24 luglio 2020 11:41
La Thailandia affronta nel 2020 il peggiore crollo dell’industria turistica di sempre. Secondo la Tat, Tourism Authority of Thailand quest’anno si raggiungerà forse un quarto dei 40 milioni di turisti che abitualmente visitavano il Paese ogni anno. Un calo, quello provocato dalle conseguenze del Covid-19, che supera addirittura gli effetti devastanti dello tsunami del 2004, preceduti a loro volta da quelli dell’aviaria e della Sars. Oggi il Paese lavora alla creazione di eventuali corridoi turistici con i Paesi limitrofi, ma nulla è stato ancora definito e i confini restano ancora chiusi a quasi tutti gli stranieri.
Tanes Petsuwan, deputy governor for marketing communication della Tat spiega in un’intervista al Guardian che durante le crisi precedenti i ricavi del settore turistico sono diminuiti di circa un quinto; quest’anno la pandemia da coronavirus si stima causerà una flessione dell’80% dei ricavi: “Un impatto enorme”. Un impatto ancora più significativo se si considera che l’economia della Thailandia è strettamente legata all’industria turistica che rappresenta circa il 20% del Pil globale del Paese, e impiega 4,4 milioni di persone fra trasporti, agenzie di viaggio, alberghi e ristoranti.
Le misure varate dal governo “potranno contribuire a sostenere il sistema alberghiero per un po’ di tempo, ma non è una soluzione valida nel lungo termine (…). Parlare di profitti in questo momento è fuori questione, puntiamo almeno a far sì che le strutture non chiudano”.
“Credo che per la Thailandia questa potrebbe essere l’occasione per riqualificare le risorse umane del settore e spostare la percezione del Paese da quella di una destinazione da turismo di massa: questo concetto sarà un ricordo del passato”.
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Una meta, il Marocco, che seppure molto presente nei cataloghi dei tour operator e spesso vista anche come facilmente fruibile in formula fai-da-te, riserva in realtà "tanti aspetti affascinanti e inediti da scoprire" ed è proiettata verso un ulteriore roseo futuro grazie ai recenti e significativi investimenti del governo marocchino su territori e infrastrutture.
L'idea è quella di offrire al viaggiatore una destinazione "in linea con il nostro concetto che unisce storia, cultura e tradizione, specie in un momento abbastanza particolare dal punto di vista geopolitico. Un qualcosa in grado di far comprendere al cliente che il viaggio è anche un'apertura culturale e conoscitiva".
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Le possibilità sono numerose e collegate da un fil rouge che è quello della risposta tailor made per ogni singola richiesta del cliente, "esattamente come un sarto che ne prende le misure di volta in volta". Per questo "Abbiamo posto le nostre passioni e competenze a disposizione del cliente". Si spazia dal fly & drive, con percorsi attentamente studiati, valutati e assistenza h24; al viaggio con autista privato. O, ancora suggerimenti per city break e long weekend in hotel o Riad e Maison de charme selezionati, ma anche campi tendati di livello esclusivo, dove il leit motiv è sempre quello di una qualità elevata, per apprezzare appieno l'ospitalità marocchina.
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SiVola, travel tech company italiana leader nel mercato dei viaggi di gruppo, ha chiuso l'esercizio 2025 con ricavi pari a 69 milioni di euro, in crescita del 40,8% rispetto all'anno precedente. L'azienda ha registrato un ebitda di circa 2,3 milioni di euro e circa 2.000 partenze per un totale di quasi 80.000 passeggeri dal primo viaggio venduto, 25.000 dei quali hanno viaggiato con l'azienda solo nel 2025.
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"Nonostante le incertezze di scenario, siamo estremamente soddisfatti dei risultati raggiunti che confermano non solo la solidità di un'azienda che cresce anno dopo anno a ritmi costanti, ma anche la fiducia dei nostri viaggiatori, della nostra community - commenta Sergio De Luca, ceo di SiVola - Stiamo raggiungendo traguardi importanti grazie al lavoro di tutta la squadra e alla cura che mettiamo nella selezione di itinerari ed esperienze, rivoluzionando i canoni del turismo tradizionale e promuovendo un modo di viaggiare sempre più consapevole".
