13 gennaio 2025 12:13
In Grecia entrerà in vigore il 1° giugno 2025 l’annunciata tassa sui crocieristi, che andrà a colpire principalmente i passeggeri delle crociere che sbarcano su Mykonos e Santorini.
Le tariffe variano in base al periodo dell’anno e alla destinazione mentre i fondi raccolti serviranno a migliorare le infrastrutture e l’esperienza dei visitatori.
Nel dettaglio, in alta stagione (quindi tra giugno e settembre) l’importo sarà di 20 euro per passeggero per Mykonos e Santorini e 5 euro per tutti i porti delle altre isole.
Nei periodi di spalla (aprile, maggio, ottobre) 12 euro per Mykonos e Santorini e 4 euro per le altre destinazioni.
Infine, in bassa stagione (tra novembre e marzo) la tassa sarà di 4 euro per Mykonos e Santorini e 1 euro per le altre isole.
Il Ministero del turismo stima che il nuovo sistema genererà incassi per 50 milioni di euro all’anno: un terzo dei fondi sarà destinato ai comuni, un altro terzo aal Ministero della Navigazione per migliorare le infrastrutture portuali e la restante parte andrà al Ministero del Turismo per migliorare i servizi e le strutture per i viaggiatori.
Il ministro del turismo Olga Kefalogianni ha spiegato che l’obiettivo non è solo quello di gestire i flussi: la tassa contribuirà a creare infrastrutture migliori per garantire una migliore esperienza di viaggio. I porti e i servizi locali, spesso sovraccarichi durante l’estate, potrebbero presto ricevere i necessari rinnovi.
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[post_content] => Richiesta ufficiale da parte di Ryanair alla Commissione europea per prorogare, con effetto immediato, la deroga all'utilizzo dell'Ees (Entry/Exit System) almeno fino ad aprile 2027.
La deroga precedentemente in vigore è infatti scaduta ieri, 6 settembre, e consentiva agli Stati membri di sospendere temporaneamente l’Ees per evitare gravi congestioni ai controlli di frontiera.
Compagnie aeree, aeroporti e associazioni di settore hanno ripetutamente avvertito che l’avvio mal pianificato dell’Ees da parte dell’Ue sta aumentando i tempi dei controlli di frontiera, creando code eccessive e causando disagi evitabili ai passeggeri in tutta Europa. La situazione è emersa chiaramente durante la stagione estiva, quando i tempi di attesa ai controlli di frontiera hanno raggiunto le 2-3 ore in aeroporti come Cracovia, Lisbona, Milano e Roma.
«Mentre la Commissione europea continua a sostenere che l’Ees stia funzionando - si legge in una nota della low cost irlandese - la realtà per i passeggeri è molto diversa. Le autorità di frontiera stanno ancora cercando di gestire postazioni malfunzionanti, carenze di personale e ritardi nelle procedure. La revoca della deroga in questo momento priva gli Stati membri di qualsiasi flessibilità per prevenire ulteriori disagi durante i periodi di maggiore affluenza».
Ryanair chiede alla Commissione europea di prorogare con urgenza la deroga all’Ees almeno fino al prossimo aprile, dando agli aeroporti e alle autorità di frontiera il tempo necessario per riparare i chioschi malfunzionanti, aumentare i livelli di personale e garantire che il sistema possa funzionare in modo efficiente prima che la sua piena applicazione venga imposta ai passeggeri.
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[post_content] => E' un'estate calda da tutti i punti di visti quella che il Polo aeroportuale del Nord-est si lascia alle spalle: tra giugno e agosto, gli scali di Venezia, Treviso, Verona hanno gestito 6,3 milioni di passeggeri, con una crescita complessiva dell’8%.
Il Marco Polo, terzo scalo intercontinentale nazionale, traina la crescita, con 3,9 milioni di passeggeri, in aumento dell’11% rispetto allo stesso trimestre dello scorso anno. Ottima la performance dei collegamenti di lungo raggio, che nei tre mesi hanno trasportato 390.000 passeggeri, il 59% dei quali da e per gli Stati Uniti.
