9 aprile 2020 13:30
Anbba, Confguide, Fiavet, Fipe hanno aderito a una lettera inviata oggi al ministro per i beni e le attività culturali e per il turismo, adesione che è stata proposta a tutte le associazioni di Confturismo Confcommercio per rappresentare nel modo più ampio la filiera italiana del turismo, in particolare le pmi. Il rilancio dell’economia del Paese non sarà infatti esclusivamente ad opera di grandi giganti del mondo finanziario, ma di quel tessuto produttivo da sempre accusato con snobismo di nanismo imprenditoriale, cui si deve la più grande fetta del Pil italiano. Nessuno dovrà essere lasciato indietro, non le piccole agenzie di viaggi dell’ultima provincia italiana, non il bar del cappuccino quotidiano, non le piccole case vacanza cui si rivolgono della maggior parte delle famiglie, non le guide che hanno studiato e lottato per raggiungere la loro posizione e sono ora ferme in attesa di 600 euro. Milioni di lavoratori italiani, non certo capitani d’industria con fondi d’investimento all’estero, ma ugualmente, forse ancor più, rappresentativi dell’intero settore perché riuniti in queste organizzazioni in Confturismo-Confcommercio, dove rappresentano nel modo più ampio la filiera italiana del turismo
«Sappiamo bene che il ruolo di ciascuna delle categorie di imprese e professionisti rappresentate – e del settore nel suo complesso – sarà fondamentale nel rilancio del Paese al termine della crisi in corso: forse il più importante, in considerazione della trasversalità economica che da sempre caratterizza il turismo» scrivono al Ministro.
Avvertono che per la completa ripresa ci sarà bisogno «che il sistema si presenti integro, evitando che grandi gruppi della finanza mondiale, che da tempo hanno puntato gli occhi su questa nostra grande risorsa nazionale, possano compiere agevolmente campagne di acquisizione a basso costo, trasferendo così nel PIL di altri Paesi una parte cospicua del valore aggiunto che il turismo italiano genera!.
Tutte queste piccole e medie imprese, queste partite iva, sono state le prima a soffrire, su scala nazionale, gli effetti dell’epidemia da Covid-19 e dei provvedimenti adottati per contenerla e si sono rimboccati le maniche anche dopo aver abbassato la serranda, per far rientrare i propri clienti dall’estero, per formarsi, per progettare un futuro. «Di tutta evidenza quindi la necessità di un intervento urgente a supporto delle categorie più direttamente coinvolte: attività ricettive alberghiere ed extra alberghiere, pubblici esercizi come ristoranti, bar e locali di intrattenimento, attività dell’intermediazione come agenzie di viaggi e tour operator, stabilimenti balneari, porti turistici e professionisti come guide e accompagnatori turistici! prosegue la lettera al ministro.
In favore di agenzie di viaggi e attività ricettive e delle loro attuali esigenze di liquidità, è stata prevista dai decreti legge n.9 e n.18 di marzo la possibilità di procedere con voucher ai rimborsi dovuti. «Si tratta di un titolo che comunque rappresenta un impegno nei confronti del consumatore e che sarebbe opportuno garantire in maniera adeguata» fanno osservare i firmatari. «Infatti, anche limitandosi al solo caso dei pacchetti di viaggi e dei servizi turistici collegati, per i quali è prevista per legge l’esistenza di fondi di garanzia a copertura dei casi di insolvenza o fallimento dell’organizzatore o del venditore, i voucher emessi non possono essere inseriti in tale garanzia. Questo in quanto il sistema attuale, nato dalla riforma del 2015, non prevede – né poteva prevedere – la situazione contingente, che pone contestualmente a dura prova l’operatività di tutte le imprese del comparto. Restano poi al di fuori di quest’ultima casistica i voucher emessi dagli operatori del ricettivo».
In definitiva questo comporta la necessità di un intervento straordinario, fuori dagli schemi fino ad ora adottati, «per la costituzione di uno o più fondi di emergenza dedicati al settore, che ammortizzino il contraccolpo del fermo totale delle attività, pongano gli operatori nella condizione di riaffacciarsi sul mercato con la loro offerta nel momento della ripartenza, riducano al massimo l’impatto sui livelli occupazionali ed assicurino il rispetto degli impegni presi in questa fase con i clienti dei loro servizi».
