26 September 2021

Fiavet: «Niente ristori dallo Stato. Sì ai sexy shop, no alle agenzie»

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«Lo Stato si è scordato di più di 10.000 imprese con  circa 80.000 occupati di cui il 72,5% è donna», questo è il drammatico incipit di una nota di Fiavet nazionale che prende una dura posizione sul decreto Ristori licenziato due giorni fa dal governo e che non ha preso in considerazione le agenzie di viaggio.

«Siamo stati pazienti fino all’ultimo, ma ora è il momento di dire basta – afferma la presidente di Fiavet, Ivana Jelinic -. Abbiamo avuto la comprensione per tutti i settori in difficoltà, perché il turismo, che ha perso quest’anno 23 miliardi di euro secondo l’ultima indagine Demoskopika, vive e coinvolge un indotto smisurato, ed ha a cuore molti settori paralleli, ma adesso siamo al colmo«.

Fiavet dopo mesi di dialogo, audizioni in Parlamento, riunioni partecipate, assemblee condivise con le Istituzioni, ha visto sparire i codici Ateco delle agenzie di viaggi dal Decreto Ristori, e aveva la speranza fondata, quasi la certezza, di vederle inserite nel Ristori Bis dove ai primi 53 codici Ateco si sono aggiunti altri 57 ammessi ai contributi a fondo perduto tra il 100 e il 200%. E invece niente.

 «Questa dimenticanza non è tollerabile: sì ai sexy shop, ai tatuatori, ai dogsitter, ma a noi che portiamo a questo Paese il 13% del Pil, no».

Fiavet ribadisce inoltre che molte delle attività che godono di questi benefici, almeno hanno aperto nel periodo estivo, o possono tuttora restare aperte, prima del coprifuoco, nelle zone gialle, mentre le agenzie di viaggi, anche aperte, non potendo vendere il loro prodotto, i viaggi, sono ferme da febbraio, anzi, in alcuni casi sono in difficoltà con i rimborsi, ad esempio quelli dei viaggi scolastici. Si preparano inoltre a versare, come se nulla fosse accaduto in questo 2020,  le tasse, i contributi, la rata IMU, e tanti altri oneri per migliaia di euro.

«Voglio infine aggiungere che lo spropositato investimento sul Bonus Vacanze di 2,4 miliardi di euro, risultato chiaramente fallimentare, ci ha visto esclusi, rendendo insostenibile qualsiasi ulteriore fiducia nelle Istituzioni da parte della nostra base, e mi vede, in qualità di Presidente Fiavet, veramente amareggiata per questo spreco, per questo distacco dalla nostra realtà di aziende italiane, operose, civili, di cui si sta facendo strage».

 




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