27 June 2026

L’avanzata di Dubai: oltre 18,7 mln di visitatori internazionali nel 2024

dubaiDubai ha accolto 18,72 milioni di visitatori internazionali nel 2024, per una crescita del 9% rispetto all’anno precedente. Cifra che consente all’emirato di oltrepassare quindi il record di arrivi di 17,15 milioni del 2023.

I dati diffusi dal Dubai Department of Economy and Tourism evidenziano poi come, dal un punto di vista regionale, il Nord-Est e il Sud-Est asiatico insieme hanno registrato il tasso di crescita più elevato, pari al 24%, seguiti dall’Africa (+20%) e dalla Csi  e dall’Europa orientale (+16%).

Anche i visitatori provenienti dall’Europa occidentale sono aumentati significativamente segnando un +14%, mantenendo la posizione di prima regione di provenienza dei visitatori internazionali a Dubai.

“Grazie a un’attenta pianificazione e a un’implementazione dinamica e agile delle strategie, Dubai è riuscita a superare le sfide economiche e geografiche globali per raggiungere una crescita record del turismo per il secondo anno consecutivo, avendo ripreso da tempo la sua traiettoria ascendente pre-pandemica” ha commentato Helal Saeed Almarri, direttore generale del Dipartimento dell’Economia e del Turismo di Dubai.

Da segnalare anche il tasso di occupazione alberghiera medio, che è salito al 78,2%, rispetto al 77,4% del 2023, mentre i pernottamenti totali sono aumentati fino a 43,03 milioni, con una crescita del 3% rispetto ai 41,70 milioni del 2023.

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Ogni brand conserva una sua identità specifica e attraverso la piattaforma di Minor è possibile indirizzare il consulente di viaggio verso la struttura tagliata sulle esigenze del singolo cliente». La potenza di fuoco del gruppo è amplificata dal fatto di avere un sito web unificato e un programma fedeltà unico, ai quali si aggiunge anche Minor Pro Agencies Programme, il programma specifico riservato alle agenzie di viaggio.\r\n Focus lusso\r\nInnegabile che l’avventura del gruppo stia vivendo un importante sviluppo nel segmento lusso: «Attualmente Tivoli e Nh Collection sono i brand che stanno performando meglio quanto a ricavi e prezzo medio – dice Gilardi -. Anche se mantenere hotel di lusso richiede sicuramente un grande impegno, a cominciare dal costo del personale (all’Anantara Convento Amalfi, ad esempio, in una struttura di 52 camere lavorano 180 membri dello staff), c’è ancora ampio spazio di crescita per un segmento che, almeno in Italia, fino a qualche anno fa non era così sfruttato». E la ricchezza e varietà del nostro patrimonio e la presenza di innumerevoli siti Unesco rappresentano un importante valore aggiunto, in grado di attrarre la clientela high level.\r\n\r\n«Certo – ammette Gilardi – non può essere solo lusso, ma in questo momento si tratta di un segmento che catalizza l’attenzione del mercato e che ci consente di lavorare non solo sulle strutture ma anche sulle esperienze a contatto con il territorio».\r\nIl trend del mercato\r\nIn linea generale, Gilardi osserva un mercato «schizofrenico, con una booking window molto ristretta rispetto al passato. Questo trend riguarda anche i segmenti corporate e Mice, con le aziende che spesso dedicano all’ultimo minuto un budget ai viaggi».\r\nItalia in crescita\r\nL’andamento del nostro mercato è comunque positivo: «Quello italiano è fra i bacini internazionali che si stanno muovendo meglio»  malgrado la difficile congiuntura geopolitica. «Nel primo semestre dell’anno l’adr è cresciuto in media del 6%, ovviamente trainato da alcune località come la Sicilia, soprattutto nel secondo trimestre dell’anno. Ottimi numeri anche su Napoli, Venezia, Torino. Meno bene Milano, che ha registrato valori un po’ più bassi rispetto al prezzo medio. A spingere i numeri sicuramente i grandi eventi, come la Biennale di Venezia o le Olimpiadi invernali».\r\n\r\nA fronte di questi risultati, il piano di espansione continua: «A fine anno dovremmo raggiungere le 63 strutture in Italia, per arrivare entro il 2030 a toccare la soglia delle cento. 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