14 gennaio 2026 12:59

Graziano Debellini
Th Resorts entra in Fto. L’associazione rafforza così ulteriormente il proprio ruolo di punto di riferimento per la filiera del turismo organizzato, confermandosi una casa comune autorevole, riconosciuta da istituzioni politiche e culturali.
Rappresentanza forte
Graziano Debellini, presidente di Th Resorts, sottolinea: «La nostra adesione a Fto – Confcommercio nasce dalla profonda convinzione che il turismo italiano abbia urgente bisogno di una rappresentanza forte, qualificata e capace di mettere a sistema le differenti competenze della filiera. Entrare in Fto per noi significa partecipare attivamente a un network di professionisti, condividere valori e strategie, e instaurare un dialogo costante con le istituzioni per contribuire concretamente alla crescita e alla competitività del turismo organizzato e del nostro Paese. Siamo orgogliosi di poter portare la nostra esperienza in Federazione, pronti ad affrontare insieme le sfide future di un comparto sempre più strategico per l’Italia».
Franco Gattinoni, presidente di Fto, aggiunge: «In questi anni Fto è cresciuta diventando un’associazione riconosciuta, interlocutore di riferimento per le istituzioni e per tutto il settore del turismo organizzato. L’adesione di un gruppo storico e autorevole come Th Resorts conferma che Fto è uno dei luoghi in cui si costruiscono visione di filiera, qualità, formazione e professionalità con un impatto reale per imprese e mercato. Con piacere annunciamo inoltre la nomina di Graziano Debellini nel consiglio della federazione, scelta che aumenta il valore della nostra governance».
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Tappe pugliesi per Future Horeca, progetto nazionale di orientamento e formazione promosso da Manpower Group in collaborazione con l'associazione professionale cuochi italiani e oltre 30 aziende del settore.
Due le tappe pugliesi, rispettivamente a Foggia e Bari. Complessivamente, al termine dei due incontri, gli studenti coinvolti saranno oltre 300 e il bilancio è positivo. La Puglia non è, tuttavia, solo una tappa: è partner attivo dell’intero percorso, grazie al coinvolgimento diretto del gruppo Nicolaus. L’azienda, che è anche main sponsor del team Valtur New Basket Brindisi, fa parte del comitato tecnico di tutte le tappe del progetto ed è protagonista dell’organizzazione dei due appuntamenti di Foggia e Bari, coordinando il coinvolgimento degli istituti e attraverso la testimonianza del proprio direttore hr Alessandro Arborio Mella alle tavole rotonde con studenti e docenti.
Verso il futuro
«Crediamo che il futuro del settore hospitality si giochi oggi, dentro le scuole. Il nostro obiettivo è dialogare con i ragazzi prima che lascino i banchi, per aiutarli a comprendere quanto questo mondo possa offrire se affrontato con passione e serietà. Essere stati coinvolti da un professionista di alto livello come Stefano Pregel di Manpower, ideatore di questo format coinvolgente e innovativo, ha reso il confronto ancora più stimolante. Il settore dell’ospitalità è una voce di primo piano del tessuto economico pugliese e di quello nazionale e la passione con cui operiamo ogni giorno, nasce anche dal vivere la soddisfazione che può dare, dal vedere le posizioni che può aprire e dall’aver compreso che mette in evidenza la nostra Regione sulla mappa mondiale. Proprio per questo abbiamo desiderato poter fare qualcosa di concreto per ispirare i giovani, affinché riescano a vedere una carriera in questo settore come una scelta piena di senso, che può generare soddisfazione personale e valore per un territorio» commenta Alessandro Arborio Mella.
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Qui l’outdoor non è una parentesi dell’esperienza turistica, ma il suo cuore pulsante: un Paese compatto, attraversabile in poche ore, che concentra in uno spazio ridotto montagne imponenti, canyon profondissimi, laghi glaciali e fiumi color smeraldo. Un territorio che invita a muoversi lentamente o a mettersi alla prova, a camminare, esplorare, respirare, seguendo il ritmo della natura.
È questa l’anima più autentica del Montenegro, quella che si rivela lontano dalle città, nei parchi nazionali e nelle aree montane, dove l’avventura convive con il silenzio e ogni attività all’aria aperta diventa un modo per entrare in contatto con il paesaggio e con sé stessi. Un outdoor accessibile, mai estremo per forza, capace di parlare sia agli amanti dello sport sia a chi cerca un rapporto più intimo e contemplativo con l’ambiente.
Durmitor: canyon, laghi glaciali e spazi senza confini
Nel nord del Paese, il Parco Nazionale del Durmitor rappresenta una delle espressioni più spettacolari della natura montenegrina.
