25 August 2026

Il governo pronto a un intervento sui prezzi voli. Ma forse è già tardi

Adolfo Urso

Il governo si dice pronto a un intervento normativo per far fronte al caro voli. Lo ha dichiarato ieri il ministro delle Imprese e del made in Italy, Adolfo Urso, in occasione del suo intervento alla commissione di allerta rapida dei prezzi sul caro voli, istituita presso il proprio dicastero. L’intervento normativo sarebbe allo studio di concerto con il ministri dei Trasporti, Matteo Salvini, e sarebbe volto a contrastare eventuali pratiche commerciali scorrete messe in atto dai vettori, con un occhio di riguardo al tema della continuità territoriale.

Come già sottolineato anche da Fto, presente all’incontro, il Garante per la sorveglianza sui prezzi (Mr. Prezzi), Benedetto Mineo, avrebbe evidenziato come l’aumento medio delle tariffe dei biglietti aerei sia stato di circa il 40% rispetto all’anno scorso, con picchi anche del 70%. Tutto ciò, mentre a giugno il jet-fuel è rimasto su livelli del 45% inferiori a quelli del 2022.  “Bene hanno fatto i colleghi Urso e Salvini a convocare i vettori aerei e porre la questione sul piano legislativo e sulla continuità territoriale: è la strada giusta per tutelare i consumatori nei loro diritti – è stato il pronto commento del ministro del Turismo, Daniela Santanché al riguardo -. Il governo sta dimostrando non solo di essere vigile sul tema degli aumenti dei costi e dei prezzi, ma di avere la volontà di intervenire attraverso una strategia multidisciplinare che coinvolge più dicasteri”.

Finalmente, insomma, qualcosa si muove per fronteggiare quello che al momento pare essere l’unico ostacolo davanti a una stagione estiva, che si prospetta davvero ottima per l’industria dei viaggi. Peccato che, forse, giunga già troppo tardi. Stando infatti ai dati processati dal gruppo Volonline, e rivelati in occasione dell’inaugurazione della sua nuova sede milanese, nelle ultime settimane il mercato starebbe già scontando una notevole riduzione dei prezzi del volato. “Registriamo cali fino anche del 30% sui posti disponibili”, ha in particolare dichiarato il ceo del gruppo, Luigi Deli. Invece di procedere per interventi spot, che poco hanno a che fare con una visione strategica del comparto e più probabilmente con esigenze comunicative, servirebbe forse un approccio più ad ampio respiro, che magari contempli, come ha giustamente sottolineato al Mimit il direttore generale di Fto, Gabriele Milani, una limitazione dell’eccessiva volatilità dei prezzi, che penalizza la programmazione dei viaggi, nonché l‘inserimento del canale agenziale tra i canali distributivi obbligati, assieme agli altri, nelle convenzioni commerciali tra i gestori aeroportuali e le compagnie aeree.

Massimiliano Sarti

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