16 April 2026

I vettori delusi dalla Commissione per i rimborsi. I clienti no.

La Commissione europea delude il settore aereo. La speranza delle compagnie, che stavano lavorando con pressioni eccezionali, era quella di effettuare una modifica normativa esplicita per autorizzare l’emissione di obbligazioni, i famosi “buoni” anziché i rimborsi. Le compagnie sostengono che c’è una grave crisi di liquidità a causa dei rimborsi. La cosa è solo parzialmente vera, poiché infatti solo poche compagnie e solo in alcune aree stanno rimborsando. Il resto dei soldi è ancora nelle loro casse.

L’esecutivo comunitario ha sollecitato gli Stati membri a promuovere l’accettazione di questi buoni, una raccomandazione non vincolante che, per le grandi organizzazioni nel settore dell’aviazione, è “confusa, deludente e dimostra mancanza di leadership della Commissione europea”. Piccola nota a margine: quando la politica non fa ciò che viene indicato dai potentati dimostra una «mancanza di leadership». Secondo noi invece, proprio per la sua tenuta di fronte a colossi finanziari e potentati economici eccezionali, la Commissione ha dimostrato una vera e propria leadership

In una dichiarazione congiunta firmata da Iata, A4E, AIRE ed ERA, Le indicazioni di Bruxelles non offrono alcun sollievo alle compagnie aeree. Inoltre, il rimborso potrebbe contribuire ad aggravare l’angoscia finanziaria dei vettori, quindi, dell’industria del turismo in generale. 

Le organizzazioni firmatarie insistono sull’urgente necessità che la Commissione europea proceda alla modifica del regolamento 261/2004, dando libero sfogo alla consegna dei buoni di viaggio. In caso contrario, le compagnie aeree saranno costrette a rimborsare i propri clienti fino a 9,2 miliardi di euro fino alla fine di maggio, con conseguente perdita insopportabile di liquidità.

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Tuttavia, precisa Giardini, “non tutti i voli sono coperti: restano esclusi quelli da Paesi terzi verso l’Ue operati da vettori non europei”.\r\n\r\nLa crisi in Medio Oriente, inoltre, può rientrare tra le “circostanze eccezionali” che escludono il risarcimento, ma non automaticamente. “La compagnia deve dimostrare il nesso causale e di aver adottato tutte le misure ragionevoli”, sottolinea l’avvocato, evidenziando che con il protrarsi dell’emergenza questa qualificazione potrebbe indebolirsi. Le compagnie, quindi, potrebbero reagire riorganizzando le rotte e introducendo eventuali supplementi carburante, ma sempre nel rispetto dei limiti del Regolamento europeo.\r\n\r\n“A fronte ad un quadro giuridico così complesso – conclude l’avvocato Giardini -   se la crisi dovesse perdurare a lungo, potrebbe anche diventare necessario, o quanto meno auspicabile, un intervento normativo ad hoc da parte dell’Unione Europea, visti i riflessi sul mercato comune”.  ","post_title":"Giardini: «Per la crisi carburante possibili contenziosi fra vettori e fornitori»","post_date":"2026-04-13T12:33:27+00:00","category":["enti_istituzioni_e_territorio"],"category_name":["Enti, istituzioni e territorio"],"post_tag":[]},"sort":[1776083607000]}]}}