18 April 2026

Regno Unito: il Portogallo finisce in lista arancione, dove restano la Grecia e gran parte dei paesi Ue

Il Regno Unito aggiorna l’elenco dei Paesi inclusi nelle liste del proprio sistema a semaforo, in base al quale i viaggiatori provenienti da alcune destinazioni sono tenuti o meno a osservare il periodo di quarantena una volta rientrati in patria. 

Tra le novità spicca il trasferimento del Portogallo dalla green list a quella arancione, che il segretario ai trasporti britannici, Grant Shapps, ha motivato in relazione all’aumento dei casi di infezione e ad una nuova mutazione del virus segnalata proprio in Portogallo. Una mossa che ha da subito provocato la reazione del governo lusitano che sostiene di “non comprendere la logica del cambiamento”.

Nessun nuovo paese verrà aggiunto alla lista verde, quindi anche la Grecia – come gran parte dei Paesi membri Ue – rimane il lista arancione: destinazioni verso le quali non è proibito viaggiare, ma è chiaramente sconsigliato. Infatti, una volta tornati nel Regno Unito è obbligatorio l’isolamento di dieci giorni e due test, uno al rientro e l’altro otto giorni dopo.

Alla lista rossa sono stati invece aggiunti altri sette paesi – Afghanistan, Bahrain, Costa Rica, Egitto, Sri Lanka, Sudan e Trinidad e Tobago. Oltre all’Inghilterra naturalmente anche Scozia, Galles e Irlanda del Nord hanno confermato che adotteranno le stesse modifiche, eche entreranno in vigore alle 04:00 BST dell’8 giugno.

La lista verde sarà nuovamente aggiornata il prossimo 28 giugno, mentre l’intero comparto turistico britannico ha criticato fortemente il cambiamento, accusandolo di essere una potenziale ulteriore minaccia per i posti di lavoro, oltre che per la fiducia dei consumatori nei confronti dei viaggi. Il timore, insomma, è quello di “un’altra estate persa”.

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