21 September 2021

Garavaglia: partita la lettera per l’outgoing. Ma non basta

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Il ministro del turismo Massimo Garavaglia

Come riportato in questo sito, il Wttc ha dato un mese di tempo al governo britannico per evitare la catastrofe dell’industria dei viaggi. Perdita stimata circa 60 miliardi di sterline. Dispiace che questo monito non sia stato fatto anche al governo italiano. Ora il ministro Garavaglia ha inviato una lettera alla presidenza del Consiglio (non a Draghi, ma al sottosegretario alla presidenza, Roberto Garofoli) nella quale cerca di spiegare le difficoltà in cui si dibatte il sistema organizzato del turismo italiano, chiedendo di aprire dei corridoi turistici affinché gli italiani possano viaggiare anche all’estero.

Certamente è un passo avanti rispetto al niente che si era fatto per l’outgoing fino ad ora. Ma è necessario seguire le mosse passo dopo passo. A me, come penso a tutti gli operatori e agli osservatori con un minimo di senno, non basta che Garavaglia invii una lettera al sottosegretario alla presidenza del Consiglio per dire: è fatta. No, non è fatto un bel niente. E’ solo l’inizio di una procedura che potrebbe essere molto lunga. E in questo tempo l’industria dei viaggi cosa farà?

Il ritardo con cui si è mosso il ministero del turismo è un ritardo colpevole. Bisogna dirlo e bisogna ancora dire che nel frattempo molte realtà sono cessate, molte altre sono alla canna del gas e alte infine si barcamenano fra un incoming e qualche viaggio di straforo. Non è così che si difende un settore, questo bisogna ribadirlo.

Comunque aspettiamo che la lettera faccia il suo corso e teniamo gli occhi aperti. Le parole, dette o scritte, rimangono tali se non si traducono in niente.

 

Giuseppe Aloe




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