19 marzo 2026 12:21
Firenze continua a rappresentare una delle mete italiane più attrattive del turismo internazionale, ma la forte concentrazione dei flussi nel centro storico pone oggi sfide sempre più urgenti in termini di sostenibilità e gestione del territorio. In questo contesto, la Fondazione Destination Florence svolge un ruolo chiave nel coordinamento delle strategie di promozione e nello sviluppo di modelli più equilibrati. Ne abbiamo parlato con la presidente Laura Masi.
Qual è oggi lo stato dell’arte dei flussi turistici a Firenze? State osservando cambiamenti rispetto agli anni passati?
Firenze si conferma una delle mete più magnetiche a livello globale, con un pieno ritorno ai livelli pre-pandemici. Oggi la priorità non è più solo accogliere, ma interpretare i dati per orientare politiche turistiche equilibrate. In questa direzione lavoriamo con il Comune e l’assessore Jacopo Vicini al potenziamento della dashboard di monitoraggio dell’area fiorentina, anche grazie alla collaborazione con player globali come Getyourguide, Expedia e Trainline, oltre allo sviluppo di progetti specifici, come la mappatura dell’escursionismo giornaliero, per governare i flussi in tempo reale.
Quali sono le principali azioni per contrastare l’overtourism nel centro storico?

Laura Masi, Presidente Fondazione Destination Florence
Il nostro ruolo è affiancare istituzioni e operatori, fornendo strumenti utili a guidare il turismo verso modelli più sostenibili. Interveniamo su segmenti qualificati come il congressuale e i matrimoni di destinazione, e promuoviamo campagne di sensibilizzazione rivolte ai visitatori, come #enjoyrespectfirenze. Allo stesso tempo collaboriamo alla gestione delle criticità, con attenzione alla legalità e all’equilibrio tra accoglienza e vita quotidiana dei residenti.
Come state lavorando sulla redistribuzione dei flussi verso l’area metropolitana?
La redistribuzione è una priorità. Promuoviamo Firenze come una destinazione diffusa, valorizzando borghi, percorsi naturalistici ed eccellenze artigianali oltre il centro storico. Anche la comunicazione incoraggia una fruizione più consapevole, orientata a itinerari alternativi, in dialogo costante con le amministrazioni locali.
Qual è il ruolo degli operatori e quali obiettivi vi ponete per il futuro?
Gli operatori sono il motore di questa trasformazione. La Fondazione, che riunisce oltre 150 realtà della filiera, favorisce la condivisione di competenze e progetti comuni, puntando su segmenti capaci di generare valore per il territorio. L’obiettivo è uno sviluppo turistico che contribuisca non solo all’economia, ma anche al benessere della comunità.
Per chi conosce già Firenze, quali esperienze suggerire per una scoperta più autentica?
Oltre il centro storico esiste una Firenze più intima, fatta di quartieri, giardini e botteghe artigiane, come l’Oltrarno, e di un territorio metropolitano ricco di ville e paesaggi. Sono luoghi che valorizziamo anche attraverso iniziative dedicate agli studenti internazionali, promuovendo un approccio più lento e consapevole, capace di creare un legame autentico con la città.
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Cresce lungo la direttrice dello sviluppo patrimoniale e dell’espansione territoriale Lvg Group, che inaugura una nuova fase del proprio percorso industriale annunciando un aumento di capitale da 20 milioni di euro e il debutto operativo a Roma con la prima struttura del brand Lvg Hotel Collection nella Capitale.
L’annuncio è arrivato a Novara, in occasione dell’inaugurazione de Lvg Hotel Collection La Bussola, storico indirizzo cittadino oggi al centro del progetto di valorizzazione del gruppo guidato da Claudio Lavagna.
