23 aprile 2021 15:40

Stefano Colombo
Come è già stato comunicato quest’anno l’edizione 2021 della Bit si svolgerà in edizione digital. Le date sono dal 9 all’11 maggio per il trade, dal 12 al 14 maggio per il pubblico. «Stiamo riscontrando un successo di adesioni veramente notevole – ci dice Stefano Colombo, exhibition manager di Bit -. Siamo arrivati al momento a 1200 espositori e questo ci da delle indicazioni precise. Innanzitutto la grande volontà di ripresentare i prodotti, sia b2b che b2c. E’ troppo tempo che non riusciamo più a parlare, a comunicare. Il turismo è rimasto fermo per molto tempo, da qui nasce l’esigenza di riprendere contatto, di far vedere le proprie novità. In secondo luogo tutte questa adesioni ci fanno capire che la reputazione della Bit è molto alta, c’è fiducia nella nostra manifestazione, e questo non può che farci piacere. Infine posso dire che anche il tentativo di dialogare con il sistema del turismo organizzato sta andando bene. Per fare alcuni nomi posso dire che Alpitour e Emirates saranno espositori della Bit digital edition, ma anche associazioni come Astoi e Fto».
Nell’area espositiva l’azienda, l’ente, la regione, può inserire tutto il materiale che desidera. Cataloghi, link, video, immagini. In questo modo il visitatore potrà farsi un’idea specifica di quella destinazione o di quell’operatore. Non sono previsti avatar.
«Oltre l’area espositiva Bit digital edition presenta l’agenda degli incontri – continua Colombo -. I buyer esteri prendono appuntamenti fissati con i seller. Posso dire che l’agenda è stata aperta lunedì e le richieste sono già moltissime. Gli appuntamenti apriranno alle 8 del mattino per chiudersi alle 23. Infine la convegnistica che sarà visibile dal 9 maggio. Una cosa importante è che tutto ciò che accadrà nei convegni rimane patrimonio della piattaforma, quindi sarà visualizzabile anche dopo la fine della fiera virtuale».
«La nostra è una prima edizione e siamo molto fiduciosi. Anche perché diventerà uno dei tasselli per il futuro. Infatti alla fiera digital affiancheremo la manifestazione fisica. In qualche modo siamo dei precursori di una formula che probabilmente in futuro sarà integrata. Naturalmente i costi sono stati importanti, perché sono tutti a carico di Fiera Milano, ma secondo noi era il momento giusto per far capire al settore che Bit c’è, che è al fianco di chi opera e lavora nel turismo».
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[post_content] => Tra il 2015 e il 2025 Roma, Milano, Venezia e Firenze si confermano stabilmente ai primi quattro posti per numero di presenze e accrescono di tre punti percentuali il proprio peso sul totale nazionale, al 17,2%. L’incremento di quota è interamente ascrivibile a Roma che, da sola, nel 2025 ha totalizzato il 9,4% delle presenze complessive; nello stesso periodo, Napoli migliora la propria posizione, passando dal 15° al 12° posto della graduatoria dei comuni con il maggior numero di presenze.
Nei principali comuni prevalgono nettamente le presenze dei turisti stranieri, che nel 2025 rappresentano oltre i tre quarti del totale a Roma, Milano, Venezia e Firenze, e poco più del 60% a Napoli. Lo rende noto l'Istat in Storie di dati. Dal Grand tour al turismo di massa
L'istituto rileva anche che uno dei fenomeni più significativi degli ultimi anni è la rapida diffusione degli alloggi turistici commercializzati attraverso le piattaforme digitali. Questi hanno ampliato le possibilità di promozione e prenotazione in particolare delle abitazioni destinate ai brevi soggiorni, favorendo l’ingresso nel mercato turistico di un numero crescente di alloggi precedentemente esclusi dai circuiti tradizionali della ricettività e contribuendo ad ampliare e diversificare l’offerta.
