un po’ trascurate nella penisola italiana, in particolare i Caraibi – spiega Giovanni Castelli, direttore vendite Travelplan in Italia ». L’operatore sottolinea che nel 2025 le agenzie affiliate hanno raggiunto quota duemila.
«Non solo la possibilità di aprire una base aerea in Italia è concreta – aggiunge Castelli – L’obiettivo infatti è quello di avere voli diretti dall’Italia verso le destinazioni caraibiche. Allo stesso modo, Travelplan attende l’apertura di destinazioni come Mauritius e Capo Verde».
Castelli annuncia inoltre il lancio di Catai, il tour operator dei grandi viaggi di Ávoris. «Proporrà un’offerta personalizzata e di alta gamma, accessibile ai distributori attraverso una piattaforma specifica sviluppata dall’azienda spagnola. Il lancio potrebbe essere entro la fine del 2026».
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A disposizione delle adv un ventaglio di tariffe competitive, condizioni flessibili e diversi vantaggi, tra i quali voli diretti da Roma e Venezia per Toronto e voli diretti da Roma per Montreal; Voli in Connessione da Roma e Venezia per Lima in Perù e da Roma per Cancun; risposte in 48 ore per gruppi di minimo 10 persone; Miglior tariffa e condizioni di gruppo vantaggiose; Combinabilità di aeroporti; Bagaglio in stiva da 23 Kg e bagaglio a mano inclusi nella tariffa ; Pasti inclusi.
Molti i vantaggi anche per i viaggi studio con Air Transat. Toronto infatti si conferma meta privilegiata per i viaggi studio all'estero, offrendo agli studenti un ambiente sicuro, accogliente e multiculturale. Toronto combina istituzioni educative di alto livello con una qualità della vita, rendendo l'esperienza formativa indimenticabile. Grazie ai voli diretti Air Transat da Roma (giornalieri) e Venezia (3 volte a settimana) l’organizzazione di gruppi viaggi studio risulta semplice e conveniente.
Per i viaggi di piacere, Air Transat propone la possibilità di creare itinerari flessibili con arrivo in una città e partenza dall'altra. Questa formula permette di massimizzare l'esperienza canadese, scoprendo il fascino cosmopolita di Toronto e l'anima europea di Montreal e anche la natura del Québec in un unico viaggio.
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[post_content] => «Abbiamo voluto parlare delle Olimpiadi per arricchire il programma della Bit con appuntamenti legati al mercato mondiale del turismo e per capire quale sarà l'eredità di quanto sta succedendo non solo a Milano, a Cortina e nelle regioni limitrofe, ma anche in tutta Italia». Esordisce così Paolo Verri, presidente della Fondazione Mondadori e advisory board della Bit, che ha presentato con entusiasmo il panel: “Olimpiadi. E dopo? L’onda lunga degli eventi sportivi nelle città olimpiche. Milano - Parigi – Barcellona”. Nell’indagare un tema tanto significativo hanno preso la parola Enric Turñó, assessore allo sport del Comune di Barcellona, Sandrine Buffenoir, direttrice di Atout France, Tommaso Sacchi, assessore alla Cultura della città di Milano e Domenico De Maio Education & Culture Director di Fondazione Milano Cortina 2026. «Sono con noi due città amiche: Barcellona (che è gemellata con Milano) e Parigi (sede dell’ultima Olimpiade) che tanto ha avuto in comune con Milano: dalla cerimonia d’apertura all’impegno della sindaca Anne Hidalgo nel farla diventare una città totalmente sostenibile. - prosegue Verri - Un impegno che, nel corso di 24 mesi, ha dimostrato di essere un forte traino per una nuova Parigi e una nuova Francia. Per arrivare a questo abbiamo tutti imparato di Barcellona, dove le Olimpiadi hanno dato aiuto alle periferie, e hanno fatto un importante lavoro per l’inclusione sociale e per i giovani. Le Olimpiadi del 1992 hanno cambiato la storia di Barcellona e la storia del Movimento Olimpico». Nel 1992 Enric Turñó era l'assessore ai giovani, allo sport e alle Olimpiadi del Comune di Barcellona e racconta quale effetto duraturo i Giochi abbiano avuto sul turismo e sull'orgoglio locale. «Allora era in corso una transizione politica, c’era una crisi economica e la città tentava, faticosamente, di riprendersi da una dittatura lunga 40 anni. - afferma Turñó - Juan Antonio Samaranch venne nominato presidente del Comitato Olimpico Internazionale dal 1980 al 2001; era cittadino di Barcellona e decise di proporre la candidatura olimpica come motore di sviluppo della città, avviando importanti opere di recupero. Le organizzazioni governative e il comitato olimpico lavorarono insieme con le istituzioni turistiche e avviarono un piano alberghiero per favorire l’accoglienza degli ospiti, aprendo 15 grandi alberghi di catene internazionali. Alla fine dei giochi olimpici Samaranch disse che erano stati i migliori della storia e hanno accompagnato Barcellona e la Spagna nell’età moderna». «Barcellona è stata quindi la prima delle “nuove Olimpiadi”, perché ha capito che, per una città, la decisione di attrarre talenti, investimenti e turisti passa attraverso i giochi olimpici. Anche Parigi ha saputo cogliere questa opportunità» ha aggiunto Verri, dando la parola a Sandrine Buffenoir, direttrice di Atout France che prosegue: «Parigi si è candidata pensando a delle