12 May 2026

Reportage “Montenegro in un respiro: monti, mare, cultura”

montenegro Sveti StefanE’ online il nuovo Reportage dal titolo “Montenegro in un respiro: monti, mare, cultura” realizzato da Travel Quotidiano. 

C’è un Paese nel cuore dei Balcani che sorprende per la sua capacità di unire mare e montagne, tradizione e modernità, antiche radici e spirito contemporaneo. È il Montenegro, destinazione che sta emergendo nel panorama europeo come nuovo simbolo di ospitalità sostenibile e turismo esperienziale.

Il Reportage di Travel Quotidiano conduce il lettore in un itinerario che attraversa il Paese da nord a sud, tra i cinque parchi nazionali, i borghi sospesi nel tempo e le coste bagnate dall’Adriatico. Si parte dalle foreste vergini di Biogradska Gora e dal canyon di Tara, per poi raggiungere Kolašin, dove l’atmosfera dei rifugi di montagna incontra l’autenticità della vita rurale.

Scendendo verso la costa, si riscopre la storia a Cetinje, la poesia di Kotor, il fascino moderno di Porto Montenegro e il lusso raffinato di Sveti Stefan e One&Only Portonovi. Ogni tappa racconta una diversa anima del Paese: quella naturale e incontaminata, quella culturale e identitaria, e quella moderna e cosmopolita.

Un viaggio che non cerca eccessi ma emozioni vere, da vivere lentamente, curva dopo curva, tra il profumo dei pini e la brezza del mare.

Leggi il Reportage completo

Condividi



Articoli che potrebbero interessarti:

Array ( [0] => Array ( [_index] => travelquotidiano [_type] => post [_id] => 513956 [_score] => [_source] => Array ( [blog_id] => 1 [post_content] => Dopo otto edizioni di successo, 48mila presenze e un’area espositiva che nell’ultimo anno ha raggiunto i 6.800 mq con 42 espositori, il Trentino Experience Festival torna dal 22 al 24 maggio 2026 e sceglie piazza Cal di Ponte a Mori (TN) come nuova sede strategica. Una scelta che coincide con l'ingresso del comune nell'Apt Garda Dolomiti, suggellando la sinergia tra Vallagarina e Lago di Garda che valorizza l'intero ecosistema dell'outdoor. La partecipazione è gratuita, così come tutte le attività alla scoperta del territorio. Lago di Garda, Monte Baldo, Val di Gresta, Monte Stivo, Vallagarina, Lago di Cei, Valli del Leno: in questo incredibile contesto naturale, il Festival propone un programma pensato per ogni livello di preparazione e ogni età, senza escludere nessuno (grazie a percorsi accessibili e special bike per persone con disabilità), includendo attività quali ferrate in notturna, Nordic walking, trekking, forest bathing, yoga, MTB e cicloturismo.  Tra le novità del 2026, una mappa interattiva consultabile tutto l'anno con tutte le location geolocalizzate. Dall’anno scorso l'appuntamento propone un approccio al benessere outdoor multidimensionale, certificato dal marchio Five Dimensions Wellness® di Paola Rizzitelli, esperta di marketing e branding per la wellness economy. Un approccio che valorizza i benefici di ogni attività nelle cinque dimensioni dell'essere umano - Fisica, Mentale, Spirituale, Relazionale e Ambientale - attraverso lo strumento del Passaporto del Benessere. «Portare il Festival a Mori significa aprire una porta su un Trentino più ampio, più connesso, più ricco - commenta Nicola Cimonetti, presidente Associazione Trentino destination, l’ente organizzatore -. Vogliamo creare un filo verde che unisca la Vallagarina al Lago di Garda: insieme sono una visione di futuro per un turismo che coniuga un territorio già conosciuto con aree ad alto potenziale come il Monte Baldo e la Val di Gresta, scrigni di biodiversità, agricoltura sostenibile e paesaggi sensazionali». Grande spazio al mondo bici (corsa, enduro, e-MTB) e al cicloturismo, con tour che collegano il Castello di Avio alle sponde del Garda e percorsi in e-MTB sulle orme dei dinosauri. Nel parco di Mori, le famiglie trovano nell’area kids uno spazio verde pensato appositamente per loro con 24 attività (3.300 bambini coinvolti nella scorsa edizione). Non solo sport e natura: ogni giorno concerti, DJ set e spettacoli animeranno i due palchi del Festival, allestiti rispettivamente nell’area food e nell’area kids. Cuore culturale del Festival, l'Agorà del Benessere. Paola Rizzitelli modera sul palco principale quattro panel dinamici, tra sabato 23 e domenica 24 maggio, con esperti, medici e professionisti per affrontare aree del benessere che richiedono oggi una nuova interpretazione: la longevità come qualità della vita, non solo durata; la salute della donna 40+; la spiritualità come strumento pratico di consapevolezza; il benessere degli adolescenti in un mondo che corre troppo veloce. [post_title] => Trentino experience festival, dal 22 al 24 maggio un’immersione tra sport, benessere ed intrattenimento [post_date] => 2026-05-12T12:35:20+00:00 [category] => Array ( [0] => enti_istituzioni_e_territorio ) [category_name] => Array ( [0] => Enti, istituzioni e territorio ) [post_tag] => Array ( ) ) [sort] => Array ( [0] => 1778589320000 ) ) [1] => Array ( [_index] => travelquotidiano [_type] => post [_id] => 513957 [_score] => [_source] => Array ( [blog_id] => 1 [post_content] => L’ Umbria non vuole più raccontarsi "solo" come una destinazione da visitare, ma come un territorio da  vivere, attraversare, abitare. È questo il senso del nuovo piano di comunicazione presentato ieri a Milano dalla Regione Umbria, alla presenza della presidente Stefania Proietti, dell’assessore regionale al Turismo Simona Meloni e di Federico Sistico per la Camera di Commercio dell’Umbria. Il messaggio è chiaro: uscire dalla logica della cartolina e dare più personalità al racconto del “cuore verde d’Italia”, puntando su qualità della vita, arte, cultura, paesaggio, aree verdi e autenticità. Non solo per conquistare turisti, ma anche per intercettare aspiranti residenti, nomadi digitali e lavoratori in smart working. Una linea sintetizzata bene dall’idea, emersa durante l’incontro, di un’Umbria in cui «si arriva e si vorrebbe restare a vivere». La strategia Tra i cardini della strategia c’è il turismo lento. L’assessore Meloni ha richiamato il valore della lentezza come esperienza capace di rigenerare corpo e mente, anche in vista degli 800 anni dalla morte di San Francesco, occasione che rafforza il posizionamento spirituale e culturale della regione.Tra gli appuntamenti dei prossimi mesi figurano le iniziative dedicate allo speciale anniversario, con un programma diffuso tra Assisi, Gubbio, Perugia e l’area ternana; la mostra “Giotto e San Francesco. Una rivoluzione nell’Umbria del Trecento”, alla Galleria Nazionale dell’Umbria di Perugia fino al 14 giugno; e la mostra “Michelangelo Pistoletto. Franciscus. Fratello in arte” alla Rocca Maggiore di Assisi. A questi si aggiungono i grandi festival culturali e musicali dell’estate, dal Festival dei Due Mondi di Spoleto a Umbria Jazz, fino a Umbria che Spacca, Suoni Controvento, Moon in June e Todi Festival. In Valnerina, accanto alla riapertura del centro storico di Norcia e della Basilica di San Benedetto, resta centrale la fioritura di Castelluccio, mentre nell’area di Terni il racconto passa anche dalla Cascata delle Marmore e dal nuovo Borgo Muse Festival di Collescipoli, in programma a settembre. Un calendario che conferma la volontà della regione di legare natura, cultura, spiritualità e contemporaneità in un’unica proposta di viaggio. Magari condotto a ritmo lento, a piedi o in bicicletta. Un'Umbria meno ovvia Cammini, percorsi bike e itinerari nascosti diventano così strumenti per scoprire un’Umbria meno ovvia, fatta di borghi, paesaggi e comunità.In questa direzione va anche il lavoro sulle cinque aree interne umbre, che coinvolgono 59 comuni, e il potenziamento della rete ciclopedonale. Il Trasimeno, con la sua ciclovia e il sistema museale integrato accessibile con biglietto unico, rappresenta uno degli esempi più concreti di questa visione. Ma la regione guarda con decisione anche a mountain bike, e-bike e cicloturismo, oggi resi più accessibili dalla diffusione della pedalata assistita. Come ricordato da Ludovica Casellati (Ladybici), la bicicletta è diventata uno strumento alla portata di molti e l’Umbria ha caratteristiche ideali per valorizzarla. Il 22 maggio, inoltre, grazie al progetto “Bici in Comune” promosso da Sport e Salute e con il supporto della Camera di Commercio dell’Umbria, alla Sala delle Colonne di Palazzo Graziani a Perugia si terrà un momento di approfondimento dedicato a mobilità sostenibile, cicloturismo e nuove opportunità per i territori. Accanto