Nel dettaglio, i voli non-stop per gli Stati Uniti diretti su Atlanta, Dallas, New York Jfk, New York Newark, Philadelphia, Washington hanno registrato 232.000 passeggeri. Sul Canada, le linee dirette per Montreal e Toronto hanno totalizzato 71.000 passeggeri. In Medio Oriente, il volo su Dubai ha superato i 44.000 passeggeri. La Cina, con 44.200 passeggeri trasportati nei tre mesi, si è affermata come mercato di riferimento in espansione, grazie ai 5 voli settimanali diretti su Shanghai a cui, lo scorso 2 luglio, si è aggiunto il volo trisettimanale sulla capitale Pechino.
Sul medio raggio si sono affermati i nuovi voli sul Cairo e Reykjavik introdotti nell’attuale stagione estiva: aperto a fine giugno, il bisettimanale di Egyptair sull’hub aeroportuale della capitale egiziana ha movimentato oltre 4.200, e nella stagione invernale la frequenza salirà a tre voli settimanali. La linea su Reykjavik, attivata da Icelandair a fine maggio, ha registrato 11.000 passeggeri.
Il Canova di Treviso ha consolidato un volume di 900.000 passeggeri, leggermente superiore rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, in linea con le previsioni.
Il primo mercato è la Spagna, collegato dai voli su Alicante, Ibiza, Malaga, Minorca, Palma di Maiorca, Santander, Siviglia, Tenerife, Valencia, che hanno determinato un flusso di 170.000 passeggeri. Seguono Romania (130.000), Albania (126.000).
Con 1,5 milioni di passeggeri tra giugno e agosto, in aumento del 6%, il Catullo di Verona prosegue nel suo percorso di sviluppo del traffico.
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Tra le novità della stagione estiva ha particolare rilievo il nuovo diretto tra Verona e Casablanca, operato da fine giugno da Royal Air Maroc con tre frequenze settimanali, che ad oggi ha trasportato 6.000 passeggeri. Si conferma poi centrale il ruolo di Neos come vettore su destinazioni di lungo raggio e mete turistiche di primo piano: nei tre mesi, la compagnia ha trasportato oltre 200.000 passeggeri, grazie alla sua offerta su Egitto, Grecia, Spagna, Italia, Tunisia, Tanzania, Capoverde, Madagascar, Kenya, Senegal, Repubblica Domenicana, Irlanda, Islanda.
«Il Polo aeroportuale del Nord Est può così contare su una crescita continuativa, anche in considerazione della complessità dell’attuale contesto geopolitico. Le proiezioni a fine stagione sono di una prosecuzione dei risultati ad oggi raggiunti» ha commentato Camillo Bozzolo, direttore sviluppo aviation del Gruppo Save.
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[post_content] => Il turismo in Umbria continua a rappresentare uno dei principali motori dell'economia regionale. Lo sottolinea Federalberghi osservando che "la stagione non è ancora conclusa e per questo Federalberghi Umbria Confcommercio non intende anticipare valutazioni sui dati complessivi: i conti si faranno a fine anno.
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"L'andamento è buono e questo è certamente un dato positivo", afferma il presidente di Federalberghi Umbria Confcommercio, Simone Fittuccia. "Ma sarebbe un errore pensare che possiamo abbassare la guardia. Il turismo umbro viene da anni di crescita e proprio per questo non possiamo fermarci adesso. Dobbiamo lavorare per mantenere e, se possibile, incrementare i flussi, costruendo una strategia di promozione che abbia continuità e risorse adeguate nel tempo".
