11 dicembre 2008 14:56
Presentata ufficialmente a Milano la 29a edizione di Bit, in programma dal 19 al 22 febbraio 2009 presso il quartiere fieramilano a Rho. «Quest’anno le novità saranno numerose – anticipa Fabio Majocchi, direttore generale di Fiera Milano Expocts -. L’obitettivo è quello di incrementare il numero dei visitatori consumer e di accerscere la qualità dell’offerta al trade» In quest’ambito, l’amministratore delegato di Fiera Milano Expocts anticipa «un’iniziativa dedicata agli agenti di viaggio, che ha lo scopo di formarli sulle potenzialità di sviluppo connesse al web 2.0». E per la prima volta, Bit ospiterà anche il workshop dedicato ai percorsi religiosi, «un settore molto promettente» come sottolineato dal presidente di Fiera Milano Expocts, Adalberto Corsi. Presente all’incontro, tenutosi nella storica sede del Touring Club Italiano proprio per riconfermare la partnership fra Bit e Tci, anche l’assessore al turismo, marketing territoriale, identità del comune di Milano, Massimiliano Orsatti, che ha riconfermato il ruolo centrale della città in vista dell’Expo. «Quest’anno porteremo la Bit anche al di fuori dei padiglioni fieristici. A questo proposito, Fiera Milano Expocts sta concludendo delle partnership con alcuni enti del turismo stranieri. Il primo sarà quello greco, che tematizzerà via Dante nei giorni della Bit».
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[post_content] => Moderatamente ottimista: il ceo di Alidays, Davide Catania, abbandona la tradizionale prudenza per rimarcare come il trend degli ultimi anni posizioni il viaggio quale bene irrinunciabile e non semplice occasione di svago. «Dopo la pandemia – spiega il manager – il desiderio di viaggiare per conoscere culture diverse e vivere esperienze autentiche è diventato un must. Tensioni geopolitiche e difficoltà economiche non hanno fiaccato questa tendenza».
Obiettivo Egitto
In casa Alidays si prosegue pertanto sulla via della specializzazione e dell’ampliamento dell’offerta, che vede nell’Egitto culturale l’ultima, importante novità.
«Stiamo procedendo a una razionalizzazione dello staff per dotarci di una struttura più “verticale” - prosegue Catania -: Arianna Bramini ha assunto un ruolo di coordinamento del prodotto, cedendo una parte delle destinazioni da lei seguite a una nuova risorsa». E’ questo l’ultimo atto di un importante lavoro di squadra, che ha l’obiettivo di intercettare un cliente curioso, esigente e preparato, in linea con l’orientamento del t.o.
«Questa filosofia si applica perfettamente al nostro Egitto – aggiunge il ceo -, una destinazione che abbiamo introdotto in risposta alla domanda delle agenzie di viaggio. La diversificazione dell’offerta tailor made è perfettamente in linea con le esigenze di un viaggiatore maturo e consapevole, che ricerca un approccio sartoriale alla meta prescelta».
Il top di gamma di Glance
Se questa è la filosofia che guida la programmazione, con la linea Glance lo sguardo arriva ancora più lontano: «Applicando la metodologia di Glance all’Egitto possiamo proporre un prodotto di livello altissimo – spiega Amanda Bocchiola, responsabile Medio Oriente ed Egitto -. Dal volo in business class o in prima classe, ai transfer di lusso, alle escursioni private, tutto viene studiato da un team di professionisti ad hoc, che all’interno di Alidays segue esclusivamente questa linea di prodotto».
Intanto, Alidays archivia un 2025 con un fatturato di circa 82 milioni di euro, in crescita del 6% sull’anno precedente. Ma quel che più conta, come ricorda Catania, è il fatto di aver chiuso sempre in utile a eccezione degli anni della pandemia.
Alidays on Tour
Gli obiettivi sul 2026 sono ambiziosi, sostenuti anche dal prodotto “Alidays on Tour”, lanciato già nel 2025. «Si tratta di una proposta che parte dal concetto di viaggio tailor made applicandolo ai tour per piccoli gruppi – aggiunge Arianna Bramini -. Vogliamo creare occasioni e attività uniche, personalizzando ognuno dei tour programmati, sempre a partenza garantita per minimo due persone».
All’interno del nuovo catalogo 2026 fanno capolino Indonesia e Sudafrica e nel 2027 sicuramente verranno inserite ulteriori mete.
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La programmazione Africa per l’estate 2026 di African Explorer fa perno su una nuova strategia di sviluppo: al centro la consapevolezza che per costruire itinerari solidi sia necessario partire da una base spesso sottovalutata ma decisiva, il vettore aereo.