allo sport, cresce il racconto integrato di gusto, cinema e cultura. L’Umbria sarà protagonista a Identità Golose, dal 7 al 9 giugno, con una presenza che valorizzerà la filiera dall’agricoltura all’ospitalità. «Non c’è miglior ambasciatore di un grande cuoco del proprio territorio e dei suoi prodotti», è stato sottolineato da Claudio Ceroni, imprenditore e fondatore di Identità Golose. Il nuovo racconto passerà anche da strumenti digitali rinnovati, come Umbria Tourism, spazi ad hoc per il cicloturismo e il nuovo spot per superare lo slogan del “mollo tutto” e tradurlo in una proposta concreta: un’Umbria dove turismo, servizi, cultura e qualità della vita possono diventare una scelta stabile. (Alessandra Favaro) [post_title] => L’Umbria cambia passo: meno cartolina, più qualità della vita [post_date] => 2026-05-12T11:26:38+00:00 [category] => Array ( [0] => incoming ) [category_name] => Array ( [0] => Incoming ) [post_tag] => Array ( ) ) [sort] => Array ( [0] => 1778585198000 ) ) [2] => Array ( [_index] => travelquotidiano [_type] => post [_id] => 513899 [_score] => [_source] => Array ( [blog_id] => 1 [post_content] => [caption id="attachment_513308" align="alignleft" width="300"] Danilo Curzi[/caption] Una «notizia positiva in uno scenario complicato». Parte da qui l'analisi della situazione attuale messa a punto dal ceo di Idee per Viaggiare, Danilo Curzi, che ha recentemente annunciato l'acquisizione dello storico marchio Cts Viaggi. «Un'operazione dettata più dal cuore che dal business - ha spiegato il manager a Milano -, voluta per mettere il marchio in sicurezza». Il futuro del brand Cts è ancora da scrivere, ma potrebbe portare alla creazione di una linea di prodotto ad hoc, che vada a intercettare quella fascia di viaggiatori che ha vissuto "l'effetto Cts" nel periodo del suo massimo splendore, a cavallo degli anni Ottanta. L'analisi di Curzi Cts Viaggi a parte, Idee per Viaggiare si trova come tutti i player del turismo organizzato a fare i conti con gli effetti di una crisi internazionale che si fatica a contenere. «Nei giorni immediatamente successivi allo scoppio del conflitto abbiamo istituito una task force per rimpatriare e fornire assistenza ai nostri clienti in giro per il mondo. Siamo andati ben oltre il dovuto, investendo una cifra importante per provvedere al rientro di tutti nel più breve tempo possibile. Nel periodo seguente abbiamo lasciato sul campo qualcosa come 3,5-4 milioni di euro in cancellazioni, da sommarsi ai 5 milioni di mancate conferme persi negli ultimi due mesi lato t.o.». Inoltre, l'effetto domino creato dai problemi registrati dai tre principali vettori mediorientali - Emirates, Qatar Airways ed Etihad - ha avuto ripercussioni importanti in tutte le rotte a est, «con ad esempio cali dell'80% sulle Maldive» sottolinea Curzi. In verità, uno dei nodi principali ancora da sciogliere riguarda proprio la condotta delle compagnie aeree: «sono fuori controllo. In alcuni casi il costo dei biglietti è raddoppiato.; si è arrivati a spendere 2.500 euro per un biglietto in economy per la Repubblica Dominica. Con questi prezzi, è chiaro che il mercato ha registrato una battuta d'arresto, indipendentemente dalle tensioni geopolitiche e dalle informazioni spesso allarmistiche che hanno finito per danneggiare anche destinazioni che nulla avevano a che vedere con le zone teatro del conflitto». Al momento, una lenta ripresa è cominciata. «Cina, Giappone ma anche l'America Latina con il Perù  stanno ottenendo risultati brillanti. Anche il Canada sta riscuotendo grande interesse. Gli Stati Uniti, nostra prima destinazione, già da tempo erano in calo, anche se in numeri assoluti continuano a essere un nostro prodotto di punta. Stiamo invece spingendo sui Caraibi con attività in collaborazione con enti del turismo e vettori». Tutto è però proiettato a dopo l'estate. «Sarà il vero spartiacque per capire come andremo a chiudere il 2026. Per intanto, confermo un'accelerazione di preventivi e prenotazioni per il prossimo inverno, che riguarda anche destinazioni attualmente un po' ferme come Emirati o Maldive». Cresce anche la quota media pratica, attualmente pari a circa 3.800 euro a persona, che potrebbe contribuire a migliorare ulteriormente il giro d'affari totale, nel 2025 pari a 160 milioni di euro [post_title] => Curzi, Idee per Viaggiare: «Compagnie aeree fuori controllo» [post_date] => 2026-05-11T15:33:36+00:00 [category] => Array ( [0] => tour_operator ) [category_name] => Array ( [0] => Tour Operator ) [post_tag] => Array ( ) ) [sort] => Array ( [0] => 1778513616000 ) ) [3] => Array ( [_index] => travelquotidiano [_type] => post [_id] => 513816 [_score] => [_source] => Array ( [blog_id] => 1 [post_content] => Come ridisegnare la relazione tra destinazioni, prodotto e distribuzione in questo momento chiave per le dinamiche del travel? Se ne è parlato a Travel Re-Code, evento che ha analizzato modelli, processi e linguaggi dell’offerta turistica. Alcune tra le figure più rappresentative dell’ecosistema turistico e digitale hanno preso parte al workshop per esplorare come i brand del turismo possano ricodificare la propria offerta valorizzando l’identità delle destinazioni, co-creando prodotti flessibili e data-driven e integrando canali distributivi fisici e digitali in un ecosistema fluido e omnicanale. «Secondo la definizione dei Megatrends 2026 di Skift oggi il mondo del turismo è “restless and resigned” - spiega Mirko Lalli, imprenditore specializzato nell'integrazione Tea Ai e dati -: non si ferma, nonostante la guerra e continua a crescere. L’elemento che ha rivoluzionato la nostra epoca è stato il tweet di Sam Altman che annunciava la nascita di ChatGpt. Da quel momento ha preso il via una rivoluzione profondamente antropologica, ancor prima che tecnologica, che ha impattato in tanti aspetti della nostra vita. Il settore del turismo è in primo piano, perché gli utenti hanno scoperto un superpotere: la possibilità di fare cose prima impossibili. È molto importante capire quale sia l'impatto sul viaggiatore dell’Ai, che ha dei tassi di crescita inarrivabili in qualsiasi altra industria». Nell'era TikTok Giuseppe Suma, director of consumer services di Tik Tok Italia, ha ricordato che il nostro Paese è il quarto più visitato al mondo, ma è solo del 40% la penetrazione su TikTok dei player del turismo, che non sono ancora presenti dove ogni giorno c'è la più alta attenzione di pubblico. «Le grandi realtà del mondo del turismo devono presidiare la piattaforma per far sentire la propria voce e competenza. Perché se non sarà l’adv o l'ente del turismo a raggiungere il pubblico, lo farà il creator. TikTok sta lanciando TikTok Go, la versione di TikTok Shop per il mondo del travel e della ristorazione. Offriamo a Ota, adv e rappresentanti del settore l'opportunità di essere integrati nella nostra piattaforma e di permettere agli utenti che si lasciano ispirare su TikTok di acquistare direttamente le esperienze di viaggio; diventeremo un emailer per migliorare il customer journey». Domenico Pellegrino ha offerto la propria esperienza nella duplice veste di ceo di Bluvacanze e di presidente di Aidit: «Spesso parliamo di travel intendendo la vacanza, ma il travel è molto di più: è uno spostamento, è legato alla mobilità. Quindi bisogna chiedersi perché le persone si muovono e poi capire come aiutarle e qual è il ruolo dell’Ai. Io sognavo il suo arrivo da 30 anni: inizialmente il mondo del turismo temeva di non sopravvivere. All’interno di Bluvacanze ho voluto da subito chiarire che l’Ai è solo uno strumento: intelligentissimo ed efficiente, ma comunque una macchina. Questa percezione ha creato un approccio diverso, la consapevolezza di poter “usare” l’Ai a proprio vantaggio. Per coniugare l’elemento umano Bluvacanze ha scelto di mettere su TikTok i propri influencer. Attraverso una sorta di talent abbiamo individuato due giovani che conoscessero il linguaggio dei social e amassero viaggiare e li abbiamo assunti. Sono nati così i Blupeople, che Bluvacanze manda in giro per il mondo per vivere diversi viaggi e poi raccontarli. Con la logica “dell’ibridazione” usiamo i social, il nuovo, attraverso dei testimoni umani». Ha infine completato la panoramica offerta da Travel Re-Code Kyriaki Boulasidou, presidente di Adutei e direttrice per l'Italia dell’ente nazionale ellenico per il turismo, che ha offerto uno sguardo molto diretto sul tema, sottolineando l’importanza dell'elemento umano nel realizzare un itinerario di viaggio: «Perché