Olimpiadi diffuse che includessero tutta la Francia e anche la Polinesia Francese per le gare di surf. Abbiamo così messo in risalto un patrimonio del passato che conduce verso il futuro, con la digitalizzazione della Francia: grazie all’Ai abbiamo messo a punto strumenti per migliorare la mobilità dei passeggeri e che oggi restano come lascito dei Giochi. Abbiamo anche sviluppato una narrazione intorno alle competizioni invitando gli ospiti a sfruttare al meglio il loro tempo al di fuori delle gare visitando l’intera Francia, oltre a Parigi. Il paese intero ha così tratto beneficio dalle competizioni. È stata anche un’opportunità per la sostenibilità: i giochi dovevano avere il minor impatto in termini di emissioni di carbonio, quindi abbiamo costruito una sola struttura - una piscina e arena acquatica oggi utilizzata dalla città - mentre il Villaggio Olimpico, costruito con finanziamenti privati, ospita ora diverse attività. Per noi era fondamentale che i giochi andassero a beneficio della popolazione, in un progetto che proseguirà con i giochi nelle Alpi Francesi del 2030. Con il nostro Ministro dello Sport e il Comitato Olimpico abbiamo seguito la strada aperta da Barcellona1992, abbiamo imparato da Parigi2024 e stiamo osservando e studiando l’operato di Milano-Cortina2026: poi useremo tutto questo per organizzare nel modo migliore i Giochi Invernali del 2030 in termini di sostenibilità, nel rispetto degli abitanti locali e dell'ambiente». Le Olimpiadi coinvolgono anche la cultura: importante l’apporto di Domenico De Maio, education&culture director di Fondazione Milano Cortina 2026. «Costruendo i programmi educativi e culturali per queste Olimpiadi conoscevamo l'off-city contract firmato da regioni e città nel 2019, secondo il quale i programmi educativi e culturali non sono attività a corredo dei Giochi ma, allo stesso modo di un impianto, sono parte dell'impegno di comunicazione e di responsabilità sociale di portare i valori olimpici a 8 milioni di ragazzi. Abbiamo voluto creare una comunità, che è quello che resta una volta finito il grande evento. Il nostro team è cresciuto da 3 a 15 persone e oggi produce un fatturato di 35mln di euro. Ci siamo confrontati con i territori con grande umiltà per sostenere il percorso di città che avevano ciascuna una propria identità e storia. È stata una sfida avvincente tenere insieme una metropoli come Milano con piccoli centri della Valtellina, delle aree montane di Bolzano, o città come Trento, che ha messo in campo una programmazione culturale potente. Tra i temi importanti quello dell’empowerment femminile, oppure la possibilità di vivere le aree montane usando la cultura. L’Olimpiade Culturale, i cui progetti sono stati visitati da 7mln di persone, ci ha dato la possibilità di includere città che non erano venue di gara: in Lombardia da Como a Monza, in Veneto con Venezia che in questi giorni celebra un Carnevale ispirato al gioco. È un programma che continuerà nel tempo: la comunità che è nata deve continuare a mantenersi coesa ed essere parte del fil-rouge che collega tutte le Olimpiadi. Quelle delle Alpi Francesi potrebbero infatti coinvolgere anche il Piemonte, seguendo un modello transnazionale che è il presente e il futuro delle Olimpiadi». Sono di Tommaso Bianchi, assessore alla Cultura del Comune di Milano, le interessanti parole conclusive del panel sul lascito dei Giochi Olimpici Invernali Milano-Cortina 2026. «Grandi sono la forza e il lascito dei momenti internazionali e centralizzati. - afferma - Penso all’Expo 1889 di Parigi con la costruzione della Tour Eiffel: un monumento che doveva essere temporaneo ed è invece diventato il simbolo di Parigi. Penso a quanto abbiamo appreso dall'esperienza pilota di Barcellona e da Parigi. Quello che rimane sono il soft-power - il potere diffuso della produzione culturale, un lavoro che, a partire dal capoluogo, va a tessere una tela estesa a tante comunità minori della Lombardia e del Veneto - e le strutture come quel Villaggio Olimpico, visitato anche dal Capo dello Stato Mattarella, che sta vincendo la sua sfida grazie a una visione lungimirante nella destinazione degli edifici. Ogni evento guidato da Fondazione, dal Cio e ai soggetti titolati ha portato vantaggi di comunità. Le Olimpiadi avranno poi un impatto nell’accelerazione di progetti culturali della città, come è avvenuto per il restauro della Volta Leonardesca conservata al Castello Sforzesco nella Sala delle Asse (opera mirabile, il cui cantiere era aperto da 18 anni e che rimarrà come futura eredità per tutti gli amanti dell’arte). Abbiamo poi riallestito la Pinacoteca del Castello e realizzato tante altre migliorie, portando anche la mostra di Anselm Kiefer alla sala delle Cariatidi. 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Chiara Ambrosioni
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[post_content] => Air Niugini protagonista nell’ultima giornata del Singapore Airshow 2026, con centinaia di appassionati di aviazione e visitatori che hanno affollato il Changi Exhibition Centre per ammirare da vicino l’Airbus A220-300 della compagnia, immatricolato P2-PGA, esposto in area statica.
