23 April 2021

Il turismo organizzato incontra Garavaglia: “Ora serve un nuova azione”

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Il ministro del turismo Massimo Garavaglia ha incontrato il turismo organizzato

Aidit Federturismo Confindustria, Assoviaggi Confesercenti, Astoi Confindustria, Fiavet e Fto Confcommercio hanno ripreso il dialogo, dopo la crisi di governo, con il nuovo ministro del turismo Massimo Garavaglia.

Le associazioni del turismo organizzato hanno presentato il quadro del comparto, il più colpito del turismo italiano, che dall’inizio della pandemia ha registrato un calo di fatturato superiore al 90%, rimanendo in uno stato di “lockdown de facto” da oltre un anno. Le perdite registrate nel solo 2020 ammontano a circa 12 miliardi di euro.

Tra le priorità più urgenti i presidenti delle associazioni hanno invocato di sbloccare subito i pagamenti delle risorse già approvate e stanziate. Per non dilatare ulteriormente le tempistiche, che risulterebbero incompatibili con la stessa sopravvivenza delle imprese, è indispensabile che venga assicurata la continuità amministrativa nel passaggio di competenze al nuovo ministero.

Ad oggi il 40% delle imprese non ha ancora ottenuto il pagamento integrale dei primi ristori previsti dal decreto Mibact del 12 agosto 2020 ed è ancora pending l’invio della richiesta di autorizzazione alla Commissione Europea per recepire l’innalzamento della soglia del Temporary Framework e per i pagamenti dei contributi superiori a 800 mila euro.

Si è espressa la necessità di affrontare, nel Decreto sostegni di prossima emanazione e nei successivi decreti, il tema della copertura delle perdite subite da agosto 2020 in poi (fabbisogno stimato in almeno 650 milioni di euro) e l’importanza di definire criteri più equi che tengano conto delle imprese turistiche escluse dai ristori, tra cui quelle di nuova apertura, e del mix di fatturato intermediazione/organizzazione.  

E’ stata richiesta l’estensione della durata delle agevolazioni fiscali, delle sospensioni contributive e degli ammortizzatori sociali per le imprese del settore, oltre alla decontribuzione per tutte le aziende che decidano di far rientrare i dipendenti dalla cassa integrazione fino a dicembre 2021.

Oltre al tema dei sostegni in favore del comparto, si è ribadita l’esigenza di favorire ed agevolare la ripartenza dei viaggi in sicurezza, al fine di consentire alle imprese di “salvarsi da sole”.  A tal proposito è stato evidenziato il “vuoto normativo” che oggi consente di recarsi in alcuni paesi esteri, prevalentemente dell’area Schengen, ma allo stesso tempo, non considera il viaggio un “giustificato motivo” per spostarsi dal proprio comune o dalla propria regione verso l’aeroporto di partenza in caso di limitazioni agli spostamenti derivanti dai colori assegnati alle Regioni. E’ stato ribadito che questi spostamenti riguarderebbero persone in possesso di un certificato di negatività al Covid e che lo spostamento sarebbe limitato al tragitto dalla propria abitazione all’aeroporto. La richiesta fatta dalle Associazioni è che il possesso di un comprovato titolo di viaggio costituisca un “giustificato motivo” per effettuare lo spostamento. Si è poi sottolineata l’esigenza di allineare con l’UE i corridoi aperti e proprio su questo punto il Ministro ha riferito di aver partecipato ad una riunione con gli altri ministri del turismo europei per la definizione di protocolli condivisi per una riapertura coordinata del traffico internazionale, in particolare in area Schengen.

È stata particolarmente apprezzata la proposta presentata dalle associazioni di riconoscere un tax credit per incentivare i viaggiatori a riutilizzare i voucher in loro possesso prenotando un altro viaggio, anziché chiederne il rimborso.

Le associazioni hanno riconosciuto la celerità, considerando che il ministro si è insediato da pochissimi giorni e che non è stata ancora pubblicata in GU la costituzione del nuovo Ministero, e l’attenzione dedicata ai problemi del comparto attestando il ruolo che questo nuovo Dicastero può ricoprire nel rilancio del turismo italiano. È stata infine richiesta la conferma del tavolo di crisi permanente, precedentemente istituito al Mibact, volto a monitorare costantemente l’evolversi della situazione e delle misure adottate. 




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