La Serbia corteggia i turisti italiani
21 gennaio 2009 09:06
City break, montagna, turismo religioso e culturale, agriturismo: queste in sintesi le offerte della Serbia per corteggiare i turisti italiani. «Registriamo una forte curiosità per il nostro Paese da parte dell’Italia, forse perchè è il nostro primo partner economico» così Aneta Uskoković, adivisor dell’ente nazionale del turismo in Serbia. «Un’offerta ampia per una destinazione che si pone comunque come prodotto di nicchia, per consumatori finali che sappiano apprezzare le peculiarità di un paese in cui si è fatta la storia» conclude la Uskoković.
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Dopo un 2025 di consolidamento, con occupate in media almeno 6 camere su 10 tra le disponibilità degli esercizi ricettivi, il 2026 si preannuncia in crescita per il turismo italiano: il tasso di riempimento tra gennaio e aprile è già vicino al 50% in hotel e strutture extralberghiere, trainato dalla crescita della domanda dei turisti provenienti da Germania, Francia e Svizzera.
È quanto emerge dall’ultima indagine svolta da Isnart per Unioncamere ed Enit nell’ambito dell’Osservatorio sull’economia del turismo delle Camere di commercio.
Per quanto riguarda i due grandi eventi ospitati dal nostro Paese nel biennio 2025-2026, si conferma come il Giubileo abbia portato un chiaro aumento di clientela nel Lazio (50% degli operatori), con un’onda lunga che ha coinvolto anche le vicine Marche e Umbria (dove il 30% degli operatori si dicono “soddisfatti” per i risultati ottenuti grazie al traino dell’evento).
Ritorno dai grandi eventi
Per le Olimpiadi invernali di Milano-Cortina, in attesa dei dati definitivi, le prime stime segnalano un tasso tra il 70% e l’85% di camere occupate per febbraio; e prenotazioni anticipate intorno al 60% per i mesi successivi, a dimostrazione della coda lunga che i grandi eventi portano sul territorio, creando valore per le mete ospitanti.
“Da grandi eventi e manifestazioni ci attendiamo un ritorno turistico anche sul medio lungo periodo. Viaggiatori che in prima battuta scelgono determinate mete per seguire degli appuntamenti tornano poi negli anni successivi per visitare l’intero Paese” commenta Ivana Jelinic, ad di Enit “L’Italia sta esprimendo tutto il suo potenziale a livello turistico, i viaggiatori internazionali scelgono sempre più le nostre destinazioni, contribuendo allo sviluppo sociale ed economico dei territori ed anche delle aree interne”.
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[post_content] => Naar inserisce la Corea del Sud fra le destinazioni in programmazione. Il programma dedicato al Paese si articola in tre principali tipologie di prodotto, pensate per intercettare esigenze e stili di viaggio differenti
I viaggi su misura sono completamente personalizzabili in base agli interessi del viaggiatore. Realizzati in collaborazione con partner locali selezionati, offrono garanzia di affidabilità, competenza e profonda conoscenza del territorio.
I viaggi “Fly and rail”, garantiscono la massima flessibilità grazie a un’ampia scelta di hotel, servizi ferroviari, visite ed escursioni.
Infine, i tour guidati, pensati per offrire una panoramica completa del Paese attraverso itinerari equilibrati che combinano grandi città, siti storici Unesco e aree naturali, accompagnati da guide qualificate (è disponibile un tour con guida locale parlante italiano).
La Corea del Sud si posiziona inoltre come destinazione ideale sia come meta unica sia in combinazione con altri Paesi asiatici come Giappone, Cina o Thailandia, grazie a un’eccellente rete di collegamenti aerei regionali.