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«Siamo davvero onorati dalla straordinaria risposta ricevuta da visitatori e partner al Singapore Airshow - dichiara il presidente del consiglio di amministrazione di Air Niugini, Karl Yalo - Questa piattaforma non solo ha evidenziato il nostro impegno nella modernizzazione della flotta, ma ha anche permesso alla Papua Nuova Guinea di condividere la propria cultura con un pubblico globale. Occasioni come questa sono fondamentali mentre rafforziamo la nostra presenza regionale e celebriamo la nostra identità».
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Casa Toscana, presso Terme De Montel - dirimpettai dello stadio San Siro a Milano -, presenta in anteprima BIT 2026 il Carnevale di Viareggio. Un evento di grande rilievo per la regione Toscana che va oltre la sfilata canonica e un segmento turistico che rientra a pieno titolo nel segmento del turismo familiare.
«È una magia l’intera organizzazione del carnevale. Si tratta di un evento storico di grande attrazione turistica, con una grande peculiarità, la destagionalizzazione. Attrae migliaia e migliaia di persone anche a livello internazionale, non solo come evento annuale. Il carnevale costituisce un'esperienza culturale e turistica continuativa e permanente - spiega Francesco Tapinassi, direttore di Toscana Promozione Turistica -. Attraverso l'occupazione di tutte le strutture, come per gli altri eventi che seguiamo, per esempio Lucca Comics Games che fa grandi numeri, scopriamo che il carnevale non coinvolge solo Viareggio ma tutta l'area della Toscana Nord-Est e Nord-Ovest. Sono eventi che hanno veramente un peso sull’attrazione regionale».
«Il Carnevale è una macchina di produzione e promozione turistica non solo per numero di attrattiva di visitatori ma anche per tutto il suo indotto, la quantità incredibile di persone che ne fanno parte, dello spettacolo, di figuranti che seguono i carri, le centinaia di persone per ognuno dei carri e le maestranze. Un segmento di mercato legato all'artigianato, con i grandi maestri di cartapesta. Il Carnevale coinvolge anche l'intero sistema culturale della città con mostre, incontri e presentazioni di libri», aggiunge Tapinassi.
Quest’anno sono 6 manifestazioni dal 1° al 21 febbraio e un mese ricco di eventi. Le parate, dette Corsi Mascherati, si svolgono sul lungomare di Viareggio, descritto come un palcoscenico naturale dove sfilano opere fantastiche e allegoriche accompagnate da numerosi figuranti. I carri sono i protagonisti assoluti dell'evento organizzato dalla Fondazione Carnevale dove gli artisti sono liberi di scegliere il tema del proprio carro. Il colore, tema di quest’anno, è anche oggetto di una mostra dedicata presso il Museo del Carnevale che include un'opera, l'Arlecchina anonima, in prestito dalla Galleria degli Uffizi.
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Anna Morrone
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[post_content] => Compatta nelle dimensioni ma ricca di contenuti, Malta è una delle destinazioni mediterranee più frequentate e al tempo stesso più chiamate a gestire in modo responsabile i propri flussi turistici. La destagionalizzazione, da obiettivo strategico, sta diventando una componente strutturale del modello di sviluppo. Ne parliamo con Ester Tamasi, Direttore Italia di VisitMalta.
Malta è una destinazione molto concentrata: la destagionalizzazione è ormai una necessità strutturale?
