10 March 2026

Rovigo CVB, con il piano strategico “Terra fra Adige e Po” la promozione turistica decolla

Rovigo Convention & Visitors Bureau dal 2021 è l’organizzazione incaricata di realizzare il Piano Strategico del Marchio d’Area “Terre fra Adige e Po”, aggregazione pubblico-privata che riunisce 40 enti per una gestione più efficace della promozione turistica.

«Il tratto unico e distintivo delle “Terre fra Adige e Po” – sottolinea Cristina Regazzo, referente di Rovigo CVB e punto di riferimento della promozione locale –  è proprio il patrimonio di bellezza storica e culturale che diventano un tutt’uno con un contesto ambientale talora intatto, non aggredito da folle barcollanti, ma capace invece di toccare le corde più profonde dell’anima o di sorprendere anche gli eruditi».

Un viaggio alla scoperta di mete meno appariscenti, al di là dell’irrinunciabile esperienza gastronomica, non può prescindere dall’aspetto storico-culturale che aleggia nel capoluogo rodigino e che si snoda dalle “Due Torri” medioevali attraverso Palazzo Roncale e Palazzo Roverella. Quest’ultimo è il luogo culto di mostre di alto profilo internazionale come la recente dedicata a Chagall e quella in corso dedicata a Kandinskij e alla sua evoluzione verso l’astrattismo, con ben ottanta opere esposte, cimeli, documenti, fotografie e filmati d’epoca. Un successo di pubblico crescente, nei 15 anni dall’avvio, che fanno di Rovigo una delle destinazioni riconosciute per gli eventi artistici

Rovigo, con un breve inciso sullo sport, è una della capitali del rugby e, a questo proposito, sempre Palazzo Roncale in autunno si tingerà dei colori del rosso e del blu per tributare l’epopea di una disciplina icona che nel Polesine è via via diventata una vera e propria “fede”.

Infine, terminato il giro dei Palazzi, ci si spinge fino al prestigiosissimo Conservatorio Musicale “Francesco Venezze”, importante punto di incontro di studenti provenienti dall’Italia e non solo.

Ogni anno il Conservatorio Musicale Francesco Venezze organizza diversi eventi culturali e partecipa a diversi progetti. Da non perdere dal 6 all’8 maggio, la prima assoluta, rappresentato al Teatro Sociale, di Flatlandia spettacolo multimediale dove le scene live si alternano a immagini video e suoni riprodotti, nell’ambito del Venezze Musica Festival, a luglio-set il Venezze Jazz Festival, all’inizio di settembre il Cello City Festival.

 

Fratta Polesine è uno di quei borghi dalle origini antiche che riflette l’identità delle “Terre fra Adige e Po”. Non si può che partire da Villa Badoer, progettata da Andrea Palladio e patrimonio UNESCO, vanto dell’architettura locale, con la sua mole imponente quasi a dominare dall’alto della sua posizione. La bellezza del borgo e la grande attività di sviluppo dell’amministrazione locale hanno permesso a Fratta di diventare crocevia di eventi di grande importanza mediatica, dalla musica al teatro, dalla letteratura all’arte contemporanea.

Nulla è lasciato al caso: la strategia di promozione vede l’amministrazione impegnata a creare nuovi strumenti digitali che permettono al visitatore attraverso App e quant’altro, maggiori facilità di accesso e di informazione. Il progetto è partito con il posizionamento di QR code all’ingresso delle Ville Badoer e Molin-Avezzù, mentre nel giardino di Casa Museo Matteotti, altra grande attrattiva del posto che ha dato i natali a Giacomo Matteotti, sono stati installati dei “beacon”, nuove tecnologie grazie alle quali gli spazi si teatralizzano, offrendo in tempo reale descrizioni personalizzate.

Le “Terre fra Adige e Po” presentano alcune proposte per incuriosire il viaggiatore.

Per gli amanti dei Cammini: Romea Strata, Romea Germanica, Cammino di Sant’Antonio

Bike & Boat: Assonautica Veneto Emilia, già nel 2021 ha avviato un nuovo progetto di valorizzazione dell’offerta turistica con escursioni lungo il Canal Bianco. Programma primavera 2022.

Proposte bike: “Cicloguida Adige-Po” permette di combinare il piacere delle due ruote con la visita di borghi, ville e musei che s’incontrano lungo il tragitto.

 

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A prendere posizione è Pier Ezhaya, general manager tour operating di Alpitour e presidente di Astoi, che sul suo profilo Linkedin commenta la situazione.\r\n\r\nRiportiamo di seguito il suo post.\r\n\r\n“Ebbene sì, ci risiamo – scrive su Linkedin Ezhaya -. Non è passata nemmeno una settimana dall’inizio del conflitto in Medio Oriente che i primi “falchi del turismo nazionale” hanno già fatto capolino. Almeno durante il Covid ci è voluto qualche mese; qui, senza memoria per quell’evento (che evidentemente non ha insegnato niente) sono comparsi i primi commenti a difesa delle vacanze domestiche rispetto a quelle all’estero. Qualcuno si è anche avventurato a dire che è persino più sicuro. E allora dai, che i francesi restino in Francia, gli svizzeri in Svizzera, i tedeschi in Germania e gli americani in America se così deve essere. Almeno per coerenza. E, sempre per coerenza, smettiamola di desiderare o comprare macchine tedesche, orologi svizzeri e borse francesi. Inchiniamoci alla sovranità nazionale”.\r\nUn copione che si ripete\r\n“Da bambino - prosegue Ezhaya - ricordo che durante le festività natalizie trasmettevano un film, “The Time Machine”, tratto dal romanzo di H.G. Wells, in cui il protagonista - salendo su un improbabile apparecchio e girando una manopola - finiva in epoche molto lontane. Ecco, la sensazione che avverto quando sento parlare di italiani in Italia e turismo nazionale è un po’ simile a quella del protagonista della macchina del tempo, che finiva in epoche remote trovandosi accerchiato da persone che peroravano idee e valori di qualche secolo prima. Inevitabilmente mi sfiora un velo di tristezza per la straordinaria capacità che ha questo paese di ripetere, con rara costanza, gli stessi errori. 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