I numeri della crescita turistica
Sul piano turistico, il Paese sta registrando una significativa ripresa dei flussi internazionali. Nel 2025 ha superato i 18,5 milioni di arrivi internazionali, stabilendo un nuovo record storico. Nel solo mese di luglio 2025 è stato registrato un incremento del 23% negli arrivi dall’estero, con oltre 1,7 milioni di turisti — evidenza di una domanda internazionale in rapida e costante crescita. Dal punto di vista normativo, i cittadini dell’Unione europea e della Svizzera possono entrare in Corea del Sud senza visto per soggiorni fino a 90 giorni e, fino al 31 dicembre 2026, non è più richiesta l’autorizzazione elettronica di viaggio (K-Eta).
La crescente popolarità della Corea del Sud è trainata non solo dal turismo tradizionale, ma anche dal fenomeno globale della “K-culture” – K-pop, cucina, moda e beauty care, cinema e serie TV – che sta conquistando un pubblico sempre più ampio, in particolare tra le nuove generazioni e i repetear.
A supporto del lancio della destinazione sono previste attività formative dedicate alle agenzie di viaggio, con approfondimenti su itinerari, aspetti culturali, stagionalità, logistica e possibili combinazioni multi-destinazione, al fine di garantire un presidio qualificato e strategico del nuovo prodotto.
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[post_content] => «Offrire ai visitatori esperienze immersive ed emozionali che vadano oltre il turismo tradizionale e creino ricordi indimenticabili»: ha preso il via con questo obiettivo la nuova campagna Visit Malaysia Year 2026, che punta a posizionare la Malesia tra le principali destinazioni turistiche mondiali.
Lo spiega Zalina Ahmad, direttrice, Tourism Malaysia Parigi (Francia, Spagna, Portogallo e Italia): «La campagna è guidata dal Ministro del Turismo, delle Arti e della Cultura, YB Dato’ Sri Tiong King Sing, e riflette il nostro forte impegno verso uno sviluppo turistico sostenibile, inclusivo e di alta qualità».
I viaggiatori sono invitati a scoprire «l’eccezionale diversità e autenticità della Malesia attraverso numerose 'Surreal Experiences' che spaziano dal nostro patrimonio multiculturale ai paesaggi naturali e culturali; dalle attrazioni uniche, alle tradizioni viventi e ai tanti eventi e festival speciali».
Mascotte ufficiale è l’Orso del Sole, «che simboleggia calore, energia e ospitalità malese. Rappresenta inoltre il nostro impegno per la biodiversità e la tutela della fauna selvatica. L’Orso del Sole incarna l’armonia tra turismo, natura e comunità locali».
Il mercato italiano
«L'Italia è per noi un mercato molto strategico e in crescita: nel 2025 abbiamo accolto 89.255 visitatori italiani, +47,5% rispetto al 2019 e del 12,3% rispetto al 2024. Numeri che posizionano l’Italia come il quinto mercato europeo per la Malesia». I nostri connazionali «sono particolarmente interessati alla nostra natura, gastronomia, cultura ed esperienze autentiche, e vediamo un forte potenziale di ulteriore crescita».
Per incentivare i flussi dall'Italia, quest'anno «adotteremo una strategia a 360 gradi, bilanciando attività b2b e coinvolgimento dei consumatori. Continueremo a rafforzare i rapporti con tour operator e agenzie di viaggio attraverso webinar e workshop, roadshow e presentazioni, fam trip, collaborazioni con le compagnie aeree e partnership strategiche con il settore».
Proprio a supporto dei partner, l'ente ha sviluppato un kit promozionale digitale completo, che include un calendario eventi 2026 con oltre 320 appuntamenti, nuovi video promozionali per campagne digitali e offline, una e-brochure aggiornata e una galleria fotografica e la brochure “Surreal Experiences”.
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[post_content] => Negli ultimi anni l’interesse dei viaggiatori europei per la Corea del Sud è aumentato costantemente. Questo anche grazie all’Hallyu, l’onda coreana che sta contribuendo alla diffusione della K culture a livello globale.