I numeri confermano una crescita anche nei mesi oltre l’estate, rafforzando la vocazione di Malta come destinazione ideale per tutto l’anno. In soli 316 km² l’arcipelago concentra una varietà di prodotto rara: clima mite, logistica semplice, strutture alberghiere di alto livello, un calendario eventi molto ricco e un’offerta MICE in forte espansione. Questa ricchezza compatta rende la destagionalizzazione concreta e praticabile, perché in ogni periodo dell’anno Malta offre diverse motivazioni di viaggio.
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Quali esperienze stanno trainando i flussi nei mesi primaverili e autunnali?
Negli ultimi vent’anni Malta ha costruito una nuova narrazione del proprio prodotto turistico, ampliando le opportunità e valorizzando ciò che la rende unica. Questo percorso ha favorito l’emergere di nicchie capaci di attrarre flussi anche fuori stagione. Oggi il turismo maltese è multitarget e multiesperienziale.
Tra i segmenti in crescita figurano il diving, grazie ad alcuni dei migliori spot del Mediterraneo; i percorsi di lingua inglese professionale, particolarmente richiesti fuori dall’estate; il wellness, sostenuto dal clima e dagli scenari naturali; Gozo, sempre più apprezzata per autenticità e ritmo lento; e il MICE internazionale, supportato da infrastrutture moderne, hotel di fascia alta e una logistica efficiente.
Cosa indicano i dati 2025 e quali trend prevedete per il 2026?
Il 2025 si è chiuso con una stima di circa 4 milioni di turisti, con l’Italia stabile tra i mercati principali. Il turismo rappresenta oggi circa il 30% del PIL maltese, considerando l’impatto diretto e indiretto. La crescita è stata sostenuta da una connettività aerea capillare, investimenti infrastrutturali e un’offerta di servizi di alto livello.
Guardando al 2026, la parola chiave sarà equilibrio. Le priorità riguardano il rafforzamento delle nicchie a maggior valore aggiunto, una migliore distribuzione dei flussi anche su aree meno note – come Comino, nell’ambito del Progetto Natura 2000 – e un posizionamento sempre più orientato alla sostenibilità. In questo contesto si inserisce anche l’organizzazione, nel 2026, del Global Summit del WTTC, che rafforzerà ulteriormente il profilo internazionale di Malta come destinazione responsabile e di qualità.
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[post_content] => Per Going un nuovo sito con una nuova homepage pensata per accompagnare l’utente nella fase iniziale del viaggio: quella dell’ispirazione.
Con questo restyling, Going.it consolida una strategia digitale che privilegia l’ispirazione e la chiarezza del percorso, mantenendo il presidio del canale fisico come elemento strutturale della propria offerta. Una scelta in linea con l’evoluzione dei comportamenti di fruizione online, ma ancorata a un modello distributivo ibrido, in cui canale digitale e agenzie continuano a dialogare.
Il restyling punta su un impianto “a cards”, come una bacheca su un wallet.
Il nuovo layout si basa su griglie modulari di immagini che funzionano come unità autonome di contenuto. Le carte visive di grande formato, spesso a tutta larghezza o in composizioni irregolari, diventano il principale punto di accesso alle proposte. Il testo è ridotto all’essenziale e accompagna l’immagine, mentre la navigazione rinuncia a percorsi rigidi per favorire lo scroll e la scoperta. Inoltre, le carte si allineano in base alla navigazione degli utenti.
Una sequenza visiva di ispirazioni di viaggio, destinazioni, resort e prodotti, presentati come idee da esplorare e memorizzare. Una scelta che ribalta la gerarchia tradizionale dell’informazione turistica, mettendo al centro l’immaginario prima della decisione.
«Abbiamo lavorato su una logica editoriale che sposta il sito da strumento puramente informativo a spazio di suggestione - spiega Marco Orlandi, digital consumer experience officer del Gruppo Bluvacanze - Il nuovo Going.it parla a un utente finale che non sta ancora acquistando, ma sta immaginando il proprio viaggio. È lo stesso approccio narrativo che utilizziamo sui nostri canali social, a partire da @Goingofficial: immagini forti, testi brevi, contenuti che accendono un’idea».
La piattaforma è quindi ideale per l’inserimento di esperienze “alternative”: podcast, giochi, profilazione, integrazione con i canali social media, moduli di approfondimento. Ne derivano maggiori interazioni, maggiore conoscenza delle esperienze richieste.
Dal punto di vista funzionale, il sito presenta una struttura più ordinata e accessibile. Le sezioni principali sono dedicate a destinazioni, offerte di resort, proposte lifestyle, pacchetti crociera e parchi Disney. Restano facilmente raggiungibili le aree istituzionali “Chi siamo” e “Contatti”, con riferimenti chiari alla sede e ai contatti di emergenza.