l’esperienza dev’essere vissuta e poi raccontata. Una persona lo farà sempre con più emozione dell’Ai, un servizio che, bisogna sottolinearlo, dev’essere pagato per essere sostenibile». Luca Romozzi ha concluso il workshop Travel Re-Code ricordando che: «Oggi il vero lusso del viaggio è il tempo e sono in molti ad affidare il proprio tempo a un “agente” dell’Ai. La dimensione umana avrà sempre un grande valore, ma il consumatore/viaggiatore dovrà utilizzare sia piattaforme di ispirazione che piattaforme agentiche, ovvero capaci di pianificare ed eseguire autonomamente azioni complesse». (Chiara Ambrosioni) [gallery ids="513824,513823,513821"] [post_title] => Travel Re-Code: l'intelligenza artificiale al centro dell'edizione 2026 [post_date] => 2026-05-11T12:51:55+00:00 [category] => Array ( [0] => mercato_e_tecnologie ) [category_name] => Array ( [0] => Mercato e tecnologie ) [post_tag] => Array ( ) ) [sort] => Array ( [0] => 1778503915000 ) ) [4] => Array ( [_index] => travelquotidiano [_type] => post [_id] => 513708 [_score] => [_source] => Array ( [blog_id] => 1 [post_content] => [caption id="attachment_513715" align="alignleft" width="300"] Tiziana Beghin, assessore al Turismo Comune di Genova[/caption] Genova continua a crescere sul fronte turistico, rafforzando il proprio posizionamento come destinazione culturale, outdoor e sempre più internazionale. Dalla destagionalizzazione ai nuovi mercati esteri, fino al valore delle sinergie tra pubblico e privato, l’assessore al Turismo Tiziana Beghin racconta a Travel Quotidiano la fase positiva che sta vivendo il capoluogo ligure. Assessore, Genova sembra attraversare un momento particolarmente favorevole per il turismo. Quali sono oggi i segnali più evidenti? La percezione della città è cambiata molto. Sempre più persone ci raccontano di vedere Genova come una destinazione vivace, frizzante, autentica. Lo vediamo anche dal numero crescente di influencer e creator che arrivano spontaneamente per raccontarne le bellezze, spesso ancora poco conosciute. Genova sta tornando a occupare un posto importante nel panorama turistico internazionale e i numeri confermano questo percorso, con incrementi vicini alla doppia cifra nelle presenze. Quanto è importante la collaborazione tra amministrazione e operatori privati nello sviluppo turistico della città? È fondamentale. Il turismo funziona davvero quando si lavora in sinergia e si promuove la destinazione nella sua interezza. In questo senso iniziative come quella dei “Libri della Buonanotte” dell’Hotel Bristol Palace rappresentano un esempio molto bello di valorizzazione dell’identità cittadina. È un progetto di qualità, capace di lasciare un ricordo autentico a chi soggiorna a Genova. Gli operatori stanno investendo molto e l’amministrazione continuerà a supportare queste collaborazioni perché contribuiscono a rafforzare l’immagine della città nel mondo. La destagionalizzazione resta uno degli obiettivi principali. Su quali mercati state lavorando? Stiamo puntando molto sull’Est Europa e sul Nord Europa. Penso, ad esempio, alla Polonia, che è un mercato in forte crescita e sul quale stiamo investendo con attività promozionali dedicate. L’obiettivo è consolidare Genova come destinazione all season. E i risultati si vedono già: durante le ultime vacanze natalizie abbiamo registrato un aumento del 27% delle presenze rispetto all’anno precedente, che sale al 40% per gli stranieri, con circa 63 mila visitatori in più nelle due settimane centrali. Quali sono gli elementi che permettono a Genova di proporsi come meta turistica tutto l'anno? Sicuramente il clima mite aiuta, ma il vero valore aggiunto è la varietà dell’offerta. Genova unisce mare, cultura e outdoor in modo unico. Abbiamo un patrimonio culturale straordinario, fatto di musei, palazzi, chiese e mostre di grande livello, ma anche una componente outdoor sempre più apprezzata: trekking, biking, il sistema delle fortificazioni con panorami spettacolari sul mare. A questo si aggiunge tutto il turismo legato al mare, non solo balneare ma anche esperienziale e sportivo, fruibile in tutte le stagioni. È un mix che permette anche di allungare la permanenza media dei visitatori. Come stanno evolvendo invece i mercati internazionali e il turismo crocieristico? Il turismo crocieristico continua ad avere un ruolo importante soprattutto in termini di visibilità della destinazione. Molti visitatori scoprono Genova attraverso le crociere e poi tornano successivamente per soggiorni più lunghi. Inoltre stiamo collaborando con alcune compagnie per proporre itinerari dedicati alla scoperta della città, delle botteghe storiche e dello shopping. Esiste infatti anche un turismo luxury molto interessante, in particolare dal Sud America, attratto dal made in Europe e dalla convenienza fiscale sugli acquisti. In un contesto internazionale ancora incerto, Genova riesce a mantenere competitività rispetto ad altre destinazioni mediterranee? Sì certamente, perché rispetto ad altre mete Genova mantiene ancora prezzi accessibili. In una fase di incertezza economica questo diventa un fattore competitivo importante. Inoltre stiamo vedendo una crescita significativa del turismo domestico e di prossimità, che ci sta aiutando molto anche rispetto alle tensioni geopolitiche internazionali. (Enzo Scudieri) [post_title] => Genova accelera sul turismo all season: “La città è percepita come una destinazione viva e autentica” [post_date] => 2026-05-08T11:57:13+00:00 [category] => Array ( [0] => enti_istituzioni_e_territorio ) [category_name] => Array ( [0] => Enti, istituzioni e territorio ) [post_tag] => Array ( [0] => genova ) [post_tag_name] => Array ( [0] => Genova ) ) [sort] => Array ( [0] => 1778241433000 ) ) [5] => Array ( [_index] => travelquotidiano [_type] => post [_id] => 513646 [_score] => [_source] => Array ( [blog_id] => 1 [post_content] => “In una realtà in continua evoluzione, la tecnologia è uno strumento irrinunciabile che trasforma il modo di vivere e fruire l’aeroporto": Giovanni Sanga, presidente Sacbo, società di gestione dell'aeroporto di Milano Bergamo, è stato tra i protagonisti e organizzatore del convegno che ha messo a confronto le prospettive e i rischi potenziali dell’IA nel trasporto aereo, con riferimento all’uso corretto e regolamentato, alla sicurezza e ai processi di digitalizzazione a livello organizzativo e operativo. “Un quarto di secolo dopo l’emanazione del decreto 231 (8 giugno 2001) le attività di controllo per prevenire e contrastare ogni forma di violazione delle regole devono fare i conti con i rischi legati all’uso scorretto di uno strumento come l’Intelligenza Artificiale – ha sottolineato Sanga - La sfida in cui siamo ormai coinvolti è la capacità di impostare le chiavi dell’Intelligenza Artificiale in modo tale che non produca interferenze sulla liceità del modo prescritto di operare. Sappiamo che essa offre innumerevoli vantaggi, accelerando favorevolmente una serie di procedure, migliorando la sicurezza delle operazioni, fornendoci risposte con tempi di elaborazione rapidi. Tuttavia, dobbiamo essere consapevoli dei pericoli ed essere preparati a prevenirli, prima che affrontarli. Ed è interessante vedere come esperti di diritto e informatica fondano le proprie conoscenze nei diversi profili che presiedono al funzionamento di una macchina articolata e complessa come il trasporto aereo”. Nel corso del convegno è stata richiamata la necessità di procedere al censimento e all’analisi dettagliata dei sistemi di intelligenza artificiale implementati nelle varie funzioni aeroportuali, ed è emerso quanto fondamentale sia lo sviluppo delle competenze della popolazione aziendale al fine di governare consapevolmente sistemi basati sull’IA. In questo scenario, l’Organismo di Vigilanza è depositario dei principi etici che governano l'uso dei sistemi di Intelligenza Artificiale. [post_title] => Sacbo punta i riflettori sul ruolo dell'IA nel trasporto aereo: una sfida da gestire [post_date] => 2026-05-08T09:08:16+00:00 [category] => Array ( [0] => trasporti ) [category_name] => Array ( [0] => Trasporti ) [post_tag] => Array ( ) ) [sort] => Array ( [0] => 1778231296000 ) ) [6] => Array ( [_index] => travelquotidiano [_type] => post [_id] => 513553 [_score] => [_source] => Array ( [blog_id] => 1 [post_content] => In tutto il mondo, le rotte aeree con un basso volume di passeggeri vengono cancellate in massa. Lo evidenzia una recente analisi della Iata, secondo la quale circa 6.500 collegamenti esistenti l'anno