4 April 2026

Turismo all’aria aperta, 5 miliardi di euro e 60 milioni di presenze nel 2018

Puntando su ecosostenibilità, innovazione, valorizzazione del territorio e capacità di attirare flussi turistici internazionali, a cui si affianca una presenza domestica in costante crescita, il settore del turismo all’aria aperta possiede un grande potenziale di sviluppo, con +3% di previsione sugli arrivi stimati nel 2019. Si è parlato delle opportunità del settore nel corso del convegno “Sviluppo economico, innovazione e valorizzazione del territorio: le opportunità del turismo outdoor”. Organizzato da Human Company, gruppo fiorentino leader in Italia nel comparto dell’open air, l’incontro ha acceso i riflettori su un segmento in forte crescita della travel industry. Se paragonato con paesi limitrofi e simili per offerta turistica (un mix di storia, cultura, mare e natura) il mercato Italia è in affanno. La Spagna, per esempio, nel 2017 ha incassato dal turismo 40 miliardi in più dell’Italia (60,2 miliardi contro 39,2 miliardi) ed è riuscita a scalare la classifica mondiale, conquistando il secondo posto quale destinazione turistica dopo la Francia (l’Italia è solo quinta) grazie a un piano strategico di investimenti in infrastrutture e offerta. Eppure il potenziale dell’Italia è enorme. Lo dimostrano i numeri. Per la destinazione Italia il 2017 è stato infatti un anno record. Con 427 milioni di notti la Penisola ha segnato +6% rispetto al 2016, registrando un incremento di presenze sia di stranieri (+6,3) che di italiani (+5,6%). Il contributo totale dell’industria turistica all’economia italiana nel 2017 è stato di 223 miliardi di euro, pari al 13% del PIL: un valore superiore alla media mondiale (10,4%) ed europea (10,3%), che conferma l’Italia quale paese a vocazione turistica. L’impatto economico si riflette in maniera rilevante sul mondo del lavoro, con oltre 3,4 milioni di posti direttamente o indirettamente generati nel 2017, pari al 14,7% dell’occupazione totale della Penisola.  Sul podio degli ospiti stranieri svetta la Germania (+15%), seguita dagli Stati Uniti in leggera flessione rispetto all’anno precedente (-2%) e Francia (+7%). Nella classifica delle regioni più amate la prima è il Lazio, seguita da Lombardia, Toscana, Campania e Veneto. Regione quest’ultima che si conferma tra le best performer nel comparto dell’outdoor.  Due i progetti di sviluppo di Human Company nella regione: il più grande d’Europa a Eraclea e il progetto Deltafarm a Porto Tolle, quest’ultimo in partnership con Enel nell’ambito del progetto Futur-E, volto a riconvertire le centrali elettriche Enel in Italia non più attive.

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Parliamo di destinazioni non coinvolte direttamente, ma che hanno subito anch’esse il contraccolpo del parziale blocco aeronautico commerciale. “… Ma qui funziona tutto” non può essere accettato. Abbiamo dovuto sottolineare con fermezza che non si può gestire una crisi di questa portata basandosi esclusivamente su tabelle di rendimento, dimenticando il fattore umano e professionale. Anche per le agenzie di viaggio la sfida oggi è gestire il carico emotivo. Oltre alla preparazione tecnica, serve la capacità di fare da filtro lucido per le preoccupazioni dei clienti, distinguendo tra timori legittimi e paranoie, per governare il flusso invece di farsi trascinare. Ma deve essere chiaro che non bisogna forzare una partenza».\r\nRiflessione sulla categoria\r\n«C’è però una riflessione, forse la più amara, che dobbiamo avere il coraggio di fare come categoria: siamo spesso i primi responsabili del nostro isolamento. Viviamo arroccati nei nostri fortini, troppo occupati a guardarci come concorrenti da superare invece che come colleghi di una filiera da proteggere. Non troviamo mai il tempo — o forse la volontà — per consolidarci davvero e darci una mano quando il mare si fa grosso, convinti che la difficoltà di un competitor possa tradursi in un nostro vantaggio. È anch’essa una miopia strategica che paghiamo cara. Se non riusciamo a \"vederci\" oltre la logica del preventivo, resteremo sempre singoli atomi in balia degli scenari, invece di essere quella massa critica capace di, se non proprio dettare regole, quantomeno a pretendere rispetto».\r\nL'attività di Idee per Viaggiare\r\n«In questo scenario, il nostro ruolo in Idee per Viaggiare è quello di mantenere i nervi saldi e garantire la logistica. Dal 28 febbraio abbiamo riorganizzato l'operatività su tre team distinti: uno per l'emergenza immediata, uno per la programmazione estiva e uno per il resto del mondo. Lo stiamo facendo con un impegno economico reale, che ha già superato cancellazioni per impossibilità al raggiungimento della destinazione per circa 2 milioni di euro in 3 settimane e siamo coscienti che sarà destinata ad aumentare. A questo dobbiamo aggiungere una cospicua cifra investita per il rimpatrio di clienti nella prima settimana senza domandarci se tali somme sarebbero rientrate.\r\n\r\nPer cementare finanziariamente ancora di più la nostra azienda, abbiamo aumentato il capitale sociale trasferendo nello stesso importanti riserve patrimoniali. Non è un vanto, è la nostra risposta concreta a un sistema che troppo spesso si immobilizza. Tuttavia, non intendiamo limitarci alla sola gestione del maltempo. Mentre monitoriamo la crisi, restiamo concentrati su quel 60% del mondo che continua a funzionare regolarmente, impegnandoci al contempo per mettere in sicurezza il restante 40% del nostro prodotto. 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