Ampio spazio è riservato alla presentazione delle destinazioni e dei pacchetti, con link diretti alle offerte promozionali e alle pagine di approfondimento dei singoli itinerari.
Tra gli obiettivi della riorganizzazione consolidare Going.it come one-stop shop turistico, capace di integrare ispirazione, informazione e accesso all’acquisto, in linea con un modello già sperimentato dal brand.
Il nuovo sito rafforza anche il legame con il canale agenziale. È stato infatti attivato un canale di contatto diretto che accompagna il cliente verso l’agenzia di viaggi: il form “Richiedi preventivo” consente di raccogliere gli interessi dell’utente e di indirizzarlo all’agenzia partner Going più vicina. La barra di ricerca, presente in cima a ogni pagina, permette inoltre di trovare rapidamente tutti i prodotti e di esplorare nel dettaglio itinerari e proposte.
«Il nostro approccio digitale non bypassa le agenzie di viaggio, ma le integra - sottolinea Maurizio Casabianca, chief commercial and operations officer di Going - Il sito è uno strumento di orientamento e di raccolta dell’interesse. La consulenza, il valore aggiunto e la relazione restano centrali e continuano a passare dalle agenzie partner».
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Noleggio camper in Islanda: guida pratica per un viaggio on the road
L’Islanda è una destinazione che invita a rallentare, osservare e adattarsi. Vulcani silenziosi, distese di lava, ghiacciai, fiordi e strade che sembrano dissolversi nell’orizzonte rendono il viaggio stesso parte dell’esperienza. In questo contesto, il noleggio camper in Islanda rappresenta una scelta sempre più diffusa tra chi desidera autonomia, flessibilità e un contatto autentico con il territorio.
Questa guida raccoglie informazioni pratiche e consigli utili per chi sta valutando un viaggio in camper o motorhome attraverso l’isola: dalla scelta del veicolo alla pianificazione dell’itinerario, dalle regole sui campeggi alle condizioni stradali, fino agli aspetti concreti legati al noleggio.
Viaggiare in Islanda in camper: vantaggi e aspetti da considerare
L’Islanda non è un Paese da visitare di fretta. Le distanze possono sembrare contenute sulla mappa, ma le condizioni delle strade, il clima variabile e la quantità di luoghi che invitano a fermarsi rendono necessario un approccio flessibile. Il camper risponde a questa esigenza meglio di molte altre soluzioni: permette di modificare l’itinerario in corso d’opera, di fermarsi più a lungo dove il paesaggio lo merita o di cambiare direzione se il tempo peggiora.
La libertà di movimento è il vantaggio più evidente: nessun orario di check-in, nessuna prenotazione vincolante, nessuna necessità di raggiungere una struttura specifica a fine giornata. Per coppie, famiglie e viaggiatori indipendenti, il camper offre un equilibrio unico tra comfort e avventura. Chi viaggia con bambini apprezza particolarmente la comodità di avere sempre a disposizione uno spazio familiare dove mangiare, riposare e ripararsi dal vento.
C’è poi un aspetto meno tangibile ma altrettanto importante: spostarsi in camper trasforma ogni giornata in un piccolo viaggio nel viaggio. Non si tratta solo di arrivare a una cascata o a un punto panoramico, ma di vivere il tragitto – le strade che attraversano campi di muschio, i ponti solitari, il mutare continuo della luce. Il camper diventa uno spazio di osservazione e riflessione, dove anche una sosta improvvisa può trasformarsi in uno dei ricordi più intensi del viaggio.
Va considerato, d’altra parte, che il viaggio in camper richiede un minimo di organizzazione: gestione del carburante, conoscenza delle regole sui campeggi, attenzione alle condizioni meteo e stradali. Ma è proprio questa preparazione consapevole che rende il viaggio più ricco e sicuro.
Come pianificare un itinerario in camper
Rotta generale e gestione delle distanze
La Ring Road (Route 1) è il punto di riferimento per la maggior parte dei viaggi in camper in Islanda. Con i suoi circa 1.322 chilometri, attraversa l’intera isola toccando molte delle attrazioni principali. Per percorrerla con calma, dedicando tempo a soste, escursioni e deviazioni, sono consigliabili dai sette ai dieci giorni. Chi desidera esplorare anche i Fiordi Occidentali o l’altopiano interno dovrebbe prevedere almeno due settimane.
Un errore comune è pianificare ogni tappa nei minimi dettagli. In Islanda è consigliabile costruire un itinerario di massima, lasciando spazio all’imprevisto. Come regola pratica, prevedete non più di 200–250 chilometri al giorno: sulle strade islandesi, questa distanza corrisponde spesso a un’intera giornata, considerando soste fotografiche, sentieri e condizioni variabili.