In Italia, nei sei anni tra il 2018 e il 2024 le notti prenotate in alloggi tramite le principali quattro piattaforme (Airbnb, Booking.com, Expedia Group e TripAdvisor) sono quasi raddoppiate (+92%), passando da circa 66 a quasi 127 milioni. La pandemia rappresenta un’interruzione brusca ma temporanea di questa crescita: nel 2020 i pernottamenti scendono a 30,3 milioni (-60% rispetto al 2019), per poi recuperare rapidamente e superare già nel 2022 i livelli pre-pandemici, raggiungendo un nuovo massimo storico nel 2024
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L’accordo rientra nell’impegno originario della compagnia aerea saudita, annunciato nel 2025, per un massimo di 50 A350-1000. Riyadh Air diventerà il primo vettore dell’Arabia Saudita a utilizzare l’A350-1000 e impiegherà questi velivoli per sostenere le proprie ambizioni di crescita internazionale e gli obiettivi della “Vision 2030”.
«La conferma di questi sei aeromobili riflette la continua fiducia di Riyadh Air nel proprio percorso di crescita e nel futuro del settore aeronautico dell’Arabia Saudita - ha dichiarato Adam Boukadida, direttore finanziario della compagnia aerea -. L’aumento del nostro impegno per l’A350-1000 a 31 velivoli rafforza le basi del nostro network futuro e sostiene la nostra ambizione di servire oltre 100 destinazioni globali entro il 2030, offrendo al contempo un’esperienza di viaggio di alto livello ai nostri passeggeri».
«Questo ulteriore ordine di A350-1000 riflette la fiducia della compagnia aerea nell’eccezionale efficienza, nell’autonomia e nell’attrattiva per i passeggeri di questo velivolo - ha aggiunto Benoît de Saint-Exupéry, vicepresidente esecutivo delle vendite della divisione aeromobili commerciali di Airbus -. Mentre Riyadh Air porta avanti i suoi ambiziosi piani di crescita, l’A350-1000 svolgerà un ruolo importante nel sostenere gli obiettivi della Vision 2030 dell’Arabia Saudita e nel contribuire a posizionare il Regno come hub aeronautico internazionale di primo piano».
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Leadership e successo: due strade conciliabili fra loro, in grado di produrre effetti positivi sul medio periodo? A interrogarsi su questo argomento è uno dei principali leader del mercato turistico italiano, Pier Ezhaya. Dal suo profilo Linkedin, il presidente di Astoi e general manager tour operating di Alpitour propone un'interessante riflessione.
«Sembrerebbero due parole dello stesso percorso ma, qualche volta, possono essere anche antagoniste e trovarsi su sponde opposte - spiega il manager -. È indubbio che ogni leadership porti con sé una dose di successo ma è altrettanto vero che il successo sia un’arma a doppio taglio che può accorciare le carriere e depotenziare la leadership. Si teme maggiormente il fallimento ma ciò solo perché il successo è più subdolo; inevitabilmente più seducente e appagante ma proprio per questo anche più pericoloso. Se il successo da un lato alimenta l’autostima dall’altro prepara diabolicamente le trappole più insidiose sulle quali anche i profili più robusti finiscono per cadere, spesso fragorosamente. Ecco perché una leadership moderna e intelligente deve lucidamente diluire l’ego che l’ha generata, sfumandone l’importanza. Il successo va controbilanciato, rimettendolo in asse, a volte con ironia pensando che in fondo è ridicolo se esteso nel tempo e nello spazio. Ecco, forse l’azione più corretta è “tenerlo a bada”, dato che non è possibile (né corretto) spazzarlo via del tutto».