L’offerta si muove lungo cinque grandi direttrici – Namibia, Sudafrica, Kenya, Tanzania e Madagascar – con partenze a date fisse e voli di linea operati da Lufthansa Group, Qatar Airways, Emirates e Turkish Airlines. Compagnie che, nel percepito del cliente finale ma soprattutto nella pratica quotidiana delle agenzie, sono sinonimo di continuità operativa, connessioni affidabili e standard di servizio elevati e riconoscibili.
«In un contesto in cui il cliente finale è sempre più informato e l’agente di viaggio sempre più consulente, questa programmazione mette al centro la struttura del viaggio, non solo la sua narrazione. Perché oggi, più che mai, l’Africa si vende anche puntando sull’eccellenza e l’affidabilità dei vettori a cui ci si appoggia», commenta Alessandro Simonetti, titolare di African Explorer.
I dettagli del volato
Sul Sudafrica, ad esempio, la scelta è chiara: Qatar Airways come vettore di riferimento. Partenze settimanali, prodotti differenziati (Smart, Explorer e Malaria Free) e la possibilità di estendere l’itinerario verso Victoria Falls e Chobe trasformano il viaggio in una piattaforma modulare, facilmente adattabile alle esigenze del cliente finale.
La Namibia resta una destinazione da intenditori, dove la logistica fa la differenza. Le partenze Namibia Smart e Namibia Explorer si appoggiano interamente al gruppo Lufthansa, con Air Dolomiti e Discover Airlines, garantendo una filiera di viaggio lineare e ben integrata con i principali hub europei.
In Africa orientale il tema è la continuità dell’esperienza. Il Kenya con voli Emirates da Milano, e l’ampia programmazione in Tanzania con Qatar Airways da Milano e Roma rispondono a una domanda precisa: safari strutturati, seguiti dal mare, senza cambi di ritmo né compromessi logistici. Le combinazioni con Zanzibar rafforzano un modello ormai maturo, ma ancora molto richiesto dal mercato. Tutti i programmi per la Tanzania prevedono voli Qatar Airways da Milano e Roma.
Il Madagascar resta una destinazione affascinante e delicata. La scelta di Turkish Airlines per il prodotto Madagascar Explorer, insieme a una gamma articolata di tour del Nord e soggiorni mare, va nella direzione di una maggiore affidabilità su una destinazione che richiede pianificazione, competenza e partner aerei all’altezza.
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[post_content] => La Bit ha ospitato presso lo stand della Regione Abruzzo la tavola rotonda «L’Aquila 2026, anno della Cultura - Un territorio, mille capitali». Il capoluogo abruzzese si conferma meta turistica tra le più attrattive d’Italia registrando nel 2025 un +22% di arrivi e un +83% di presenze: dati che certificano non solo la nuova centralità dell’Aquila, ma anche un’indiscussa capacità del territorio di trattenere il visitatore.
Il successo dell’anno scorso si inserisce in un ampio percorso di crescita che ha reso la città non più meta di passaggio, ma destinazione matura, epicentro di un’offerta territoriale variegata e attrattiva. Lo evidenzia un’analisi sulle presenze del trimestre estivo negli ultimi anni: se nel 2018 gli ospiti erano 41.320, nel 2025 hanno toccato quota 132.794.
Un territorio, mille capitali
«Il claim 'Un territorio, mille capitali' non è solo uno slogan, ma il manifesto di un’identità ritrovata. - ha spiegato Ersilia Lancia, assessore al turismo del Comune dell’Aquila - L’Aquila è oggi il cuore pulsante che irradia energia a tutto l'Abruzzo. La cultura è stata il vero 'cemento' della nostra ricostruzione sociale e i dati sui flussi turistici ci dicono che siamo diventati una destinazione matura, capace di accogliere e trattenere i visitatori grazie a investimenti mirati in infrastrutture e ricettività. La città non è più il simbolo di un terremoto, ma un modello internazionale di rinascita attraverso la cultura, dove il turismo di prossimità cresce accanto ai flussi ‘esterni’.
L'Aquila 2026 sarà 320 eventi e ben 100 luoghi differenti della città e dei territori. - prosegue Lancia - Il nostro claim vuole sottolineare il concetto profondo che l'Aquila non è sola: coinvolgendo in questo anno eccezionale Rieti e tutti i borghi, narrerà in modo autentico il territorio, rafforzando i legami già esistenti con le istituzioni culturali e di formazione. All'Aquila si fa cultura con un'accezione nuova e vera, perché siamo tutti ambasciatori della nostra città: gli abitanti, chi ci lavora, chi si è formato, si è innamorato e ha vissuto all’Aquila. Il nostro è un racconto autentico e si entra nel raggio d'azione e d'interesse dei viaggiatori proprio quando il territorio inizia a raccontarsi in maniera autentica».