Un possibile itinerario di 7–10 giorni lungo la Ring Road
A titolo orientativo, un itinerario classico in camper potrebbe seguire questa traccia. I primi due giorni si dedicano al Golden Circle e alla costa meridionale, con tappe al Parco Nazionale di Þingvellir, a Geysir, alla cascata Gullfoss e al cratere Keríð. Dal terzo giorno si prosegue lungo la costa sud verso Skógafoss, la spiaggia nera di Reynisfjara e il villaggio di Vík.
La quarta e la quinta giornata possono essere dedicate al Parco Nazionale di Skaftafell, alla cascata Svartifoss e alla laguna glaciale di Jökulsárlón con la vicina Diamond Beach. Proseguendo verso est e nord, si raggiungono i fiordi orientali e la zona del lago Mývatn con le sue formazioni vulcaniche, le solfatare e i bagni naturali. Gli ultimi giorni possono prevedere la penisola di Snæfellsnes o il rientro verso Reykjavík con una sosta alle terme.
Questo schema è indicativo: la bellezza del viaggio in camper sta proprio nella possibilità di adattare ogni giornata alle condizioni reali, alle scoperte lungo il percorso e al proprio ritmo.
La stagione giusta per partire
La stagione incide profondamente sull’esperienza. In estate, da giugno ad agosto, le giornate offrono quasi 24 ore di luce, le strade principali sono tutte percorribili e i campeggi sono aperti su tutta l’isola. È il periodo più mite (10–13 °C di media), ma anche il più affollato, con campeggi che possono riempirsi già nel tardo pomeriggio.
Maggio e settembre sono mesi di transizione interessanti: meno affluenza, condizioni spesso ancora buone e, a settembre, la possibilità di avvistare le prime aurore boreali. La stagione delle aurore si estende fino ad aprile.
L’inverno, da novembre a marzo, è consigliato solo a viaggiatori esperti. Le ore di luce si riducono drasticamente (fino a 4–5 al giorno a dicembre), molte strade sono chiuse o ghiacciate e i campeggi operano con servizi ridotti. Chi sceglie di viaggiare in questa stagione deve disporre di un veicolo con pneumatici invernali (anche chiodati), riscaldamento ausiliario affidabile e buon isolamento termico. Un sacco a pelo adeguato a temperature sotto zero è indispensabile anche se il camper è dotato di biancheria da letto.
Il meteo come strumento di pianificazione quotidiana
Il meteo in Islanda può cambiare radicalmente nell’arco di poche ore: sole, neve e vento possono alternarsi in una sola mattina. Consultare ogni giorno le previsioni su vedur.is, lo stato delle strade su road.is e gli avvisi di protezione civile su SafeTravel dovrebbe diventare un’abitudine quotidiana. Tutti e tre i portali sono disponibili in inglese.
Il vento merita un’attenzione particolare: le raffiche possono rendere la guida impegnativa, soprattutto per motorhome di grandi dimensioni, e possono danneggiare le portiere se aperte controvento. A volte la scelta più saggia è restare fermi un giorno in più e adattare la tabella di marcia alle condizioni reali, anziché forzare il programma.
Dove dormire in Islanda con il camper
Campeggi: la soluzione principale per il pernottamento
I campeggi sono la soluzione principale e più sicura per dormire con il camper in Islanda. Sono distribuiti capillarmente su tutta l’isola e in estate non c’è mai più di un’ora di viaggio per raggiungere quello più vicino. La maggior parte è aperta da maggio a settembre e offre servizi essenziali: bagni, docce, aree di scarico e, in molti casi, prese elettriche. Diversi campeggi dispongono anche di cucine comuni, aree barbecue e hot tub.
Nella stagione alta, i campeggi più popolari come Landmannalaugar e Þórsmörk tendono a riempirsi rapidamente: è consigliabile arrivare per tempo o prenotare in anticipo, dove possibile, tramite l’app Parka. Il pagamento avviene in genere con carta di credito, spesso al mattino o all’arrivo. La Camping Card islandese offre un pacchetto forfettario valido in numerosi campeggi e può risultare conveniente per viaggi superiori alla settimana.
Per chi viaggia in inverno, il numero di campeggi aperti si riduce significativamente, ma le stazioni di servizio offrono bagni accessibili tutto l’anno e quasi ogni località dispone di una piscina geotermica con docce e spogliatoi – un’alternativa pratica e piacevole.