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[post_content] => Viaggi e assicurazione. Gli ultimi dati disponibili confermano che, nonostante il contesto internazionale caratterizzato da incertezza geopolitica ed economica, la domanda turistica italiana rimane sostenuta sia sul mercato domestico sia verso l'estero.
In questo scenario emerge un tema sempre più rilevante anche per agenti di viaggio e tour operator: la percezione che l'assicurazione sia necessaria solo per viaggi lontani continua a essere molto diffusa, mentre numerosi imprevisti possono verificarsi anche durante una vacanza in Italia o in Europa.
«L'idea che una polizza viaggio sia utile esclusivamente per destinazioni esotiche o intercontinentali non sempre corrisponde alla realtà», sottolinea Soni Gezdari, country manager Italia di Intermundial. «Cancellazioni, problemi di trasporto, interruzioni del soggiorno o determinate emergenze mediche possono verificarsi indipendentemente dalla distanza della destinazione».
Viaggi di prossimità: meno complessità, ma non meno rischi
Scegliere una destinazione italiana o europea può certamente ridurre alcune criticità organizzative, ma non elimina il rischio di inconvenienti che possono compromettere la vacanza o generare costi imprevisti.
L'obiettivo non è sostenere che ogni viaggio richieda necessariamente una copertura completa, bensì aiutare il cliente a valutare il livello di protezione più adeguato in funzione del valore economico del viaggio, della durata del soggiorno e delle attività previste.
Tra gli eventi più frequenti che possono incidere sull'esperienza del viaggiatore figurano: annullamento del viaggio prima della partenza; interruzione anticipata del soggiorno; ritardi o cancellazioni dei trasporti; smarrimento, furto o danneggiamento del bagaglio; necessità di assistenza medica privata; inconvenienti durante attività sportive o escursioni.
Il ruolo della Team
Uno degli aspetti che genera maggiore confusione tra i viaggiatori riguarda la copertura sanitaria in Europa. La Tessera europea di assicurazione malattia (Team) rappresenta uno strumento importante, ma non sostituisce una polizza viaggio.
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Cosa verificare prima di sottoscrivere una polizza
Quando il viaggio si svolge al di fuori dell'ambito di applicazione della TEAM, diventa ancora più importante analizzare attentamente le garanzie incluse.
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[post_content] => La Danimarca si consolida sulla scena gastronomica internazionale raggiungendo un nuovo traguardo: 53 stelle Michelin assegnate a 41 ristoranti, rispetto alle 50 stelle e 37 ristoranti dello scorso anno.
Tra le novità del 2026 figurano: akmē (Copenaghen) – 1 stella Michelin; Bach & Nurup (Aalborg) – 1 stella Michelin; Lille Mølle (Copenaghen) – 1 stella Michelin; Okê (Skagen) – 1 stella Michelin; Esse (Copenaghen) – 1 stella Michelin; Kadeau (Copenaghen) – promosso a 3 stelle Michelin
Il Paese conferma la straordinaria vitalità di una gastronomia che da anni rappresenta uno dei principali motori di attrazione turistica.
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Per tutto il 2026 proseguirà il programma di eventi gastronomici "A Bite of the Stars" ("En bid af stjernerne"), organizzato nell'ambito del festival Copenhagen Cooking, che offrirà al pubblico occasioni uniche per incontrare chef, produttori e protagonisti della scena culinaria danese.
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Nicola Vladimiro Ciccarelli, presidente del gruppo Swadeshi Hotels e vicepresidente di Confindustria Alberghi, è tra i sette vicepresidenti indicati nella nuova squadra di presidenza di Federturismo Confindustria, approvata dal Consiglio Generale su proposta del presidente designato Massimo Caputi.
