17 March 2026

La Lombardia presenta la sua offerta turistica sulla montagna

Regione Lombardia presenta l’ampia offerta turistica delle sue montagne e le novità della stagione invernale 2021-2022, a partire dalla riapertura degli impianti prevista, a seconda delle località, dal 27 novembre al 4 dicembre, attraverso la voce dei referenti dei territori, dalla Valtellina alle Valli Bergamasche e Bresciane fino all’area di Lecco e Como.
 
Temi al centro della conferenza stampa tenuta al Belvedere Jannacci di Palazzo Pirelli dal presidente di regione Lombardia, Attilio Fontana insieme all’assessore regionale al turismo, marketing territoriale e Moda, Lara Magoni.

  «La Lombardia – ha sottolineato il presidente Fontana – è regina della produttività e il turismo sta avendo sempre più successo. Prima della pandemia – ha proseguito – le presenze turistiche erano in costante aumento; poi abbiamo registrato, come in ogni altra parte d’Italia, un periodo di grande difficoltà, al termine del quale abbiamo riscoperto il turismo di prossimità che ha permesso di far conoscere i nostri tesori e i preziosi giacimenti enogastronomici a tanti lombardi. Ora dobbiamo insistere e ripartire con grande slancio e determinazione – ha proseguito – sicuri delle nostre bellezze paesaggistiche, dell’organizzazione e dell’efficienza dei servizi proposti, della competenza e professionalità degli operatori e addetti».
 
 «Sono convinto – ha concluso – che quella invernale sarà una stagione turistica entusiasmante, intensa, alla scoperta di montagne uniche».
 
«Siamo pronti – ha detto l’assessore regionale Lara Magoni – per accogliere gli amanti della neve e tutti coloro che desiderano scoprire la ricchezza e la varietà del nostro territorio. Il turismo montano è uno degli ambiti strategici nel posizionamento turistico della destinazione Lombardia: siamo al 4° posto in Italia per chilometri di piste e in 3° posizione per numero di comprensori/impianti. Le buone performance estive della montagna ci fanno ben sperare per una stagione invernale che, auspichiamo, possa riscattare le grandi sofferenze postCovid, rilanciare gli sport invernali e, in prospettiva, tracciare un percorso verso le Olimpiadi del 2026».
 
«Regione Lombardia – ha continuato – ha investito oltre 2 milioni e mezzo per specifiche azioni di promozione per la stagione invernale con un piano di comunicazione media multicanale e digital rivolto al mercato europeo e nazionale, utilizzando il soggetto creativo della campagna ‘Vorrei la vedessi come me. Ogni giorno. I grandi eventi, i prodotti enogastronomici, la moda, il design, l’artigianato di alta gamma e lo shopping sono elementi di attrattività, in particolare per il turismo internazionale».
 
Da Madesimo a Foppolo, da Bormio a Livigno, da Santa Caterina Valfurva a Ponte di Legno, fino ai Piani di Bobbio e Valtorta – ha spiegato l’assessore Magoni – in Lombardia si trovano 112 valli, 27 comprensori sciistici, 476 piste da discesa, 324 chilometri per lo sci di fondo e 14 snowpark, 6.700 chilometri di sentieri segnalati, nonché 2.700 maestri di sci che operano in oltre 69 scuole di sci.
 
 La Lombardia d’inverno offre divertimento e attività all’aria aperta per gli amanti degli sport sulla neve. Oltre allo sci declinato in ogni sua forma (alpino, nordico, freeride, snowboard) si possono sperimentare emozioni nuove come sleddog, slitte trainata dai cani, fatbike o snow tubing, una sorta di rafting sulla neve.
 
Inoltre, Alpi e Prealpi lombarde offrono una grande varietà di esperienze per vivere appieno il territorio anche d’inverno: trekking per tutti i livelli, cicloturismo, cammini religiosi, centri termali di rilievo, parchi naturali, itinerari enogastronomici, borghi e siti Unesco, shopping e artigianato.
 
La stagione invernale si preannuncia ricca di opportunità per la montagna lombarda, caratterizzata dal lavoro di pianificazione delle Olimpiadi invernali 2026 e da un’offerta turistica in linea con le più recenti tendenze di viaggio.
 
 I trend evidenziano che il ritorno dei flussi internazionali, la ricerca di località minori come borghi e cammini, il crescente interesse per esperienze montagna d’inverno alternative allo sci, la crescita del turismo verde e attivo, la concentrazione delle vacanze in Italia per un turismo di prossimità, il crescente interesse verso prodotti del territorio ed esperienze autentiche locali, il continuo aumento del turismo enogastronomico.
 
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