Regole sul pernottamento: cosa è consentito e cosa no
Dal 2015, il pernottamento in camper in Islanda è consentito esclusivamente nei campeggi autorizzati e, in alcuni casi, presso strutture ricettive che offrono possibilità di sosta notturna. Dormire fuori dalle aree autorizzate è vietato, soprattutto nelle zone turistiche del sud, ed è soggetto a sanzioni. Il campeggio libero in tenda è tollerato solo in assenza di campeggi nelle vicinanze e limitato a una sola notte.
Nei camper senza bagno integrato, i servizi igienici dei campeggi e delle stazioni di servizio sono il riferimento principale. È severamente vietato fare i propri bisogni in natura. Rispettare queste regole non è solo una questione normativa, ma contribuisce alla tutela di un ecosistema estremamente fragile.
Strade e condizioni di guida in Islanda
Caratteristiche delle strade e regole di circolazione
La Ring Road è interamente asfaltata e percorribile con qualsiasi veicolo. Ma basta allontanarsi di pochi chilometri per imbattersi in tratti sterrati, ponti a corsia unica e passaggi improvvisi da asfalto a ghiaia. Il camper, per sua natura, invita a una guida più lenta e prudente, perfettamente in linea con lo spirito del viaggio islandese.
I limiti di velocità sono di 50 km/h nei centri abitati, 80 km/h sulle strade sterrate e 90 km/h sulle strade asfaltate extraurbane. I fari anabbaglianti sono obbligatori anche di giorno, vige il limite di alcol pari a zero e l’obbligo di cinture di sicurezza per tutti gli occupanti. Le pecore, spesso libere lungo le strade soprattutto in autunno, hanno sempre la precedenza. I dossi ciechi, indicati con il cartello “Blindhæð”, possono nascondere veicoli in arrivo e richiedono particolare cautela.
La rete di distributori di carburante è ben sviluppata lungo la Ring Road ma si dirada nelle zone remote. Le pompe automatiche funzionano in modalità self-service, accettano le carte di credito più comuni e richiedono un PIN a 4 cifre (non a 5). È consigliabile fare rifornimento quando il serbatoio è ancora a metà, soprattutto se il riscaldamento notturno del camper dipende dal diesel: non scendete mai sotto un terzo della capacità prima di fermarvi per la notte.
F-Roads: accesso, limiti e consigli pratici
Le F-Roads sono piste sterrate di montagna che attraversano l’altopiano interno e conducono ad alcuni dei luoghi più spettacolari del Paese. Sono generalmente aperte solo da luglio a metà settembre e accessibili esclusivamente con veicoli 4x4. Percorrere una F-Road con un veicolo non autorizzato comporta sanzioni e responsabilità totale per eventuali danni. I controlli sono frequenti, anche dall’aria.
Non tutte le F-Roads presentano la stessa difficoltà. Alcune, come la Route 35 (Kjölur), sono accessibili a veicoli 4x4 di dimensioni contenute, mentre altre includono guadi e richiedono mezzi più robusti. È importante sapere che alcuni noleggiatori escludono specifiche F-Roads dal contratto (ad esempio la F26, F210, F910): verificate sempre le restrizioni prima della partenza. Se un guado sembra troppo profondo, tornate indietro: i danni da attraversamento sono quasi sempre esclusi dalle coperture assicurative. Attraversate i fiumi lentamente, a circa 5 km/h, senza cambiare marcia.
La guida fuoristrada al di fuori dei percorsi segnalati è severamente vietata in tutta l’Islanda. Se la strada sembra scomparire, fermatevi e cercate a piedi le tracce del percorso. L’ente stradale islandese pubblica mappe aggiornate delle piste aperte su road.is.
Noleggio camper in Islanda: aspetti pratici e consigli
Scegliere il veicolo giusto per il proprio itinerario
Non esiste un camper “giusto” in assoluto, ma esiste quello più adatto al tipo di itinerario e alla stagione. Per percorsi lungo la Ring Road e le strade asfaltate, un camper o van a due ruote motrici può essere sufficiente: è più compatto, facile da guidare e consuma meno carburante. Se si desidera esplorare le F-Roads, un veicolo 4x4 è indispensabile.
I motorhome più grandi offrono comfort superiore (bagno, doccia, maggiore spazio abitabile), ma risultano più impegnativi in caso di vento forte e su strade strette. I van più compatti sono agili e facili da parcheggiare, ma spesso privi di bagno e con spazio limitato. La scelta dipende dalle priorità personali: comfort, maneggevolezza, numero di passeggeri e tipo di percorso.
Cosa verificare nel contratto di noleggio
La maggior parte delle agenzie di noleggio opera nei pressi dell’aeroporto internazionale di Keflavík e offre servizio navetta. Per il ritiro sono generalmente necessari una patente valida e una carta di credito con plafond sufficiente a coprire la franchigia, che in alcuni casi può superare i duemila euro.