Le tappe dello sviluppo
L’operazione finanziaria, che sarà perfezionata entro la fine di maggio 2026, rappresenta un ulteriore tassello nella strategia di crescita avviata dopo l’ingresso del fondo White Bridge nel capitale del gruppo nel 2025. L’obiettivo è accelerare lo sviluppo della piattaforma alberghiera, rafforzare la capacità di investimento e consolidare la presenza nelle principali destinazioni italiane.
Parallelamente, Lvg ha confermato l’acquisizione di una struttura a Roma, il cui nome verrà ufficializzato il prossimo mese. Un ingresso che segna un passaggio significativo nel posizionamento del gruppo all’interno del mercato alberghiero nazionale.
«Stiamo vivendo un momento estremamente rilevante per il nostro gruppo – spiega Claudio Lavagna, ceo e founder Lvg –. L’aumento di capitale da 20 milioni di euro ci consentirà di accelerare ulteriormente il piano di sviluppo avviato negli ultimi anni, mantenendo un approccio sostenibile e orientato alla qualità».
Per Lavagna, l’approdo nella Capitale rappresenta soprattutto una sfida strategica: «Entrare in una delle piazze più competitive e rilevanti del turismo internazionale significa compiere un salto di posizionamento importante per il brand Lvg Hotel Collection e aprire la strada a nuove operazioni nelle principali città italiane».
Fondata nel 2019, la società ha costruito in pochi anni una presenza diffusa nel comparto dell’hôtellerie italiana. Oggi il gruppo conta 20 strutture e oltre 1.200 camere distribuite tra Piemonte, Lombardia, Veneto, Liguria, Emilia-Romagna e Sardegna, a cui si aggiungerà presto il Lazio. Il 2025 si è chiuso con un fatturato di 18 milioni di euro e circa 400 dipendenti.
Nel corso dell’evento novarese è intervenuto anche Aimone Dal Pozzo, presidente di Federalberghi Novara, che ha sottolineato il valore economico e territoriale della crescita del gruppo: «Vedere una realtà come Lvg crescere rapidamente mantenendo a Novara le proprie radici rappresenta un segnale molto positivo per tutto il territorio. Dimostra che anche da una città come Novara possono nascere progetti imprenditoriali capaci di competere a livello nazionale, creando valore e occupazione per il settore dell’ospitalità».
(Enzo Scudieri)
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[post_content] => “Grazie al lavoro svolto in questi mesi dal ministero del turismo e dalle associazioni di categoria, la revisione della direttiva europea sui pacchetti turistici presenta un testo decisamente migliorato rispetto alla proposta iniziale della Commissione. Ma l’impianto resta ancora sbilanciato: continua a concentrare sulle imprese europee del turismo organizzato obblighi, garanzie e responsabilità non equivalenti a quelli previsti per altri operatori e in altri mercati”.
Così Assoviaggi in una nota.
“Il confronto istituzionale — prosegue l’Associazione — ha consentito di correggere alcune delle misure più penalizzanti contenute nella prima versione della direttiva. Sono stati ottenuti risultati importanti: dall’eliminazione dei servizi turistici collegati a una maggiore chiarezza nella definizione di pacchetto turistico, fino a una disciplina più equilibrata sulle circostanze eccezionali, anche alla luce di quanto accaduto durante la pandemia”.
Nuove responsabilità economiche
“Restano però criticità rilevanti. Le nuove responsabilità economiche richieste agli operatori del turismo organizzato restano difficilmente sostenibili: dalle garanzie di insolvenza sempre più onerose alla copertura dei voucher e dei rimborsi anche quando il mancato servizio dipende da terzi, fino all’obbligo di rimborso del viaggiatore entro 14 giorni. Obblighi che gravano soprattutto sugli organizzatori europei, senza un coinvolgimento equivalente degli altri attori della filiera: compagnie aeree, fornitori, piattaforme globali e operatori non soggetti alla normativa europea”.