Un modello evoluto
«Non smetto di pensare a come sia possibile che innumerevoli leadership siano cadute sulla medesima buccia di banana, guardando in alto con lo sguardo fiero senza curarsi di ciò che si trovava per terra, in attesa del loro prossimo infausto passo. Mi piace pensare a modelli di leadership evoluti e moderni e scelgo come frase cardine quella di Jack Welch che a proposito del ruolo di “capo-guida” sosteneva che “diventare leader ha a che fare con la crescita personale mentre essere leader ha a che fare con la crescita degli altri”. Ecco, questo switch potente che avviene proprio quando raggiungi l’apice dopo una faticosa scalata mi piace moltissimo; mi piace immaginare leadership così forti e così sicure di sé che una volta raggiunto il livello massimo, invece di concentrarsi su se stesse si impegnano a far crescere i propri collaboratori, ad allevare nuovi talenti, a fare “coaching”, a irrorare il team con generosità restituendo agli altri ciò che, in qualche modo, hanno avuto da loro. Nelle versioni più lucide e nobili le leadership iniziano a pensare anche al “dopo di loro”, creando successioni e modelli che proseguano a lungo termine in difesa della comunità aziendale che hanno guidato e, se sono stati dei veri leader, anche amato. È vero, sono ancora profili rari ma stanno crescendo e stanno mandando in pensione i tanti “marchesi del grillo” che hanno fatto della leadership l’affermazione di se stessi dimenticando l’ambiente circostante e, cosa più grave, la parte più profonda della natura umana».
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Milano è da sempre la capitale italiana del business, dell'innovazione e delle nuove tendenze, una metropoli capace di reinventarsi continuamente attraverso i suoi distretti urbani. Negli ultimi anni, la scelta di dove stabilirsi ha superato la semplice valutazione logistica, diventando una vera e propria dichiarazione di stile di vita per i tantissimi freelance, expat e specialisti digitali che si trasferiscono sotto la Madonnina. Tra le mappe della nuova geografia milanese, due zone in particolare stanno polarizzando l'attenzione di chi cerca una sistemazione dinamica: Isola e NoLo. Tuttavia, l'immensa popolarità di queste aree rende la ricerca di un alloggio un'esperienza competitiva e spesso complessa per chi arriva in città per la prima volta. Orientarsi in questo mercato richiede tempo e ricerca, ed è qui che piattaforme innovative come Joivy facilitano il processo, offrendo soluzioni flessibili e pronte all'uso. Valutare un affitto stanza a Milano con Joivy permette infatti di inserirsi immediatamente nel tessuto sociale di queste comunità senza lo stress della ricerca tradizionale. Inoltre, trovare il perfetto affitto stanza a Milano significa scegliere l'atmosfera in cui far crescere i propri progetti.
Isola, l'eleganza contemporanea dal sapore bohémien
Nato come quartiere operaio e storicamente separato dal resto della città dai binari della ferrovia, Isola ha vissuto una metamorfosi straordinaria, diventando oggi uno dei luoghi più ambiti e sofisticati di Milano. All'ombra dei grattacieli di Porta Nuova e del celebre Bosco Verticale, questo distretto è riuscito a mantenere intatta la sua anima autentica e un po' rétro, caratterizzata da botteghe artigiane che resistono accanto a eleganti cocktail bar, ristoranti stellati e storici locali jazz. I giovani professionisti che scelgono Isola apprezzano la fusione perfetta tra l'efficienza della finanza milanese e un'atmosfera comunitaria rilassata, quasi da piccolo paese. La vicinanza strategica alle stazioni di Porta Garibaldi e Centrale, unita alla fitta rete di trasporti, la rende una base operativa ideale per chi viaggia spesso per lavoro o ha la necessità di muoversi rapidamente verso qualsiasi punto della città.
NoLo, la culla della creatività inclusiva e multiculturale
Sul versante opposto, subito a nord di Loreto, si estende NoLo, l'acronimo che ha ridefinito l'area di North of Loreto trasformandola nel laboratorio creativo più vivace del momento. Se Isola rappresenta il consolidamento di un trend, NoLo è l'energia pura della sperimentazione e dell'inclusività. Le vecchie officine e i magazzini dismessi si sono trasformati in studi d'artista, spazi di coworking, gallerie d'arte indipendenti e bar di quartiere dove designer, copywriter e programmatori si incontrano per fare rete. La forza di NoLo risiede nella sua forte identità comunitaria, dove i residenti partecipano attivamente alla vita del quartiere attraverso festival autogestiti, mercati sociali e progetti di rigenerazione urbana. I costi dei canoni di locazione, seppur in crescita, risultano generalmente più accessibili rispetto a Isola, attirando una popolazione giovane, internazionale e fortemente orientata alla collaborazione e alla condivisione.