Le associazioni chiedono infine di aprire con urgenza un tavolo tecnico, con l’eventuale partecipazione dei rappresentanti di altri dicasteri da coinvolgere nell’iniziativa, per affrontare il tema e individuare le soluzioni più adeguate da adottare.
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[post_content] => Con il claim “Principato di Monaco, Dove tutto si vive” decolla la nuova campagna internazionale firmata Visit Monaco.
L'iniziativa mette in luce ciò che rende il Principato davvero unico: la sua capacità di concentrare una straordinaria varietà di esperienze in soli 2 chilometri quadrati. Dai grandi eventi sportivi all’alta ristorazione, dalle esperienze culturali ai momenti di benessere, dalla vivace vita notturna al relax sul mare, Monaco offre tutto in una destinazione compatta ed esclusiva.
«Monaco rappresenta una meta unica, dove è possibile vivere simultaneamente diverse esperienze, con la stessa intensità. Con questa campagna riaffermiamo la nostra distintività e la capacità di offrire, in un unico luogo, una ricchezza incomparabile di emozioni e momenti: una destinazione dove ogni istante conta e dove tutto accade davvero nello stesso tempo”, ha dichiarato Guy Antognelli, direttore generale della direzione del turismo e dei congressi.
Il concept creativo presenta Monaco come una destinazione poliedrica, dove i visitatori possono passare con naturalezza da un’esperienza all’altra, costruendo il proprio soggiorno in base a desideri e stati d’animo.
Questa promessa prende vita attraverso un set di sei visual, - oltre ad un video promozionale - ognuno dei quali illustra la varietà delle esperienze disponibili. Supportati da headline di forte impatto, le grafiche raccontano momenti iconici da vivere nel Principato, pensati per catturare l’attenzione e incarnare la firma della campagna.
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[post_content] => Il progetto “White Garden”, comincia a prendere forma. Il complesso ricettivo che sorgerà alle porte di Yerevan opererà sotto il marchio Best Western Premier. Si tratta di una tappa fondamentale nella strategia di espansione di Bwh Hotels nella regione: White Garden è il primo sviluppo di questo tipo da quando l'area è entrata sotto la gestione della divisione italiana del gruppo, BWH Hotels Italy & South-East Europe.
Il progetto
Il White Garden sorgerà su un’area di 6.500 metri quadrati nel distretto di Yeghvard, una zona elevata e panoramica che si sta affermando come il nuovo “polmone verde” dell’area metropolitana. Da qui, lo sguardo abbraccia un paesaggio spettacolare: quattro catene montuose, Ararat, Hatis, Ara e Aragats, circondano il complesso a soli dieci minuti da Yerevan. Questo sviluppo si inserisce nel più ampio processo di trasformazione urbanistica della capitale armena. Il progetto prevede 140 appartamenti, caratterizzati da design contemporaneo e finiture di pregio.
«L’avvio di questo cantiere in Armenia conferma la nostra visione di crescita in territori ad alto potenziale, dove la domanda di ospitalità di qualità è in costante aumento – commenta Fabrizio Doria, cdo di Bwh Hotels Italy & South-East Europe -. Con White Garden portiamo l’eccellenza del brand ‘Best Western Premier’ in un contesto che unisce natura e vicinanza urbana, offrendo una soluzione capace di intercettare sia il viaggiatore internazionale, sia l’investitore alla ricerca di rendimenti solidi e gestione professionale».
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Club del Sole ha acquisito Le Gorette Cecina Easy Camping Village, situato a Marina di Cecina, lungo la Costa degli Etruschi. L’operazione si inserisce in un percorso strutturato di crescita del gruppo e rafforza ulteriormente la presenza in Toscana, una delle destinazioni italiane più rilevanti per i flussi turistici internazionali.
Il villaggio conta complessivamente quasi 600 unità tra piazzole camping, appartamenti, bungalow e lodge, con una capacità fino a circa 2.500 ospiti, configurandosi come una realtà open air di rilievo per dimensione e capacità ricettiva nel contesto della Costa degli Etruschi.