“Si crea così — evidenzia Assoviaggi — uno squilibrio competitivo che rischia di tradursi in aumento dei costi operativi, pressione sulla liquidità e riduzione della marginalità delle imprese. Un aspetto particolarmente rilevante per l’Italia, che a livello europeo rappresenta il Paese con il più alto numero di piccole imprese attive nel turismo organizzato”.
“La tutela del consumatore resta un valore imprescindibile — conclude Assoviaggi — ma non può tradursi in un carico di responsabilità che finisce per indebolire proprio le imprese che garantiscono ai viaggiatori standard elevati di sicurezza, assistenza e professionalità. Per questo chiediamo che il recepimento nazionale eviti ulteriori appesantimenti burocratici ed economici e l’istituzione di un tavolo permanente con il Ministero del Turismo, per monitorare l’impatto della normativa e individuare eventuali correttivi”.
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[post_content] => Accanto alla sua vocazione di meta culturale, il Marocco afferma anche la sua anima legata al segmento Mice, con la possibilità di organizzare eventi, congressi e programmi incentive di ogni grandezza. In questo contesto, WeMiceYou, che in Italia si avvale della collaborazione con TravelGateway, si propone come partner specializzato di riferimento per agenzie eventi, professional congress organizer, tour operator Mice, congressuale, offrendo una gestione completa e integrata di ogni fase progettuale.
Dalla selezione delle location alla logistica, dalla gestione dei flussi fino alla costruzione di esperienze personalizzate, WeMiceYou garantisce un unico punto di coordinamento, con standard operativi allineati alle esigenze del trade italiano e una conoscenza approfondita del territorio marocchino.
I plus garantiti
Il controllo diretto di alcuni aspetti essenziali per il settore come la gestione inhouse della sicurezza, della tecnologia, del catering e con parco di oltre 200 mezzi (bus, minibus e pullman Gt), unito ad una presenza operativa e logistica nelle principali città come Marrakech, Casablanca, Rabat, Agadir, fanno di WeMiceYou un punto di riferimento nel settore mice.
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Grazie all’esperienza di oltre 35 anni, WeMiceYou interpreta i bisogni del mercato italiano, programmando esperienze che tengano conto di abitudini e comportamenti specifici, inserendo menu personalizzati che associano i sapori della cucina marocchina ai gusti della clientela italiana e costruendo negli anni un team interno che parla correntemente italiano per garantire una comunicazione efficace. A questo si aggiunge il supporto in Italia di TravelGateway, distributore esclusivo di WeMiceYou. Per informazioni, collaborazioni e sviluppo di progetti mice contattare wemiceyou@travelgateway.it.
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Le Terme dell’Emilia-Romagna aprono ufficialmente la stagione del benessere con la presentazione della nuova Guida strategica settoriale e il lancio della 14ª edizione della Notte Celeste, in calendario dal 26 al 28 giugno. I dati dell’Osservatorio Regionale confermano la crescita del comparto. Il 2025 si è chiuso con un +3% di arrivi totali e un +8% nel segmento benessere. Il termalismo emiliano-romagnolo si consolida come risorsa strategica per destagionalizzare i flussi turistici. L’offerta unisce la cura della persona alle eccellenze regionali: cultura, cicloturismo ed enogastronomia, intercettando target che vanno dai bambini agli over 60.
Salute ed economia: la prevenzione al centro del termalismo
L'intervento del presidente del Coter, Lino Gilioli, ha delineato gli indirizzi politici e i piani di sviluppo per le infrastrutture. «Con la nuova Guida 2026-2027 e il lancio de La Notte Celeste 2026, rafforziamo il posizionamento delle Terme dell’Emilia-Romagna come destinazione d’eccellenza per il benessere. L’obiettivo è sviluppare un’offerta integrata, capace di coniugare salute, prevenzione e qualità della vita, valorizzando il territorio e le sue unicità. L’innalzamento dell’età media e i nuovi studi scientifici evidenziano la centralità delle cure preventive. Prevenzione, gestione della cronicità e stili di vita sono interconnessi. Investire oggi nella salute a lungo termine è l'unica via per garantire la sostenibilità economica del nostro sistema sanitario».