«Gli effetti dell’Aquila 2026 consolideranno la proposta mare/montagna della regione in modo unico e coerente. - prosegue Daniele D’Amario, sottosegretario alla presidenza della regione Abruzzo con deleghe al turismo e alla programmazione comunitaria e nazionale - Il nostro straordinario patrimonio naturale, a partire dalle antiche foreste che faranno da palcoscenico naturale per le performance di artisti internazionali come Liu Bolin, rappresenta un asset fondamentale per intercettare un turismo consapevole.
Sostenibilità
Il prestigioso titolo L’Aquila Capitale della Cultura 2026 è l'occasione per mostrare al mondo un Abruzzo che sa coniugare sostenibilità e bellezza; il nostro obiettivo finale è confermare la regione nel panorama internazionale come destinazione d’eccellenza per 'lifestyle e cultura', creando un'eredità che prosegua con forza anche ben oltre il 2026». E l’Arte contemporanea avrà un ruolo importante oggi e nel futuro, perché, come spiega Paride Vitale, imprenditore e autore del libro D’amore e D’Abruzzo «In Abruzzo non rappresenta un semplice elemento decorativo, ma un potente volano capace di attrarre un turismo internazionale.
Per L’Aquila 2026 abbiamo puntato su progetti di respiro globale: dalla grande mostra su Fabio Mauri al Maxxi, curata da Maurizio Cattelan e Marta Papini, al progetto “Oltre il visibile” di Liu Bolin, grazie ad Audentes Consulting in collaborazione con Galleria Gaburro, che trasformerà Collemaggio, Rocca Calascio e il Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise in cartoline globali del territorio. Con iniziative come Arteparco, che integra installazioni artistiche site-specific in un ambiente naturale, dimostriamo come l’arte possa dialogare con la natura e i borghi, generando economia reale per il commercio e le strutture ricettive».
Chiara Ambrosioni
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L’"italian style" è l’elemento chiave che contraddistingue l’offerta di Sicily by Car, operatore attivo nell’autonoleggio leisure a breve e medio termine che sta allargando la propria presenza ben oltre i confini nazionali.
«Sono molto ottimista sullo sviluppo della società in Europa e, più in generale, a livello internazionale – conferma il presidente, Tommaso Dragotto -. Credo che l’espansione fuori dai confini nazionali sia l’unica strada percorribile dopo 63 anni di attività: punto sul nostro modello di business come fattore distintivo e qualificante per attrarre un turismo leisure nel segmento della mobilità a quattroruote. Ci impegneremo sempre più per la conquista di nuove destinazioni ad alto traffico turistico nel nome di un’azienda nata orgogliosamente in Sicilia e sviluppatasi nel mondo».
Queste parole sono avvalorate dall’attività sviluppata nel corso degli ultimi anni. Dopo la quotazione in Borsa, Sicily by Car ha perseguito un piano di sviluppo internazionale che l’ha portata a lavorare sulle principali piazze turistiche europee. Presente in Albania, Malta, Francia e Austria, la società si sta concentrando anche sull’espansione nei Balcani e nella Penisola Iberica. Fra le mete presidiate con uffici della compagnia anche Croazia e Montenegro. Fra le prossime aperture, da segnalare Valencia, Madrid, Barcellona e Faro. In arrivo anche Rotterdam e Amsterdam.
Sessanta uffici in Italia
Se importante è l’espansione internazionale, non va dimenticata la forte presenza in Italia, con 60 uffici presenti nel Paese e un servizio capillare che si riscontra anche all’interno dei 30 presidi all’estero. La struttura organizzativa impiega circa 600 dipendenti nel nostro Paese e 250 all’estero. Nel suo intervento durante la Bit, il presidente ha sottolineato come la dimensione raggiunta non abbia mai fatto perdere all’azienda la propria identità originaria: un’impresa sviluppatasi mantenendo una cultura imprenditoriale familiare, ma con visione manageriale e ambizioni internazionali.
Accanto ai numeri e ai piani di sviluppo, durante la presentazione in Bit è stato posto l’accento sull’attenzione al capitale umano. «L’azienda deve essere un bel luogo in cui lavorare» ha detto Dragotto. Da qui, la necessità di investire sui dipendenti, valorizzandone le competenze e creando un ambiente professionale stimolante e stabile.