Quale quartiere scegliere per il proprio futuro professionale
La sfida tra Isola e NoLo non ha un vincitore assoluto, poiché la scelta dipende interamente dalle priorità e dall'attitudine personali. Chi cerca un contesto raffinato, connesso direttamente con i grandi centri direzionali e caratterizzato da un perfetto equilibrio tra lusso urbano e tradizione, troverà in Isola il proprio habitat ideale. Al contrario, chi è alla ricerca di stimoli continui, ama le atmosfere multiculturali e desidera essere parte attiva di una comunità in piena evoluzione culturale preferirà l'energia di NoLo. Entrambi i quartieri incarnano perfettamente lo spirito della Milano contemporanea, offrendo ai giovani lavoratori non solo un posto dove dormire, ma un vero e proprio ecosistema in cui sviluppare la propria carriera e costruire solide relazioni umane.
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[post_content] => Nel secondo trimestre del 2026, i prezzi dei traghetti in Italia sono aumentati del 7,4% su base annua, con una tariffa media di 37,75 euro, posizionandosi meglio rispetto ai rincari a doppia cifra registrati in Spagna (+12,4%) e Croazia (+16,1%). Nonostante la stabilità nazionale, la Sardegna ha subito un forte rincaro del +18,2%, mentre la rotta Livorno-Olbia ha visto un calo dei prezzi del 19,4%, evidenziando una notevole divergenza tra le diverse tratte.
Il report “Ferryhopper Ticket Price Index per l’Italia” rileva i prezzi medi dei biglietti economy per passeggero adulto sulle tratte via traghetto in Italia e nel Mediterraneo. Pubblicato trimestralmente, mostra come nelle tratte più battute in Italia il quadro sia risultato piuttosto stabile. La maggior parte delle rotte ha registrato variazioni moderate o è rimasta sostanzialmente invariata, sebbene alcuni collegamenti abbiano mostrato fluttuazioni più marcate.
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Il Mugello (uno dei 28 ambiti territoriali omogenei in cui è suddivisa la Toscana dal punto di vista della promozione turistica), nel contesto delle funzioni di informazione e accoglienza sostenute a livello regionale dall’azione sugli ambiti, si sviluppa con una nuova brand identity.
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«Il Mugello è uno di quei territori che hanno colto maggiormente le opportunità date dagli ambiti turistici. – aggiunge l’assessore al turismo Leonardo Marras - Con questa nuova identità visiva il Mugello compie un passo decisivo nel rafforzare la propria presenza nel sistema turistico regionale “Toscana Autentica” non è soltanto un marchio, ma la rappresentazione di un territorio che ha scelto di investire sulla qualità, sulla sostenibilità e sulla capacità delle comunità locali di essere protagoniste dello sviluppo valorizzando la loro storia e la loro identità».
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A questo primo livello di collaborazione si affianca l’ingresso di Caribe Bay nella Raccolta Punti 2026, iniziativa dedicata in primis agli oltre 2,2 milioni di soci Coop Alleanza 3.0, ed estesa anche ai quasi 1,2 milioni di soci di Unicoop Firenze, presente con la propria rete in nove province della Toscana: un ulteriore tassello che allarga la portata del progetto su scala nazionale.
“La crescita registrata da Caribe Bay negli ultimi anni ci ha portati a cercare un partner nazionale in grado di valorizzare questa evoluzione e di accompagnarci in un percorso coerente con il posizionamento raggiunto dal Parco - dichiara Stefano Tamborino, commercial director di Caribe Bay -. In questo senso, Coop rappresenta l’interlocutore ideale e conferma il ruolo che i parchi divertimento possono assumere nelle strategie di welfare rivolte ai lavoratori. Oggi il benessere delle persone passa anche dalla possibilità di vivere momenti di qualità con la propria famiglia, ritagliarsi tempo per sé e condividere esperienze di valore. È talmente vero che sono in costante aumento anche le prenotazioni di pacchetti che uniscono la visita del Parco al pernottamento di più notti”.
