26 October 2021

Unwto: a rischio l’80% dei flussi internazionali

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Una crisi senza precedenti, che mette a rischio milioni di posti di lavoro, considerato anche il fatto che l’industria dei viaggi è uno dei settori maggiormente labour-intensive al mondo. Così definisce gli effetti dell’emergenza Covid-19 il segretario generale dell’Organizzazione mondiale del turismo, Zurab Pololikashvili.

La Unwto ha calcolato che, nel solo primo trimestre dell’anno, quando ancora la crisi era ai suoi inizi, gli arrivi internazionali sono calati di ben il 22% rispetto allo stesso periodo del 2019. La discesa, come è logico aspettarsi, è stata particolarmente accentuata a marzo, mese in cui il numero di viaggiatori, che si sono spostati oltre i confini del proprio Paese, è diminuito di ben il 57%, a seguito dell’introduzione di misure restrittive in un crescente numero di destinazioni. Il tutto si è tradotto, tra gennaio e marzo, in un calo del giro d’affari generato dal turismo internazionale pari a circa 80 miliardi di dollari.

Alla luce di tali dati, e dell’evoluzione dell’emergenza Covid-19 in corso, la Unwto stima che nel 2020 gli arrivi internazionali diminuiranno quindi di una percentuale compresa tra il 58% e il 78% rispetto al 2019. I due estremi della forbice rappresentano rispettivamente lo scenario migliore e peggiore della crisi: il primo prefigura in particolare l’apertura graduale dei confini e l’alleggerimento delle restrizioni ai viaggi già a partire dall’inizio di luglio; il secondo ipotizza invece un allentamento delle misure di lockdown non prima di dicembre. Sempre secondo tali scenari, il giro d’affari del turismo internazionale dovrebbe calare di una cifra compresa tra i 910 miliardi e gli 1,2 migliaia di miliardi di dollari. A rischio ci sarebbero qualcosa come 100-120 milioni di posti di lavoro complessivi, mentre il totale dei viaggiatori internazionali dovrebbe calare di 850 milioni – 1,1 miliardi di unità (nel 2019 erano stati 1,5 miliardi).

La ripresa dovrebbe riguardare inizialmente i flussi domestici, mentre a livello internazionale i primi segnali di recupero si dovrebbero registrare a partire da fine 2020 – inizi 2021. Le prospettive apparirebbero leggermente migliori in Africa e in Medio Oriente, mentre le opinioni più pessimiste, riguardo alla data di ripartenza dell’industria dei viaggi, si registrerebbero nelle Americhe.




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