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[post_content] => Blackstone si sta preparando per l'Ipo di Hotel Investment Partners (Hip), uno dei maggiori proprietari di asset alberghieri nell'Europa meridionale, con l'intenzione di avviare le negoziazioni tra la fine di ottobre e l'inizio di novembre. Secondo Cinco Días, il fondo statunitense sta già predisponendo la documentazione necessaria da presentare alla commissione nazionale del mercato dei valori spagnola.
L'operazione, come riporta Hosteltur, porterebbe in Borsa una società con 61 hotel e circa 20.000 camere in Spagna, Portogallo, Italia e Grecia, con un portafoglio valutato intorno ai 6 miliardi di euro. Le sue proprietà sono concentrate principalmente in località turistiche e sono gestite con marchi appartenenti ad alcune delle principali catene alberghiere internazionali, come Hyatt Hotels Corporation, Marriott International, Hilton, Meliá Hotels International, Barceló Hotel Group e Minor Hotel.
Il piano di Blackstone, spiega Cinco Días, prevede un'Ipo, tramite un aumento di capitale di circa 700 milioni di euro, a cui si aggiungerebbe la cessione di una piccola quota da parte degli attuali azionisti, il cui importo non è ancora stato determinato.
Gli azionisti di Hip
Attualmente Blackstone controlla il 65% di Hip, mentre il fondo di Singapore Gic detiene il restante 35%. Il gruppo statunitense sta valutando diverse opzioni per cedere la propria partecipazione nella società dallo scorso anno, tra cui una potenziale vendita a Gic.
Prima del debutto in borsa, la struttura societaria di Hip dovrebbeessere riorganizzata per consolidare i diversi portafogli immobiliari attualmente facenti parte del gruppo sotto un'unica società.
L'Ipo deve ancora superare una delle sue fasi fondamentali: la notifica ufficiale al mercato dell'intenzione di quotarsi. Gli analisti delle istituzioni partecipanti si sono già incontrati con il management di Hip il 1° luglio per preparare le loro valutazioni.
Santander, Morgan Stanley, Citi, BNP Paribas e Goldman Sachs sono tra gli enti che coordineranno l'operazione, insieme ad altre banche internazionali.
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[post_content] => Sandals Resorts invita i viaggiatori a riscoprire la Giamaica con il lancio di "The Great Jamaica comeback", una grande rivisitazione dell'isola accompagnata da un'offerta a tempo limitato. Come riporta Travelpulse, la campagna si concentra su tre strutture completamente rinnovate. Il Sandals South Coast riaprirà per primo, il 18 novembre 2026, seguito dal Sandals Montego Bay e dal Sandals Caribbean Cay (precedentemente Sandals Royal Caribbean), entrambi con apertura il 18 dicembre 2026. Ogni resort è stato completamente trasformato, con piscine riprogettate, nuovi concept di ristorazione e un paesaggio rinnovato. Tutti e tre sono già prenotabili, in vista delle rispettive date di riapertura.
Le strutture coinvolte
Oltre ai tre resort principali, la promozione di Sandals Resorts include anche le altre quattro strutture Sandals in Giamaica: Sandals Dunn's River, Sandals Negril, Sandals Ochi e Sandals Royal Plantation, con tariffe speciali.
Gli ospiti che prenotano soggiorni di cinque notti o più riceveranno un'escursione gratuita legata al loro resort. Sandals offre anche una speciale promozione riservata ai matrimoni: le coppie che prenotano soggiorni di cinque o più notti nel 2027 in una camera di categoria Club o Butler presso Sandals Montego Bay, Sandals Caribbean Cay o Sandals South Coast riceveranno un pacchetto matrimonio Sweetheart gratuito per un massimo di 50 ospiti, oltre all'esenzione dalle tasse di licenza di matrimonio e dalle spese amministrative in Giamaica.
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[post_content] => Secondo i dati dell'ufficio nazionale di statistica e informazione, Cuba ha accolto 419.863 visitatori internazionali tra gennaio e luglio 2026, con un calo del 62,8% rispetto a 1.128.831 visitatori registrati nello stesso periodo del 2025.