precedente sono stati soppressi nel 2025, la stragrande maggioranza dei quali relativi a rotte con una bassa capacità di posti a sedere. Il rapporto indica che le rotte con meno di 20.000 posti all'anno rappresentano il 41,8% della rete globale, ma sono responsabili del 91,8% delle cancellazioni. All'interno di questo gruppo, anche i collegamenti più piccoli (meno di 10.000 posti all'anno) rappresentano oltre i tre quarti delle cancellazioni, pur raggiungendo a malapena poco più del 20% del numero totale di rotte esistenti. Tutte le regioni del mondo Il fenomeno interessa tutte le regioni senza eccezioni. In Nord America, dove quasi la metà delle rotte è a basso volume di traffico, il 97% delle cancellazioni si è verificato in questo segmento. In Europa, queste rotte rappresentano il 45% del totale, ma sono responsabili del 92% delle chiusure. Situazioni simili si registrano in America Latina, Africa, Asia-Pacifico e Medio Oriente, con tassi di cancellazione molto elevati anche su queste tipologie di rotte. La Iata riconosce che, dal punto di vista operativo, queste tipologie di rotte registrano una domanda più debole e meno stabile, risultando quindi meno redditizie. A ciò si aggiungono fattori quali l'aumento dei costi operativi e le fluttuazioni della domanda. Di fatto, le compagnie aeree spesso operano con frequenze ridotte, su rotte regionali con aeromobili più piccoli o con collegamenti occasionali utilizzando aerei più grandi. Tuttavia avverte che molti di questi collegamenti sono essenziali per le regioni remote, dove rappresentano un anello fondamentale per l'accesso ai servizi di base e all'attività economica. Pertanto, esorta i paesi a valutare questo equilibrio e ad attuare misure di protezione per evitare che la perdita di rotte riduca ulteriormente la connettività e ostacoli lo sviluppo di queste comunità. [post_title] => Iata, le rotte a basso volume passeggeri vengono cancellate [post_date] => 2026-05-07T10:51:33+00:00 [category] => Array ( [0] => enti_istituzioni_e_territorio ) [category_name] => Array ( [0] => Enti, istituzioni e territorio ) [post_tag] => Array ( ) ) [sort] => Array ( [0] => 1778151093000 ) ) [7] => Array ( [_index] => travelquotidiano [_type] => post [_id] => 513407 [_score] => [_source] => Array ( [blog_id] => 1 [post_content] =>   [caption id="attachment_513427" align="alignleft" width="259"] Italo Folonari[/caption] Il noleggio veicoli si conferma un asset strategico per il turismo: il 25° Rapporto Aniasa descrive un settore in piena salute e sempre più centrale per la mobilità dei viaggiatori, ma non privo di nubi all’orizzonte legate soprattutto alle sfide legislative e a obblighi europei sull'elettrificazione ritenuti troppo rigidi. Da qui si leva un monito sul "futuro sbagliato" della mobilità. Il dato più significativo riguarda il noleggio a breve termine (rent-a-car), con un fatturato di 1,6 miliardi di euro (+6,4%) nel 2025 che vede negli aeroporti il suo vero traino: il 60% dei contratti viene infatti siglato negli scali aeroportuali, con una crescita dell'11%. Un segnale chiaro per chi gestisce flussi internazionali: il 51% dei clienti del noleggio sono stranieri.   Le sfide: fiscalità e transizione energetica Se da un lato la flotta sfiora gli 1,5 milioni di veicoli, dall'altro pesa l'incognita dei costi e delle normative europee. Aniasa ha lanciato l'allarme sul target UE che impone il 45% di auto elettriche nei parchi aziendali entro il 2030: un vincolo che rischia l'aumento dei prezzi del noleggio, riduzione dell'offerta e un invecchiamento del parco circolante. Mentre il rent-a-car regge, il car sharing vive una crisi profonda, con noleggi crollati da 13 a meno di 4 milioni a causa di costi operativi alle stelle (furti e vandalismi) e scarso supporto normativo. Parallelamente, si assiste a una rivoluzione nel parco auto: i brand cinesi hanno conquistato il 20% delle immatricolazioni a breve termine. Un'avanzata spinta dal divario tra i prezzi delle auto nuove (saliti del 50% in 10 anni) e i redditi reali, rendendo i marchi orientali l'opzione accessibile per molti operatori e privati. Il presidente di Aniasa, Italo Folonari, ha ribadito la necessità di un supporto istituzionale che riconosca il valore del noleggio: «Auspichiamo che possa essere adottata l'IVA agevolata del 10% per i noleggi di veicoli a breve termine. Il contesto fiscale continua a penalizzare le aziende del settore, frenando lo sviluppo e gli investimenti». Folonari ha poi sottolineato il ruolo del noleggio nel rinnovo del parco circolante italiano (4 anni di vita media contro i 13 della media nazionale), definendolo un motore di innovazione. [caption id="attachment_513421" align="alignnone" width="450"] Gianluca Di Loreto[/caption] Nonostante i numeri positivi, il settore esprime forti dubbi sulla velocità della transizione ecologica imposta da Bruxelles. La ricerca condotta con Bain & Company evidenzia uno scollamento tra gli annunci normativi e la realtà del mercato. Gianluca Di Loreto, Partner di Bain & Company, ha commentato duramente le previsioni mancate degli ultimi anni: «La promessa di una “nuova mobilità”, fatta di 100% elettrico e sharing al posto dell’auto privata, si scontra con una realtà più lenta e meno accessibile. Per rimettere il settore in carreggiata occorre rimettere “il cliente al volante”, con una transizione energetica meno ideologica e più pragmatica. Una mobilità fatta solo di sharing ed elettrico si scontra con una realtà di redditi stagnanti e accessibilità economica». La sfida è chiara: riequilibrare la transizione ecologica e ripensare prodotti e prezzi per non "uscire di strada”, garantendo che l'auto non torni a essere, come suggerisce il rapporto, un lusso per pochi. (Anna Morrone) [post_title] => 25° Rapporto Aniasa: il noleggio come pilastro del turismo tra crescita aeroportuale e l'incognita green [post_date] => 2026-05-06T11:12:34+00:00 [category] => Array ( [0] => enti_istituzioni_e_territorio ) [category_name] => Array ( [0] => Enti, istituzioni e territorio ) [post_tag] => Array ( [0] => aniasa ) [post_tag_name] => Array ( [0] => Aniasa ) ) [sort] => Array ( [0] => 1778065954000 ) ) [8] => Array ( [_index] => travelquotidiano [_type] => post [_id] => 513403 [_score] => [_source] => Array ( [blog_id] => 1 [post_content] => [caption id="attachment_225054" align="alignleft" width="300"] Michael O'Leary ceo di Ryanair[/caption] Ryanair tira le somme di un mese di aprile che, a dispetto della crisi globale, ha registrato un totale di 19,3 milioni di passeggeri, pari ad un incremento del 5% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, con un load factor pari al 93%. Ad essere positivo è anche il dato che fotografa l’andamento degli ultimi 12 mesi, in cui la low cost irlandese ha trasportato 209,3 milioni di persone con un aumento di otto milioni rispetto al periodo aprile 2024-aprile 2025. E il tasso di riempimento degli aeromobili è sempre elevato, al 94%. Situazione Ma, al contempo, la compagnia aerea - come tutti gli altri vettori - fa i conti con la situazione geopolitica globale e con la potenziale carenza di carburante che, se prima era data come temibile per maggio, ora viene però spostata più avanti, a giugno. E così Michael O’Leary, ceo del gruppo Ryanair, in un'intervista a Il Corriere.it spiega: «Al momento non c’è nulla di concreto, ma con lo stretto di Hormuz ancora chiuso il problema delle forniture diventa, settimana dopo settimana, più serio per il nostro settore. Stiamo facendo degli approfondimenti, sappiamo dove si potrebbe intervenire da subito nel caso fosse necessario». Ci sarebbero infatti rotte sacrificabili da subito»: «Innanzitutto toglieremmo i voli di metà giornata», svela O’Leary, ma dello stesso parere sarebbero anche i  manager di altre compagnie aeree. L’obiettivo è salvare soprattutto la connettività della mattina e quella del tardo pomeriggio/prima serata, con un occhio di riguardo quindi anche alla clientela business. Voli con meno traffico Il potenziale taglio includerebbe anche «i voli nei giorni con meno traffico, ad esempio martedì, mercoledì o sabato». Mentre, sotto questo profilo, «intoccabili» (o quasi) sarebbero le partenze di lunedì, venerdì e domenica. Il giovedì si colloca a metà tra questi due gruppi e potrebbe diventare sacrificabile, anche alla luce della diffusione dello smart working, come durante la pandemia. I piani di emergenza delle compagnie prevedono inoltre un taglio significativo delle rotte domestiche e cioè dove esiste un’alternativa, come i treni. Un'attenzione particolare sarebbe però riservata alle isole, dove «verrebbero protetti i voli», magari riducendo le frequenze, ma garantendo sempre la connettività giornaliera, considerate le difficoltà logistiche «di chi vive circondato dal mare e considera i traghetti un’alternativa poco valida per via dei tempi di percorrenza».   [post_title] => Ryanair: traffico a +5% in aprile, «ma pronti a tagliare voli» per risparmiare fuel [post_date] => 2026-05-06T11:03:24+00:00 [category] => Array ( [0] => trasporti ) [category_name] => Array ( [0] => Trasporti ) [post_tag] => Array ( [0] => in-evidenza ) [post_tag_name] => Array ( [0] => In evidenza ) ) [sort] => Array ( [0] => 1778065404000 ) ) ) { "size": 9, "query": { "filtered": { "query": { "fuzzy_like_this": { "like_text" : "reportage montenegro in un respiro monti mare cultura" } }, "filter": { "range": { "post_date": { "gte": "now-2y", "lte": "now", "time_zone": "+1:00" } } } } }, "sort": { "post_date": { "order": "desc" } } }{"took":68,"timed_out":false,"_shards":{"total":5,"successful":5,"failed":0},"hits":{"total":1205,"max_score":null,"hits":[{"_index":"travelquotidiano","_type":"post","_id":"513956","_score":null,"_source":{"blog_id":1,"post_content":"Dopo otto edizioni di successo, 48mila presenze e un’area espositiva che nell’ultimo anno ha raggiunto i 6.800 mq con 42 espositori, il Trentino Experience Festival torna dal 22 al 24 maggio 2026 e sceglie piazza Cal di Ponte a Mori (TN) come nuova sede strategica. Una scelta che coincide con l'ingresso del comune nell'Apt Garda Dolomiti, suggellando la sinergia tra Vallagarina e Lago di Garda che valorizza l'intero ecosistema dell'outdoor.\r\n\r\nLa partecipazione è gratuita, così come tutte le attività alla scoperta del territorio.\r\n\r\nLago di Garda, Monte Baldo, Val di Gresta, Monte Stivo, Vallagarina, Lago di Cei, Valli del Leno: in questo incredibile contesto naturale, il Festival propone un programma pensato per ogni livello di preparazione e ogni età, senza escludere nessuno (grazie a percorsi accessibili e special bike per persone con disabilità), includendo attività quali ferrate in notturna, Nordic walking, trekking, forest bathing, yoga, MTB e cicloturismo. \r\n\r\nTra le novità del 2026, una mappa interattiva consultabile tutto l'anno con tutte le location geolocalizzate.\r\n\r\nDall’anno scorso l'appuntamento propone un approccio al benessere outdoor multidimensionale, certificato dal marchio Five Dimensions Wellness® di Paola Rizzitelli, esperta di marketing e branding per la wellness economy. Un approccio che valorizza i benefici di ogni attività nelle cinque dimensioni dell'essere umano - Fisica, Mentale, Spirituale, Relazionale e Ambientale - attraverso lo strumento del Passaporto del Benessere.\r\n\r\n«Portare il Festival a Mori significa aprire una porta su un Trentino più ampio, più connesso, più ricco - commenta Nicola Cimonetti, presidente Associazione Trentino destination, l’ente organizzatore -. Vogliamo creare un filo verde che unisca la Vallagarina al Lago di Garda: insieme sono una visione di futuro per un turismo che coniuga un territorio già conosciuto con aree ad alto potenziale come il Monte Baldo e la Val di Gresta, scrigni di biodiversità, agricoltura sostenibile e paesaggi sensazionali».\r\n\r\nGrande spazio al mondo bici (corsa, enduro, e-MTB) e al cicloturismo, con tour che collegano il Castello di Avio alle sponde del Garda e percorsi in e-MTB sulle orme dei dinosauri.\r\n\r\nNel parco di Mori, le famiglie trovano nell’area kids uno spazio verde pensato appositamente per loro con 24 attività (3.300 bambini coinvolti nella scorsa edizione).\r\n\r\nNon solo sport e natura: ogni giorno concerti, DJ set e spettacoli animeranno i due palchi del Festival, allestiti rispettivamente nell’area food e nell’area kids.\r\n\r\nCuore culturale del Festival, l'Agorà del Benessere. Paola Rizzitelli modera sul palco principale quattro panel dinamici, tra sabato 23 e domenica 24 maggio, con esperti, medici e professionisti per affrontare aree del benessere che richiedono oggi una nuova interpretazione: la longevità come qualità della vita, non solo durata; la salute della donna 40+; la spiritualità come strumento pratico di consapevolezza; il benessere degli adolescenti in un mondo che corre troppo veloce.","post_title":"Trentino experience festival, dal 22 al 24 maggio un’immersione tra sport, benessere ed intrattenimento","post_date":"2026-05-12T12:35:20+00:00","category":["enti_istituzioni_e_territorio"],"category_name":["Enti, istituzioni e territorio"],"post_tag":[]},"sort":[1778589320000]},{"_index":"travelquotidiano","_type":"post","_id":"513957","_score":null,"_source":{"blog_id":1,"post_content":"L’ Umbria non vuole più raccontarsi \"solo\" come una destinazione da visitare, ma come un territorio da  vivere, attraversare, abitare. È questo il senso del nuovo piano di comunicazione presentato ieri a Milano dalla Regione Umbria, alla presenza della presidente Stefania Proietti, dell’assessore regionale al Turismo Simona Meloni e di Federico Sistico per la Camera di Commercio dell’Umbria.\r\n\r\nIl messaggio è chiaro: uscire dalla logica della cartolina e dare più personalità al racconto del “cuore verde d’Italia”, puntando su qualità della vita, arte, cultura, paesaggio, aree verdi e autenticità. Non solo per conquistare turisti, ma anche per intercettare aspiranti residenti, nomadi digitali e lavoratori in smart working. Una linea sintetizzata bene dall’idea, emersa durante l’incontro, di un’Umbria in cui «si arriva e si vorrebbe restare a vivere».\r\nLa strategia\r\nTra i cardini della strategia c’è il turismo lento. L’assessore Meloni ha richiamato il valore della lentezza come esperienza capace di rigenerare corpo e mente, anche in vista degli 800 anni dalla morte di San Francesco, occasione che rafforza il posizionamento spirituale e culturale della regione.Tra gli appuntamenti dei prossimi mesi figurano le iniziative dedicate allo speciale anniversario, con un programma diffuso tra Assisi, Gubbio, Perugia e l’area ternana; la mostra “Giotto e San Francesco. Una rivoluzione nell’Umbria del Trecento”, alla Galleria Nazionale dell’Umbria di Perugia fino al 14 giugno; e la mostra “Michelangelo Pistoletto. Franciscus. Fratello in arte” alla Rocca Maggiore di Assisi.\r\n\r\nA questi si aggiungono i grandi festival culturali e musicali dell’estate, dal Festival dei Due Mondi di Spoleto a Umbria Jazz, fino a Umbria che Spacca, Suoni Controvento, Moon in June e Todi Festival. In Valnerina, accanto alla riapertura del centro storico di Norcia e della Basilica di San Benedetto, resta centrale la fioritura di Castelluccio, mentre nell’area di Terni il racconto passa anche dalla Cascata delle Marmore e dal nuovo Borgo Muse Festival di Collescipoli, in programma a settembre. Un calendario che conferma la volontà della regione di legare natura, cultura, spiritualità e contemporaneità in un’unica proposta di viaggio. Magari condotto a ritmo lento, a piedi o in bicicletta.\r\nUn'Umbria meno ovvia\r\nCammini, percorsi bike e itinerari nascosti diventano così strumenti per scoprire un’Umbria meno ovvia, fatta di borghi, paesaggi e comunità.In questa direzione va anche il lavoro sulle cinque aree interne umbre, che coinvolgono 59 comuni, e il potenziamento della rete ciclopedonale. Il Trasimeno, con la sua ciclovia e il sistema museale integrato accessibile con biglietto unico, rappresenta uno degli esempi più concreti di questa visione. Ma la regione guarda con decisione anche a mountain bike, e-bike e cicloturismo, oggi resi più accessibili dalla diffusione della pedalata assistita. Come ricordato da Ludovica Casellati (Ladybici), la bicicletta è diventata uno strumento alla portata di molti e l’Umbria ha caratteristiche ideali per valorizzarla.\r\n\r\nIl 22 maggio, inoltre, grazie al progetto “Bici in Comune” promosso da Sport e Salute e con il supporto della Camera di Commercio dell’Umbria, alla Sala delle Colonne di Palazzo Graziani a Perugia si terrà un momento di approfondimento dedicato a mobilità sostenibile, cicloturismo e nuove opportunità per i territori.\r\n\r\nAccanto allo sport, cresce il racconto integrato di gusto, cinema e cultura. L’Umbria sarà protagonista a Identità Golose, dal 7 al 9 giugno, con una presenza che valorizzerà la filiera dall’agricoltura all’ospitalità. «Non c’è miglior ambasciatore di un grande cuoco del proprio territorio e dei suoi prodotti», è stato sottolineato da Claudio Ceroni, imprenditore e fondatore di Identità Golose.