20 aprile 2026 13:51

Alessandra Priante
La presidente dell’Enit Alessandra Priante è stata nominata co-chair di Siga Europe, il board europeo della Sport Integrity Global Alliance, organizzazione internazionale impegnata nella promozione dell’integrità, della trasparenza e della buona governance nello sport.
La nomina, ufficializzata a Lisbona nell’ambito dell’assemblea generale annuale, riguarda il mandato 2026-2030 e vede Priante, prima donna italiana a ricoprire questo incarico, affiancare David Richards alla guida dell’Advisory Board europeo.
‘In un contesto globale sempre piu’ complesso, e’ essenziale rafforzare standard condivisi e modelli di governance capaci di generare fiducia e valore per i territori e le comunita”, ha affermato Priante che ha sottolineato il ruolo dello sport come ‘leva di sviluppo sostenibile e turismo’.
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[post_content] => L’Austria investe sul turismo culturale e punta a rafforzare ulteriormente il legame con il mercato italiano, sempre più in crescita. Tra le destinazioni su cui si sta puntando maggiormente, figura la Stiria. Anche conosciuta come la “Toscana dell’Austria” per i suoi paesaggi collinari, i vigneti, la produzione vinicola e la qualità dell’offerta enogastronomica, la regione - situata nell’area centrorientale del Paese, al confine con la Slovenia - è oggi ancora più facilmente raggiungibile dal nord Italia grazie alla nuova linea ferroviaria ad alta velocità Koralm, inaugurata a dicembre.
Anche Klagenfurt, in Carinzia, e Salisburgo rafforzano il legame con l’Italia attraverso l’introduzione, a partire da giugno, del nuovo volo diretto SkyAlps da Roma. Un potenziamento dei collegamenti che si inserisce in una strategia più ampia di valorizzazione dell’offerta culturale e territoriale austriaca.
In questo contesto, l’Eurovision Song Contest rappresenta per il Paese una vetrina strategica a livello internazionale. «L’evento offrirà infatti l’opportunità di rafforzare l’immagine dell’Austria come destinazione capace di ospitare grandi appuntamenti internazionali e di valorizzare la propria identità musicale, che non si limita alla tradizione classica ma include anche una vivace scena musicale contemporanea fatta di iniziative come il Festival di Salisburgo, il Bregenzer Festival, e tutta la programmazione culturale di Vienna». dichiara Herwig Kolzer, direttore di Austria Turismo Italia e Spagna (nella foto).
Nonostante il perdurare del conflitto in Medio Oriente e il contesto internazionale incerto, l’impatto sul turismo austriaco rimane contenuto. «Molti dei nostri turisti provengono da Paesi confinanti come Germania, Svizzera e anche Italia - spiega il direttore -. Per questi paesi siamo una destinazione molto sicura, il che è un fattore rilevante in una situazione come quella attuale».
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(Elisa Biagioli)
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La campagna, che parte oggi dalle grandi stazioni italiane, è rivolta ai principali mercati europei e internazionali di riferimento delle tre regioni (quali Germania, Francia, Stati Uniti, Polonia, Repubblica Ceca, Svizzera, Regno Unito, Austria, Australia, Spagna e area Benelux) e al mercato domestico, prioritario per la quota di presenze registrate. Obiettivo: rafforzare la comunicazione e la promozione dell’Italia come destinazione turistica accogliente e sicura, contrastando le immagini negative legate al ciclone.
Per carità operazione lodevolissima. Però il ministero deve capire che esiste anche quella sezione di turismo che invia gli italiani all'estero. Non è difficile da capire. I tour operator outgoing vivono un momento di difficoltà per la crisi della guerra nel golfo e, mi pare, che non abbiamo nessuno con cui confrontarsi.
Il ministero del turismo ha l'obbligo di rivolgersi anche a loro, cercando di riequilibrare una situazione non certo felice. Invece sembra che questo straordinario settore non venga mai preso in considerazione. Anche da questi soggetti arriva la ricchezza globale del turismo italiano.
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La chiusura dello stretto di Hormuz a seguito dello scoppio della guerra tra Stati Uniti e Israele contro l'Iran alla fine di febbraio ha fatto impennare i prezzi del carburante ben oltre l'aumento dei prezzi del greggio, aggravando le pressioni sui costi in tutto il settore dell'aviazione mondiale.
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«Malgrado Sia e Scoot abbiano aumentato le tariffe aeree su tutto il network, gli adeguamenti non compensano pienamente l'aumento del prezzo del jet fuel, che rappresenta la voce di spesa più consistente del gruppo».