La struttura
La struttura offre un sistema integrato di servizi, tra cui parco acquatico, miniclub, animazione, impianti sportivi e ristorazione, pensato per una clientela sempre più internazionale e family oriented, con attenzione anche al segmento pet-friendly. Le Gorette Cecina fa parte della linea Easy Camping Village, una delle quattro linee di offerta attraverso cui Club del Sole struttura il proprio portfolio, insieme a Family Collection, Family Resort e Boutique Resort.
Le diverse linee interpretano specifici stili di vacanza, consentendo al gruppo di proporre esperienze differenziate ma coerenti, accomunate dal concept Full Life Holidays.
All’interno di questo sistema, Easy Camping Village rappresenta la dimensione più autentica dell’open air: una vacanza a diretto contatto con la natura, che valorizza informalità e naturalezza dell’esperienza, mantenendo un livello di servizi coerente con il modello Club del Sole. Per la stagione 2026 è previsto un primo intervento sulla struttura, parte di un percorso volto a rafforzarne il posizionamento e ad elevarne gli standard.
«Questa acquisizione rappresenta una tappa importante del nostro percorso di crescita - dichiara Francesco Giondi, amministratore delegato di Club del Sole -. Con l’ingresso sulla Costa degli Etruschi, completiamo la nostra presenza lungo l’intera fascia costiera toscana a maggiore richiamo turistico, da Orbetello e Monte Argentario a Castiglione della Pescaia, fino alla Versilia con Viareggio. Un posizionamento che rafforza in modo significativo la nostra capacità di intercettare la domanda internazionale e di valorizzare territori ad alto potenziale».
Con questa acquisizione, Club del Sole raggiunge quota 29 villaggi in 8 regioni italiane.
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Si è tenuta presso la Commissione Finanze del Senato, l’audizione di Fiavet Confcommercio nell’ambito dell’esame dei disegni di legge n. 1845, 1852 e 1865 in materia fiscale e di prezzi petroliferi.
Fiavet Confcommercio, ha rappresentato la voce degli agenti di viaggio in un momento di estrema fragilità per il comparto, esposto alla crisi geopolitiche nel Golfo e a nuovi oneri amministrativi.
Sono state esposte le criticità operative derivanti dal conflitto nel Golfo Persico, area che rappresenta lo snodo per circa il 60% dei flussi turistici dall'Italia verso Asia e Australia. La chiusura degli spazi aerei e l'aumento dei tempi di percorrenza hanno portato a un raddoppio del prezzo del jet fuel, costringendo alla cancellazione di numerose rotte e facendo impennare i costi dei biglietti. Per le agenzie di viaggio questa situazione si traduce in un gravoso lavoro di riprotezione, modifiche operative e assistenza continua ai clienti, con pesanti ricadute finanziarie e organizzative per le imprese.
Bollettini e ritenuta d'acconto
Inoltre, la Federazione esprime forte preoccupazione per i bollettini di criticità già diramati su alcuni aeroporti italiani relativi alla possibile scarsa disponibilità di carburante nei prossimi mesi.
Sul fronte economico, Fiavet Confcommercio ha ribadito con forza la richiesta di stralciare definitivamente l'obbligo della ritenuta d'acconto sulle provvigioni percepite dalle agenzie di viaggio, introdotto dalla legge di bilancio 2026. Sebbene il decreto-legge n. 38 del 2026 ne abbia differito l'entrata in vigore al 1° maggio, la Federazione ritiene che tale misura sia profondamente penalizzante per le imprese italiane.
Secondo Fiavet Confcommercio l'applicazione di questa ritenuta determina un'insensata compressione della liquidità per le agenzie, già provate dalla volatilità operativa. Inoltre la ritenuta genera un aggravio di adempimenti fiscali e contabili del tutto sproporzionato rispetto ai benefici attesi per l’Erario, operando spesso su micro-importi e rapporti occasionali.