Dichiarato Patrimonio UNESCO, è un territorio aspro e maestoso, modellato dal ghiaccio e dall’acqua, dove le vette calcaree si alternano a vaste distese verdi e a laghi glaciali incastonati tra le montagne. Camminare qui significa attraversare paesaggi sempre diversi: boschi di conifere, altipiani aperti, sentieri panoramici che conducono a punti di osservazione da cui lo sguardo si perde.
Il Durmitor è una destinazione ideale per l’escursionismo, con percorsi adatti a diversi livelli di preparazione, ma anche un luogo che invita alla contemplazione. Il celebre Lago Nero, con le sue acque scure che riflettono i profili delle montagne, è uno dei simboli del parco e incarna perfettamente l’equilibrio tra forza e quiete che caratterizza questa regione. Qui l’outdoor diventa esperienza profonda, fatta di silenzi, di aria sottile e di una natura che impone rispetto.
Il fiume Tara: l’avventura che scorre nel canyon più profondo d’Europa
Se il Durmitor racconta la verticalità della montagna, il fiume Tara ne rappresenta l’anima dinamica. Le sue acque limpide scorrono attraverso il canyon più profondo d’Europa, scavando una gola spettacolare che accompagna il viaggiatore lungo uno dei tratti naturali più impressionanti dei Balcani. È qui che il Montenegro rivela il suo lato più avventuroso, offrendo esperienze di rafting tra le più iconiche del continente.
Il rafting sul Tara non è solo adrenalina, ma anche immersione in un ambiente incontaminato, protetto come Patrimonio UNESCO. Tra rapide e tratti più tranquilli, il fiume attraversa foreste, pareti rocciose e spiagge naturali, regalando un punto di vista privilegiato su un territorio rimasto intatto. È un’esperienza che unisce sport e paesaggio, ideale per chi cerca un’avventura autentica, lontana da infrastrutture invasive e a stretto contatto con la natura.
Kolašin e Žabljak: la montagna che vive tutto l’anno
Nel cuore montuoso del Montenegro, Kolašin e Žabljak rappresentano due volti complementari del turismo attivo. In inverno diventano centri di riferimento per gli sport sulla neve, con stazioni sciistiche immerse in un contesto naturale ancora poco antropizzato, lontano dalle grandi folle alpine. Le piste si snodano tra boschi e panorami aperti, offrendo un’esperienza raccolta e autentica, ideale per chi cerca la montagna in una dimensione più umana.
Ma è nelle stagioni intermedie che queste località rivelano tutta la loro versatilità. In primavera ed estate, Kolašin e Žabljak diventano basi perfette per trekking, mountain bike, escursioni nei parchi nazionali e attività all’aria aperta. La montagna montenegrina non impone un solo modo di viverla: si adatta, accoglie, invita a tornare in momenti diversi dell’anno, offrendo sempre nuove prospettive.
I parchi nazionali: un outdoor che è identità
Il Montenegro conta cinque parchi nazionali, ognuno con una propria identità, ma uniti da una visione comune: proteggere la natura e renderla fruibile in modo sostenibile. Qui l’outdoor non è consumo, ma relazione. Camminare, sciare, navigare un fiume o semplicemente osservare un paesaggio significa entrare in sintonia con un territorio che ha scelto di preservare la propria autenticità.
In questo senso, il Montenegro si propone come una destinazione outdoor diversa: non gridata, non sovraffollata, ma intensa e vera. Un Paese che invita a rallentare o ad accelerare, a seconda del proprio passo, e che trova proprio nella natura il filo conduttore della sua identità turistica. Tra laghi glaciali, canyon vertiginosi e montagne che cambiano volto con le stagioni, l’avventura qui non è mai fine a sé stessa, ma diventa parte di un racconto più ampio, fatto di equilibrio, rispetto e scoperta.
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Graziano Debellini, presidente di Th Resorts, sottolinea: «La nostra adesione a Fto - Confcommercio nasce dalla profonda convinzione che il turismo italiano abbia urgente bisogno di una rappresentanza forte, qualificata e capace di mettere a sistema le differenti competenze della filiera. Entrare in Fto per noi significa partecipare attivamente a un network di professionisti, condividere valori e strategie, e instaurare un dialogo costante con le istituzioni per contribuire concretamente alla crescita e alla competitività del turismo organizzato e del nostro Paese. Siamo orgogliosi di poter portare la nostra esperienza in Federazione, pronti ad affrontare insieme le sfide future di un comparto sempre più strategico per l’Italia».