Un ecosistema integrato e l’esperienza del territorio
Aldo Ferruzzi, vicepresidente del Coter, ha lanciato la nuova Guida di settore: un network che unisce i 23 centri termali di 19 località regionali nel segno del turismo esperienziale. Ferruzzi ha messo al centro del discorso il valore del comparto per il territorio: «Parliamo di una forza lavoro di 2.600 addetti diretti, un giro d’affari di 70 milioni e un indotto complessivo che supera i 500 milioni di euro, vitale per i piccoli comuni. I trend vedono una crescita netta degli under 12 (quasi 9 mila utenti) e degli over 60 (oltre 75 mila), a conferma del ruolo chiave delle terme nella prevenzione pediatrica e nella longevità attiva».
Notte Celeste: il format che celebra la terra dello star bene
Roberta Frisoni, assessore al turismo della Regione Emilia-Romagna, ha presentato la Notte Celeste come un format estivo capace di attivare oltre 60 eventi diffusi tra costa ed entroterra, sintetizzando l’essenza dell’ospitalità regionale: «Nel tempo, gli operatori termali emiliano-romagnoli hanno saputo intercettare la crescente domanda di benessere. Da questa intuizione è nata la Notte Celeste. L’evento, alla sua 14ª edizione guidato dal claim ‘È Festa nella Terra dello Star Bene’, è la perfetta sintesi di una vacanza in Emilia-Romagna, un momento di leggerezza e condivisione, scandito da un'accoglienza sincera, eccellenze gastronomiche ed emozioni autentiche»
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(Anna Morrone)
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[post_content] => La Liguria si conferma prima in Italia con 35 vessilli, tra cui i nuovi ingressi di Andora e Taggia. Al secondo posto a pari merito e molto distanziate la Puglia e la Calabria con 27 bandiere blu. In Liguria il riconoscimento è stato dato a 72 spiagge e a 18 approdi, due in più rispetto allo scorso anno: Marina del Fezzano di Porto Venere e il Porto Carlo Riva a Rapallo.
«Siamo orgogliosi che la Liguria si confermi anche nel 2026 la regione italiana con il maggior numero di Bandiere Blu, salite quest’anno a 35 grazie ai nuovi ingressi di Andora e Taggia, così come quelli di Marina del Fezzano a Porto Venere e del Porto Carlo Riva di Rapallo - spiega il presidente della regione Liguria Marco Bucci - È un risultato che premia la qualità delle nostre acque, l’attenzione all’ambiente, la capacità di accoglienza e il grande lavoro portato avanti dai comuni, dagli operatori turistici e dal comparto balneare, insomma la comunità ligure nel suo complesso. Da Ponente a Levante continuiamo a dimostrare che tutela del territorio, sostenibilità e sviluppo turistico possono crescere insieme. Le bandiere blu rappresentano un riconoscimento importante non solo per la bellezza delle nostre coste, ma anche per la qualità dei servizi e per un modello di gestione che rende la Liguria sempre più attrattiva agli occhi di turisti italiani e stranieri».
«Ancora una volta siamo la Regione più blu d'Italia: ottenere la bandiera blu non significa solo avere il mare più pulito d'Italia ma anche avere servizi correlati di ottima qualità quali ad esempio la sicurezza, la gestione dei rifiuti, le aree verdi, la mobilità sostenibile e l'accessibilità alle spiagge - aggiunge l'assessore regionale al Turismo Luca Lombardi - In riferimento a questo ultimo punto, mi preme ricordare che anche quest'anno continueremo a investire sul turismo accessibile e inclusivo con l’aggiornamento della guida Mare accessibile per garantire una fruizione senza barriere del nostro litorale e con la sezione Liguria accessibile del portale lamialiguria.it, punto di riferimento per chi cerca un turismo realmente aperto a tutti: nel 2025 abbiamo censito e verificato circa 300 spiagge e stabilimenti balneari accessibili lungo tutta la costa ligure. Le Bandiere Blu rappresentano quindi non un punto di arrivo ma uno stimolo a continuare a investire sulla qualità complessiva dell’esperienza turistica ligure».
