17 May 2026

Secondo Aiav criticare il ministro non serve a niente

Fulvio Avataneo

Aiav prende le distanze dalle critiche che nelle ultime settimane sono state indirizzate al ministro Garavaglia e al suo dicastero, richiamando l’attenzione sulla necessità di un approccio più costruttivo con le Istituzioni e, soprattutto, sulle reali problematiche e opportunità disponibili per le agenzie di viaggio.

Dopo anni di scarsa attenzione verso il settore del turismo organizzato da parte delle Istituzioni, è iniziato un dialogo che adesso, in un momento ancora delicato, potrebbe essere vanificato: al contrario, è necessario continuare a lavorare per costruire un rapporto di collaborazione.
«Leggiamo in questi giorni sulle testate di settore – dichiara il presidente Fulvio Avataneo – numerose dichiarazioni contro l’operato del ministero del turismo. Ma quanti e quali agenti di viaggio possono dire di aver sentito il ministro Garavaglia promettere ciò che non è poi arrivato? Quando era il momento, Aiav è stata l’unica associazione a denunciare formalmente le sperequazioni nella distribuzione dei 640 milioni di euro di contributo a fondo perduto rivolgendosi al presidente della Repubblica con un ricorso: urlare oggi non serve e contribuisce solo ad allontanare ulteriormente la categoria dalle Istituzioni, anche in considerazione del fatto che il sistema di erogazione dei contributi era stato definito dal Mibact, quindi non da Garavaglia, in accordo con le stesse associazioni che oggi lo criticano”.
Tra le accuse più frequenti rivolte al ministero, anche la scarsità dei contributi elargiti dal 2020 ad oggi e la mancata copertura finanziaria in vista della prossima scadenza dei voucher.
“Il Ministro Garavaglia – prosegue Avataneo – nell’agosto 2021 dichiarò pubblicamente davanti ad una più che discreta platea che non ci sarebbero più stati contributi del peso simile a quelli del 2020 e che agenzie di viaggio e tour operator avrebbero dovuto trovare il loro ossigeno nei piani del Pnrr: è quello che Aiav sta facendo, facilitando l’accesso al credito e aiutando i piccoli imprenditori ad intercettare i bandi e le opportunità disponibili, anziché accendere false speranze di contributi a pioggia. Anche il tema dei voucher è un falso problema: sulla base dei dati raccolti dal nostro osservatorio, le agenzie hanno già da tempo pressoché risolto la questione in maniera corretta e soprattutto onesta verso i loro clienti, riconvertendo i voucher in nuovi viaggi o rimborsando. Quindi la questione le tocca marginalmente. L’unico vero nodo da sciogliere riguarda gli agenti – e i tour operator – che hanno già pagato i servizi turistici ai loro fornitori ma non hanno ottenuto alcun rimborso: solo per questi casi riteniamo sia necessario concedere la possibilità di accedere a finanziamenti a lungo termine e a tasso zero. Per questi e nessun altro”.
Secondo l’associazione è necessario concentrarsi sulle reali necessità delle agenzie, che sono nella quasi totalità dei casi microimprese, evitando di perseguire obiettivi funzionali solo ad un limitato numero di player.
“L’esempio più calzante – continua Avataneo – è quello del Temporary Framework: si accusa il ministro di non aver fatto nulla per elevare la soglia dei contributi per singola impresa da 1,8 milioni a 11,8 milioni di euro. In primis, la responsabilità è del MEF, inoltre, poiché il monte totale dei contributi, già previsto dalle norme in vigore, non sarà innalzato, il tema è inutile, dannoso e miope. Innalzando il tetto dei contributi per singola impresa, senza aumentare quello del totale dei contributi erogati, i grandi player, che avranno diritto ad ottenere di più, prenderanno ancora di più, mentre le piccole realtà, agenzie di viaggio e micro tour operator, che sono la stragrande maggioranza, non godranno di alcun beneficio e, anzi, vedranno drasticamente erosa la quota a loro spettante. Quello che serve oggi è rivedere i criteri di distribuzione e magari il tetto degli aiuti complessivi, in modo che a prendere di più non sia, come sempre, chi ha già preso di più, ma chi di più ha bisogno”.
Una riflessione più che mai opportuna, anche in considerazione del recente via libera dell’Europa al fondo italiano da 129 milioni di euro a sostegno del settore, riservato alle imprese turistiche che hanno subito una flessione del fatturato di almeno il 50% nel periodo gennaio/marzo 2022 rispetto al corrispondente periodo del 2019.
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