6 February 2026

Torino: eventi in primo piano nella Centrale della Nuvola Lavazza

lavazza

È un viaggio sensoriale ed emotivo attraverso una bella storia italiana, quella del caffè Lavazza, ad attendere i visitatori dell’ormai famosa Nuvola, quartier generale del noto marchio torinese, inaugurata nel 2018. 

Uno spazio aperto per la condivisione di progetti, cibo e cultura: questa è l’idea di fondo sulla quale è stato realizzato il progetto Nuvola Lavazza, nome che riflette la volontà di Lavazza di guardare al futuro, mantenendo un forte legame con la città di Torino, luogo delle sue origini (qui fu fondato nel 1895 il brand). 

Situata nel quartiere Aurora, l’area di 30 mila mq (di cui 18 mila e 500 mq edificati) dall’architettura contemporanea si sviluppa in modo fluido e leggero, con ampie vetrate che riflettono il cielo, conferendo alla struttura un aspetto simile appunto a quello di una nuvola. Al suo interno, oltre agli uffici, ci sono un ristorante stellato, un bistrot, un museo interattivo, un grande spazio eventi, un’area archeologica e la sede dell’Istituto d’Arte Applicata e Design (Iaad). 

Eventi in primo piano 

Il progetto – curato da Cino Zucchi – recupera e valorizza l’area dismessa dell’ex centrale elettrica nel quartiere Aurora. Nel luogo dove erano in funzione rumorosi macchinari, oggi ci sono diversi spazi modulabili, per un totale di circa 2000 metri quadrati che continuano a produrre energia ma sotto un’altra forma, attraverso quella degli eventi. Si affaccia sulla Piazza Verde, il grande spazio eventi della Nuvola Lavazza: La Centrale che presenta una proposta decisamente articolata e versatile. 

Lo Spazio, che con i suoi 1.200 mq può accogliere fino a 800 persone, è un’area adatta per meeting, convegni, cene di gala, mostre e fiere, concerti, presentazioni di prodotto, feste e serate private. La Terrazza indoor di 360 mq, che accoglie fino a 150 persone; la Sala Conferenze di 200 mq con capienza fino a 180 persone – completamente insonorizzata- e con la possibilità di sezionarla in due sale indipendenti. 

Dalla sua apertura nel 2018, lo Spazio ha ospitato numerosi eventi anche internazionali che hanno portato figure di rilievo a Torino, tra questi eventi citiamo: The Coffeeprint of Tomorrow – evento conclusivo dei festeggiamenti del ventesimo anniversario della Fondazione Lavazza, Terra Madre – Salone del Gusto, gli eventi off di Eurovision Song Contest, i Dialoghi sul Pnrr, Buonissima, Utopian Hours, fino alle Nitto Atp Finals.  

La proposta gastronomica 

Il ristorante stellato “Condividere” è stato studiato insieme con Ferran Adrià, vanta la scenografia disegnata da Dante Ferretti e la cucina è diretta da Federico Zanasi. Una proposta di eccellenza, con un concept inedito espressione di una nuova filosofia del gusto e di una nuova modalità di consumo del cibo ispirata alla condivisione informale dei piatti d’autore. Condividere nel 2019, dopo solo un anno dall’apertura ha conquistato la Stella Michelin. 

Il Bistrot Casa Lavazza, lo spazio di ristorazione collettiva, aperto anche al pubblico, propone un menù rigorosamente selezionato, attento alla qualità̀ dei cibi e che pone al centro la persona. 

Oggi la supervisione del Bistrot è affidata a Federico Zanasi, chef di Condividere, con il supporto di Steve Caruso, ex sous chef di Condividere e oggi responsabile della cucina del Bistrot. 

Il Museo Lavazza 

“Il caffè è sempre l’inizio di qualcosa”. La frase di Francesca Lavazza riassume il potere intrinseco del caffè, capace di favorire la nascita di un’idea, di allargare lo sguardo, e ispira il progetto del Museo Lavazza: uno spazio interattivo progettato dallo studio internazionale di Ralph Appelbaum. Il museo propone ai suoi visitatori un viaggio sensoriale-emotivo nella storia di questa bevanda così importante nella cultura italiana. Un racconto, con aree multimediali e interattive, che spazia dalla storia della Famiglia Lavazza a quella dell’industria italiana del XX secolo.  

