1 July 2026

La Costa d’Avorio più vicina all’Italia

costa-davorioLa Costa d’Avorio punta ad aprirsi a nuovi mercati internazionali. Tra questi figura anche l’Italia, dove il Paese africano ha aperto un ufficio del turismo a Milano, guidato da Guy-Thomas Hyacinthe Deiné. La Francia, per motivi legati alla stessa storia ivoriana, figura come primo mercato per la destinazione, ma ora la volontà è quella di diversificare i flussi incoming. «La Costa d’Avorio è tornata in Italia per comunicare con forza che anche noi ci siamo nel panorama internazionale – dichiara il direttore -. Vogliamo far conoscere il nostro patrimonio turistico e culturale, per questo siamo intenzionati a lavorare con i tour operator affinché inseriscano il nostro Paese nelle loro programmazioni». La volontà di affermarsi in Italia si è già concretizzata con il lancio di un sito internet in italiano, www.turismoincostadavorio.it, presentato ufficialmente a Milano a fine luglio, in occasione della Giornata ivoriana del turismo: un portale con tutte le informazioni per preparare il proprio viaggio e per scoprire cosa fare a destinazione. Situato tra il Tropico del Cancro e l’Equatore, affacciato sull’oceano Atlantico nel golfo di Guinea, il Paese si propone quale meta per diverse tipologie di turismo, dal balneare all’agriturismo, dall’ecoturismo al turismo religioso. Primo produttore mondiale di cacao, la Costa d’Avorio ha nelle lagune una delle sue maggiori ricchezze. L’impegno sul fronte della comunicazione proseguirà con l’invio di comunicati stampa e newsletter periodiche. Oltre all’ufficio di Milano, Côte d’Ivoire Tourisme dispone di sedi estere a Parigi, Madrid, Johannesburg, Berlino, Washington Dc, Ottawa, Pechino e Rio de Janeiro. Gli obiettivi del Paese sono ambiziosi: il governo sta lavorando attivamente affinché il turismo ritorni ad essere uno dei settori più vitali dell’economia ivoriana, investendo nell’offerta ricettiva, nel patrimonio culturale e naturale. Nel medio termine l’obiettivo è di raggiungere, entro il 2018, i 500 mila visitatori, ma per il decennio 2020-2030 il target è di un milione e mezzo di visitatori.

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Il legame tra i due Paesi è molto forte, non soltanto sul piano turistico, ma anche storico, culturale ed economico I viaggiatori italiani occupano un posto speciale per noi: sono interessati a esperienze diverse, scelgono il patrimonio archeologico, il mare, le immersioni e anche forme di turismo attivo».\r\nLa situazione geopolitica dell’area può incidere sulla percezione dei viaggiatori. Qual è oggi la vostra lettura del mercato italiano?\r\n\r\n«Il mercato italiano registra un incremento del 15% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno: è un risultato significativo, perché conferma la fiducia nella destinazione e una maggiore consapevolezza della sicurezza dell’Egitto. Quando la crisi geopolitica si è intensificata, abbiamo vissuto una fase di rallentamento, perché in molte parti del mondo il Medio Oriente viene ancora percepito come un’unica area. Ma l’Egitto è lontano dalle zone di conflitto, non ha avuto problemi legati alla continuità della fruizione turistica, è riconosciuto per la sua sicurezza e ha sempre incoraggiato la pace. Per il mercato italiano non credo sia necessario fare appelli: i numeri dimostrano già una buona capacità di distinguere la situazione dell’Egitto dalle tensioni presenti in altre aree della regione».\r\n\r\nL’Egitto ha registrato risultati positivi negli ultimi anni. Quali sono oggi le priorità per sostenere questa crescita?\r\n\r\n«Lo scorso anno il turismo in Egitto è cresciuto del 21%, quest'anno l'obiettivo è arrivare al +26%. La priorità è accompagnare questa crescita lavorando su qualità, sostenibilità e connettività, ma soprattutto sulla valorizzazione della diversificazione dell’offerta. L’Egitto non è una destinazione legata a un solo prodotto: offre esperienze culturali e archeologiche, località balneari sul Mar Rosso, crociere sul Nilo, turismo spirituale, Costa Settentrionale, su cui stiamo investendo miliardi di dollari. Anche le attività promozionali saranno orientate a valorizzare questa varietà».\r\n\r\nLa capacità ricettiva è un tema centrale per molte destinazioni in crescita. L’Egitto sta lavorando anche su nuovi investimenti alberghieri e infrastrutturali?\r\n\r\n«È in corso un ampio piano di investimenti infrastrutturali. Nell’area delle Piramidi e del Grand Egyptian Museum è prevista una profonda riqualificazione urbana che porterà alla realizzazione di 15.000-20.000 nuove camere d’albergo, soprattutto 4 e 5 stelle. Sviluppi importanti riguardano inoltre Luxor e il segmento delle crociere sul Nilo, sempre più orientato a un’offerta di alta fascia».\r\n\r\nQuali sono le strategie per la promozione per il prossimo futuro sul mercato italiano?\r\n\r\n«Il Mar Rosso resta un prodotto molto forte, ma oggi è possibile costruire programmi più articolati, integrando Cairo, patrimonio archeologico, crociere sul Nilo, turismo spirituale e Costa Nord. Nel piano di promozione avranno spazio anche iniziative dedicate al mercato italiano, press tour, eventi e attività con media e content creator, per raccontare meglio i diversi segmenti dell’offerta».\r\n\r\nIn che modo state lavorando con tour operator, compagnie aeree e partner della distribuzione?\r\n\r\n«Stiamo lavorando con compagnie aeree, tour operator e altri partner per mantenere una programmazione di qualità e competitiva in Egitto, nonostante l’aumento del costo del carburante e dei costi operativi, che rappresentano una forte criticità per il settore. Sono stati introdotti incentivi specifici per preservare la capacità aerea e sostenere la continuità dei collegamenti. Il problema dei costi del petrolio è un problema globale, dobbiamo attenzionarlo e lavorare tutti nella stessa direzione».\r\n\r\n \r\n\r\n\r\n\r\n","post_title":"Egitto, Fathy: «Italia mercato strategico, investimenti in connettività e distribuzione»","post_date":"2026-06-26T12:33:31+00:00","category":["estero"],"category_name":["Estero"],"post_tag":["in-evidenza"],"post_tag_name":["In evidenza"]},"sort":[1782477211000]}]}}