Il 2026 non segna soltanto un traguardo importante, ma apre una nuova fase di sviluppo. Dal punto di vista economico finanziario, la strategia prevede una crescita per estensione geografica, diversificazione dei ricavi e maggiore integrazione con i mercati europei più dinamici, continuando a preservare la necessaria indipendenza.
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[post_content] => Negli ultimi anni l’interesse dei viaggiatori europei per la Corea del Sud è aumentato costantemente. Questo anche grazie all’Hallyu, l’onda coreana che sta contribuendo alla diffusione della K culture a livello globale.
Nelle scorse settimane, in occasione delle Olimpiadi Milano-Cortina, Kto - Korea Tourism Organization in Italy - ha organizzato presso Casa Korea attività ed esperienze immersive rivolte ad agenti di viaggio e visitatori italiani desiderosi di entrare in contatto con la cultura e lo stile di vita coreano.
La Kto gioca dunque un ruolo centrale nel mostrare la diversità delle destinazioni coreane — dalle città metropolitane vivaci ai paesaggi naturali, dalle regioni storiche alle esperienze culturali immersive.
Con la direttrice Kto dell'Ufficio di Parigi, Jung Sun Hw, abbiamo approfondito questo fenomeno di mercato.
Come sta evolvendo il mercato italiano verso la Corea in termini di volumi, stagionalità e tipologia di clientela, e quali spazi vede oggi per tour operator, adv e Mice?
Negli ultimi anni stiamo registrando una crescita costante dell’interesse italiano verso la Corea del Sud: tra gennaio e novembre 2025 abbiamo accolto 74.514 visitatori italiani, con un incremento del 25% rispetto al 2024. Si tratta di un pubblico sempre più curioso e informato, attratto non solo dalle grandi città ma anche da cultura, paesaggi naturali ed esperienze autentiche. Anche l’offerta food è una leva di viaggio molto forte, soprattutto per un mercato come quello italiano, con una tradizione gastronomica decisamente importante.
Per il trade tutto questo significa ampi margini di sviluppo: la destinazione infatti permette di costruire itinerari diversificati — culturali, esperienziali e tematici — e si presta anche al segmento incentive grazie alla varietà di location e attività immersive.
Il nostro obiettivo come Korea Tourism Organization è proprio supportare gli operatori italiani nel trasformare questa domanda crescente in una programmazione stabile.
Quali strumenti concreti mettete a disposizione del trade italiano per costruire e vendere la destinazione?
Nel 2026 abbiamo scelto Milano come hub operativo durante le Olimpiadi, organizzando momenti dedicati sia al pubblico sia agli operatori. La K-Travel Week, ospitata presso Villa Necchi Campiglio, ha offerto esperienze dirette sulla destinazione: cultura, lifestyle, turismo regionale e nuovi concept come il “dailycation”, che ha permesso agli agenti di comprendere meglio il prodotto, in modo da poterlo poi raccontare.
In parallelo siamo stati presenti alla Bit insieme ad operatori coreani, compagnie aeree e enti regionali. Qui il trade ha potuto incontrare direttamente i fornitori, acquisire materiali e informazioni pratiche per costruire pacchetti più facilmente vendibili.
Su cosa puntate nel 2026 per rafforzare la presenza nei cataloghi e quindi incrementare l’arrivo di turisti italiani?
Il rafforzamento della filiera commerciale è al centro della nostra strategia 2026. Parteciperemo alle principali fiere professionali, porteremo in Italia partner coreani — dmc, enti regionali e vettori — per facilitare accordi diretti e attività di co-marketing. Inoltre vorremmo organizzare educational e press tour, per far conoscere meglio alla stampa italiana e agli operatori del trade la nostra destinazione.
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[post_content] => Human Company ha avviato la campagna di recruiting 2026. Un piano di inserimenti che accompagna l’inizio di una nuova stagione turistica e si inserisce nel percorso di crescita solido e strutturato del gruppo, che ha chiuso il 2025 con un incremento del 9% dei ricavi rispetto all’anno precedente e oltre 4,3 milioni di presenze nelle proprie strutture.
Per la stagione 2026, la ricerca del personale si apre con circa 500 posizioni per risorse da aggiungere all’organico dei village e camping in town - situati tra Veneto, Toscana, Lazio e Lussemburgo - mentre sono 15 le figure richieste per vari dipartimenti dell’headquarter del gruppo a Firenze.