Infine, è possibile ammirare i resti di un’antica basilica paleocristiana, risalente al IV-V secolo d.C, che si trova nell’area archeologica.  

Al centro della Nuvola, punto di incontro ideale tra la condivisione di progetti, di cibo e di cultura, c’è la Piazza Verde, aperta alla città, che fa dialogare l’headquarter con La Centrale e il Museo Lavazza, Condividere e il Bistrot Casa Lavazza con l’Area Archeologica e la sede dello Iaad. La Piazza Verde rappresenta una delle prime smart area di Torino, con illuminazione led a basso consumo.

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La piattaforma, progettata per supportare in modo strutturato l’attività dei Personal Voyager, consente l’accesso in tempo reale a procedure operative, documentazione di viaggio, informazioni assicurative, visti, vaccinazioni e aggiornamenti sulla sicurezza delle destinazioni.\r\nQuesto percorso ha portato Lab Travel Euphemia a essere coinvolta in momenti di confronto qualificati sul tema dell’intelligenza artificiale applicata al business. Tra questi, l’evento “AI Compass 2025: rotte strategiche per creare valore”, ospitato presso la sede Ducati di Bologna, ha rappresentato un’occasione di dialogo sui principali trend di mercato, sui modelli di governance e sugli aspetti normativi e legali legati allo sviluppo dell’AI. 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L’intelligenza artificiale rappresenta un supporto concreto per semplificare gli aspetti burocratici legati all’attività, accelerare i processi e consentire al consulente di viaggio di dedicare più tempo alla relazione con il cliente”, dichiara Giulia Barroero.\r\nAlla base dello sviluppo di VoyaGO si colloca una visione pragmatica dell’innovazione, come sottolinea Michele Zucchi, amministratore delegato di Euphemia, che richiama l’impatto quotidiano dell’AI sull’organizzazione del lavoro. “Ciò che abbiamo imparato sviluppando insieme ai consulenti di ‘Microsoft Azure’ il nostro assistente digitale generativo, è la possibilità consentita ad aziende di media dimensione come la nostra, di potere dirigere ed adattare ai bisogni interni quello che oggi è il massimo della tecnologia. Siamo all’inizio di questo viaggio che ci consente una gestione più efficiente dei processi e dell’elaborazione dei dati liberando risorse che possiamo utilizzare in attività a più elevato valore aggiunto. L’evoluzione del progetto non si arresta all’attuale fase, ma apre a ulteriori sviluppi orientati ad una gestione sempre più fluida delle attività”, spiega Zucchi.\r\nAttraverso l’adozione di soluzioni già operative e la partecipazione a momenti di confronto qualificati, Lab Travel Euphemia consolida un approccio all’innovazione fondato sulla concretezza, in cui l’intelligenza artificiale si configura come leva strategica per accompagnare la crescita della rete e interpretare con lucidità le trasformazioni del mercato turistico.","post_title":"Arriva il riconoscimento degli addetti ai lavori per Lab travel Euphemia","post_date":"2026-02-04T11:25:58+00:00","category":["mercato_e_tecnologie"],"category_name":["Mercato e tecnologie"],"post_tag":[]},"sort":[1770204358000]},{"_index":"travelquotidiano","_type":"post","_id":"506481","_score":null,"_source":{"blog_id":1,"post_content":"Non più una parola d’ordine, ma una strategia industriale che tiene insieme impresa, territorio e capitale umano. È questo il messaggio emerso dal convegno “Sostenibilità condivisa: l’ospitalità che restituisce valore al territorio”, ospitato il 3 febbraio a Palazzo di Varignana, modello di hospitality integrata sui colli bolognesi.\r\n\r\nUn appuntamento, organizzato in collaborazione con Travel Hashatag Advisory, che ha messo attorno allo stesso tavolo istituzioni, imprese e mondo accademico per riflettere sulla sostenibilità come leva economica e competitiva per il turismo. «Migliorare il territorio e lasciare un’eredità al futuro significa generare impatto economico, ma anche sociale e ambientale», ha spiegato Carlo Gherardi, founder di Palazzo di Varignana, richiamando la necessità di politiche di previsione e cura del paesaggio in un contesto climatico sempre più instabile.