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Il valore aggiunto dei tour operator in termini di competenza, affidabilità e profonda conoscenza delle destinazioni è stato uno dei temi trattati dal presidente di Astoi, Pier Ezhaya, intervenuto al convegno “Visione turismo: politiche, territori, competenze, futuro” svoltosi a Palazzo Madama.
Ezhaya ha portato il proprio contributo nel corso del panel intitolato al "turismo outgoing e distribuzione organizzata: dinamiche, mercati e modelli evolutivi”. Il presidente ha tracciato alcuni aspetti dell’evoluzione della domanda nel turismo organizzato, sempre più orientata verso esperienze autentiche e contenuti di qualità e sicurezza
Ezhaya ha inoltre affrontato il tema della competitività a livello internazionale, evidenziando il gap del nostro mercato rispetto a quello di altri Paesi - come ad esempio Uk, Germania, Cina, Giappone e Nord America - sia in termini di passeggeri movimentati che di periodi di fruizione della vacanza o di capacità di spesa. Ha quindi invocato la necessità di una maggiore destagionalizzazione e di modelli di business più integrati.
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FITUR, fiera internazionale del turismo organizzata da IFEMA MADRID, quest'anno si svolgerà dal 21 al 25 gennaio 2026 ospitando 10 mila aziende di 161 Paesi, di cui 111 con rappresentanza ufficiale ( 10 in più rispetto alla scorsa edizione) e 967 espositori titolari in 9 padiglioni, annunciando una crescita dell'11% in termini di partecipazione internazionale; sono infatti previsti oltre 150 mila professionisti e quasi 100 mila presenze non professionali durante il fine settimana. A FITUR si sono aggiunti 18 nuovi Paesi, principalmente appartenenti ad Africa e Asia-Pacifico, che hanno aumentato la loro presenza rispettivamente del 34% e del 22% in termini di superficie occupata. Le nuove destinazioni che partecipano a questa edizione includono Abu Dhabi, Dubai, Zanzibar e regioni di Germania e Regno Unito.Per questa 46ª edizione il Padiglione della Conoscenza sarà un centro strategico del pensiero turistico, con 8 auditorium, 10 programmi di conferenze, oltre 200 appuntamenti e più di 250 relatori di alto livello. Ospiterà FITUR Experience, incentrato sul turismo esperienziale come una delle dinamiche più trasformative del settore, e il 1° Summit Internazionale su Comunicazione e Turismo, che affronterà le sfide della comunicazione turistica insieme a esperti e rappresentanti del settore pubblico e privato. Inoltre, l'area Travel Technology raddoppia il suo spazio e comprenderà più di 190 aziende leader nell'innovazione.
FITUR continua a essere un importante motore economico per Madrid, con un impatto che ha raggiunto i 487 milioni di euro nella precedente edizione.
Il Messico sarà il Paese partner di FITUR 2026, con un'esposizione eccezionale in fiera, in un contesto di crescita turistica tra gennaio e settembre 2025 del 13,9%, secondo Sectur, e con l'obiettivo di consolidare la sua posizione come quinto Paese più visitato al mondo.
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Abanico prende forma. Il progetto ideato da Stefano Colombo, decollato a settembre 2025 e ufficialmente presentato nei giorni scorsi, si propone come gsa e partner strategico per hotel, resort, dmc, esperienze, piattaforme e operatori turistici italiani e internazionali interessati a lavorare con le agenzie di viaggio spagnole e portoghesi e, più in generale, con i mercati di Spagna, Portogallo e America Latina.
Il cuore del piano gravita attorno alla Spagna, dove si trova anche la sede operativa di quello che Colombo tiene a sottolineare non essere un tour operator, ma un gsa a tutti gli effetti: «Siamo basati a Sitges, circa 25 minuti da Barcellona, in una posizione considerata strategica per il presidio della Catalogna e delle principali aree commerciali spagnole». Perché proprio la Spagna? «Si tratta di un mercato per molti versi affine a quello italiano. In Spagna il turismo rappresenta un'industria importante, in grado di produrre il 15% del Pil e di garantirsi un peso maggiore rispetto a quello attribuito al comparto nel nostro Paese. Inoltre, la Spagna beneficia dei flussi dei mercati latinoamericani in transito verso l'Europa».
Mercato dinamico
Un mercato dinamico quindi, con una forte propensione ai viaggi internazionali - sono 24 milioni circa gli spagnoli che si recano all'estero ogni anno - da presidiare con grande attenzione. «Grazie anche alla collaborazione con Virginia Migotto, che si occuperà di contrattualistica, rappresentanze, formazione, inside sales, sviluppo commerciale e marketing, abbiamo in programma di battere palmo a palmo le diverse aree della Spagna per incontrare sul territorio agenzie di viaggio e operatori, nostri interlocutori di riferimento, ai quali presentare le proposte delle aziende italiane che rappresentiamo. L'obiettivo è quello di valorizzare i rapporti non solo professionali ma anche umani, che continuano a essere una leva fondamentale per intessere relazioni solide e durature su nuovi mercati».