La nuova governance guiderà la Federazione nel quadriennio 2026-2030, in una fase centrale per il futuro dell’industria turistica italiana, chiamata a rafforzare competitività, sostenibilità, qualità dell’occupazione e capacità di rappresentare i territori. L’approvazione del Consiglio Generale precede l’Assemblea dell’11 giugno, chiamata al voto definitivo sulla nuova squadra.
“Ringrazio il presidente Caputi e Federturismo Confindustria per la fiducia – dichiara Nicola Vladimiro Ciccarelli –. È una responsabilità che accolgo con spirito di servizio verso un settore decisivo per l’economia italiana. Il turismo non è soltanto industria dell’accoglienza ma infrastruttura economica, sociale e culturale del Paese. Il nostro compito sarà contribuire a una visione di sviluppo capace di coniugare crescita, sostenibilità, lavoro stabile e valorizzazione delle identità locali”.
Per Ciccarelli l’impegno in Federturismo rappresenta anche l’occasione per portare nel confronto nazionale l’esperienza maturata con Swadeshi Hotels, gruppo che ha costruito la propria identità su un’idea di ospitalità strettamente legata ai territori. “Con Swadeshi – sottolinea – abbiamo voluto affermare una visione precisa: l’albergo non è un contenitore neutro ma un presidio del territorio, un luogo che ne racconta la cultura, le tradizioni, i sapori, il paesaggio e la comunità. Oggi si parla molto di valori Esg, sostenibilità e responsabilità sociale: principi che appartengono al Dna del gruppo fin dalla nascita”.
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[post_content] => Con 9,1 milioni di turisti internazionali in aprile, +5,2% rispetto allo stesso mese dell'anno precedente, la Spagna archivia il primo quadrimestre del 2026 con un totale di 26,5 milioni di visitatori, +3,4%: i dati pubblicati dall'Istituto Nazionale di Statistica evidenziano una traiettoria positiva, compatibile con la soglia simbolica dei 100 milioni di turisti all'anno, una traguardo che solo pochi mesi fa sembrava difficile da raggiungere quest'anno.
Il Regno Unito è stato ancora una volta il principale mercato di provenienza, con circa 1,7 milioni di visitatori ad aprile, il 2,7% in più rispetto all'anno precedente. La Francia si è classificata al secondo posto, con circa 1,3 milioni di turisti (+5,1%), mentre la Germania ha registrato un calo del 9,1%, attestandosi a 1,2 milioni di viaggiatori.
La Catalogna è stata nuovamente la principale destinazione per i turisti internazionali nel mese di aprile, rappresentando il 20,8% di tutti gli arrivi. È stata seguita dall'Andalusia e dalla Comunità Valenciana.
Se a inizio 2026 i flussi verso la Spagna mostrano segni di rallentamento, in primavera hanno ritrovato slancio: l'aumento degli arrivi ad aprile rappresenta il più forte incremento su base annua registrato negli ultimi 12 mesi a conferma dell'attrattività internazionale della destinazione.
Il contesto internazionale
Le ragioni di questa performance positiva sono da ricondurre alla ripresa dei viaggi a lungo raggio, in particolare dal continente americano, come pure al ritorno dei viaggi d'affari ma anche alla ricerca di mete considerate stabili in un contesto internazionale caratterizzato dall'incertezza geopolitica.
In questo contesto, numerosi esperti del settore ritengono che il conflitto in Medio Oriente possa favorire una ridistribuzione dei flussi turistici verso destinazioni percepite come più sicure, tra cui la Spagna e altri paesi dell'Europa occidentale.
L'andamento degli arrivi rafforza la prospettiva che la Spagna possa chiudere l'anno ancora una volta con cifre record, fermo restando che l'obiettivo non è solo quello di aumentare il numero di visitatori, ma soprattutto di migliorare la redditività e attrarre viaggiatori con un maggiore potere d'acquisto.
Se l'attuale tendenza dovesse continuare durante l'alta stagione estiva, la Spagna potrebbe avvicinarsi alla soglia simbolica dei 100 milioni di turisti internazionali in un solo anno, un traguardo senza precedenti per il settore turistico nazionale.
