28 April 2026

Le associazioni del turismo chiedono minibond a sostegno delle imprese

A poche ore dalla conferenza di presentazione del nuovo Fondo nazionale per il turismo di Cassa Depositi e Prestiti, alcune tra le principali associazioni di categoria del comparto (Federalberghi, Fto, Federterme e Astoi – Confindustria Viaggi) provano a rilanciare sulle colonne del Sole 24 Ore con una proposta che sappia andare al di là degli investimenti immobiliari, per garantire risorse e liquidità a tutti gli operatori del comparto.

L’idea è quella di un minibond, ossia di uno strumento finanziario di lungo periodo con scadenza a 25 anni, dedicato a tour operator, hotel e terme di medie dimensioni con i fondamentali solidi. L’obbligazione, suggeriscono le associazioni, potrebbe essere sottoscritto da Cdp, che in questo modo garantirebbe un aiuto mirato, evitando gli spesso poco efficaci interventi a pioggia.

Stando a uno dei sottoscrittori della proposta, il presidente di Federterme, Massimo Caputi, Cassa Depositi e Prestiti sarebbe infatti l’unico soggetto con la necessaria capacità di raccolta a basso costo, atta alla creazione di un fondo innovativo ad hoc, che possa traghettare le aziende del settore viaggi fino alla definitiva ripresa del mercato, che non arriverà prima del 2023.

Nelle intenzioni dei proponenti, il minibond si dovrebbe inoltre aggiungere agli altri interventi già predisposti dal governo, come la rivalutazione a fini fiscali e civili dei beni turistici e termali senza oneri (purché non si dismetta la struttura per quattro anni), nonché le misure contenute nel decreto Agosto ancora da convertire, tra cui la sterilizzazione degli ammortamenti e l’allungamento dei finanziamenti garantiti da Mediocredito Centrale.

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