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[post_content] => AirBaltic raddoppia a Torino con l'annuncio di un nuovo collegamento per Riga, che decollerà il 30 gennaio 2027, con una frequenza settimanale il sabato.
Il nuovo volo verso la capitale lettone si affianca a quello che la compagnia già opera da e per Vilnius, in Lituania, che ripartirà nella prossima stagione invernale dal 19 dicembre 2026 e sarà operato di sabato.
La Riga-Torino è pensata per favorire i flussi di turismo invernale, rivolgendosi agli sciatori che dai Paesi Baltici scelgono le Alpi Occidentali per le proprie vacanze sulla neve.
“Con l’avvio del collegamento diretto Torino-Riga, realizzato in collaborazione con airBaltic, introduciamo una destinazione finora non servita dal nostro scalo, che contribuisce ad ampliare ulteriormente il network e a consolidare il percorso di crescita intrapreso da Torino Airport - ha sottolineato Andrea Andorno, amministratore delegato di Torino Airport La nuova rotta si inserisce nel più ampio trend di sviluppo della connettività a supporto del territorio e rappresenta un’opportunità per sostenere la crescita del turismo invernale in Piemonte, favorendo l’accesso alle Alpi Occidentali da un mercato dei Paesi Baltici fino ad oggi non direttamente collegato”.
"Questo secondo collegamento diretto da Torino a Riga, in Lettonia, che va a completare il servizio già esistente per Vilnius, in Lituania - ha dichiarato Mantas Vrubliauskas, vp network manager di airBaltic -. Torino sta diventando una destinazione sempre più popolare per i viaggiatori dei Paesi baltici, offrendo ottime opportunità per le vacanze sulla neve e contribuendo al turismo incoming. L'Italia è uno dei principali mercati che serviamo dai Paesi Baltici e l'aggiunta della rotta Torino-Riga rafforza ulteriormente i legami tra le due regioni.”
Riga, cuore culturale dei Paesi Baltici e porta d’accesso al Nord Europa, è inoltre una destinazione di interesse sia turistico sia business: dal centro storico dichiarato Patrimonio dell’Umanità Unesco all’architettura Art Nouveau che caratterizza molti edifici cittadini, fino al celebre Mercato Centrale. La rotta offrirà infine opportunità di prosecuzione via Riga verso diverse destinazioni nordeuropee del network airBaltic, tra cui ad esempio Göteborg, Oslo, Bergen, Trondheim, Reykjavik e alcune città della Finlandia come Turku, Tampere e Oulu, ampliando le opzioni di viaggio per i passeggeri in partenza dal Piemonte e dal Nord-Ovest.
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[post_content] => Dopo Malta e Finlandia, le convention “Scomposte” di Bluvacanze Retail fanno tappa in Austria insieme a Boscolo Tours, trasformando il format da momento di confronto sull’innovazione a esperienza di team building sul campo.
Il nuovo appuntamento conferma l’evoluzione di un percorso nato per stimolare introspezione, dialogo e partecipazione attiva all’interno delle reti distributive del Gruppo Bluvacanze. Un confronto che, nel tempo, ha assunto forme sempre più dinamiche e coinvolgenti, coerenti con la trasformazione del mercato del turismo organizzato e del ruolo stesso dell’agente di viaggio.
A fare da filo conduttore all’esperienza in Austria è stato il prodotto Active Tours di Boscolo, la linea dedicata alle vacanze attive in Europa, Italia e Sudamerica. Gli itinerari combinano attività outdoor e scoperta delle destinazioni attraverso escursioni a piedi, e-bike, canoa o motoslitta, con programmi pensati per essere accessibili anche a chi non possiede una preparazione atletica specifica.
