27 February 2024

Perché Franceschini non dichiara lo stato di crisi per il turismo?

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Aica ha chiesto lo stato di crisi, Astoi ha chiesto lo stato di crisi, altre associazioni hanno chiesto lo stato di crisi, insomma è una voce generale da parte del sistema turistico nazionale: tutti chiedono al ministro Franceschini lo stato di crisi. E lui che fa? Non risponde. Non dice niente. Il turismo è in procinto di vivere la sua crisi più sconvolgente da quando è un’industria fra le più fiorenti del Paese, e il ministro non risponde.

Ora caro Franceschini se le funzionano le corde vocale, invece di fare tavoli tecnici o altre di queste amenità, si fiondi davanti un microfono, magari chiamando anche i giornalisti (faccia come vuole lei, li distanzi, li colleghi da remoto) e ci dica i motivi per i quali lo stato di crisi non è dichiarato.

Non dovrebbe essere una cosa difficile. Ci dice i motivi strutturali che impediscono questo passo fondamentale, risponde a qualche domanda e poi se ne va tranquillo a lavorare per i beni pubblici. Non ci vuole molto. Il mondo del turismo è abbastanza rassegnato a non avere rappresentanza, ma tutti hanno le orecchie e l’intelligenza per sentire e capire il motivo che impedisce al ministro competente di agire nell’unico modo possibile. Lui ce lo spiega e noi ce ne stiamo buoni buoni a vedere le cose che precipitano. 

Giuseppe Aloe

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