\r\n\r\nIl nuovo racconto passerà anche da strumenti digitali rinnovati, come Umbria Tourism, spazi ad hoc per il cicloturismo e il nuovo spot per superare lo slogan del “mollo tutto” e tradurlo in una proposta concreta: un’Umbria dove turismo, servizi, cultura e qualità della vita possono diventare una scelta stabile.\r\n\r\n(Alessandra Favaro)","post_title":"L’Umbria cambia passo: meno cartolina, più qualità della vita","post_date":"2026-05-12T11:26:38+00:00","category":["incoming"],"category_name":["Incoming"],"post_tag":[]},"sort":[1778585198000]},{"_index":"travelquotidiano","_type":"post","_id":"513899","_score":null,"_source":{"blog_id":1,"post_content":"[caption id=\"attachment_513308\" align=\"alignleft\" width=\"300\"] Danilo Curzi[/caption]\r\n\r\nUna «notizia positiva in uno scenario complicato». Parte da qui l'analisi della situazione attuale messa a punto dal ceo di Idee per Viaggiare, Danilo Curzi, che ha recentemente annunciato l'acquisizione dello storico marchio Cts Viaggi. «Un'operazione dettata più dal cuore che dal business - ha spiegato il manager a Milano -, voluta per mettere il marchio in sicurezza». Il futuro del brand Cts è ancora da scrivere, ma potrebbe portare alla creazione di una linea di prodotto ad hoc, che vada a intercettare quella fascia di viaggiatori che ha vissuto \"l'effetto Cts\" nel periodo del suo massimo splendore, a cavallo degli anni Ottanta.\r\nL'analisi di Curzi\r\nCts Viaggi a parte, Idee per Viaggiare si trova come tutti i player del turismo organizzato a fare i conti con gli effetti di una crisi internazionale che si fatica a contenere. «Nei giorni immediatamente successivi allo scoppio del conflitto abbiamo istituito una task force per rimpatriare e fornire assistenza ai nostri clienti in giro per il mondo. Siamo andati ben oltre il dovuto, investendo una cifra importante per provvedere al rientro di tutti nel più breve tempo possibile. Nel periodo seguente abbiamo lasciato sul campo qualcosa come 3,5-4 milioni di euro in cancellazioni, da sommarsi ai 5 milioni di mancate conferme persi negli ultimi due mesi lato t.o.».\r\n\r\nInoltre, l'effetto domino creato dai problemi registrati dai tre principali vettori mediorientali - Emirates, Qatar Airways ed Etihad - ha avuto ripercussioni importanti in tutte le rotte a est, «con ad esempio cali dell'80% sulle Maldive» sottolinea Curzi. In verità, uno dei nodi principali ancora da sciogliere riguarda proprio la condotta delle compagnie aeree: «sono fuori controllo. In alcuni casi il costo dei biglietti è raddoppiato.; si è arrivati a spendere 2.500 euro per un biglietto in economy per la Repubblica Dominica. Con questi prezzi, è chiaro che il mercato ha registrato una battuta d'arresto, indipendentemente dalle tensioni geopolitiche e dalle informazioni spesso allarmistiche che hanno finito per danneggiare anche destinazioni che nulla avevano a che vedere con le zone teatro del conflitto».\r\n\r\nAl momento, una lenta ripresa è cominciata. «Cina, Giappone ma anche l'America Latina con il Perù  stanno ottenendo risultati brillanti. Anche il Canada sta riscuotendo grande interesse. Gli Stati Uniti, nostra prima destinazione, già da tempo erano in calo, anche se in numeri assoluti continuano a essere un nostro prodotto di punta. Stiamo invece spingendo sui Caraibi con attività in collaborazione con enti del turismo e vettori».\r\n\r\nTutto è però proiettato a dopo l'estate. «Sarà il vero spartiacque per capire come andremo a chiudere il 2026. Per intanto, confermo un'accelerazione di preventivi e prenotazioni per il prossimo inverno, che riguarda anche destinazioni attualmente un po' ferme come Emirati o Maldive». Cresce anche la quota media pratica, attualmente pari a circa 3.800 euro a persona, che potrebbe contribuire a migliorare ulteriormente il giro d'affari totale, nel 2025 pari a 160 milioni di euro","post_title":"Curzi, Idee per Viaggiare: «Compagnie aeree fuori controllo»","post_date":"2026-05-11T15:33:36+00:00","category":["tour_operator"],"category_name":["Tour Operator"],"post_tag":[]},"sort":[1778513616000]},{"_index":"travelquotidiano","_type":"post","_id":"513816","_score":null,"_source":{"blog_id":1,"post_content":"Come ridisegnare la relazione tra destinazioni, prodotto e distribuzione in questo momento chiave per le dinamiche del travel? Se ne è parlato a Travel Re-Code, evento che ha analizzato modelli, processi e linguaggi dell’offerta turistica.\r\n\r\nAlcune tra le figure più rappresentative dell’ecosistema turistico e digitale hanno preso parte al workshop per esplorare come i brand del turismo possano ricodificare la propria offerta valorizzando l’identità delle destinazioni, co-creando prodotti flessibili e data-driven e integrando canali distributivi fisici e digitali in un ecosistema fluido e omnicanale.\r\n\r\n«Secondo la definizione dei Megatrends 2026 di Skift oggi il mondo del turismo è “restless and resigned” - spiega Mirko Lalli, imprenditore specializzato nell'integrazione Tea Ai e dati -: non si ferma, nonostante la guerra e continua a crescere. L’elemento che ha rivoluzionato la nostra epoca è stato il tweet di Sam Altman che annunciava la nascita di ChatGpt. Da quel momento ha preso il via una rivoluzione profondamente antropologica, ancor prima che tecnologica, che ha impattato in tanti aspetti della nostra vita. Il settore del turismo è in primo piano, perché gli utenti hanno scoperto un superpotere: la possibilità di fare cose prima impossibili. È molto importante capire quale sia l'impatto sul viaggiatore dell’Ai, che ha dei tassi di crescita inarrivabili in qualsiasi altra industria».\r\nNell'era TikTok\r\nGiuseppe Suma, director of consumer services di Tik Tok Italia, ha ricordato che il nostro Paese è il quarto più visitato al mondo, ma è solo del 40% la penetrazione su TikTok dei player del turismo, che non sono ancora presenti dove ogni giorno c'è la più alta attenzione di pubblico. «Le grandi realtà del mondo del turismo devono presidiare la piattaforma per far sentire la propria voce e competenza. Perché se non sarà l’adv o l'ente del turismo a raggiungere il pubblico, lo farà il creator. TikTok sta lanciando TikTok Go, la versione di TikTok Shop per il mondo del travel e della ristorazione. Offriamo a Ota, adv e rappresentanti del settore l'opportunità di essere integrati nella nostra piattaforma e di permettere agli utenti che si lasciano ispirare su TikTok di acquistare direttamente le esperienze di viaggio; diventeremo un emailer per migliorare il customer journey».\r\n\r\nDomenico Pellegrino ha offerto la propria esperienza nella duplice veste di ceo di Bluvacanze e di presidente di Aidit: «Spesso parliamo di travel intendendo la vacanza, ma il travel è molto di più: è uno spostamento, è legato alla mobilità. Quindi bisogna chiedersi perché le persone si muovono e poi capire come aiutarle e qual è il ruolo dell’Ai. Io sognavo il suo arrivo da 30 anni: inizialmente il mondo del turismo temeva di non sopravvivere. All’interno di Bluvacanze ho voluto da subito chiarire che l’Ai è solo uno strumento: intelligentissimo ed efficiente, ma comunque una macchina. Questa percezione ha creato un approccio diverso, la consapevolezza di poter “usare” l’Ai a proprio vantaggio. Per coniugare l’elemento umano Bluvacanze ha scelto di mettere su TikTok i propri influencer. Attraverso una sorta di talent abbiamo individuato due giovani che conoscessero il linguaggio dei social e amassero viaggiare e li abbiamo assunti. Sono nati così i Blupeople, che Bluvacanze manda in giro per il mondo per vivere diversi viaggi e poi raccontarli. Con la logica “dell’ibridazione” usiamo i social, il nuovo, attraverso dei testimoni umani».\r\nHa infine completato la panoramica offerta da Travel Re-Code Kyriaki Boulasidou, presidente di Adutei e direttrice per l'Italia dell’ente nazionale ellenico per il turismo, che ha offerto uno sguardo molto diretto sul tema, sottolineando l’importanza dell'elemento umano nel realizzare un itinerario di viaggio: «Perché l’esperienza dev’essere vissuta e poi raccontata. Una persona lo farà sempre con più emozione dell’Ai, un servizio che, bisogna sottolinearlo, dev’essere pagato per essere sostenibile».\r\n\r\nLuca Romozzi ha concluso il workshop Travel Re-Code ricordando che: «Oggi il vero lusso del viaggio è il tempo e sono in molti ad affidare il proprio tempo a un “agente” dell’Ai. La dimensione umana avrà sempre un grande valore, ma il consumatore/viaggiatore dovrà utilizzare sia piattaforme di ispirazione che piattaforme agentiche, ovvero capaci di pianificare ed eseguire autonomamente azioni complesse».