Anticipazione di imposta
La Federazione ha evidenziato inoltre come la norma non generi nuove entrate per lo Stato, ma solo un’anticipazione di imposte comunque dovute, creando al contempo uno svantaggio competitivo per le agenzie con residenza fiscale in Italia rispetto ai competitor stranieri. Per questo ha chiesto in audizione di potenziare e prolungare le misure volte a contenere i costi e degli oneri di sistema finché perdureranno gli effetti dei conflitti in corso e, se possibile, confermare a tempo indeterminato l’esclusione delle agenzie di viaggio dall'applicazione della ritenuta d'acconto sulle provvigioni, ripristinando le disposizioni in vigore al 31 dicembre 2025.
Per Fiavet Confcommercio, è fondamentale che il Governo riconosca il valore strategico delle agenzie non solo come imprese, ma come presidio di sicurezza, assistenza e consulenza per i viaggiatori in tempi di crisi e strumento di costante qualificazione dell’offerta turistica. Lasciare che la burocrazia fiscale si sommi all'emergenza internazionale significherebbe condannare migliaia di operatori professionali a una crisi senza via d’uscita, impoverendo il tessuto produttivo del settore dell’organizzazione dei viaggi.
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[post_content] => Italo diventa mobility partner di Wwf Italia, grazie alla sigla di una partnership triennale che promuove una mobilità sempre più responsabile e avvicina un maggior numero di persone alla natura.
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Italo è al fianco di Wwf Italia anche supportando gli spostamenti del Gran Tour delle Oasi Wwf, un viaggio di comunicazione che accompagnerà il pubblico in 10 Oasi Wwf n giro per l’Italia, organizzato in occasione del 60° anniversario di Wwf Italia.
L’accordo prevede benefici concreti per i clienti Italo: chi sostiene o sceglierà di sostenere l'associazione attraverso donazioni regolari potrà infatti acquistare biglietti negli ambienti Prima e Smart con uno sconto del 20% sulla tariffa Economy.
Completa l’accordo il coinvolgimento diretto del personale delle due organizzazioni, con iniziative dedicate ai dipendenti Italo e Wwf Italia. In particolare, per il personale Italo è prevista una giornata di volontariato aziendale presso l’Oasi Wwf di Macchiagrande mentre per i dipendenti Wwf saranno disponibili agevolazioni di viaggio con sconto del 20% sulla tariffa Flex per i loro spostamenti.
«La mobilità sostenibile è una leva fondamentale per accompagnare la transizione ecologica del Paese e per rendere sempre più accessibile il patrimonio naturale italiano - ha dichiarato Gianbattista La Rocca, ad di Italo – Nuovo Trasporto Viaggiatori -. Con questa partnership rafforziamo il nostro impegno nel promuovere un modo di viaggiare responsabile, capace di coniugare innovazione, rispetto per l’ambiente e attenzione alle persone. Crediamo che il treno possa essere non solo un mezzo di trasporto efficiente, ma anche uno strumento concreto per avvicinare cittadini e comunità alla conoscenza e alla tutela della biodiversità».
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[post_content] => Estate di novità per Ryanair in Veneto: la low cost opererà dagli scali di Venezia, Verona e Treviso un totale di 83 rotte, incluse 5 new entry, di cui 3 dal Marco Polo verso Budapest, Siviglia e Alicante (che decolleranno a settembre) e due dal Catullo verso Tirana e Trapani-Marsala.
In Veneto Ryanair conta su 6 aeromobili basati (4 a Venezia e 2 a Treviso), per un investimento complessivo di 600 milioni di dollari, che supportano 5.500 posti di lavoro nella regione. Con questi numeri la compagnia punta a trasportare 7,2 milioni di passeggeri all'anno.
«Continuiamo a registrare una crescita record in tutta Italia, investendo negli aeroporti regionali come Venezia, Verona e Treviso, dove quest’estate offriremo oltre 5,2 milioni di posti su 83 rotte, garantendo ai passeggeri in partenza dal Veneto una scelta più ampia che mai - sottolinea Fabrizio Francioni, head of communications Italy -. Tuttavia, mentre Ryanair continua a trainare la crescita del traffico e del turismo in Italia, l’addizionale municipale continua a danneggiare gli aeroporti italiani, rendendo il trasporto aereo in Italia più costoso rispetto ad altri Paesi che hanno eliminato o ridotto le tasse sull’aviazione, come Svezia, Ungheria e Albania.