Le figure richieste
Diversi i settori di riferimento per i nuovi profili professionali ricercati da Human Company: nell’ambito ricettivo si cercano 200 addetti front office, per l’accoglienza degli ospiti e la gestione delle prenotazioni, responsabili front office, per il coordinamento del personale della reception, addetti agli info point, incaricati di fornire informazioni sulla struttura, gli eventi e le esperienze pensate per conoscere al meglio il territorio circostante e infine, guest relator, che saranno per gli ospiti un ulteriore punto di riferimento durante il soggiorno.
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«In vista dell’avvio della stagione 2026, ci prepariamo ad accogliere oltre 500 nuove figure professionali che contribuiranno a creare per i nostri ospiti esperienze di vacanza autentiche a contatto con la natura delle nostre strutture - afferma Mattia Rosati, chief corporate services officer e responsabile dell’area people di Human Company -. Crediamo che la qualità dell’accoglienza nasca prima di tutto dal benessere delle persone; in quest’ottica, mettiamo a disposizione delle nostre persone un ecosistema di welfare integrato e strutturato, pensato per rispondere alle esigenze individuali e collettive in ogni fase della vita: dal supporto alla genitorialità ai servizi di consulenza psicologica fino a benefit dedicati alla salute e al tempo libero».
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Tra gli ambasciatori più autorevoli del Made in Italy, il Parmigiano Reggiano si prepara a diventare un’esperienza da vivere in prima persona. Alla Bit Cristiano Casa, destination manager del Parmigiano Reggiano, ha offerto un “assaggio” di un progetto promosso dal Consorzio del Parmigiano Reggiano nell’ambito di un più ampio piano di marketing territoriale integrato, che sarà presentato nei dettagli a fine marzo.
Fulcro dell’iniziativa è l’intera area di produzione definita dal disciplinare — le province di Parma, Reggio Emilia e Modena, il territorio bolognese alla sinistra del Reno e quello mantovano alla destra del Po — dove operano 290 caseifici associati, artefici e custodi di ogni forma autentica di Parmigiano Reggiano.
L’obiettivo è trasformare questo territorio in una destinazione enogastronomica riconoscibile a livello internazionale: non solo raccontare un prodotto iconico, ma farne un luogo da visitare. «Così come oggi un viaggiatore può dire “vado in Champagne” o “vado nel Chianti” — spiega Casa — potrà dire “vado a vivere un’esperienza nel Parmigiano Reggiano”».
Il progetto punta su un turismo esperienziale capace di integrare visite ai caseifici, degustazioni, incontri con i maestri casari e scoperta delle tradizioni locali. «Vedere nascere una forma, assistere alla lavorazione del latte, percepire il profumo delle scalere di stagionatura crea un profondo legame emotivo — chiarisce il manager—. Non si tratta solo di assaggiare, ma di comprendere l’anima del prodotto, la fatica e il sapere tramandato nei secoli. È l’esperienza completa — persone, gesti, tempo — a generare un rapporto autentico e duraturo. Raccontare il Parmigiano Reggiano attraverso il territorio significa rafforzarne il posizionamento globale e valorizzare anche il turismo di prossimità».
I caseifici che aderiranno saranno accompagnati nel percorso dal Consorzio. Alcune realtà sono già attrezzate per accogliere i visitatori e sul sito ufficiale del Consorzio è disponibile un primo elenco di strutture aperte al pubblico. L’intento è ampliare progressivamente la rete, coinvolgendo in modo equilibrato l’intera zona di produzione e centralizzando online tutte le informazioni utili per organizzare le visite.
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[post_content] => «Il nostro prodotto è l'esperienza che offriamo al pubblico, la relazione che si crea tra le persone e il servizio offerto» ha affermato Maurizio Crisanti, direttore di AssoParchi Federturismo, introducendo alla Bit il panel “Parchi divertimento: la relazione al centro dell’esperienza.
I dati dell’Osservatorio AssoParchi sul pubblico di oggi e di domani”. L’industria dei parchi di divertimento rappresenta un elemento significativo dell’offerta turistica in Italia, con un rilevante impatto economico e culturale sul settore. Grazie alla varietà di attrazioni, spettacoli e servizi, i parchi sono degli attrattori turistici che influenzano l’economia locale.