La compagnia precisa inoltre che «a seconda della durata e dell'evoluzione della situazione in Medio Oriente, potrebbero esserci implicazioni più ampie per le catene di approvvigionamento e le condizioni macroeconomiche che influenzano i modelli di domanda».
L'utile netto del gruppo è stato pari a 1,18 miliardi di dollari di Singapore (927,09 milioni di dollari Usa); nell'anno Sia e Scoot hanno trasportato un numero record di 42,4 milioni di passeggeri, per una crescita del +7,7% su base annua.
Al 31 marzo, la flotta operativa del gruppo comprendeva 218 aeromobili passeggeri e cargo, con Sia a quota 148 aeromobili passeggeri e sette cargo, e Scoot 63 aeromobili passeggeri.
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La compagnia aerea cancellerà 140 voli a settimana, par a circa il 27% dell’operativo internazionale complessivo: «Questi cambiamenti mirano a migliorare la stabilità del network e a ridurre i disagi dell’ultimo minuto per i passeggeri» si legge in una nota.
Una decisione naturalmente scaturita dal contesto di mercato difficile, con i prezzi record del carburante e le limitazioni allo spazio aereo legati al conflitto in Iran.
I tagli riguarderanno i collegamenti aerei verso Nord America, Europa, Australia ed Asia, con un numero di frequenze inferiore su più mercati chiave: nel caso dell'Italia, sulla Delhi-Milano Malpensa i voli scenderanno da 5 a 4 alla settimana; sulla Delhi-Roma, invece, da 4 a 3 alla settimana.
Sempre in Europa, il vettore ridurrà le frequenze sulle rotte per Parigi (da 14 a 7 voli settimanali); Copenaghen (4 a 3 voli settimanali), Vienna (da 4 a 3 voli settimanali) e Zurigo (da 4 a 3 voli settimanali). Non ci saranno invece variazioni nei collegamenti verso Londra Heathrow. In Nord America, viene sospesa la rotta su Chicago, e diminuito l'impegno su diverse altre destinazioni, come pure verso il Sud-est asiatico e l'Estremo Oriente.
Esercizio 2025-26 in rosso
Intanto, a chiusura del bilancio relativo all'anno fiscale 2025-26, Air India ha registrato una perdita di 2,8 miliardi di dollari, come evidenziato dall'azionista Singapore Airlines. Si tratta del rosso più ingente da quando la compagnia è stata acquisita dal gruppo Tata, nel 2022.
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Tempi difficili per il turismo, anche per per le crociere. Nel quadro della crisi che sta coinvolgendo il settore, la cattiva informazione sta procurando non pochi pensieri a chi aveva cominciato il 2026 con ottimi auspici.
Crociere sotto assedio
«Per l'industria delle crociere sta piovendo sul bagnato - spiega Leonardo Massa, vice president Southern Europe, divisione crociere di Msc Crociere, intervenendo al recente panel organizzato da Radio Turismo -. Dopo aver portato a termine il rientro da Dubai di circa 4.500 passeggeri in soli 5 giorni subito dopo lo scoppio della guerra, i riflettori sono tornati nuovamente ad accendersi sul comparto crocieristico, fra Hantavirus e gastroenteriti. Le notizie negative fanno presa sul pubblico, molto più di quelle positive, contribuendo a influenzare i giornalisti nel modo di proporre le news. Quando le informazioni sono positive, non vengono veicolate».
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[post_content] => Dream of the Desert, il primo treno ultra-lusso dell’Arabia Saudita sviluppato da Arsenale, entra nella fase di piena operatività. E' infatti notizia di questi giorni l'apertura di una sede italiana a Riyadh e la contestuale nomina di Raffaele Breschi a direttore generale di Dream of the Desert e ceo di Arsenale International.
L’apertura di una sede permanente a Riyadh consolida il radicamento del progetto all’interno dell’ecosistema turistico e dei trasporti dell’Arabia Saudita e rappresenta il primo headquarter internazionale di Arsenale.
Il progetto
Operando dalla capitale, il team di progetto collaborerà a stretto contatto con i principali stakeholder nazionali – tra cui Saudi Arabia Railways, il ministero dei trasporti e dei servizi logistici, la Transport General Authority , il ministero della cultura, la Saudi Tourism Authority e Simest - per garantire la piena operatività e attivare le destinazioni lungo il percorso in vista dei viaggi inaugurali previsti per la fine del 2026.
