21 June 2021

Regno Unito: 12 paesi sulla green list, Italia e Usa in giallo. Critiche dal Wttc

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Grant Shapps

Sono dodici le destinazioni che il Regno Unito ha inserito nella sua prima ‘green list’ che, dal 17 maggio, consentirà a chi rientra da uno di questi paesi di evitare il periodo di quarantena obbligatoria. Come svelato dal ministro dei trasporti Grant Shapps lo scorso venerdì, si tratta di Portogallo, Israele, Singapore, Australia, Nuova Zelanda, Brunei, Islanda, Gibilterra, Isole Falkland, Isole Faroe, South Georgia e South Sandwich Islands,  St Helena, Tristan de Cunha, Ascension Island.

Shapps ha sottolineato che l’approccio del Regno Unito è stato “necessariamente cauto”, ma l’industria dei viaggi ha definito questa lista “eccessivamente cauta” nonché una riapertura dei viaggi aerei “solo di nome”.

Turchia, Maldive e Nepal verranno aggiunte alla lista rossa dal prossimo 12 maggio, il che significa che i viaggiatori provenienti da quelle destinazioni dovranno rimanere in quarantena in un hotel per 10 giorni al loro ritorno (a loro spese). Il gruppo più numeroso è, come previsto, quello dei paesi in lista gialla, che include tra gli altri Italia, Spagna e Francia, oltre che gli Stati Uniti: chi rientra da questi paesi devono è tenuto ad auto isolarsi in casa per almeno cinque giorni, ma Shapps ha affermato che “al momento nessuno dovrebbe viaggiare verso quelle destinazioni”.

“Sebbene comprendiamo che la protezione della salute pubblica dovrebbe essere la priorità – ha commentato Gloria Guevara, presidente e ceo del Wttc –  il Regno Unito è troppo cauto e rischia di perdere il vantaggio competitivo conquistato con fatica ottenuto dall’introduzione precoce del vaccino. Questa tabella di marcia è troppo lenta per consentire la ripresa significativa dei viaggi internazionali”. Guevara osserva come “compagnie aeree e il più ampio settore dei travel saranno enormemente delusi dal fatto che gli Stati Uniti, che hanno un tasso di successo di vaccinazioni simile, non siano stati inclusi nella ‘lista verde’ in quanto avrebbero consentito la ripresa dei viaggi transatlantici. Una ripresa che avrebbe rappresentato un’ancora di salvezza vitale per il settore in due dei più grandi mercati di viaggi e turismo del mondo”.

 
 



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