Nelle scorse settimane, in occasione delle Olimpiadi Milano-Cortina, Kto - Korea Tourism Organization in Italy - ha organizzato presso Casa Korea attività ed esperienze immersive rivolte ad agenti di viaggio e visitatori italiani desiderosi di entrare in contatto con la cultura e lo stile di vita coreano.
La Kto gioca dunque un ruolo centrale nel mostrare la diversità delle destinazioni coreane — dalle città metropolitane vivaci ai paesaggi naturali, dalle regioni storiche alle esperienze culturali immersive.
Con la direttrice Kto dell'Ufficio di Parigi, Jung Sun Hw, abbiamo approfondito questo fenomeno di mercato.
Come sta evolvendo il mercato italiano verso la Corea in termini di volumi, stagionalità e tipologia di clientela, e quali spazi vede oggi per tour operator, adv e Mice?
Negli ultimi anni stiamo registrando una crescita costante dell’interesse italiano verso la Corea del Sud: tra gennaio e novembre 2025 abbiamo accolto 74.514 visitatori italiani, con un incremento del 25% rispetto al 2024. Si tratta di un pubblico sempre più curioso e informato, attratto non solo dalle grandi città ma anche da cultura, paesaggi naturali ed esperienze autentiche. Anche l’offerta food è una leva di viaggio molto forte, soprattutto per un mercato come quello italiano, con una tradizione gastronomica decisamente importante.
Per il trade tutto questo significa ampi margini di sviluppo: la destinazione infatti permette di costruire itinerari diversificati — culturali, esperienziali e tematici — e si presta anche al segmento incentive grazie alla varietà di location e attività immersive.
Il nostro obiettivo come Korea Tourism Organization è proprio supportare gli operatori italiani nel trasformare questa domanda crescente in una programmazione stabile.
Quali strumenti concreti mettete a disposizione del trade italiano per costruire e vendere la destinazione?
Nel 2026 abbiamo scelto Milano come hub operativo durante le Olimpiadi, organizzando momenti dedicati sia al pubblico sia agli operatori. La K-Travel Week, ospitata presso Villa Necchi Campiglio, ha offerto esperienze dirette sulla destinazione: cultura, lifestyle, turismo regionale e nuovi concept come il “dailycation”, che ha permesso agli agenti di comprendere meglio il prodotto, in modo da poterlo poi raccontare.
In parallelo siamo stati presenti alla Bit insieme ad operatori coreani, compagnie aeree e enti regionali. Qui il trade ha potuto incontrare direttamente i fornitori, acquisire materiali e informazioni pratiche per costruire pacchetti più facilmente vendibili.
Su cosa puntate nel 2026 per rafforzare la presenza nei cataloghi e quindi incrementare l’arrivo di turisti italiani?
Il rafforzamento della filiera commerciale è al centro della nostra strategia 2026. Parteciperemo alle principali fiere professionali, porteremo in Italia partner coreani — dmc, enti regionali e vettori — per facilitare accordi diretti e attività di co-marketing. Inoltre vorremmo organizzare educational e press tour, per far conoscere meglio alla stampa italiana e agli operatori del trade la nostra destinazione.
L’obiettivo è rendere la Corea non solo desiderata dal cliente finale, ma anche operativamente semplice e profittevole per gli operatori italiani.
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Posizionare la Serbia come ‘nuova destinazione europea’, fruibile lungo tutto l’arco dell’anno grazie ad un’offerta legata a natura, gastronomia, eventi e vacanze attive, ideali come city break.
Sono gli obiettivi tracciati da Aneta Uskokovic, direttore marketing dell'Ente nazionale del turismo della Serbia, da centrare anche «grazie ad un rafforzamento della presenza digital, attraverso campagne mirate sui mercati europei, rivolte soprattutto a Italia, Germania, Francia e Spagna. Senza tralasciare la cooperazione con influencer e lo story telling focalizzato sul patrimonio culturale della Serbia ma anche sella sua contemporaneità».