\r\n(Chiara Ambrosioni)\r\n\r\n[gallery ids=\"513824,513823,513821\"]","post_title":"Travel Re-Code: l'intelligenza artificiale al centro dell'edizione 2026","post_date":"2026-05-11T12:51:55+00:00","category":["mercato_e_tecnologie"],"category_name":["Mercato e tecnologie"],"post_tag":[]},"sort":[1778503915000]},{"_index":"travelquotidiano","_type":"post","_id":"513708","_score":null,"_source":{"blog_id":1,"post_content":"[caption id=\"attachment_513715\" align=\"alignleft\" width=\"300\"] Tiziana Beghin, assessore al Turismo Comune di Genova[/caption]\r\n\r\nGenova continua a crescere sul fronte turistico, rafforzando il proprio posizionamento come destinazione culturale, outdoor e sempre più internazionale. Dalla destagionalizzazione ai nuovi mercati esteri, fino al valore delle sinergie tra pubblico e privato, l’assessore al Turismo Tiziana Beghin racconta a Travel Quotidiano la fase positiva che sta vivendo il capoluogo ligure.\r\nAssessore, Genova sembra attraversare un momento particolarmente favorevole per il turismo. Quali sono oggi i segnali più evidenti?\r\nLa percezione della città è cambiata molto. Sempre più persone ci raccontano di vedere Genova come una destinazione vivace, frizzante, autentica. Lo vediamo anche dal numero crescente di influencer e creator che arrivano spontaneamente per raccontarne le bellezze, spesso ancora poco conosciute. Genova sta tornando a occupare un posto importante nel panorama turistico internazionale e i numeri confermano questo percorso, con incrementi vicini alla doppia cifra nelle presenze.\r\nQuanto è importante la collaborazione tra amministrazione e operatori privati nello sviluppo turistico della città?\r\nÈ fondamentale. Il turismo funziona davvero quando si lavora in sinergia e si promuove la destinazione nella sua interezza. In questo senso iniziative come quella dei “Libri della Buonanotte” dell’Hotel Bristol Palace rappresentano un esempio molto bello di valorizzazione dell’identità cittadina. È un progetto di qualità, capace di lasciare un ricordo autentico a chi soggiorna a Genova. Gli operatori stanno investendo molto e l’amministrazione continuerà a supportare queste collaborazioni perché contribuiscono a rafforzare l’immagine della città nel mondo.\r\nLa destagionalizzazione resta uno degli obiettivi principali. Su quali mercati state lavorando?\r\nStiamo puntando molto sull’Est Europa e sul Nord Europa. Penso, ad esempio, alla Polonia, che è un mercato in forte crescita e sul quale stiamo investendo con attività promozionali dedicate. L’obiettivo è consolidare Genova come destinazione all season. E i risultati si vedono già: durante le ultime vacanze natalizie abbiamo registrato un aumento del 27% delle presenze rispetto all’anno precedente, che sale al 40% per gli stranieri, con circa 63 mila visitatori in più nelle due settimane centrali.\r\nQuali sono gli elementi che permettono a Genova di proporsi come meta turistica tutto l'anno?\r\nSicuramente il clima mite aiuta, ma il vero valore aggiunto è la varietà dell’offerta. Genova unisce mare, cultura e outdoor in modo unico. Abbiamo un patrimonio culturale straordinario, fatto di musei, palazzi, chiese e mostre di grande livello, ma anche una componente outdoor sempre più apprezzata: trekking, biking, il sistema delle fortificazioni con panorami spettacolari sul mare. A questo si aggiunge tutto il turismo legato al mare, non solo balneare ma anche esperienziale e sportivo, fruibile in tutte le stagioni. È un mix che permette anche di allungare la permanenza media dei visitatori.\r\nCome stanno evolvendo invece i mercati internazionali e il turismo crocieristico?\r\nIl turismo crocieristico continua ad avere un ruolo importante soprattutto in termini di visibilità della destinazione. Molti visitatori scoprono Genova attraverso le crociere e poi tornano successivamente per soggiorni più lunghi. Inoltre stiamo collaborando con alcune compagnie per proporre itinerari dedicati alla scoperta della città, delle botteghe storiche e dello shopping. Esiste infatti anche un turismo luxury molto interessante, in particolare dal Sud America, attratto dal made in Europe e dalla convenienza fiscale sugli acquisti.\r\nIn un contesto internazionale ancora incerto, Genova riesce a mantenere competitività rispetto ad altre destinazioni mediterranee?\r\nSì certamente, perché rispetto ad altre mete Genova mantiene ancora prezzi accessibili. In una fase di incertezza economica questo diventa un fattore competitivo importante. Inoltre stiamo vedendo una crescita significativa del turismo domestico e di prossimità, che ci sta aiutando molto anche rispetto alle tensioni geopolitiche internazionali.\r\n\r\n(Enzo Scudieri)","post_title":"Genova accelera sul turismo all season: “La città è percepita come una destinazione viva e autentica”","post_date":"2026-05-08T11:57:13+00:00","category":["enti_istituzioni_e_territorio"],"category_name":["Enti, istituzioni e territorio"],"post_tag":["genova"],"post_tag_name":["Genova"]},"sort":[1778241433000]},{"_index":"travelquotidiano","_type":"post","_id":"513646","_score":null,"_source":{"blog_id":1,"post_content":"“In una realtà in continua evoluzione, la tecnologia è uno strumento irrinunciabile che trasforma il modo di vivere e fruire l’aeroporto\": Giovanni Sanga, presidente Sacbo, società di gestione dell'aeroporto di Milano Bergamo, è stato tra i protagonisti e organizzatore del convegno che ha messo a confronto le prospettive e i rischi potenziali dell’IA nel trasporto aereo, con riferimento all’uso corretto e regolamentato, alla sicurezza e ai processi di digitalizzazione a livello organizzativo e operativo.\r\n\r\n“Un quarto di secolo dopo l’emanazione del decreto 231 (8 giugno 2001) le attività di controllo per prevenire e contrastare ogni forma di violazione delle regole devono fare i conti con i rischi legati all’uso scorretto di uno strumento come l’Intelligenza Artificiale – ha sottolineato Sanga - La sfida in cui siamo ormai coinvolti è la capacità di impostare le chiavi dell’Intelligenza Artificiale in modo tale che non produca interferenze sulla liceità del modo prescritto di operare.\r\n\r\nSappiamo che essa offre innumerevoli vantaggi, accelerando favorevolmente una serie di procedure, migliorando la sicurezza delle operazioni, fornendoci risposte con tempi di elaborazione rapidi. Tuttavia, dobbiamo essere consapevoli dei pericoli ed essere preparati a prevenirli, prima che affrontarli. Ed è interessante vedere come esperti di diritto e informatica fondano le proprie conoscenze nei diversi profili che presiedono al funzionamento di una macchina articolata e complessa come il trasporto aereo”.\r\n\r\nNel corso del convegno è stata richiamata la necessità di procedere al censimento e all’analisi dettagliata dei sistemi di intelligenza artificiale implementati nelle varie funzioni aeroportuali, ed è emerso quanto fondamentale sia lo sviluppo delle competenze della popolazione aziendale al fine di governare consapevolmente sistemi basati sull’IA. In questo scenario, l’Organismo di Vigilanza è depositario dei principi etici che governano l'uso dei sistemi di Intelligenza Artificiale.","post_title":"Sacbo punta i riflettori sul ruolo dell'IA nel trasporto aereo: una sfida da gestire","post_date":"2026-05-08T09:08:16+00:00","category":["trasporti"],"category_name":["Trasporti"],"post_tag":[]},"sort":[1778231296000]},{"_index":"travelquotidiano","_type":"post","_id":"513553","_score":null,"_source":{"blog_id":1,"post_content":"In tutto il mondo, le rotte aeree con un basso volume di passeggeri vengono cancellate in massa. Lo evidenzia una recente analisi della Iata, secondo la quale circa 6.500 collegamenti esistenti l'anno precedente sono stati soppressi nel 2025, la stragrande maggioranza dei quali relativi a rotte con una bassa capacità di posti a sedere.\r\n\r\nIl rapporto indica che le rotte con meno di 20.000 posti all'anno rappresentano il 41,8% della rete globale, ma sono responsabili del 91,8% delle cancellazioni. All'interno di questo gruppo, anche i collegamenti più piccoli (meno di 10.000 posti all'anno) rappresentano oltre i tre quarti delle cancellazioni, pur raggiungendo a malapena poco più del 20% del numero totale di rotte esistenti.