25 June 2026

L’Umbria festeggia l’olio nuovo con il Festivol di Trevi

festivolOttava edizione per il Festivol, la rassegna che il comune di Trevi (Perugia) organizza ogni anno per celebrare l’olio nuovo e la prima spremitura. La manifestazione avrà luogo nel fine settimana dell’1 e 2 novembre, in concomitanza con l’avvio di Frantoi Aperti, l’iniziativa dedicata all’olio extravergine di oliva che animerà borghi e colline dell’Umbria dall’1 al 30 novembre. Tra le iniziative di Festivol si segnalano la mostra mercato dell’olio extravergine di oliva Dop Umbria a Villa Fabri, le navette gratuite che consentiranno ai visitatori di raggiungere i Frantoi Aperti aderenti alla manifestazione, le degustazioni d’olio condotte da esperti sensoriali, assaggi di pane e olio nella piazza della città ma anche visite ai palazzi storici privati della città, che apriranno le loro porte proponendo assaggi d’olio in abbinamento a presidi Slow Food come il Sedano nero di Trevi. Non mancheranno laboratori di cucina, la mostra Slow Food con oltre 20 presidi da tutta Italia, gli approfondimenti sul Sedano nero di Trevi con laboratori su metodi di interramento e produzione, il trekking tra gli ulivi con merenda in frantoio, ed eventi culturali, come i concerti per le strade, il mercato dell’antiquariato e le visite al Museo della civiltà dell’ulivo.

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Il canale Enjoy Barocco si inserisce perfettamente in questa strategia e sposa appieno l’obiettivo che ci siamo prefissati: dare voce e visibilità alle destinazioni meno battute, offrendo un’alternativa di valore ai flussi del turismo di massa e dell’overtourism – ha dichiarato Cristian Iovino, Direttore Commerciale di Loquis – Le 56 storie che compongono il canale offrono infatti un mosaico ricchissimo, con itinerari che spaziano dalle meraviglie del Barocco all’enogastronomia locale, dai sentieri naturalistici alle spiagge, fino alla riscoperta di suggestivi luoghi non più visitabili». Sguardo approfondito Il racconto attraversa le scenografie di Ragusa Ibla, Modica e Scicli, i palazzi nobiliari, le chiese monumentali e le architetture nate dalla ricostruzione successiva al terremoto del 1693, offrendo uno sguardo approfondito su un patrimonio artistico che ha reso il Val di Noto uno dei luoghi più riconoscibili del Mediterraneo. 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