«Walt Disney disse “Se puoi sognarlo, puoi farlo”: fu l'inventore dei parchi di divertimento e del turismo esperienziale. Oggi è una tendenza, ma già nel 1955, quando aprì Disneyland, Walt Disney aveva capito che, con la fantasia, si possono proporre emozioni ed esperienze capaci di rendere una giornata memorabile. - prosegue Crisanti - Come rilevato dall’associazione Iaapa, il settore di parchi di divertimento continua a crescere a livello globale e crescerà del 10,55% fino al 2032, contribuendo in modo significativo al Pil delle nazioni. I parchi hanno un pubblico locale e internazionale che viaggia, pernotta, consuma cibo e visita le attrazioni turistiche, recando benefici a tutta la filiera.
Ogni parco è progettato per essere unico e la tipologia di esperienza è legata al marchio del parco, alla sua realtà e alla proprietà. Noi non siamo servizi, ma industria, perché come industria ci muoviamo, investiamo e reclutiamo migliaia di lavoratori. Anche in Italia i parchi crescono, cresce il numero di visitatori, e crescono i fatturati.
Ci sono delle aree come il Lago di Garda o la Riviera Romagnola, dove i parchi hanno un pubblico internazionale che in alcuni casi arriva al 50% del totale. Invece i parchi che sono in aree meno vocate a raccogliere turisti stranieri, svolgono un ruolo fondamentale a livello di economia locale e di attrazione turistica per i visitatori. In questo periodo si parla molto dello sviluppo delle aree interne: i parchi contribuiscono a questo.
Il dato più recente sul numero dei visitatori dei parchi di divertimento italiani si riferisce al 2024: a partire dai sistemi di biglietteria rileva 21,1mln di visitatori, con un aumento del 7,4% rispetto all’anno precedente. I ricavi di biglietteria hanno raggiunto i 306,6mln di euro. Il dato del ‘25 uscirà tra due mesi e sappiamo che sarà in linea con quello precedente, perché ogni anno registriamo un importante incremento. I parchi in Italia sono circa 190: più di cento sono parchi acquatici, poi abbiamo i parchi a tema, quelli faunistici, ai quali si sommano 250 parchi avventura con zipline estreme e ponti tibetani. In tutti i territori, dalla Valle d’Aosta alla Sicilia, riusciamo ad offrire delle belle giornate e un tempo libero di qualità, che offre emozioni e socialità, offre un tempo protetto dalle interruzioni - soprattutto quelle digitali - e valorizza il territorio.
Offriamo tempo per migliorare la qualità delle relazioni consolidando i legami e creando momenti indimenticabili. Offriamo un divertimento attivo, perché in una giornata in un parco vengono fatti dai 10.000 ai 18.000 passi! È importante anche l’impatto territoriale sull'occupazione, sul benessere dei territori, sull’indotto. Un parco utilizza i prodotti a km.0, offre lavoro alle aziende del territorio occupando migliaia di professionisti e ingaggia decine di artisti per realizzare gli spettacoli. Un parco è espressione di un turismo sostenibile e integrato con tutte le altre realtà: dai trasporti, all'ospitalità, alla ristorazione.
Il ruolo dell’Osservatorio Permanente di AssoParchi
Da pochi mesi è nato l’Osservatorio Permanente AssoParchi, sviluppato in collaborazione con la società di ricerca Grs Research & Strategy. «Facciamo ricerca e strategia in tutti i contesti dove c'è un'esperienza da vivere. - afferma Maria Chiara Nicoletti, european regional manager di Grs - Analizziamo, viviamo l'offerta del parco e comprendiamo quali siano le metodiche dell'esperienza affinché chi la realizza e progetta possa sviluppare delle strategie con dei dati numerici e comportamentali.
Per AssoParchi abbiamo fatto un'attività di ricerca su un campione di 705 residenti in Italia, rappresentativi della popolazione, che non necessariamente frequentano i parchi ma che fruiscono di diverse attività. Abbiamo realizzato un censimento per comprendere l'impatto economico del settore e abbiamo misurato l'esperienza che avviene all'interno del parco di divertimento. Il perimetro della ricerca prevede un'analisi su 28 categorie molto diverse e di 93 brand; questo ci ha consentito di comprendere quali siano le leve di impatto che entrano in campo e che permettono di attivare delle direzioni di crescita.
Sulle 28 categorie è stato analizzato l’Indice di Impatto di Presenza (Ipi), che si muove su 4 dimensioni: l’impatto emotivo, la connessione, la crescita personale e il significato. L'Impatto Emotivo riguarda le emozioni che si vivono, la Connessione è il lusso di interagire con altre persone. Crescita Personale vuol dire che le attività che noi viviamo devono arricchire. Il Significato, infine, è un concetto innovativo, è il sentirsi parte di un qualcosa di più grande.