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[post_content] => Servono interventi correttivi drastici per allineare il testo proposto dall'Agcm sulle false recensioni allo spirito della legge sulle pmi. È ciò che Fipe, Federalberghi, Fiavet, Fto insieme con Assoturismo-Confesercenti hanno scritto all’Antitrust intervenendo compatte nella consultazione pubblica dell'AGCM sullo schema di linee guida per le recensioni online.
Il primo nodo critico riguarda la differenziazione introdotta dallo schema dell’Agcm tra i professionisti che pubblicano recensioni dirette e le piattaforme che ospitano contributi su servizi di terzi. Si tratta di un'asimmetria priva di fondamento nella legge sulle pmi, che impone invece un regime unico. Dal punto di vista del consumatore, l'esigenza di affidabilità rimane identica: chi naviga in rete non percepisce queste distinzioni giuridiche ed esige la stessa trasparenza da qualsiasi sistema di recensioni. Le associazioni chiedono quindi un corpo di regole uniforme e senza zone franche.
La posizione delle sigle è netta anche laddove lo schema dell'Agcm si limita a prevedere blandi obblighi di trasparenza per le recensioni “incentivate”, mentre l'articolo 19 della legge sulle pmi ne sancisce l'illiceità assoluta. Sconti, regali e promesse di utilità alterano la spontaneità dei giudizi e si configurano come pratiche manipolatorie già condannate dalla Commissione europea. Non può esistere alcuna tolleranza: le recensioni incentivate vanno vietate in toto, e le sponsorizzazioni pubblicitarie devono essere nettamente separate dal calcolo del rating complessivo delle attività.
Accordi fra piattaforme
Un ulteriore cortocircuito è rappresentato dall'ipotesi di accordi tra piattaforme per lo scambio di recensioni cosiddette "genuine". La legge vieta in modo assoluto la cessione a qualsiasi titolo e l'apertura a deroghe non definite rischia di legittimare un mercato opaco. Sul piano operativo, le associazioni sollecitano inoltre l'inserimento di un chiaro riferimento alla base giuridica per il trattamento dei dati personali (come IP, mail di conferma e registrazioni) necessari alle verifiche antifrode. Un passaggio indispensabile per impedire ai colossi del web di usare la normativa sulla privacy come pretesto per non implementare i controlli.
Il posizionamento (ranking) delle recensioni incide sulla visibilità aziendale quanto il contenuto stesso dei giudizi. Ricordando la sanzione da 4 milioni di euro inflitta a Trustpilot per la gestione opaca dei propri sistemi, il mondo del turismo esige che i criteri degli algoritmi e i relativi pesi di calcolo siano resi pubblici. A tutela della legalità e della dignità delle imprese, viene ribadito che una recensione è lecita solo se verificata, se inserita entro 30 giorni dall'esperienza reale e se non ha superato i due anni di vita. Lo schema deve quindi vietare i punteggi anonimi e privi di motivazione scritta, che impediscono l'esercizio del diritto di replica, e deve garantire canali di segnalazione immediata per la rimozione dei contenuti illeciti in linea con il Digital Services Act.
Le Associazioni ribadiscono che le recensioni online non sono semplici commenti, ma oggi rappresentano un driver essenziale per il business, e che quelle non genuine — negative o positive — incidono direttamente sui bilanci aziendali, distorcendo il confronto concorrenziale. È fondamentale quindi che le Linee Guida pongano fine a queste distorsioni e garantiscano un ambiente digitale sicuro per imprenditori e consumatori, in piena coerenza con la Legge 34/2026. Pur apprezzando le tempistiche con cui l'Autorità è intervenuta per arginare un fenomeno che distorce il mercato, le sigle firmatarie evidenziano che il testo in consultazione rischia di neutralizzare l'efficacia del provvedimento.
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“Siamo in totale disaccordo con la decisione dell’Agcm, che ignora la realtà di come funziona Trustpilot. Trustpilot è una piattaforma aperta di feedback in cui il TrustScore di un’azienda riflette la qualità intrinseca del suo servizio e il coinvolgimento con la piattaforma garantisce che il sentiment dei clienti sia pienamente rappresentato. La fiducia si guadagna, non si compra, come dimostra il TrustScore medio di 4,4 sia per le aziende paganti che per quelle attive con piano gratuito in Italia. Applichiamo rigorosamente le regole contro gli inviti selettivi a lasciare recensioni e interveniamo laddove riscontriamo violazioni.