Per sbloccare il pieno potenziale di crescita dell’Italia, Ryanair invita il Governo italiano e le Regioni a seguire l’esempio virtuoso di Abruzzo, Calabria, Friuli-Venezia Giulia, Sicilia ed Emilia-Romagna, dove l’abolizione dell’addizionale municipale ha portato a una crescita straordinaria. Se l’addizionale municipale venisse abolita in tutti gli aeroporti italiani, Ryanair garantirebbe una crescita ambiziosa per l’Italia nei prossimi anni, inclusi oltre 80 milioni di passeggeri all’anno, 15.000 nuovi posti di lavoro, 40 aeromobili aggiuntivi (per un investimento di 4 miliardi di dollari) e 250 nuove rotte negli aeroporti italiani».
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L'Associazione AdvUnite esprime profondo stupore e preoccupazione in merito alle recenti dichiarazioni rilasciate dai rappresentanti di Assoutenti . È inaccettabile che vengano diffuse notizie riguardanti tariffe aeree per destinazioni come Seychelles e Maldive a partire da 250,00 euro, senza che alcuna compagnia aerea abbia smentito la validità per gli scali italiani.
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Le dichiarazioni in questione palesano, inoltre, una pericolosa confusione tra i ruoli della filiera, che riteniamo doveroso ribadire: agenzie di viaggio: interfaccia diretta con il cliente finale, specializzate nella consulenza e nella vendita di servizi, inclusa la biglietteria aerea.
Tour operator: organizzatori che creano pacchetti turistici integrati vendendoli alle agenzie, e che solitamente non trattano la sola biglietteria "secca".
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Un appello alla responsabilità
Ci domandiamo perché notizie simili, palesemente finalizzate a ottenere visibilità mediatica, non vengano smentite con fermezza dagli attori coinvolti. Un "prezzo civetta" che magari si riferisce a un volo di sola andata o a itinerari della durata di tre giorni non può essere presentato come una tariffa standard.
La leggerezza nella comunicazione è letale per i professionisti del turismo. L'errore di comunicazione non è mai neutro: crea aspettative distorte e danneggia la credibilità di chi lavora seriamente."
La nostra Associazione si è già attivata nelle seguenti sedi: ministero del turismo: abbiamo richiesto un intervento urgente per smentire formalmente tali cifre e tutelare la categoria.
Richiesta di chiarimenti a Assoutenti. Abbiamo preteso l'indicazione esatta di aeroporto di partenza, destinazione e tipologia di tariffa (andata/ritorno), certi che la trasparenza farà emergere l'inconsistenza della notizia.
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Se una parte del mondo è in difficoltà, un'altra parte continua a riscuotere l'interesse dei viaggiatori. Riflettori puntati sull'America Latina, che in questa delicata fase della crisi internazionale offre una rosa di destinazioni sicure e agevolmente raggiungibili dall'Europa. A confermarlo è il general manager di Tour2000AmericaLatina, Marino Pagni, intervenuto a Milano durante una serata riservata al trade organizzata in collaborazione con Procolombia.
«Malgrado la difficile congiuntura internazionale - spiega il manager - le prenotazioni verso le aree che fanno parte del nostro portfolio di offerta non si sono fermate e in prospettiva dovrebbero continuare a macinare numeri. In linea generale, al momento la difficoltà maggiore deriva dall'aumento delle tasse aeroportuali, che va a incidere sulle nuove prenotazioni. Resto comunque ottimista: stiamo vivendo una situazione per certi versi "assurda", che dovrà per forza sbloccarsi».
La linea Slow Travel
Intanto, Tour2000AmericaLatina prosegue sulla strada della diversificazione dell'offerta, con l'ultima novità degli Slow Travel, circuiti pensati per chi desidera vivere un viaggio più lento, all'insegna dell'ecosostenibilità, in armonia con il territorio e le popolazioni visitati. «Abbiamo ideato una collezione di una decina di viaggi nelle diverse destinazioni che trattiamo, con il comune denominatore dell'abbinamento a qualche giorno di soggiorno balneare in località particolarmente suggestive - aggiunge Claudia Spreafico, responsabile marketing e comunicazione -. Nel caso della Colombia abbiamo ad esempio previsto il "Medellin, Cartagena e Barù", di 12 giorni. Altre soluzioni comprendono "Rio de Janeiro e Paraty" in Brasile, "Guatemala e Corn Island" o "Perù e Curacao"».