Il trade sarà chiaramente parte strategica per raggiungere questi target, «tramite la partecipazione alle principali fiere di settore, come Fitur, Itb e Wtm, con roadshow, workshop e study tours per gli operatori». Guardando oltre il 2026, una tappa fondamentale per la visibilità della destinazione è quella legata a «Expo 2027 – aggiunge la coordinatrice dell'Expo Belgrade 2027, Katarina Bratic -: la promozione di Belgrado come futura città ospitante dell'Expo europea, ci consente di mettere in risalto i numerosi investimenti per i miglioramenti infrastrutturali, i luoghi culturali, i percorsi tematici e i servizi ricettivi (livello medio e up-scale), come pure dell’ampliamento della capacità dedicata a eventi e congressi».
Strategico il rafforzamento della «connettività regionale e dei collegamenti aerei, con una crescita prevista dei vettori low cost e tradizionali sulle rotte verso Belgrado. Infine, anche i servizi turistici digitali per i visitatori (app, navigazione intelligente, integrazione dei biglietti)».
Il mercato italiano
«L'Italia rimane uno dei mercati più stabili per la Serbia – sottolinea Aneta Uskokovic -, con i turisti italiani che preferiscono destinazioni a breve raggio, con un crescente interesse per l'Europa orientale e sud-orientale. In particolare, aumenta la domanda per weekend lunghi, city break, viaggi focalizzati sulla cultura, esperienze enogastronomiche. La Serbia si adatta a queste tendenze grazie alla vicinanza, ai voli diretti, alla vivace vita culturale e ai prezzi competitivi».
A livello globale la manager segnala la crescita della «domanda di esperienze autentiche legate a gastronomia, cultura locale, artigianato. Così come la rinascita dei viaggi di gruppo, in particolare dei tour a tema (cultura, natura, vacanze attive), con un aumento dei viaggiatori più giovani alla ricerca di viaggi brevi e frequenti e di un buon rapporto qualità-prezzo».
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VisitBritain ha lanciato, in occasione dell’uscita al cinema di “Cime Tempestose”, un itinerario turistico legato al film e ai luoghi di vita delle sorelle Brontë.
«Le nostre ricerche mostrano che più di nove turisti potenziali su dieci desiderano visitare i set cinematografici e televisivi reali presenti nelle nostre vivaci destinazioni e nei nostri paesaggi straordinari» dichiara la ceo di VisitBritain, Patricia Yates. “Cime Tempestose” ricopre dunque un ruolo di forte richiamo nel turismo cinematografico che VisitBritain sta incentivando anche con la campagna globale Starring Great Britain. Il film omaggia i paesaggi selvaggi del Nord dell'Inghilterra, guidando i cinefili alla scoperta delle location che hanno fatto da sfondo alle riprese e dei luoghi legati alla vita delle sorelle Brontë.
Tra i luoghi imperdibili per una visita nello Yorkshire alla scoperta di Cime Tempestose, nel borgo di Haworth è imprescindibile la visita al Brontë Parsonage Museum, antica dimora della famiglia Brontë che ha offerto ispirazione per la ricostruzione scenografica degli interni del film. Il tour cinematografico tocca anche la recentemente restaurata casa natale delle sorelle Brontë a Thornton, il Brontë Birthplace. Le riprese in esterna hanno invece sfruttato gli spazi sconfinati dei parchi nazionali delle Yorkshire Moors e le valli dello Yorkshire Dales National Park.
In sala dallo scorso 12 febbraio e tra i film più attesi dell’anno, “Cime Tempestose” è la reinterpretazione personale della pluripremiata regista Emerald Fennel del noto romanzo di Emily Brontë, con protagonisti Margot Robbie nel ruolo di Catherine e Jacob Elordi in quello di Heathcliff.