\r\nTutte le regioni del mondo\r\nIl fenomeno interessa tutte le regioni senza eccezioni. In Nord America, dove quasi la metà delle rotte è a basso volume di traffico, il 97% delle cancellazioni si è verificato in questo segmento. In Europa, queste rotte rappresentano il 45% del totale, ma sono responsabili del 92% delle chiusure. Situazioni simili si registrano in America Latina, Africa, Asia-Pacifico e Medio Oriente, con tassi di cancellazione molto elevati anche su queste tipologie di rotte.\r\n\r\nLa Iata riconosce che, dal punto di vista operativo, queste tipologie di rotte registrano una domanda più debole e meno stabile, risultando quindi meno redditizie. A ciò si aggiungono fattori quali l'aumento dei costi operativi e le fluttuazioni della domanda. Di fatto, le compagnie aeree spesso operano con frequenze ridotte, su rotte regionali con aeromobili più piccoli o con collegamenti occasionali utilizzando aerei più grandi.\r\n\r\nTuttavia avverte che molti di questi collegamenti sono essenziali per le regioni remote, dove rappresentano un anello fondamentale per l'accesso ai servizi di base e all'attività economica. Pertanto, esorta i paesi a valutare questo equilibrio e ad attuare misure di protezione per evitare che la perdita di rotte riduca ulteriormente la connettività e ostacoli lo sviluppo di queste comunità.","post_title":"Iata, le rotte a basso volume passeggeri vengono cancellate","post_date":"2026-05-07T10:51:33+00:00","category":["enti_istituzioni_e_territorio"],"category_name":["Enti, istituzioni e territorio"],"post_tag":[]},"sort":[1778151093000]},{"_index":"travelquotidiano","_type":"post","_id":"513407","_score":null,"_source":{"blog_id":1,"post_content":" \r\n\r\n[caption id=\"attachment_513427\" align=\"alignleft\" width=\"259\"] Italo Folonari[/caption]\r\n\r\nIl noleggio veicoli si conferma un asset strategico per il turismo: il 25° Rapporto Aniasa descrive un settore in piena salute e sempre più centrale per la mobilità dei viaggiatori, ma non privo di nubi all’orizzonte legate soprattutto alle sfide legislative e a obblighi europei sull'elettrificazione ritenuti troppo rigidi. Da qui si leva un monito sul \"futuro sbagliato\" della mobilità.\r\n\r\nIl dato più significativo riguarda il noleggio a breve termine (rent-a-car), con un fatturato di 1,6 miliardi di euro (+6,4%) nel 2025 che vede negli aeroporti il suo vero traino: il 60% dei contratti viene infatti siglato negli scali aeroportuali, con una crescita dell'11%. Un segnale chiaro per chi gestisce flussi internazionali: il 51% dei clienti del noleggio sono stranieri.\r\n\r\n \r\n\r\nLe sfide: fiscalità e transizione energetica\r\n\r\nSe da un lato la flotta sfiora gli 1,5 milioni di veicoli, dall'altro pesa l'incognita dei costi e delle normative europee. Aniasa ha lanciato l'allarme sul target UE che impone il 45% di auto elettriche nei parchi aziendali entro il 2030: un vincolo che rischia l'aumento dei prezzi del noleggio, riduzione dell'offerta e un invecchiamento del parco circolante.\r\n\r\nMentre il rent-a-car regge, il car sharing vive una crisi profonda, con noleggi crollati da 13 a meno di 4 milioni a causa di costi operativi alle stelle (furti e vandalismi) e scarso supporto normativo. Parallelamente, si assiste a una rivoluzione nel parco auto: i brand cinesi hanno conquistato il 20% delle immatricolazioni a breve termine. Un'avanzata spinta dal divario tra i prezzi delle auto nuove (saliti del 50% in 10 anni) e i redditi reali, rendendo i marchi orientali l'opzione accessibile per molti operatori e privati.\r\n\r\nIl presidente di Aniasa, Italo Folonari, ha ribadito la necessità di un supporto istituzionale che riconosca il valore del noleggio: «Auspichiamo che possa essere adottata l'IVA agevolata del 10% per i noleggi di veicoli a breve termine. Il contesto fiscale continua a penalizzare le aziende del settore, frenando lo sviluppo e gli investimenti». Folonari ha poi sottolineato il ruolo del noleggio nel rinnovo del parco circolante italiano (4 anni di vita media contro i 13 della media nazionale), definendolo un motore di innovazione.\r\n\r\n[caption id=\"attachment_513421\" align=\"alignnone\" width=\"450\"] Gianluca Di Loreto[/caption]\r\n\r\nNonostante i numeri positivi, il settore esprime forti dubbi sulla velocità della transizione ecologica imposta da Bruxelles. La ricerca condotta con Bain & Company evidenzia uno scollamento tra gli annunci normativi e la realtà del mercato. Gianluca Di Loreto, Partner di Bain & Company, ha commentato duramente le previsioni mancate degli ultimi anni: «La promessa di una “nuova mobilità”, fatta di 100% elettrico e sharing al posto dell’auto privata, si scontra con una realtà più lenta e meno accessibile. Per rimettere il settore in carreggiata occorre rimettere “il cliente al volante”, con una transizione energetica meno ideologica e più pragmatica. Una mobilità fatta solo di sharing ed elettrico si scontra con una realtà di redditi stagnanti e accessibilità economica».\r\n\r\nLa sfida è chiara: riequilibrare la transizione ecologica e ripensare prodotti e prezzi per non \"uscire di strada”, garantendo che l'auto non torni a essere, come suggerisce il rapporto, un lusso per pochi.\r\n\r\n(Anna Morrone)","post_title":"25° Rapporto Aniasa: il noleggio come pilastro del turismo tra crescita aeroportuale e l'incognita green","post_date":"2026-05-06T11:12:34+00:00","category":["enti_istituzioni_e_territorio"],"category_name":["Enti, istituzioni e territorio"],"post_tag":["aniasa"],"post_tag_name":["Aniasa"]},"sort":[1778065954000]},{"_index":"travelquotidiano","_type":"post","_id":"513403","_score":null,"_source":{"blog_id":1,"post_content":"\r\n\r\n[caption id=\"attachment_225054\" align=\"alignleft\" width=\"300\"] Michael O'Leary ceo di Ryanair[/caption]\r\n\r\nRyanair tira le somme di un mese di aprile che, a dispetto della crisi globale, ha registrato un totale di 19,3 milioni di passeggeri, pari ad un incremento del 5% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, con un load factor pari al 93%.\r\n\r\nAd essere positivo è anche il dato che fotografa l’andamento degli ultimi 12 mesi, in cui la low cost irlandese ha trasportato 209,3 milioni di persone con un aumento di otto milioni rispetto al periodo aprile 2024-aprile 2025. E il tasso di riempimento degli aeromobili è sempre elevato, al 94%.\r\nSituazione\r\nMa, al contempo, la compagnia aerea - come tutti gli altri vettori - fa i conti con la situazione geopolitica globale e con la potenziale carenza di carburante che, se prima era data come temibile per maggio, ora viene però spostata più avanti, a giugno.\r\n\r\nE così Michael O’Leary, ceo del gruppo Ryanair, in un'intervista a Il Corriere.it spiega: «Al momento non c’è nulla di concreto, ma con lo stretto di Hormuz ancora chiuso il problema delle forniture diventa, settimana dopo settimana, più serio per il nostro settore. Stiamo facendo degli approfondimenti, sappiamo dove si potrebbe intervenire da subito nel caso fosse necessario».\r\n\r\nCi sarebbero infatti rotte sacrificabili da subito»: «Innanzitutto toglieremmo i voli di metà giornata», svela O’Leary, ma dello stesso parere sarebbero anche i  manager di altre compagnie aeree. L’obiettivo è salvare soprattutto la connettività della mattina e quella del tardo pomeriggio/prima serata, con un occhio di riguardo quindi anche alla clientela business.\r\n\r\n\r\n\r\nVoli con meno traffico\r\nIl potenziale taglio includerebbe anche «i voli nei giorni con meno traffico, ad esempio martedì, mercoledì o sabato». Mentre, sotto questo profilo, «intoccabili» (o quasi) sarebbero le partenze di lunedì, venerdì e domenica. Il giovedì si colloca a metà tra questi due gruppi e potrebbe diventare sacrificabile, anche alla luce della diffusione dello smart working, come durante la pandemia.\r\nI piani di emergenza delle compagnie prevedono inoltre un taglio significativo delle rotte domestiche e cioè dove esiste un’alternativa, come i treni. Un'attenzione particolare sarebbe però riservata alle isole, dove «verrebbero protetti i voli», magari riducendo le frequenze, ma garantendo sempre la connettività giornaliera, considerate le difficoltà logistiche «di chi vive circondato dal mare e considera i traghetti un’alternativa poco valida per via dei tempi di percorrenza».\r\n\r\n\r\n ","post_title":"Ryanair: traffico a +5% in aprile, «ma pronti a tagliare voli» per risparmiare fuel","post_date":"2026-05-06T11:03:24+00:00","category":["trasporti"],"category_name":["Trasporti"],"post_tag":["in-evidenza"],"post_tag_name":["In evidenza"]},"sort":[1778065404000]}]}}