In questo contesto, il team building durante la convention non è stato interpretato come semplice attività aggregativa, ma come leva organizzativa per rafforzare collaborazione, fiducia reciproca e capacità decisionale condivisa. La dimensione esperienziale favorisce infatti dinamiche relazionali più spontanee rispetto ai tradizionali incontri in aula: affrontare insieme prove sportive e percorsi immersivi accelera la conoscenza reciproca, migliora la comunicazione tra colleghi e consolida il senso di appartenenza alla rete.
Per Bluvacanze Retail, il dialogo con le agenzie diventa così più interattivo: il Gruppo chiede oggi alle proprie reti una partecipazione sempre più attiva nelle strategie commerciali e nell’evoluzione dei modelli distributivi, condividendo responsabilità, progettualità e capacità di interpretare i cambiamenti del mercato.
Consulenza
Al centro della riflessione rimane il futuro della consulenza di viaggio. L’irruzione dell’intelligenza artificiale nel settore non viene letta soltanto come innovazione tecnologica, ma come elemento che accelera una trasformazione più ampia del rapporto di fiducia tra cliente e operatori del travel.
In questo scenario, alle agenzie viene richiesto un salto di imprenditorialità: evolvere da semplici consulenti di viaggio a interpreti del tempo libero dei viaggiatori. Un ruolo che implica maggiore capacità di ascolto, personalizzazione e costruzione di esperienze coerenti con interessi, ritmi e aspettative sempre più specifiche.
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[post_content] => Le Green Fare debuttano in casa Ita Airways, in linea con il più ampio processo di armonizzazione della customer experience con il gruppo Lufthansa. Con un solo clic, le tariffe Economy Green, Premium Economy Green e Business Green, disponibili sulle rotte domestiche, europee e su selezionate destinazioni intercontinentali, consentono ai passeggeri di Ita di sostenere progetti certificati di protezione ambientale, e favorire l’adozione di Saf sui voli futuri.
Sulle tratte europee e domestiche la quota stimata delle emissioni per passeggero viene compensata come segue: l’80% tramite il contributo a progetti di alta qualità per la tutela del clima e il 20% per l’adozione dei Saf sui voli futuri. Le Green Fare sono disponibili anche su numerose tratte intercontinentali di Ita: su queste rotte, il modello prevede una diversa ripartizione della compensazione: 10% a sostegno dell’adozione di Saf e 90% a supporto di progetti climatici. Le Green Fare non sono disponibili sui voli da/per Giappone, Stati Uniti e Canada.
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[post_content] => Traffico passeggeri in crescita negli aeroporti europei a marzo, nonostante le ricadute negative legate al conflitto in Medio Oriente: la fotografia è quella scattata dall'ultimo report di Aci Europe, che segna un aumento del 3,8% del numero di passeggeri nella rete aeroportuale europea, rispetto al marzo 2025 e in linea con l'incremento del 4,2% registrato a febbraio.
Gli aeroporti del mercato Ue+ hanno registrato una crescita più sostenuta, pari al 4,1%, mentre quelli del resto d’Europa hanno visto la crescita rallentare bruscamente al 2,6%, in gran parte a causa del crollo del traffico negli aeroporti israeliani, dove il volume dei passeggeri è sceso dell’86,3%.
Olivier Jankovec, direttore generale di Aci Europe, ha affermato che le prime settimane del conflitto hanno dimostrato la resilienza della domanda di viaggi aerei nonostante la rinnovata instabilità geopolitica: «Molti aeroporti europei hanno perso i collegamenti diretti con la regione, ma i flussi di traffico in transito verso l'Asia si sono rapidamente adattati attraverso rotte alternative dirette e indirette». Il manager ha sottolineato che parte del traffico dirottato ha sostenuto la domanda intraeuropea, mentre i viaggi transatlantici sono rimasti «estremamente dinamici».