(Elisa Biagioli)
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[post_content] => Nel 2025 le presenze turistiche in Italia hanno superato i record del 2024 a 479,3 milioni (+2,3% annuo), mentre gli arrivi totali stimati si sono attestati a 146,3 milioni (+4,7%). Numeri che collocano il Paese ai vertici dell'Europa. Allo stesso tempo, però, l'Italia registra però il più alto livello di saturazione turistica del continente: ha registrato il 40% di occupazione nell'estate dello scorso anno, superando Spagna (38,5%), Francia (37,2%) e Grecia (36,8%).
E' questo il quadro delineato dal nuovo report dell'Osservatorio Turismo di Visit Italy. In base all'analisi, nel corso del tempoò cambiata anche la composizione della domanda. I viaggiatori stranieri rappresentano ormai oltre il 55% dei flussi complessivi, mentre il turismo domestico mostra segnali di rallentamento. Stringendo la lente sul terzo trimestre infatti, gli arrivi stranieri sono cresciuti del 1,6% e le presenze del 3,9%, mentre gli arrivi italiani sono calati del 3,9% e le presenze dell'1%.
Questa dinamica strutturale rafforza il peso dei mercati internazionali, in particolare su alcune grandi città. Gli stranieri inoltre restano più a lungo e spendono di più: la permanenza media sale a 3,6 notti e la spesa media per viaggiatore raggiunge 930 euro, generando una spesa complessiva stimata in oltre 60 miliardi di euro. Tale evoluzione rileva leggeri segnali di superamento del turismo mordi e fuggi a favore di soggiorni più lunghi e ad alto valore.
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[post_content] => Investimento complessivo di 300 milioni di dollari, 3,3 milioni di passeggeri attesi ogni anno e oltre 380 voli settimanali: Ryanair rafforza la propria presenza all’aeroporto di Torino Caselle con il terzo aeromobile basato nello scalo piemontese, dopo il potenziamento avviato lo scorso novembre.
L’operativo estivo 2026 prevede 32 rotte complessive, incluse due nuove destinazioni internazionali: Sofia e Tirana. Aumenteranno inoltre le frequenze su oltre dieci collegamenti già attivi, tra cui Lamezia Terme, Madrid, Malaga, Malta, Marrakech, Reggio Calabria, Siviglia e Trapani-Marsala.
Con questo ampliamento, la compagnia punta a trasportare 3,3 milioni di passeggeri all’anno (+21%) e a sostenere oltre 2.500 posti di lavoro in Piemonte.
Durante la presentazione dell’operativo estivo 2026, Fabrizio Francioni, responsabile comunicazione Italia di Ryanair, ha ribadito l’impegno della compagnia sul territorio e rinnovato l’appello al Governo per l’eliminazione dell’addizionale municipale negli aeroporti italiani. In caso di abolizione, Ryanair ha dichiarato di poter investire ulteriormente nel Paese con 40 aeromobili aggiuntivi, oltre 4 miliardi di dollari di investimenti, 20 milioni di passeggeri in più all’anno, 250 nuove rotte e 15.000 nuovi posti di lavoro.
Dal canto suo, Torino Airport sottolinea il ruolo strategico della compagnia nella crescita dello scalo. «Ryanair rappresenta circa la metà del traffico dell’aeroporto ed è uno dei principali motori dello sviluppo dello scalo e del territorio», evidenzia Paolo Papale, direttore Sviluppo Aviation di Torino Airport. «Nel 2025 abbiamo superato il record dei 5 milioni di passeggeri, anche grazie al terzo aeromobile basato da novembre e all’apertura di nuove rotte con l’aumento delle frequenze. Per la stagione estiva accogliamo con favore l’avvio dei collegamenti verso Tirana e Sofia, che rafforzano la presenza sui mercati dell’Est Europa e rispondono a una domanda significativa, strategica anche per il turismo incoming».
Al 31 dicembre lo scalo torinese ha raggiunto i 5 milioni di passeggeri, con una crescita complessiva a doppia cifra, tra il 10% e il 15%. Andamento positivo anche a gennaio, con un incremento del 16% sia nel traffico legato alla neve sia in quello ordinario.
