11 April 2021

Jelinic: «Polemiche gratuite degli albergatori. Selvaggia Lucarelli sbaglia»

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Inava Jelinic presidente di Fiavet nazionale

Ivana Jelinic, presidente di Fiavet nazionale, cerca di mettere le cose in chiaro intervenendo sulla polemica degli albergatori, e rispondendo ad un tweet di Selvaggia Lucarelli che ironizzava sul fatto che si possa andare all’estero e non in <Italia.

«Gli albergatori hanno avuto una stagione estiva lo scorso anno e quest’anno vedranno un’altra stagione favorevole, e il fatto che siano aperti alcuni corridoi non sposta di una virgola il loro andamento economico.  I flussi di turismo nazionale e quello verso l’estero, sono due mercati ben distinti. La polemica aperta da alcuni albergatori  è una polemica gratuita e assolutamente inconsistente, una guerra fra disperati che non porta a nulla.  Il fatto che si possa andare in aeroporto attraversando le zone rosse ci sembra un fatto incontrastabile e legittimo  perché si tratta di numeri irrisori  e soprattutto di persone in possesso di voucher  verso corridoi aperti, testimonianza di un percorso in sicurezza affrontato con il tour operator.   Quindi  non intaccano in nessun modo il turismo nazionale, non tolgono niente a nessuno, ci danno solo una speranza.  Ricordo infine che ad oggi ci si può spostare e viaggiare solo per motivi di lavoro dove non sono stati aperti i corridoi».

Per quanto riguarda il tweet della Lucarelli, Ivana Jelinic risponde, premettendo che trova molto simpatica Selvaggia Lucarelli, ma che  «l’ironia odierna del suo tweet  in  cui afferma di non poter andare a Civitavecchia, ma di poter invece partire per Dubai o Ibiza necessita di alcune precisazioni, perché si tratta di una notizia inesatta e qui ci sono persone che sono con l’acqua alla gola. Cominciamo a contare parecchie chiusure, disoccupazione, se non addirittura suicidi. Sono mesi che parliamo di corridoi, abbiamo manifestato in tutte le sedi la necessità di aprire i corridoi turistici, adesso che un primo operatore sta tentando creare pacchetti nei paesi dove questo è consentito stiamo innescando una polemica inutile. Si parla di numeri  ridottissimi, qualche charter da 180 persone, quindi non mi sembrano grandi masse. Non si tratta di una ripresa, ma  una boccata d’aria per  un settore che sta annegando e che qualcuno respinge subito giù. Prima o poi dovremo tornare alla normalità, quindi  dobbiamo sperimentare delle pratiche che concedano alle persone di  ricominciare a viaggiare. Stiamo parlando di aziende che hanno perso il 97% del fatturato, stiamo parlando di un sistema turistico che sta collassando su sé stesso, che non si salva e non si salverà con il “mare Italia”».




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