Secondo i dati raccolti gli utenti si aspettano di trovare vivere nel parco il divertimento (55%), la sicurezza e il comfort (39%), la riconnessione con la natura e la spiritualità (32%), l’autenticità (32%), la riflessione e la crescita personale (30%), la condivisione e l’identità culturale (29%). La notizia positiva è che quasi il 70% degli italiani vuole vivere delle esperienze con una maggiore frequenza. Allora ci siamo chiesti cosa gli impedisca di farlo e le ricerche compiute dicono che le principali barriere alla partecipazione sono la mancanza di tempo (48%), i costi elevati (42%) e la distanza e le difficoltà logistiche (34%)». Nicoletti conclude la sua presentazione indicando quali siano i “messaggi chiave per target”: se tra i 16 e i 24 anni la dimensione preponderante è l’impatto emotivo, dai 25 ai 34 anni si cerca il significato, dai 33 ai 54 la connessione, quindi la crescita personale.
I parchi di divertimento come asset strategico per il territorio
«Nell’attuale ecosistema di grandi sfide strategiche, dove i consumi sono più complessi e c’è grande competizione, il ruolo dei parchi è molto articolato. - sottolinea Andrea Pirola, co-founder e ceo di Whitemc - Sono delle infrastrutture che rappresentano un asset strategico di posizionamento per il turismo esperienziale.
Sono luoghi nei quali costruire esperienze e agire su una dimensione sociale e umana. I parchi sono importanti generatori di valore economico e territoriale. AssoParchi è diventata una piattaforma di sviluppo strategico per l'intero comparto e l'intera industria. Detterà le traiettorie verso le quali orientarsi, perché in un mercato sempre più fluido bisogna conoscere se stessi e capire quali siano i bisogni dei pubblici attuali e di quelli prospettici, contaminandosi anche con il digitale.
L'Osservatorio Permanente di AssoParchi è un percorso, un'infrastruttura evolutiva all’interno dell’associazione che guarda a nuovi scenari e nuove opportunità comprendendo quali siano le realtà costitutive, ovvero gli attori dell’industria del divertimento, dell'esperienza vissuta attraverso il divertimento. Si parla di modelli operativi e di posizionamento e si operano delle ricerche sulla customer experience, sui bisogni del consumatore e anche sulle barriere che gli impediscono di scegliere l'esperienza-parco come un momento di fruizione del proprio tempo libero.
Il futuro di questa industria è fatto di un approccio nuovo, strategico, strutturato, con la capacità di conoscere i bisogni dei nuovi target che dovranno essere conquistati, di comunicare con le giuste modalità e con i giusti linguaggi per essere attrattivi: perché i parchi sono il luogo per tante categorie di persone. - conclude Pirola - Luoghi nei quali vivere un'esperienza fortemente umana, nella quale tutti i sensi vengono coinvolti in una logica immersiva e dove la dimensione digitale può essere un abilitatore».
Chiara Ambrosioni
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Primo punto. Il politico di turno non deve. più sciorinare numeri come fossero ciliegie, perché non servono a nulla. Il politico deve parlare della sua visione politica del turismo nella sua regione. E invece siamo sempre allo stesso punto. Gli uffici stampa mettono insieme una decina di slide con numeri e grafici (come se il turismo si possa riassumere in numeri e grafici) e gli assessori li espongono davanti a una folla di osservatori e giornalisti.
Tecnica
Non credo che andremo molto avanti con questa ideologia della tecnica e dei numeri. Bisogna disegnare un futuro non imbrigliarci di numeri. Disegnare il futuro significa avere idee, progettazioni, immaginazione. Ed è proprio questo che mi preoccupa. Mi pare che i politici che ho ascoltato non avessero idee, ma solo fretta di finire le slide.
Comunque ogni volta che presentate numeri e statistiche ricordatevi Chruchill: «Credo solo alle statistiche che posso falsificare personalmente». Mi raccomando.