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Il viaggio studio si conferma una delle esperienze formative più significative per la crescita linguistica, personale e interculturale delle nuove generazioni. In un contesto internazionale ancora segnato da incertezze economiche e geopolitiche, il comparto education continua a dimostrare capacità di tenuta, mentre cambiano profondamente le modalità con cui famiglie e studenti scelgono programmi, destinazioni e operatori.
È quanto emerge dall'Osservatorio Astoi dedicato al comparto education, che analizza l'andamento delle prenotazioni del 2026 dei programmi high school, delle vacanze studio all'estero e dei soggiorni studio in Italia.
L'indagine evidenzia che in un mercato sempre più selettivo, la scelta non riguarda più soltanto la meta o il prezzo, ma il contenuto formativo dei programmi, l’affidabilità degli operatori e le garanzie offerte lungo tutto il percorso, elementi che assumono oggi un ruolo centrale nelle scelte delle famiglie.
«Oggi le famiglie non scelgono soltanto una destinazione o una scuola: scelgono un progetto educativo che deve essere costruito, accompagnato e tutelato in ogni sua fase - afferma Pier Ezhaya, presidente Astoi-. È questa l'evoluzione che emerge dall'Osservatorio Astoi e che rende il segmento education una delle verticali più specialistiche del turismo organizzato.
Un viaggio studio richiede competenze, esperienza, partner qualificati, assistenza continuativa e una struttura organizzativa solida, capace di garantire studenti e famiglie prima, durante e dopo la partenza. In un contesto internazionale ancora complesso, cresce l'attenzione verso queste tutele e si rafforza la domanda di programmi organizzati da operatori specializzati, in grado di offrire affidabilità e qualità.
I dati dell'Osservatorio confermano la capacità di adattamento degli operatori e il valore che le famiglie continuano ad attribuire al viaggio studio, riconoscendolo come un investimento concreto nella crescita linguistica, personale e culturale dei propri figli.”
High school
L'high school si conferma il segmento più strutturato e quello che meglio rappresenta l'evoluzione del mercato. Frequentare un trimestre, un semestre o un intero anno scolastico all'estero è oggi percepito dalle famiglie come un vero investimento formativo, capace di incidere sul percorso linguistico, personale e interculturale dei ragazzi.
Il comparto evidenzia una sostanziale stabilità rispetto all'anno precedente con dinamiche differenziate tra operatori. Un dato che conferma la tenuta della domanda e il valore attribuito ai programmi di lunga durata.
Parallelamente cambia il modo di scegliere. Oltre alla destinazione, assumono un ruolo sempre più rilevante la capacità organizzativa, il livello di assistenza garantito durante tutta l'esperienza, la selezione delle scuole partner e delle famiglie ospitanti, la presenza di referenti locali e le tutele previste per studenti e genitori.
Aspetti che riflettono una domanda sempre più consapevole e orientata verso programmi strutturati e organizzati da operatori con competenze specialistiche. I tour operator continuano, infatti, a investire nel rafforzamento dell’offerta, nell’assistenza agli studenti e nelle garanzie organizzative, elementi sempre più determinanti nei processi di scelta delle famiglie.
Il profilo prevalente resta quello di studenti tra i 16 e i 17 anni, generalmente iscritti al quarto anno della scuola superiore. L'anno scolastico completo continua a rappresentare la formula più richiesta, seguito dal semestre e, in misura più contenuta, dal trimestre. Le motivazioni principali che guidano la scelta restano il miglioramento delle competenze linguistiche, la crescita personale, l'autonomia e il confronto con contesti culturali differenti.