Gli ultimi dati confermano un calo del turismo internazionale già evidente nel 2025, quando Cuba ha accolto 1.810.663 visitatori stranieri, circa il 18% in meno rispetto al 2024. Gli arrivi internazionali sono stati circa 2,2 milioni nel 2024 e 2,4 milioni nel 2023. I volumi attuali, come si legge su TravelDailyNews, restano ben al di sotto dei livelli registrati prima della pandemia. Cuba ha accolto oltre 4,2 milioni di visitatori internazionali nel 2019 e circa 4,6 milioni nel 2018. Le autorità cubane hanno precedentemente stimato le entrate annuali del turismo a circa 3 miliardi di dollari, con il settore che storicamente rappresenta una delle principali fonti di valuta estera del Paese.
I mercati di riferimento
Nei primi sette mesi del 2026, il Canada si è confermato il principale mercato di provenienza per i turisti cubani, con 127.645 visitatori. A titolo di confronto, nello stesso periodo del 2025 si erano registrati circa 478.000 visitatori. Tra gennaio e luglio, i cubani residenti all'estero hanno generato 88.525 visite, rispetto alle 140.546 dell'anno precedente. Gli arrivi dagli Stati Uniti sono stati 37.351, in calo rispetto ai circa 77.200 dell'anno precedente, mentre la Russia ha registrato 21.374 visitatori e il Messico 19.828.
La contrazione degli arrivi ha coinciso con cambiamenti sostanziali nel settore alberghiero cubano. Il governo cubano ha annunciato a fine luglio che sette catene alberghiere internazionali avevano lasciato il Paese, dopo aver gestito in precedenza il 46% delle camere d'albergo. Tra gli operatori internazionali che hanno sospeso o ridotto le proprie attività figurano Meliá Hotels International, Iberostar, Barceló, Blue Diamond Resorts, Archipelago International, Atg e Royalton.
Il 24 luglio Meliá ha completato il suo ritiro da Cuba, ponendo fine alla gestione delle proprietà rimanenti dopo aver precedentemente ridotto il proprio portafoglio. Il gruppo spagnolo gestiva 34 hotel nel Paese ed era presente a Cuba dal 1990. Anche Iberostar e Barceló hanno cessato le loro attività alberghiere a Cuba nel corso del 2026, dopo precedenti riduzioni dei loro portafogli. Royalton è stato tra gli operatori alberghieri internazionali che hanno ridotto o sospeso le attività a seguito del mutamento delle condizioni operative.
A fine luglio, il primo ministro cubano Manuel Marrero ha dichiarato all'Assemblea Nazionale che il 73% delle strutture alberghiere del Paese era chiuso e che circa 25.000 dipendenti del settore alberghiero si trovavano senza una normale attività lavorativa. Le prestazioni del settore alberghiero si erano già indebolite significativamente prima dell'ultima contrazione. Il tasso di occupazione medio degli hotel di Cuba è sceso al 18,9% nel 2025, oltre quattro punti percentuali in meno rispetto all'anno precedente.
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Il contesto operativo per i visitatori internazionali è stato ulteriormente compromesso a giugno, quando le transazioni con Visa e Mastercard hanno cessato di funzionare a Cuba. Sono rimasti disponibili altri metodi di pagamento in valuta estera, tra cui contanti, carte prepagate cubane e carte internazionali Mir e UnionPay.
Il governo cubano ha annunciato misure volte ad ampliare la partecipazione al turismo in seguito al ritiro degli operatori internazionali. Queste includono la possibilità di nuove forme di coinvolgimento del settore privato nella gestione alberghiera, nel noleggio auto e nel trasporto passeggeri. Il governo ha inoltre annunciato un'imposta dell'1% sulle imprese che operano secondo le nuove disposizioni, con l'obiettivo di sostenere la sostenibilità del turismo e la promozione delle destinazioni.