Con l’avanzamento del progetto, Breschi supervisionerà l’intera progettazione di Dream of the Desert in Arabia Saudita, includendo lo sviluppo organizzativo, il coordinamento regolatorio, l’espansione del prodotto, la distribuzione, il talent development e la performance operativa.
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«L’apertura della sede a Riyadh riflette il nostro impegno nel costruire il primo treno italiano, Dream of the Desert, dall’interno del Regno - ha dichiarato Raffaele Breschi -. La collaborazione con i partner nazionali ci consente di sviluppare un’esperienza ferroviaria distintiva a livello globale ma profondamente radicata nella cultura saudita: un progetto che valorizza paesaggi, patrimonio e ospitalità del Regno, definendo al contempo un nuovo standard per il turismo esperienziale nella regione».
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«Nel contesto di una connettività globale in costante crescita e in occasione del 40° anniversario dei collegamenti di Air China con l'Italia, il nuovo volo diretto Pechino-Venezia rappresenta un importante traguardo per la cooperazione aeronautica tra i due Paesi - ha dichiarato Li Duo, direttore generale Air China Milano - e contribuirà non solo a rafforzare ulteriormente la collaborazione nel settore dell’aviazione civile, ma anche ad ampliare in modo significativo il network di Air China in Italia.
«Air China estende ufficialmente la propria presenza in Italia a tre hub strategici: Milano, Roma e Venezia, l’Italia diventa così uno dei paesi europei con il maggior numero di città servite dalla compagnia. Air China continuerà a cogliere questa opportunità per ottimizzare la propria rete di collegamenti internazionali e migliorare costantemente la qualità dei servizi, consolidando il proprio ruolo di ponte aereo per gli scambi economici, turistici e culturali tra China e Italia».
Nord Est protagonista
Il nuovo collegamento servirà e stimolerà tutti i segmenti di traffico: business e cargo, con il Nord Est che esprime il 13% dei flussi commerciali tra Italia e Cina, che generano un volume d’affari annuo di circa 10 miliardi di euro, secondo solo a quello dell’area milanese (dato Istat del 2025). Il turismo leisure trova nel Nord Est una delle aree principali del nostro Paese per numero di turisti in arrivo dalla Cina, ed è un turismo di qualità, con oltre il 70% dei visitatori che sceglie strutture di lusso, attratti in particolare dalle città d'arte, Venezia e Verona in testa, e dalle Dolomiti.
Infine, il segmento Vfr: con circa 70.000 residenti, la comunità cinese nel Nord Est è per dimensioni la seconda in Italia dopo quella della Lombardia. Visite e ricongiungimenti familiari saranno sostenuti e favoriti dal nuovo volo, con flussi dalla Cina provenienti in particolare da Pechino, Wenzhou (nella provincia di Zhejiang) e Xiamen (nella provincia di Fujian).
«Il nuovo volo tra Venezia e Pechino rafforza il ruolo del Marco Polo come hub di riferimento per i flussi tra il nostro territorio, la Cina e l'Estremo Oriente, contribuendo ad intensificare quegli scambi economici e culturali che sono da sempre al centro della missione del nostro gruppo - ha sottolineato Enrico Marchi, presidente del gruppo Save -. Insieme ad Air China abbiamo realizzato un approfondito lavoro preparatorio che ha portato al raggiungimento di questo obiettivo per il quale, come avvenuto per il primo volo operato verso la Cina dal nostro aeroporto, è stato determinante il supporto del Governo italiano e delle Autorità cinesi».
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[post_content] => Le sfumature sono diverse, ma la sostanza non cambia: il mondo del turismo organizzato fa quadrato per fronteggiare la crisi e trovare soluzioni percorribili. Quel che è certo è che «c’è tanta disinformazione e tanta cattiva informazione – commenta il direttore commerciale di Ota Viaggi, Massimo Diana, intervenuto al panel di “Turisti nel caos” organizzato su Radio Turismo -. In Italia si sta mettendo in pratica una sorta di “terrorismo informativo” che rappresenta un caso unico, prettamente italiano, che non trova alcuna eco nel resto d’Europa. L’informazione distorta impatta in modo forte sul percepito dell’italiano medio, creando ansia sul se e cosa prenotare. Manca una comunicazione corretta sulle garanzie offerte dal turismo organizzato, garanzie – si badi bene – che sono già in essere indipendentemente dalla crisi attuale». Secondo Diana, questo scenario comporta un attendismo che fa male a tutti e che allunga i suoi effetti anche sulla destinazione Italia. «Il 50% degli italiani non ha ancora deciso cosa fare e non è un problema di prezzo, ma di incertezza».