(Federica De Luca)
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[post_content] => «Il nostro prodotto è l'esperienza che offriamo al pubblico, la relazione che si crea tra le persone e il servizio offerto» ha affermato Maurizio Crisanti, direttore di AssoParchi Federturismo, introducendo alla Bit il panel “Parchi divertimento: la relazione al centro dell’esperienza.
I dati dell’Osservatorio AssoParchi sul pubblico di oggi e di domani”. L’industria dei parchi di divertimento rappresenta un elemento significativo dell’offerta turistica in Italia, con un rilevante impatto economico e culturale sul settore. Grazie alla varietà di attrazioni, spettacoli e servizi, i parchi sono degli attrattori turistici che influenzano l’economia locale.
«Walt Disney disse “Se puoi sognarlo, puoi farlo”: fu l'inventore dei parchi di divertimento e del turismo esperienziale. Oggi è una tendenza, ma già nel 1955, quando aprì Disneyland, Walt Disney aveva capito che, con la fantasia, si possono proporre emozioni ed esperienze capaci di rendere una giornata memorabile. - prosegue Crisanti - Come rilevato dall’associazione Iaapa, il settore di parchi di divertimento continua a crescere a livello globale e crescerà del 10,55% fino al 2032, contribuendo in modo significativo al Pil delle nazioni. I parchi hanno un pubblico locale e internazionale che viaggia, pernotta, consuma cibo e visita le attrazioni turistiche, recando benefici a tutta la filiera.
Ogni parco è progettato per essere unico e la tipologia di esperienza è legata al marchio del parco, alla sua realtà e alla proprietà. Noi non siamo servizi, ma industria, perché come industria ci muoviamo, investiamo e reclutiamo migliaia di lavoratori. Anche in Italia i parchi crescono, cresce il numero di visitatori, e crescono i fatturati.
Ci sono delle aree come il Lago di Garda o la Riviera Romagnola, dove i parchi hanno un pubblico internazionale che in alcuni casi arriva al 50% del totale. Invece i parchi che sono in aree meno vocate a raccogliere turisti stranieri, svolgono un ruolo fondamentale a livello di economia locale e di attrazione turistica per i visitatori. In questo periodo si parla molto dello sviluppo delle aree interne: i parchi contribuiscono a questo.
Il dato più recente sul numero dei visitatori dei parchi di divertimento italiani si riferisce al 2024: a partire dai sistemi di biglietteria rileva 21,1mln di visitatori, con un aumento del 7,4% rispetto all’anno precedente. I ricavi di biglietteria hanno raggiunto i 306,6mln di euro. Il dato del ‘25 uscirà tra due mesi e sappiamo che sarà in linea con quello precedente, perché ogni anno registriamo un importante incremento. I parchi in Italia sono circa 190: più di cento sono parchi acquatici, poi abbiamo i parchi a tema, quelli faunistici, ai quali si sommano 250 parchi avventura con zipline estreme e ponti tibetani. In tutti i territori, dalla Valle d’Aosta alla Sicilia, riusciamo ad offrire delle belle giornate e un tempo libero di qualità, che offre emozioni e socialità, offre un tempo protetto dalle interruzioni - soprattutto quelle digitali - e valorizza il territorio.
Offriamo tempo per migliorare la qualità delle relazioni consolidando i legami e creando momenti indimenticabili. Offriamo un divertimento attivo, perché in una giornata in un parco vengono fatti dai 10.000 ai 18.000 passi! È importante anche l’impatto territoriale sull'occupazione, sul benessere dei territori, sull’indotto. Un parco utilizza i prodotti a km.0, offre lavoro alle aziende del territorio occupando migliaia di professionisti e ingaggia decine di artisti per realizzare gli spettacoli. Un parco è espressione di un turismo sostenibile e integrato con tutte le altre realtà: dai trasporti, all'ospitalità, alla ristorazione.