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[post_content] => Questo fatto che le banche ritengono il settore turismo più rischioso di altri mi fa impazzire. Il tasso di rischiosità, dicono. A parte la bruttezza della parola rischiosità, che non si può sentire, vorrei capire di cosa si tratta. Forse le banche vivono in un mondo tutto loro fatto di privilegi e di svantaggi. Come? Gli istituti bancari negli anni hanno fornito immensi capitali a settori o imprese che sono fallite miseramente, e ne potremmo citare a decine, e il turismo è ad alte rischiosità?
Qual è la loro direzione? Finanziano allegramente chi non dovrebbero finanziare e tagliano le gambe a chi vuole lavorare? Non lo sanno questi agglomerati di soldi e interessi che anche l'industria è ad alta rischiosità? E perché non lo dicono? Tutto è legato all'incertezza globale, alla volatilità dei costi energetici e delle materie prime e alle tensioni geopolitiche internazionali. E questo vale per tutti, non solo per il turismo.
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[post_content] => In un'intervista rilasciata a Hosteltur, Victor Fernandez, ceo di Room Mate Hotels, riconosce che nel mercato delle transazioni alberghiere «tutto è incredibilmente costoso, con prezzi alle stelle. In oltre 20 anni di attività della catena, il dna di base è rimasto invariato, ma il modello è stato adattato. Ovviamente, c'è una curva di apprendimento in cui si affina tutto molto di più. E una delle cose che si impara è che non tutto è accettabile a qualsiasi prezzo, né si può fare nulla di avventato, perché poi si vede cosa succede sul mercato. Quindi, siamo in una fase in cui dobbiamo prendere decisioni sensate. Non direi con calma, perché c'è una forte voglia di crescere, ma con lucidità».
La strategia di espansione
«Nei paesi in cui vantiamo già una solida presenza, come Spagna e Italia , continueremo a crescere. Tuttavia, stiamo lavorando in modo molto proattivo e con strategie operative avanzate anche nei paesi in cui non siamo ancora presenti, come Francia e Germania, dove siamo determinati ad espanderci. Ci stiamo inoltre concentrando sull'apertura di nuovi hotel nei Paesi in cui attualmente ne abbiamo solo uno, come Regno Unito e Svizzera, puntando ad aprire nuove strutture a Londra o in altre grandi città, oppure ad aggiungere Zurigo al nostro hotel di Ginevra. Ricerchiamo sempre location eccezionali, un elemento fondamentale del nostro marchio, in destinazioni iconiche con un forte appeal urbano. In Germania, ad esempio, questo include non solo Berlino, ma anche Monaco e Amburgo, tra le altre città. Vorremmo crescere più rapidamente, ma entrare in queste destinazioni è molto difficile a causa dei prezzi elevati».
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Fra le sfide principali che il settore deve affrontare, quella legata alla dinamica dei prezzi. «I costi rappresentano un fattore determinante, poiché l'inflazione ha reso tutto molto più caro, con aumenti vertiginosi delle materie prime e dei costi energetici. Il problema dei costi è significativo, dato che da oltre due anni assistiamo a un'inflazione galoppante. A ciò si aggiunge la difficoltà nel reperire manodopera, soprattutto in alcune destinazioni. Questo problema non è così accentuato in Spagna e in Italia, ma in altri Paesi, in particolare nei Paesi Bassi e in Svizzera, con tassi di occupazione prossimi alla piena occupazione, non c'è nessuno disponibile. Spesso, l'unica opzione è assumere personale già impiegato, offrendo condizioni migliori, ma si tratta di un'operazione molto difficile ed estremamente competitiva. Un'altra possibilità è quella di trasferire personale dalla Spagna o dall'Italia, destinazioni molto attraenti con un elevato turnover. Alla fine, si riesce a trovare qualcuno, ma è vero che questo è un problema che il settore non si trovava ad affrontare fino a pochi anni fa. Entro il 2026 prevediamo una maggiore stabilizzazione dei prezzi, sebbene dipenda dalla città, perché in alcune stiamo già raggiungendo il limite».
