25 June 2026

Fiavet: abolire l’Enit non è logico

Fortunato GiovannoniAnche la Fiavet si schiera contro la ventilata soppressione dell’Enit. «Non si può – afferma il presidente di Fiavet nazionale Fortunato Giovannoni – continuare a colpire il turismo italiano in questo modo. L’eliminazione dell’Enit, infatti comporterebbe minore forza delle nostre imprese e della nostra immagine sui mercati internazionali. Sarebbe un ulteriore atto di resa del nostro Paese nei confronti dei competitor internazionali. La posizione è illogica anche dal punto di vista strategico. I flussi internazionali sono di fatto l’unico elemento in grado di sostenere il turismo italiano e noi, invece di rilanciare su questo tema, proponiamo la chiusura dell’Enit. Una soluzione potrebbe essere quella di rivedere il sistema dirigistico dell’Ente con la partecipazione del mondo delle imprese, non come aspetto simbolico e insignificante, ma come necessità di un contributo essenziale per lo sviluppo del turismo da parte di chi è in trincea ogni giorno. Sarebbe una riforma a sostegno dell’attività promozionale  che ridurrebbe il peso della burocrazia. Non siamo contrari, infatti, ad una importante ristrutturazione dell’ente, che partendo dai punti di debolezza manifestati in questi anni, renda più efficaci le azioni di promozione dell’Enit misurate con parametri oggettivi di risultato piuttosto che a stereotipate azioni di immagine oramai obsolete ed inefficaci. Per questo motivo auspichiamo fortemente di concentrare l’attenzione – conclude  Giovannoni – sulla governance globale del turismo nel nostro Paese, perché ormai è chiaro a tutti che lo stato attuale delle cose rende impossibile qualsiasi azione di coordinamento del sistema turistico italiano e di fatto ne favorisce la progressiva perdita della capacità competitiva di tutto il sistema turistico nazionale come pure quello delle singole imprese».

 

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In altre parole, il costo delle rinunce individuali finirebbe per essere distribuito sull'intera clientela attraverso aumenti tariffari, con l'effetto paradossale di penalizzare anche chi non annulla mai i propri viaggi.\r\nDa anni il mercato offre strumenti specifici per affrontare eventi di questo tipo: le polizze assicurative contro l'annullamento. Tali prodotti esistono proprio per coprire il rischio di malattia, infortunio o altri impedimenti personali. Spostare questo rischio dall'assicurazione all'agenzia significa alterare la funzione stessa di tali strumenti e creare un sistema nel quale il soggetto economicamente più esposto diventa il bersaglio naturale di ogni evento sfavorevole.\r\n\r\nPrincipio sbilanciato\r\nIl rischio è che si affermi un principio sbilanciato: il consumatore mantiene i benefici del contratto quando può partire, mentre le conseguenze economiche degli eventi personali vengono trasferite all'operatore quando non può farlo. Un modello che finisce per trasformare il contratto turistico in un rapporto asimmetrico, nel quale una sola parte è chiamata a sopportare il peso dell'imprevedibilità.\r\nLa tutela del consumatore è un valore fondamentale, ma non può tradursi nella sistematica compressione dei diritti e degli interessi delle imprese. Un ordinamento equilibrato dovrebbe distribuire i rischi in modo razionale, attribuendoli a chi può gestirli o assicurarsi contro di essi. Nel caso della malattia improvvisa del viaggiatore, tale rischio appartiene evidentemente alla sfera personale dell'interessato e non a quella dell'agenzia di viaggio.\r\nPer questo motivo, una giurisprudenza che imponga il rimborso integrale in simili circostanze rischia di rappresentare non un avanzamento della tutela dei consumatori, ma un arretramento dei principi di equità contrattuale e di sostenibilità economica del settore turistico.","post_title":"Il rischio personale del viaggiatore scaricato sulle agenzie. 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