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[post_content] => La chiusura della scuola sembra costituire un richiamo al viaggio, collocandosi in un mese, quello di giugno, che offre opportunità ad ampio raggio e una maggiore possibilità di attenzione ai costi: secondo l’indagine realizzata da Tecnè per Federalberghi saranno, infatti,16 milioni gli italiani pronti a partire in concomitanza con la conclusione dell’anno scolastico 2025/2026. Di questi, 4,9 milioni saranno minori.
Il grosso delle partenze (73,9%) si affronterà con la propria auto, si concentrerà alla metà del mese e si orienterà principalmente in Italia (90,7%). Per coloro che resteranno in. Italia, la prima scelta saranno le località marine, seguite dalla montagna, dai luoghi d’arte e dalle destinazioni lacustri. Per coloro che invece sceglieranno l’estero (9,3%), in testa alla classifica delle opzioni preferite resteranno le grandi capitali europee. Il giro d’affari prodotto da questo primo assaggio di vacanza estiva si aggira attorno ai 7,5 miliardi di euro.
“E’ indubbio che siamo di fronte ad un movimento turistico dalla forte impronta familiare – ha dichiarato il presidente di Federalberghi, Bernabò Bocca, commentando a caldo i dati dell’indagine –. La determinazione con cui i nuclei familiari e comunque i viaggiatori hanno programmato la propria vacanza è evidente anche dal fatto che le prenotazioni, secondo il nostro studio, sono state effettuate con almeno un mese di anticipo. Segno che oggi chi viaggia non vuole sorprese, pianifica in tempo utile, predilige tendenzialmente luoghi facilmente raggiungibili e ritiene essenziale evitare gli imprevisti. Una tendenza che, a mio avviso, rivela il forte desiderio di consegnare al viaggio il massimo della godibilità”.
“Ancora una volta l’Italia fa strike – ha aggiunto Bocca – raccogliendo il grosso delle preferenze degli intervistati. Non stupisce che il mare resti in testa alla classifica tra le località più gettonate, siamo alle porte della stagione estiva e il “sapore di sale” resta proverbiale. Tuttavia, anche la montagna tiene; bene, inoltre, che i nostri laghi portino a loro favore ottimi risultati, conquistando un numero sempre maggiore di estimatori”.
“Ultimo ma non da ultimo – ha concluso il presidente degli albergatori italiani – è importante sottolineare che l’indagine rivela una crescita rispetto al 2025. Credo che questo dato vada letto come un’opportunità per il nostro comparto di valorizzare il periodo di giugno, considerandolo già integrato in una stagione turistica piena, non solo come anticipo sull’estate. In prospettiva, le vacanze di fine scuola possono diventare un motore stabile di sviluppo. La sfida che ci aspetta sarà quella di far sì che le destinazioni siano in grado di offrire esperienze integrate, sostenibili e di massima accessibilità”.
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[post_content] => Previsioni rosee per Etihad Airways, secondo quanto dichiarato dal ceo Antonoaldo Neves in un'intervista a Reuters, a margine dell'assemblea annuale della Iata. Il vettore di Abu Dhabi conta di ordinare ulteriori velivoli a fusoliera larga, entro il 15 giugno, in quanto stima un incremento del traffico pari a circa l'8% rispetto a un anno fa.
Il ceo ha svelato dunque futuri nuovi ingressi in flotta, senza però specificare il numero che sarà comunque a due cifre. Etihad sta ripristinando i voli dopo aver effettuato tagli a marzo, quando la guerra tra Stati Uniti e Israele contro l'Iran ha assunto una dimensione regionale, facendo aumentare i prezzi del carburante, ha affermato Neves.
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Codeshare con Tarom
Ed è stato siglato proprio a Rio de Janeiro un nuovo accordo di codeshare tra Etihad Airways e Tarom, la compagnia aerea di bandiera della Romania: grazie a questa partnership, i passeggeri di Etihad possono prenotare un unico biglietto sui voli Tarom da Bucarest verso sei città della Romania, Baia Mare, Cluj-Napoca, Iasi, Oradea, Suceava e Timisoara. Il codeshare si estende anche a quattro capitali dell’Europa orientale: Belgrado, Budapest, Chisinau e Sofia. I passeggeri provenienti dalla Romania, a loro volta, possono raggiungere Abu Dhabi da Bucarest con il nuovo servizio di Etihad.