\r\n\r\nUn approccio condiviso anche dalle amministrazioni locali. 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Una visione condivisa da Enzo Carella, presidente di Filiera Turismo Italia, per il quale «il turismo deve produrre economia nei territori, preservandoli», puntando su competenze, rete e “intelligenza artigianale”.\r\nA proposito di competenze, la professoressa Tassinari del Dipartimento di Scienze e Tecnologie Agro-Alimentari UNIBO ha evidenziato la necessità di ripensare la formazione universitaria “ancora molto verticale sulle tematiche legate ai corsi di studio; è fondamentale invece sviluppare una formazione interdisciplinare, per potersi inserire nel mondo del lavoro”. \r\n\r\nLa riflessione di Domenico Scordari, CEO e founder di Naturalis Bio Resort, ha invitato a spostare il focus «dalla sostenibilità all’economia rigenerativa». «Il primo investimento deve essere sulle persone che lavorano in azienda: se stanno bene loro, anche il servizio e l’esperienza dell’ospite saranno all’altezza», ha spiegato, sottolineando come le imprese turistiche abbiano oggi «un impatto sociale altissimo sui territori» e come la scelta di lavorare con personale e prodotti locali possa generare sviluppo, occupazione e persino il ritorno dei giovani nelle aree interne.\r\n\r\nAmpio spazio anche al tema del benessere come fattore di sviluppo. «Non esiste sostenibilità del territorio senza sostenibilità umana», ha ricordato Annamaria Acquaviva, direttrice scientifica del resort, presentando gli Health & Wellness Retreats basati sul Metodo Acquaviva. Un approccio integrato che unisce nutrizione funzionale, movimento, riposo e gestione dello stress. Un cambio di paradigma necessario anche sul piano narrativo, secondo Cinzia Galletto, giornalista esperta di turismo del benessere: «Serve un’identità coerente: una vacanza di benessere ha valore solo se genera una trasformazione autentica». Concetto rafforzato da Maria Letizia Petroni (Unibo): «Un ambiente tutelato significa migliori condizioni di salute non solo per il turista, ma anche per chi lavora e vive quei territori».\r\n\r\nIl tema delle persone come asset strategico è emerso con forza anche nella governance. Clara Gasparri, People & Culture Manager di Four Seasons Hotels and Resorts, ha posto l’accento su «autenticità, empatia e fiducia» come basi della sostenibilità sociale, indicando welfare e ascolto come leve fondamentali per attrarre e trattenere talenti, soprattutto tra le nuove generazioni.\r\n\r\nA rafforzare il quadro, gli strumenti di policy e investimento. La Regione Emilia-Romagna ha stanziato 45 milioni di euro per la riqualificazione delle strutture ricettive, confermando – come sottolineato anche da Andrea Guizzardi, presidente Clust-ER Turismo – che «il turismo è l’industria che garantisce la ricaduta più duratura sui territori», soprattutto quando pubblico e privato lavorano in modo interconnesso per destagionalizzare e distribuire i flussi.\r\n\r\nUna visione che trova riscontro anche nel percorso di Palazzo di Varignana, recentemente certificato Green Key e UNI/PdR 125. «Per noi le certificazioni non sono un punto di arrivo, ma uno strumento», ha concluso Cecilia Bortolotti, Corporate Communications & Sustainability Manager. «La sostenibilità è un patto tra visione imprenditoriale e persone: solo così può tradursi in azioni concrete e lasciare un’impronta positiva e duratura sul territorio».\r\n\r\n[gallery ids=\"506484,506485,506486,506487,506488,506489,506490,506491,506492\"]","post_title":"Palazzo di Varignana accende il confronto sulla sostenibilità che crea valore","post_date":"2026-02-04T09:40:19+00:00","category":["enti_istituzioni_e_territorio"],"category_name":["Enti, istituzioni e territorio"],"post_tag":["palazzo-di-varignana","sostenibilita"],"post_tag_name":["Palazzo di Varignana","sostenibilità"]},"sort":[1770198019000]}]}}