La clientela internazionale proviene soprattutto dal Nord America: «Americani e canadesi insieme rappresentano il 20% della nostra clientela, seguiti dai latinoamericani, la cui presenza nei nostri hotel è cresciuta significativamente negli ultimi anni e ora rappresenta l'8% dei nostri ospiti. Questi tre mercati insieme rappresentano un terzo della nostra domanda e sono clienti altamente redditizi grazie alla durata media dei soggiorni e alla maggiore spesa. Anche la clientela asiatica è in aumento, così come quella mediorientale, sebbene questa tendenza al rialzo sia stata interrotta dalla guerra nella regione, che non si prevede si risolva a breve termine. Tuttavia, il segmento più ampio della nostra clientela è costituito da ospiti britannici, olandesi, italiani e francesi».
Grande soddisfazione dal lato repeater. «E' piuttosto comune che un ospite, durante un soggiorno di una settimana o dieci giorni, visiti tre o quattro dei nostri hotel, quasi fosse in un tour. Infatti, il nostro tasso di clienti abituali supera già il 20%. Abbiamo un'altissima percentuale di clienti che tornano più di 10 o 20 volte. In altre parole, viaggiano in molte destinazioni e scelgono Room Mate ovunque vadano».
Living Gallery
Per aumentare la fidelizzazione del cliente è stato lanciato il progetto Living Gallery. «Si tratta di un progetto del team marketing, ideato per promuovere i nostri hotel, e si basa sulla filosofia originale di Room Mate,. Crediamo fermamente che il modo migliore per viaggiare sia soggiornare da un amico, ed è per questo che ogni nostro hotel è diverso; ognuno ha la sua identità e il suo carattere. Questo progetto è nato per organizzare eventi, magari uno al mese, per mettere in risalto il carattere unico di ogni hotel. Ne abbiamo già organizzati due: uno al Gerard di Barcellona e un altro quest'estate all'Alba di Madrid. Il prossimo è previsto a Roma. Inizialmente, questi eventi sono riservati agli ospiti della Room Mate Collection e si svolgono sempre in collaborazione con artisti o altre realtà rilevanti che potrebbero interessare i partecipanti. Il nostro obiettivo è anche quello di supportare imprenditori e titolari di aziende che operano in modo diverso e in linea con la nostra filosofia. Ma deve essere sempre divertente».
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[post_content] => Ryanair ridimensiona l'obiettivo di traffico per l'esercizio che si chiuderà il 31 marzo 2027, che passa da 216 milioni a 214 milioni di passeggeri: la low cost irlandese cita gli elevati prezzi del petrolio non coperti, avvertendo al contempo che i costi sostenuti del carburante potrebbero far aumentare le tariffe aeree sui voli a corto raggio.
Per questo «è opportuno ridurre strategicamente l’esposizione del gruppo al carburante non coperto durante il periodo invernale non redditizio (da novembre a marzo)», spiega una nota del vettore.
La compagnia aerea ha dichiarato di prevedere che tale riduzione ridurrà le perdite dell’inverno 2026 di 70-100 milioni di euro.
Ha inoltre avvertito che, se i prezzi elevati del petrolio dovessero protrarsi fino all’estate del 2027, le tariffe aeree sui voli a corto raggio “aumenterebbero in modo significativo” per riflettere l’aumento dei prezzi del petrolio, “poiché alcuni concorrenti meno ben coperti dalle operazioni di copertura avranno difficoltà a mantenere la capacità o addirittura a sopravvivere a questa stagione invernale”.
Intanto, nel mese di agosto appena concluso Ryanair ha trasportato un totale di 22,2 milioni di passeggeri, per una crescita del 6% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente. La compagnia stima inoltre che il traffico da novembre a marzo rimarrà sostanzialmente stabile.
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