Proprio per questo il turismo organizzato, compatto, deve dare un messaggio di professionalità, flessibilità e garanzia. «Il calo delle vendite è importante per tutti noi, senza alcun motivo realmente valido. Bisogna far leva sulle garanzie che offriamo per invertire la curva impressa da un terrorismo mediatico che non giova a nessuno».
Lungo raggio a rischio
Se questa è l’opinione di un t.o. concentrato sulla programmazione Italia, la visione non cambia allargando il discorso al lungo raggio. «Il viaggio – conferma il ceo di Idee per Viaggiare, Danilo Curzi – è un ecosistema emotivo che richiede stabilità per prosperare. Occorre quindi “spostare la telecamera” per analizzare una questione che ci ha toccato profondamente e che per certi versi è più grave della pandemia. Mentre il Covid rappresentava un unico macro problema, che poteva avere una soluzione globale, oggi siamo chiamati a rispondere a un'emergenza che ci rende più fragili, andando a toccare l’ecosistema emotivo del viaggiatore. In questo, l’assenza di chiarezza nella comunicazione impedisce qualsiasi programma a medio termine. Ritengo salteremo a piè pari l’estate concentrandoci invece sul prossimo autunno, pronti comunque ad accogliere tutto quel che potrebbe arrivare in più». Curzi fa riferimento poi a una sorta di «antipatia del momento. C’è una grande parte del mondo che potrebbe funzionare bene – spiega il manager – ma la domanda, ad esempio sugli Stati Uniti, è frenata per motivazioni psicologiche, che nel caso degli Usa si traducono in un calo del 20-30%». Infine, un monito: «Non serve accanirsi sul prezzo per recuperare quanto lasciato sul terreno. Invito quindi i fornitori, siano essi vettori aerei o compagnie alberghiere, ad avere il buon senso di non applicare tariffe sproporzionate, che finirebbero per allontanare i clienti dall’acquisto del viaggio».
Le crociere
Italia, lungo raggio, e le crociere? Anche in questo comparto riaffiora il problema di «una comunicazione assurda. Il problema non risiede nella situazione reale, ma nel modo in cui viene raccontata – fa eco Leonardo Massa, vice president Southern Europe, divisione crociere di Msc Crociere -. Le notizie negative hanno più eco di quelle positive e attirano di più i lettori. Nel pieno della crisi, in soli 5 giorni abbiamo rimpatriato 4.500 passeggeri da Dubai, ma questo non ha fatto notizia, come mai?».
Massa evidenzia comunque un generale «rallentamento enorme del consumo del bene vacanza. Questo creerà colli di bottiglia quando la domanda riesploderà. A quel punto temo che le tariffe cresceranno in modo dissennato per cercare di recuperare quanto perduto; una politica dannosa per tutto il settore perché la battaglia non si fa sul prezzo. Mi auguro un ritorno alla normalità nel periodo fra novembre e febbraio. Nel frattempo, in una stagione che si preannuncia complessa, immagino che le destinazioni di prossimità avranno sicuramente un appeal maggiore rispetto al medio e lungo raggio».
Sul tema dell’"imbuto" torna anche Stefano Maria Simei, direttore generale di Futura Vacanze, che prevede un incremento dei costi «che gli operatori non potranno assorbire in toto. Il rischio è che si crei un collo di bottiglia che farà disperdere i margini e rendere meno competitive le tariffe».
Su un punto tutti gli operatori sono concordi: mai come in questo momento il turismo organizzato deve trasmettere al consumatore finale un messaggio di sicurezza, flessibilità e professionalità. Un messaggio che sia messaggio forte e univoco, come invocato anche dal presidente di Fiavet Gian Mario Pileri, che al governo chiede urgentemente di mettere in pista una campagna mediatica che trasmetta una corretta informazione al cliente finale.
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[post_content] => Sì alla ricerca di opportunità di risparmio sui costi, ottimizzazione della capacità a livello globale e ad un allineamento delle tariffe che tenga conto delle maggiori spese. Ma, quest’ultima rimane un’opzione molto delicata.
Stephanie Evans Greene, svp marketing & brand di JetBlue, a margine del lancio della prima rotta in Italia, da Boston a Milano Malpensa, commenta il perdurare degli aumenti del prezzo del carburante, con le conseguenze ormai ben note sull'operatività dei vettori, innescati dal conflitto in Iram.
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