Se quello dello Slow Travel è uno dei segmenti percorribili, "I Viaggi di Marino" lanciati lo scorso settembre sono già una certezza. «Ci sono date sold out, come quella del prossimo tour in Argentina. Anche in questo caso, si tratta di viaggi particolari, riservati a un numero limitato di persone che desiderano entrare in contatto con alcuni degli aspetti qualificanti di un territorio» spiega Pagni.
La serata milanese presso il ristorante colombiano Mamajuana è parte di un ciclo di sei incontri organizzati fra Milano, Verona, Bologna, Roma e Firenze in collaborazione con Procolombia per mettere a fuoco le potenzialità del Paese. «Una destinazione che ha tantissimo da offrire - puntualizza Pagni - dalla natura alle città, dal mare caraibico di San Andres all'Amazzonia. Una meta facilmente raggiungibile grazie ai collegamenti operati da diversi vettori fra i quali Air Europa o Air France-Klm, che consentono di volare su Bogotà, Medellin o Cartagena».
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[post_content] => Non è sufficiente aumentare il numero dei passeggeri movimentati, anno dopo anno. La sfida vera degli aeroporti europei è - e sarà - quella volta a migliorare il valore complessivo che riescono a generare per ciascun viaggiatore.
La sintesi è quella che emerge dal più recente report di Boston Consulting Group (Bcg) European Airports Add New Routes to Value Creation, realizzato con Aci Europe, che allarga l'attuale dibattito sul trasporto aereo, inevitabilmente focalizzato su costi di carburante, biglietti e sostenibilità delle rotte, ai cambiamenti che stanno attraversando il settore.
«L'aumento del traffico non si traduce più automaticamente in creazione di valore - commenta Gabriele Ferri, managing director e partner di Bcg -. Pressioni strutturali sui ricavi unitari, l’incremento dei costi operativi e degli investimenti necessari per lo sviluppo delle infrastrutture potrebbero mettere a rischio fino a 75 miliardi di euro di eebitda per il settore nei prossimi vent’anni».
La ricerca evidenzia come il flusso di viaggiatori, che prima della pandemia cresceva a un ritmo medio annuo di circa il 5%, è destinato a rallentare tra il 2% e il 2,5% fino al 2043, a causa dell’impatto combinato di politiche di sostenibilità più stringenti, aumento dei costi per le compagnie aeree e una maggiore pressione competitiva, con un possibile calo del traffico cumulato fino al 10% nei prossimi due decenni.
Parallelamente, si indebolisce il legame tra domanda di mobilità e ricavi. I proventi aeronautici per passeggero sono scesi da 18 euro nel 2015 a 14 euro nel 2023 e potrebbero ridursi ulteriormente fino a circa 11 euro entro il 2043. Anche le attività non aeronautiche, come retail e ristorazione, riscontrano difficoltà a causa di modelli commerciali non più allineati all’evoluzione della domanda.
A queste dinamiche si aggiunge l’incremento dei costi operativi, che crescono a un ritmo superiore all’inflazione, trainati soprattutto dal costo del lavoro, dell’energia e dei materiali. Nel lungo periodo, la carenza di manodopera specializzata potrebbe portare i costi del lavoro a circa 15 euro per passeggero entro il 2043.
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Gli interventi possibili
«Gli aeroporti stanno già reagendo, ponendo crescente attenzione al valore per il passeggero e accelerando sulla trasformazione digitale, priorità per oltre il 60% degli operatori intervistati», osserva Ferri.
L’adozione di soluzioni digitali e basate sull’intelligenza artificiale è infatti tra le principali leve di risposta: oltre il 90% dei grandi aeroporti ha già avviato iniziative in questo ambito, con un potenziale miglioramento fino a 3 punti percentuali dell’EBITDA, grazie a una maggiore efficienza operativa e a un migliore utilizzo della capacità esistente.
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