Tra le mete preferite da famiglie e studenti, in Europa si consolida la triade composta da Irlanda, Regno Unito e Spagna, destinazioni apprezzate per equilibrio tra qualità dell’offerta scolastica e prossimità culturale. Sul fronte extra europeo, gli Stati Uniti restano il riferimento centrale, seguiti dal Canada, con presenza consolidata anche di Australia e Nuova Zelanda. Parallelamente emerge un interesse crescente verso nuove mete, come il Sudafrica e in particolare l’Asia con crescenti richieste per Giappone e Corea, a testimonianza di una domanda che ricerca esperienze sempre più diversificate.
Vacanze estive
Le vacanze studio estive all'estero continuano a rappresentare uno dei prodotti più richiesti del comparto education, pur essendo il segmento che nel 2025 ha maggiormente risentito delle incertezze del contesto internazionale. Nel 2026 il segmento registra una flessione media di circa il 10%, influenzata dall'aumento dei costi di viaggio e soggiorno, dalle tensioni geopolitiche e da una maggiore prudenza da parte delle famiglie nelle decisioni di spesa.
Il rallentamento non modifica tuttavia la natura della domanda che continua a riconoscere il valore formativo di queste esperienze. Più che rinunciare al viaggio studio, le famiglie tendono oggi a orientarsi su mete percepite come sicure e facilmente raggiungibili, con una riduzione della propensione verso programmi più lontani o economicamente impegnativi. Ricercano elevati standard di sicurezza, qualità didattica, assistenza costante e un'organizzazione in grado di garantire continuità, sicurezza e supporto durante tutte le fasi dell'esperienza.
Anche il contenuto dei programmi continua ad evolversi. Restano centrali le formule che combinano apprendimento linguistico e attività sportive ma si consolidano percorsi che sviluppano competenze trasversali, con moduli dedicati a public speaking, leadership, debate, coding e digital skills, sostenibilità ambientale, orientamento alle professioni creative e discipline stem.
I partecipanti dei viaggi studio solitamente rientrano nella fascia 13-19 anni; le loro famiglie propendono prevalentemente per programmi con accompagnatore della durata di due settimane e sistemazioni in college o residence.
Sul fronte destinazioni, Regno Unito, Irlanda e Spagna guidano le preferenze europee, mentre si confermano Stati Uniti e Canada come principali mete extraeuropee. Emerge anche l’attenzione verso alcune mete asiatiche, segno di un’attrazione più diversificata, orientata a cogliere contesti culturali molto differenti.
Soggiorni studio in Italia
I soggiorni studio in Italia confermano il proprio ruolo di primo approccio al mondo dei viaggi studio, rivolgendosi prevalentemente a ragazzi tra gli 8 e i 13 anni. Per molti rappresentano la prima esperienza di autonomia fuori dall'ambiente familiare: un'opportunità per sviluppare capacità relazionali, sicurezza in sé stessi e prime competenze linguistiche in un contesto organizzato, sicuro e facilmente raggiungibile.
Nel 2025 il comparto aveva mostrato una buona capacità di tenuta, risentendo solo marginalmente delle criticità che hanno interessato il mercato internazionale. La vicinanza delle destinazioni, i costi più contenuti e la possibilità di vivere un'esperienza formativa in Italia continuano infatti a rappresentare elementi di forte interesse per molte famiglie.
Le prospettive per il 2026 indicano una crescita media stimata del 7,6%, sostenuta da una domanda che continua a riconoscere valore a programmi strutturati, capaci di coniugare apprendimento, attività sportive, laboratori esperienziali e sviluppo dell'autonomia personale in ambienti sicuri e qualificati.
Tra le regioni più richieste si confermano Puglia, Sardegna e Sicilia, seguite da Lazio, Emilia-Romagna e Trentino-Alto Adige, a testimonianza di un'offerta sempre più articolata e distribuita sull'intero territorio nazionale.