Diversi i partner che hanno già aderito alla proposta di Colombo, da Avalon Waterways Europe, specialista nelle crociere fluviali di lusso a Reisenplatz ed EasyReisenplatz, piattaforme di prenotazione b2b, fino a Ota Viaggi e a Zani Viaggi, attivo su Milano e Nord Italia. Le rappresentanze sono scelte con criteri di non concorrenzialità, senza sovrapposizioni sul target di riferimento. «L'attività è in evoluzione e l'obiettivo è quello di ampliare il portfolio delle aziende rappresentate, magari inserendo player in campo assicurativo o alberghiero, per allargare ulteriormente il nostro "ventaglio"».
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Fto annuncia l’ingresso di Giovanna Sainaghi nella propria struttura, con un incarico dedicato al settore incoming. La sua attività si concentrerà in primis sulla gestione e sullo sviluppo dell’Osservatorio sul turismo organizzato incoming, e successivamente sul consolidamento delle collaborazioni con mondo accademico e della ricerca e sul confronto operativo con le principali istituzioni culturali e attrazioni del Paese.
Franco Gattinoni, presidente Fto, dichiara: “Le imprese del turismo organizzato generano valore concreto per la destinazione e per l’intera filiera: portano programmazione, mettono in rete servizi, sostengono l’economia locale e contribuiscono a una fruizione più ordinata e di qualità. Negli ultimi mesi anche diverse Dmc hanno visto in Fto un punto di riferimento per far sentire più forte la voce dell’incoming organizzato: esigenze operative, visione e valore che ogni giorno portiamo sui territori. Ora dobbiamo essere più bravi a far percepire tutto questo con dati e risultati misurabili. Per questo l’Osservatorio è strategico: serve a costruire un dialogo stabile con istituzioni, luoghi della cultura e stakeholder fondato su certezze, continuità e prevedibilità, perché senza regole chiare e una visione di medio periodo non si pianificano investimenti, prodotti e flussi”.
“Il turismo organizzato è un alleato naturale delle destinazioni: porta qualità, capacità di gestione e una logica di programmazione che aiuta territori e filiera a lavorare meglio - afferma Giovanna Sainaghi -. L’Osservatorio sarà lo strumento per trasformare l’esperienza quotidiana delle imprese in evidenze: leggere i trend, misurare l’impatto, individuare priorità e buone pratiche. Lavoreremo con università e centri di ricerca e costruiremo un confronto concreto con le principali istituzioni culturali, perché la qualità dell’accoglienza e della fruizione si costruisce insieme, con continuità e obiettivi condivisi”.
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A lungo limitata a una rete prevalentemente domestica sulla costa occidentale con aeromobili a corridoio singolo, Alaska Airlines si affaccia ora sul segmento intercontinentale con i Boeing 787-9 Dreamliner. Il primo esemplare con i colori della compagnia è stato presentato in un hangar vicino a Seattle, con una livrea inedita blu e verde, ispirata alle aurore boreali tanto care allo Stato dell'Alaska. “È un giorno storico per noi”, ha dichiarato il ceo Ben Minicucci, che simboleggia il riposizionamento globale della compagnia sui collegamenti a lungo raggio. Questo 787-9 ha effettuato il suo primo volo commerciale transpacifico tra Seattle-Tacoma ) e Seul il giorno dopo la sua presentazione, per poi essere impiegato sulla rotta Seattle - Tokyo Narita, già da questo mese.
Alaska Airlines ha confermato che introdurrà una vera e propria cabina Premium Economy sui 787, dotata di ampi sedili reclinabili in file dedicate al centro della cabina. «Tutto questo è in fase di preparazione» ha dichiarato Minicucci, che punta a mettere in servizio questo nuovo prodotto intorno al 2028.
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Più precisamente l'azienda Usa ha consegnato 600 aerei commerciali nel 2025, contro i 348 del 2024, con un aumento di circa il 72%. Si tratta della sua migliore performance dal 2018, quando la casa costruttrice di Seattle aveva consegnato 806 velivoli, prima della crisi legata ai 737 Max e della pandemia. Il quarto trimestre ha giocato un ruolo decisivo, con 160 aerei consegnati, di cui 117 Boeing 737, 10 Boeing 767, 6 Boeing 777 e 27 Boeing 787, secondo i dettagli comunicati dal costruttore.
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