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Dal cibo al turismo e dal turismo al cibo. È attorno a questo filo conduttore che Fiavet Piemonte ha costruito un nuovo modello di incontro tra operatori turistici e produttori locali, favorendo una relazione diretta tra chi promuove i territori e chi ne custodisce identità, tradizioni ed eccellenze.
In controtendenza rispetto a un turismo sempre più digitalizzato, l'associazione ha scelto di riportare al centro il contatto umano e la conoscenza reciproca, organizzando a Torino, a Palazzo Barolo, un appuntamento dedicato al neonato Distretto del Cibo e del Vino del Mombarone, Serra Morenica e Naviglio d'Ivrea.
Un corridoio naturale che dal confine con la Val d'Aosta scende a lambire l'hinterland torinese, ricco di storia, arte e attrattive in gran parte da scoprire. L'iniziativa riprende il percorso avviato durante il Covid per valorizzare le aree meno conosciute del Piemonte, riproponendolo oggi in una formula rinnovata.
«Per certi aspetti la situazione del turismo oggi è simile a quella del periodo post-Covid», osserva Laura Audi, presidente di Fiavet Piemonte. «Per questo il turismo di prossimità è un segmento che ci interessa particolarmente. In un momento geopolitico delicato e soggetto a continui cambiamenti, anche chi è tradizionalmente orientato all'outgoing deve saper cogliere le opportunità offerte dai territori vicini».
L'obiettivo è mettere a disposizione il know-how del turismo organizzato per creare connessioni concrete tra operatori, produttori e destinazioni. In questo contesto il cibo diventa uno strumento privilegiato di narrazione del territorio: attraverso sapori, profumi, tradizioni e storie è possibile entrare in contatto con l'identità più autentica di un luogo e trasformare una visita in un'esperienza.
Protagonisti dell'incontro, organizzato in collaborazione con Verticalife, tour operator specializzato nel turismo outdoor, sono stati i vertici del Distretto, a cominciare dal presidente Franco Cominetto e seguiti da imprenditori e aziende delle filiere agroalimentari che valorizzano le eccellenze del Canavese. Dietro ogni prodotto sono emerse storie familiari, tradizioni tramandate da generazioni, ma anche nuove intuizioni imprenditoriali che contribuiscono a costruire un'offerta turistica originale e distintiva. Un'occasione anche per comprendere meglio le esigenze del turismo organizzato e sviluppare nuove forme di collaborazione tra gli attori del territorio.
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Federica De Luca
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E' quello che il to definisce proposta \"pret-à-porter\", cui si affianca, come in un vero e proprio atelier sartoriale, il prodotto \"haute couture\": parliamo di itinerari su misura, per chi desidera viaggiare in completa tranquillità\".\r\n\r\nLe possibilità sono numerose e collegate da un fil rouge che è quello della risposta tailor made per ogni singola richiesta del cliente, \"esattamente come un sarto che ne prende le misure di volta in volta\". Per questo \"Abbiamo posto le nostre passioni e competenze a disposizione del cliente\". Si spazia dal fly & drive, con percorsi attentamente studiati, valutati e assistenza h24; al viaggio con autista privato. O, ancora suggerimenti per city break e long weekend in hotel o Riad e Maison de charme selezionati, ma anche campi tendati di livello esclusivo, dove il leit motiv è sempre quello di una qualità elevata, per apprezzare appieno l'ospitalità marocchina.\r\n\r\nAncora, i \"Viaggi inediti\", che rispondono alle diverse attitudine del cliente: \"Itinerari che includono siti e musei oltre i circuiti più turistici, ad esempio per gli appassionati di arte rupestre o di trekking e perché no di surf e altro ancora. 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