Tra gli elementi da verificare con attenzione: il chilometraggio (spesso illimitato, ma non sempre), le strade escluse dal contratto, le condizioni di restituzione e le politiche di cancellazione. Molti noleggiatori includono nel canone biancheria da letto, set cucina e bombole gas, ma conviene sempre confermarlo prima della prenotazione.
Coperture assicurative: un aspetto da non sottovalutare
L’Islanda è un ambiente impegnativo per i veicoli: il vento trasporta ghiaia e sabbia vulcanica che possono scheggiare vetri e danneggiare la carrozzeria. Per questo motivo, le coperture assicurative meritano un’attenzione particolare. La polizza base inclusa nel noleggio copre in genere la responsabilità civile e i danni da collisione con franchigia, ma spesso esclude danni da vento, ghiaia, sabbia, cenere e attraversamento di guadi.
Valutate se aggiungere una copertura cristalli e carrozzeria, una protezione specifica per ghiaia (gravel protection) e, se il vostro itinerario prevede guadi, verificate se esistono opzioni dedicate. Controllate sempre quanto scende la franchigia con l’upgrade e se è incluso il soccorso stradale nelle aree isolate. La tranquillità in viaggio, su strade islandesi, ha un valore concreto.
Orientarsi nella scelta del fornitore
Affidabilità del servizio, chiarezza nelle condizioni contrattuali, stato della flotta e disponibilità di assistenza durante il viaggio sono gli elementi principali da valutare. Leggere le recensioni di altri viaggiatori, confrontare le coperture incluse e verificare la posizione del punto di ritiro rispetto all’aeroporto aiuta a farsi un’idea chiara delle opzioni disponibili.
Per un confronto tra veicoli, servizi e condizioni di noleggio, una risorsa utile da consultare è CamperIslanda, che raccoglie informazioni sulle diverse tipologie di camper disponibili sull’isola e sugli aspetti pratici della prenotazione.
Consigli pratici prima della partenza
Abbigliamento e attrezzatura essenziale
Indipendentemente dalla stagione, portate abbigliamento antivento e impermeabile, strati termici, pile e calzature robuste impermeabili. In estate, una mascherina per dormire è utile per le notti quasi prive di buio. Un buon sacco a pelo resta necessario anche nei mesi più caldi, poiché le temperature notturne scendono sensibilmente. Chi viaggia in inverno dovrebbe optare per un sacco a pelo adeguato a temperature sotto zero. Guanti touch, berretto, scaldacollo e ramponcini per sentieri ghiacciati completano l’equipaggiamento.
Alimentazione e gestione del budget
L’Islanda ha un costo della vita elevato, e cucinare nel camper è uno dei modi più efficaci per contenere le spese. I supermercati Bónus e Krónan offrono i migliori rapporti qualità-prezzo per la spesa alimentare. Non sono distribuiti ovunque, quindi è consigliabile pianificare gli acquisti in base alle tappe dell’itinerario.
L’acqua del rubinetto in Islanda è potabile praticamente ovunque e di ottima qualità: portare borracce riutilizzabili è una scelta pratica e sostenibile. Per i rifiuti, utilizzate i bidoni disponibili nei campeggi e, in aree isolate, adottate il principio del “pack in, pack out”: riportate con voi tutto ciò che avete prodotto. Accendere fuochi all’aperto è vietato, salvo nelle aree attrezzate di alcuni campeggi.
Viaggiare in camper con bambini
L’Islanda è una destinazione adatta anche alle famiglie, a patto di adattare il ritmo del viaggio alle esigenze dei più piccoli. La maggior parte dei noleggiatori offre seggiolini per bambini su richiesta. Vestiteli a strati (termico, pile, guscio impermeabile) e prevedete calzature impermeabili. Alcune attività, come le escursioni nelle grotte di ghiaccio, prevedono un’età minima di otto anni. Avere il camper come base sempre a disposizione rende la gestione della giornata più semplice e rilassata.
Un viaggio che si costruisce strada facendo
Viaggiare in camper in Islanda è un’esperienza che unisce libertà, natura e scoperta. La chiave per godersela appieno sta nella preparazione: conoscere le condizioni stradali, rispettare le regole sui campeggi, scegliere il veicolo giusto, monitorare il meteo e gestire il carburante con attenzione sono accorgimenti semplici che fanno la differenza.
L’Islanda premia chi viaggia con rispetto e apertura, accettando i ritmi di una natura che non si lascia addomesticare. Con la giusta preparazione, il camper diventa lo strumento ideale per vivere questa esperienza al proprio passo – senza fretta, senza vincoli, seguendo il paesaggio che si apre davanti.
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