16 April 2026

Le quattro associazioni: deroga sui rimborsi e dilazione pagamenti

«Apprezziamo le intenzioni del ministro Franceschini di portare al prossimo consiglio dei ministri alcune proposte di sostegno per il settore dell’intermediazione dei viaggi e del turismo organizzato», così Aidit, Astoi, Assoviaggi e Fto a margine del tavolo di confronto svoltosi oggi al Mibact sull’emergenza Coronavirus.

Le quattro associazioni di categoria, rappresentative di agenzie di viaggi e tour operator unitariamente, hanno richiesto una serie di misure straordinarie ed urgenti a sostegno del comparto: estensione alla filiera, senza limitazione territoriale, delle dilazioni dei pagamenti di imposte e contributi, forme di estensione e di  accesso agevolato agli ammortizzatori sociali e differimento del pagamento delle rate dei mutui.

Per quanto riguarda i rimborsi integrali che adv e to sarebbero tenuti a corrispondere ai clienti in virtù del Codice del turismo, si chiede che, in ragione della fase emergenziale e vista la difficoltà –  in alcuni casi impossibilità –  di recuperare le somme già versate da to e agenzie ai fornitori turistici, si adotti un provvedimento normativo in deroga, che consenta di sospendere i termini dei rimborsi e conceda la restituzione delle sole somme ricevute dai fornitori. Per quanto concerne le somme residue, le associazioni chiedono di istituire un Fondo  a beneficio dei consumatori richiedenti  o, in alternativa, misure compensative come un credito di imposta o similari, immediatamente utilizzabili dagli stessi clienti.

Per quanto riguarda invece gli operatori con modelli produttivi specifici, che hanno cioè contrattualizzato in blocco con i fornitori l’acquisto di stanze o posti volo, si chiede la possibilità di adottare un provvedimento normativo che consenta di gestire i rimborsi tramite congelamento degli importi e concessione di un buono di pari valore da utilizzarsi entro la fine del 2020.

Con riferimento alle molteplici misure restrittive e di contenimento che i Paesi esteri stanno adottando, a volte in modo schizofrenico, nei confronti dei cittadini italiani, essendo opportunamente presente al tavolo anche il Maeci, è stato chiesto di attivare una rete di coordinamento e di puntuale informazione circa la reale situazione nei confronti di tali Paesi. E’ stato inoltre ribadito che i tour operator non possono farsi carico, come già hanno fatto in passato (crisi Egitto) di costi straordinari di rimpatrio, generati tra l’altro anche dall’eccessivo allarmismo provocato e amplificato dai media. Se lo Stato italiano non è in grado di intervenire per rimpatriare i connazionali, si chiede che intervenga almeno su quei Paesi esteri che adottano misure improvvise e repentine (es respingimento o quarantena senza preavviso), facendo gravare sugli stessi gli oneri conseguenti.

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