3 April 2026

Toscana, investimenti e modelli di sviluppo per montagna e aree interne

Un nuovo modello di sviluppo per il rilancio di montagna ed aree interne della Toscana. Gli investimenti  che saranno possibili grazie al Pnnr, e il nuovo modello di sviluppo che sta per partire, fondato su sostenibilità, digitale (ovvero smart economy e smart working) e inclusività (e quindi servizi decentrati), costituiscono un’opportunità per la rinascita di quei territori. Un’occasione soprattutto per cambiare rotta e creare “politiche con la montagna” (e le aree interne) e non più solo “per la montagna”: perché se le aree interne torneranno a popolarsi e ad offrire opportunità di lavoro i vantaggi potranno essere reciproci, anche per le città e le aree metropolitane. 

In occasione degli Stati generali della Montagna organizzati dalla Regione Toscana assieme ad Anci Toscana, nell’ambito del Dire e Fare 2021, è stata esposta un’analisi a trecentosessanta gradi, col supporto anche dei numeri dell’Irpet, l’istituto di programmazione economica della Regione. Un confronto, un po’ in presenza e un po’  on line che arriva al termine di diciotto incontri che da gennaio a giugno si sono succeduti con diciassette delle ventidue Unioni comunali sparse nella regione, eredità il più delle volte delle vecchie Comunità montane, con 151 complessivamente comuni coinvolti tra i 273 (dopo le quattordici fusioni degli ultimi anni) che compongono complessivamente oggi la regione. Territori ugualmente periferici ma anche diversi tra loro: da quelli, a nord,  e principalmente montani dell’arco appenninico ai comuni della Toscana del sud, per finire all’arcipelago e le isole, periferiche per definizione. 

«Valorizzare quei luoghi e contrastarne l’abbandono demografico comporta anche infrastrutture, connettività e digitalizzazione,  ed investimenti in campo sanitario e scolastico – commenta il presidente della Toscana Eugenio Giani – Quando diciamo che puntiamo su una Toscana diffusa vuol dire una Toscana delle città d’arte così come dei borghi incastonati fra le montagne. Vuol dire una regione dagli scenari straordinari che contengono un patrimonio da valorizzare. Per farlo ci vogliono investimenti e progetti mirati che siano in grado di intercettare le risorse a nostra disposizione. Solo così possiamo dare avvio alla riqualificazione e al recupero in questi luoghi e magari di strutture e aree oggi dismesse». 

Nelle aree interne della Toscana vivono 1 milione e 140 mila cittadini: una parte non poi così marginale, circa il 30 per cento, dei tre milioni e 700 mila cittadini che abitano nella regione. Montagna ed aree interne potrebbe dunque tornare ad essere luoghi appetibili per i giovani.  Non meno importanti  sono il miglioramento dell’accessibilità, il potenziamento dei servizi (dalla telemedicina ai servizi di prossimità), i trasporti  e la connettività, la semplificazione di alcune norme e la valorizzazione turistica ed economica del patrimonio culturale e naturale diffuso.

 

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