GA
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Alla Bit Cristiano Casa, destination manager del Parmigiano Reggiano, ha offerto un “assaggio” di un progetto promosso dal Consorzio del Parmigiano Reggiano nell’ambito di un più ampio piano di marketing territoriale integrato, che sarà presentato nei dettagli a fine marzo.\r\nFulcro dell’iniziativa è l’intera area di produzione definita dal disciplinare — le province di Parma, Reggio Emilia e Modena, il territorio bolognese alla sinistra del Reno e quello mantovano alla destra del Po — dove operano 290 caseifici associati, artefici e custodi di ogni forma autentica di Parmigiano Reggiano.\r\nL’obiettivo è trasformare questo territorio in una destinazione enogastronomica riconoscibile a livello internazionale: non solo raccontare un prodotto iconico, ma farne un luogo da visitare. «Così come oggi un viaggiatore può dire “vado in Champagne” o “vado nel Chianti” — spiega Casa — potrà dire “vado a vivere un’esperienza nel Parmigiano Reggiano”».\r\nIl progetto punta su un turismo esperienziale capace di integrare visite ai caseifici, degustazioni, incontri con i maestri casari e scoperta delle tradizioni locali. «Vedere nascere una forma, assistere alla lavorazione del latte, percepire il profumo delle scalere di stagionatura crea un profondo legame emotivo — chiarisce il manager—. Non si tratta solo di assaggiare, ma di comprendere l’anima del prodotto, la fatica e il sapere tramandato nei secoli. È l’esperienza completa — persone, gesti, tempo — a generare un rapporto autentico e duraturo. Raccontare il Parmigiano Reggiano attraverso il territorio significa rafforzarne il posizionamento globale e valorizzare anche il turismo di prossimità».\r\nI caseifici che aderiranno saranno accompagnati nel percorso dal Consorzio. Alcune realtà sono già attrezzate per accogliere i visitatori e sul sito ufficiale del Consorzio è disponibile un primo elenco di strutture aperte al pubblico. 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L’industria dei parchi di divertimento rappresenta un elemento significativo dell’offerta turistica in Italia, con un rilevante impatto economico e culturale sul settore. Grazie alla varietà di attrazioni, spettacoli e servizi, i parchi sono degli attrattori turistici che influenzano l’economia locale.\r\n\r\n«Walt Disney disse “Se puoi sognarlo, puoi farlo”: fu l'inventore dei parchi di divertimento e del turismo esperienziale. Oggi è una tendenza, ma già nel 1955, quando aprì Disneyland, Walt Disney aveva capito che, con la fantasia, si possono proporre emozioni ed esperienze capaci di rendere una giornata memorabile. - prosegue Crisanti - Come rilevato dall’associazione Iaapa, il settore di parchi di divertimento continua a crescere a livello globale e crescerà del 10,55% fino al 2032, contribuendo in modo significativo al Pil delle nazioni. 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Abbiamo realizzato un censimento per comprendere l'impatto economico del settore e abbiamo misurato l'esperienza che avviene all'interno del parco di divertimento. Il perimetro della ricerca prevede un'analisi su 28 categorie molto diverse e di 93 brand; questo ci ha consentito di comprendere quali siano le leve di impatto che entrano in campo e che permettono di attivare delle direzioni di crescita.\r\n\r\nSulle 28 categorie è stato analizzato l’Indice di Impatto di Presenza (Ipi), che si muove su 4 dimensioni: l’impatto emotivo, la connessione, la crescita personale e il significato. L'Impatto Emotivo riguarda le emozioni che si vivono, la Connessione è il lusso di interagire con altre persone. Crescita Personale vuol dire che le attività che noi viviamo devono arricchire. 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Nicoletti conclude la sua presentazione indicando quali siano i “messaggi chiave per target”: se tra i 16 e i 24 anni la dimensione preponderante è l’impatto emotivo, dai 25 ai 34 anni si cerca il significato, dai 33 ai 54 la connessione, quindi la crescita personale.\r\n\r\nI parchi di divertimento come asset strategico per il territorio\r\n«Nell’attuale ecosistema di grandi sfide strategiche, dove i consumi sono più complessi e c’è grande competizione, il ruolo dei parchi è molto articolato. - sottolinea Andrea Pirola, co-founder e ceo di Whitemc - Sono delle infrastrutture che rappresentano un asset strategico di posizionamento per il turismo esperienziale.\r\n\r\nSono luoghi nei quali costruire esperienze e agire su una dimensione sociale e umana. I parchi sono importanti generatori di valore economico e territoriale. AssoParchi è diventata una piattaforma di sviluppo strategico per l'intero comparto e l'intera industria. Detterà le traiettorie verso le quali orientarsi, perché in un mercato sempre più fluido bisogna conoscere se stessi e capire quali siano i bisogni dei pubblici attuali e di quelli prospettici, contaminandosi anche con il digitale.\r\n\r\nL'Osservatorio Permanente di AssoParchi è un percorso, un'infrastruttura evolutiva all’interno dell’associazione che guarda a nuovi scenari e nuove opportunità comprendendo quali siano le realtà costitutive, ovvero gli attori dell’industria del divertimento, dell'esperienza vissuta attraverso il divertimento. 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