Le previsioni per l'estate
Al momento l'associazione degli aeroporti non prevede un calo del numero di passeggeri durante l'alta stagione estiva, a meno che il settore del trasporto aereo non debba affrontare gravi carenze di carburante legate all'andamento del mercato petrolifero in generale.
Le compagnie aeree mediorientali hanno iniziato a ripristinare i collegamenti con l'Europa, mentre la maggior parte dei vettori europei ha operato solo riduzioni limitate della capacità, grazie alle strategie di hedging e al persistere della domanda di viaggio.
Tuttavia, Jankovec ha avvertito che le prospettive a lungo termine rimangono incerte. «Una volta superato il picco estivo, le prospettive di traffico rappresentano di fatto una scatola nera per il settore. Tutto dipenderà dalla geopolitica e dalle ripercussioni della crisi petrolifera, con la prospettiva di uno shock del costo della vita che metterà alla prova la resilienza della domanda».
Le performance dei mercati
All'interno del mercato Ue+, gli aeroporti slovacchi hanno registrato la crescita più marcata, con un aumento del traffico passeggeri del 130,7% nel mese di marzo. Seguono la Slovenia con il 17%, la Danimarca con il 13,8%, Malta con il 12,5% e la Croazia con il 10,8%. Tra i maggiori mercati dell'aviazione europei, l'Italia ha registrato la crescita più forte con il 4,8%, davanti alla Spagna con il 3,9%.
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Il manager ha sottolineato che parte del traffico dirottato ha sostenuto la domanda intraeuropea, mentre i viaggi transatlantici sono rimasti «estremamente dinamici».\r\nLe previsioni per l'estate\r\nAl momento l'associazione degli aeroporti non prevede un calo del numero di passeggeri durante l'alta stagione estiva, a meno che il settore del trasporto aereo non debba affrontare gravi carenze di carburante legate all'andamento del mercato petrolifero in generale.\r\n\r\nLe compagnie aeree mediorientali hanno iniziato a ripristinare i collegamenti con l'Europa, mentre la maggior parte dei vettori europei ha operato solo riduzioni limitate della capacità, grazie alle strategie di hedging e al persistere della domanda di viaggio.\r\n\r\nTuttavia, Jankovec ha avvertito che le prospettive a lungo termine rimangono incerte. «Una volta superato il picco estivo, le prospettive di traffico rappresentano di fatto una scatola nera per il settore. Tutto dipenderà dalla geopolitica e dalle ripercussioni della crisi petrolifera, con la prospettiva di uno shock del costo della vita che metterà alla prova la resilienza della domanda».\r\nLe performance dei mercati\r\nAll'interno del mercato Ue+, gli aeroporti slovacchi hanno registrato la crescita più marcata, con un aumento del traffico passeggeri del 130,7% nel mese di marzo. Seguono la Slovenia con il 17%, la Danimarca con il 13,8%, Malta con il 12,5% e la Croazia con il 10,8%. Tra i maggiori mercati dell'aviazione europei, l'Italia ha registrato la crescita più forte con il 4,8%, davanti alla Spagna con il 3,9%.\r\n\r\nGermania, Regno Unito e Francia hanno tutti registrato risultati inferiori alla media europea, con una crescita del traffico passeggeri rispettivamente del 3,1%, 2,8% e 1,2%: secondo l'associazione questo trend è legato all'aumento delle tasse nazionali sul trasporto aereo, che incide sui risultati più deboli.","post_title":"Traffico passeggeri in crescita negli scali europei, malgrado la crisi in Medio Oriente","post_date":"2026-05-14T12:03:49+00:00","category":["trasporti"],"category_name":["Trasporti"],"post_tag":[]},"sort":[1778760229000]}]}}