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Lo schema deve quindi vietare i punteggi anonimi e privi di motivazione scritta, che impediscono l'esercizio del diritto di replica, e deve garantire canali di segnalazione immediata per la rimozione dei contenuti illeciti in linea con il Digital Services Act.\r\n\r\nLe Associazioni ribadiscono che le recensioni online non sono semplici commenti, ma oggi rappresentano un driver essenziale per il business, e che quelle non genuine — negative o positive — incidono direttamente sui bilanci aziendali, distorcendo il confronto concorrenziale. È fondamentale quindi che le Linee Guida pongano fine a queste distorsioni e garantiscano un ambiente digitale sicuro per imprenditori e consumatori, in piena coerenza con la Legge 34/2026. Pur apprezzando le tempistiche con cui l'Autorità è intervenuta per arginare un fenomeno che distorce il mercato, le sigle firmatarie evidenziano che il testo in consultazione rischia di neutralizzare l'efficacia del provvedimento.\r\nTrustpilot\r\n“Siamo in totale disaccordo con la decisione dell’Agcm, che ignora la realtà di come funziona Trustpilot. Trustpilot è una piattaforma aperta di feedback in cui il TrustScore di un’azienda riflette la qualità intrinseca del suo servizio e il coinvolgimento con la piattaforma garantisce che il sentiment dei clienti sia pienamente rappresentato. La fiducia si guadagna, non si compra, come dimostra il TrustScore medio di 4,4 sia per le aziende paganti che per quelle attive con piano gratuito in Italia. Applichiamo rigorosamente le regole contro gli inviti selettivi a lasciare recensioni e interveniamo laddove riscontriamo violazioni.\r\nTrustpilot è stata fondata sui principi di trasparenza e integrità. 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In un contesto internazionale ancora segnato da incertezze economiche e geopolitiche, il comparto education continua a dimostrare capacità di tenuta, mentre cambiano profondamente le modalità con cui famiglie e studenti scelgono programmi, destinazioni e operatori.\r\n È quanto emerge dall'Osservatorio Astoi dedicato al comparto education, che analizza l'andamento delle prenotazioni del 2026 dei programmi high school, delle vacanze studio all'estero e dei soggiorni studio in Italia.\r\nL'indagine evidenzia che in un mercato sempre più selettivo, la scelta non riguarda più soltanto la meta o il prezzo, ma il contenuto formativo dei programmi, l’affidabilità degli operatori e le garanzie offerte lungo tutto il percorso, elementi che assumono oggi un ruolo centrale nelle scelte delle famiglie.\r\n«Oggi le famiglie non scelgono soltanto una destinazione o una scuola: scelgono un progetto educativo che deve essere costruito, accompagnato e tutelato in ogni sua fase - afferma Pier Ezhaya, presidente Astoi-. È questa l'evoluzione che emerge dall'Osservatorio Astoi e che rende il segmento education una delle verticali più specialistiche del turismo organizzato.\r\n\r\nUn viaggio studio richiede competenze, esperienza, partner qualificati, assistenza continuativa e una struttura organizzativa solida, capace di garantire studenti e famiglie prima, durante e dopo la partenza. In un contesto internazionale ancora complesso, cresce l'attenzione verso queste tutele e si rafforza la domanda di programmi organizzati da operatori specializzati, in grado di offrire affidabilità e qualità.\r\n\r\nI dati dell'Osservatorio confermano la capacità di adattamento degli operatori e il valore che le famiglie continuano ad attribuire al viaggio studio, riconoscendolo come un investimento concreto nella crescita linguistica, personale e culturale dei propri figli.”\r\nHigh school\r\nL'high school si conferma il segmento più strutturato e quello che meglio rappresenta l'evoluzione del mercato. 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Nel 2026 il segmento registra una flessione media di circa il 10%, influenzata dall'aumento dei costi di viaggio e soggiorno, dalle tensioni geopolitiche e da una maggiore prudenza da parte delle famiglie nelle decisioni di spesa.\r\n Il rallentamento non modifica tuttavia la natura della domanda che continua a riconoscere il valore formativo di queste esperienze. Più che rinunciare al viaggio studio, le famiglie tendono oggi a orientarsi su mete percepite come sicure e facilmente raggiungibili, con una riduzione della propensione verso programmi più lontani o economicamente impegnativi. Ricercano elevati standard di sicurezza, qualità didattica, assistenza costante e un'organizzazione in grado di garantire continuità, sicurezza e supporto durante tutte le fasi dell'esperienza.\r\n Anche il contenuto dei programmi continua ad evolversi. 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