Il ruolo dell’Osservatorio Permanente di AssoParchi
Da pochi mesi è nato l’Osservatorio Permanente AssoParchi, sviluppato in collaborazione con la società di ricerca Grs Research & Strategy. «Facciamo ricerca e strategia in tutti i contesti dove c'è un'esperienza da vivere. - afferma Maria Chiara Nicoletti, european regional manager di Grs - Analizziamo, viviamo l'offerta del parco e comprendiamo quali siano le metodiche dell'esperienza affinché chi la realizza e progetta possa sviluppare delle strategie con dei dati numerici e comportamentali.
Per AssoParchi abbiamo fatto un'attività di ricerca su un campione di 705 residenti in Italia, rappresentativi della popolazione, che non necessariamente frequentano i parchi ma che fruiscono di diverse attività. Abbiamo realizzato un censimento per comprendere l'impatto economico del settore e abbiamo misurato l'esperienza che avviene all'interno del parco di divertimento. Il perimetro della ricerca prevede un'analisi su 28 categorie molto diverse e di 93 brand; questo ci ha consentito di comprendere quali siano le leve di impatto che entrano in campo e che permettono di attivare delle direzioni di crescita.
Sulle 28 categorie è stato analizzato l’Indice di Impatto di Presenza (Ipi), che si muove su 4 dimensioni: l’impatto emotivo, la connessione, la crescita personale e il significato. L'Impatto Emotivo riguarda le emozioni che si vivono, la Connessione è il lusso di interagire con altre persone. Crescita Personale vuol dire che le attività che noi viviamo devono arricchire. Il Significato, infine, è un concetto innovativo, è il sentirsi parte di un qualcosa di più grande.
Secondo i dati raccolti gli utenti si aspettano di trovare vivere nel parco il divertimento (55%), la sicurezza e il comfort (39%), la riconnessione con la natura e la spiritualità (32%), l’autenticità (32%), la riflessione e la crescita personale (30%), la condivisione e l’identità culturale (29%). La notizia positiva è che quasi il 70% degli italiani vuole vivere delle esperienze con una maggiore frequenza. Allora ci siamo chiesti cosa gli impedisca di farlo e le ricerche compiute dicono che le principali barriere alla partecipazione sono la mancanza di tempo (48%), i costi elevati (42%) e la distanza e le difficoltà logistiche (34%)». Nicoletti conclude la sua presentazione indicando quali siano i “messaggi chiave per target”: se tra i 16 e i 24 anni la dimensione preponderante è l’impatto emotivo, dai 25 ai 34 anni si cerca il significato, dai 33 ai 54 la connessione, quindi la crescita personale.
I parchi di divertimento come asset strategico per il territorio
«Nell’attuale ecosistema di grandi sfide strategiche, dove i consumi sono più complessi e c’è grande competizione, il ruolo dei parchi è molto articolato. - sottolinea Andrea Pirola, co-founder e ceo di Whitemc - Sono delle infrastrutture che rappresentano un asset strategico di posizionamento per il turismo esperienziale.
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Il futuro di questa industria è fatto di un approccio nuovo, strategico, strutturato, con la capacità di conoscere i bisogni dei nuovi target che dovranno essere conquistati, di comunicare con le giuste modalità e con i giusti linguaggi per essere attrattivi: perché i parchi sono il luogo per tante categorie di persone. - conclude Pirola - Luoghi nei quali vivere un'esperienza fortemente umana, nella quale tutti i sensi vengono coinvolti in una logica immersiva e dove la dimensione digitale può essere un abilitatore».
Chiara Ambrosioni
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Abbiamo realizzato un censimento per comprendere l'impatto economico del settore e abbiamo misurato l'esperienza che avviene all'interno del parco di divertimento. Il perimetro della ricerca prevede un'analisi su 28 categorie molto diverse e di 93 brand; questo ci ha consentito di comprendere quali siano le leve di impatto che entrano in campo e che permettono di attivare delle direzioni di crescita.\r\n\r\nSulle 28 categorie è stato analizzato l’Indice di Impatto di Presenza (Ipi), che si muove su 4 dimensioni: l’impatto emotivo, la connessione, la crescita personale e il significato. L'Impatto Emotivo riguarda le emozioni che si vivono, la Connessione è il lusso di interagire con altre persone. Crescita Personale vuol dire che le attività che noi viviamo devono arricchire. Il Significato, infine, è un concetto innovativo, è il sentirsi parte di un qualcosa di più grande.\r\n\r\nSecondo i dati raccolti gli utenti si aspettano di trovare vivere nel parco il divertimento (55%), la sicurezza e il comfort (39%), la riconnessione con la natura e la spiritualità (32%), l’autenticità (32%), la riflessione e la crescita personale (30%), la condivisione e l’identità culturale (29%). La notizia positiva è che quasi il 70% degli italiani vuole vivere delle esperienze con una maggiore frequenza. Allora ci siamo chiesti cosa gli impedisca di farlo e le ricerche compiute dicono che le principali barriere alla partecipazione sono la mancanza di tempo (48%), i costi elevati (42%) e la distanza e le difficoltà logistiche (34%)». Nicoletti conclude la sua presentazione indicando quali siano i “messaggi chiave per target”: se tra i 16 e i 24 anni la dimensione preponderante è l’impatto emotivo, dai 25 ai 34 anni si cerca il significato, dai 33 ai 54 la connessione, quindi la crescita personale.\r\n\r\nI parchi di divertimento come asset strategico per il territorio\r\n«Nell’attuale ecosistema di grandi sfide strategiche, dove i consumi sono più complessi e c’è grande competizione, il ruolo dei parchi è molto articolato. - sottolinea Andrea Pirola, co-founder e ceo di Whitemc - Sono delle infrastrutture che rappresentano un asset strategico di posizionamento per il turismo esperienziale.\r\n\r\nSono luoghi nei quali costruire esperienze e agire su una dimensione sociale e umana. I parchi sono importanti generatori di valore economico e territoriale. AssoParchi è diventata una piattaforma di sviluppo strategico per l'intero comparto e l'intera industria. Detterà le traiettorie verso le quali orientarsi, perché in un mercato sempre più fluido bisogna conoscere se stessi e capire quali siano i bisogni dei pubblici attuali e di quelli prospettici, contaminandosi anche con il digitale.\r\n\r\nL'Osservatorio Permanente di AssoParchi è un percorso, un'infrastruttura evolutiva all’interno dell’associazione che guarda a nuovi scenari e nuove opportunità comprendendo quali siano le realtà costitutive, ovvero gli attori dell’industria del divertimento, dell'esperienza vissuta attraverso il divertimento. Si parla di modelli operativi e di posizionamento e si operano delle ricerche sulla customer experience, sui bisogni del consumatore e anche sulle barriere che gli impediscono di scegliere l'esperienza-parco come un momento di fruizione del proprio tempo libero.\r\n\r\nIl futuro di questa industria è fatto di un approccio nuovo, strategico, strutturato, con la capacità di conoscere i bisogni dei nuovi target che dovranno essere conquistati, di comunicare con le giuste modalità e con i giusti linguaggi per essere attrattivi: perché i parchi sono il luogo per tante categorie di persone. - conclude Pirola - Luoghi nei quali vivere un'esperienza fortemente umana, nella quale tutti i sensi vengono coinvolti in una logica immersiva e dove la dimensione digitale può essere un abilitatore».\r\nChiara Ambrosioni","post_title":"Assoparchi: la crescita e il potenziale di un settore che potenzia l’offerta turistica del territorio","post_date":"2026-02-13T12:41:27+00:00","category":["enti_istituzioni_e_territorio"],"category_name":["Enti, istituzioni e territorio"],"post_tag":[]},"sort":[1770986487000]}]}}
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