27 May 2022

Covid fra disorganizzazione europea e sviste italiane

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La verità è che non si riesce neanche a navigare a vista. Cioè non ci riescono i governanti, italiani ed europei. Ognuno fa quello che vuole, impone le restrizioni che più gli serve, chiude i confini e li riapre seguendo procedure che fino ad qualche settimana fa sembravano impensabili. Ogni paese va per conto suo, insomma, e in tutto questo marasma chi ne soffre più di tutti è il viaggio e il viaggiatore.

Possibile che questa situazione non balzi agli occhi di chi dovrebbe osservare? Invece di lesinare aiuti, bisognerebbe stanziare, come è successo per altre attività produttive, delle cifre congrue alle perdite. Invece qui continuiamo a fare la conta dei disastri, e dalla parte delle istituzioni arrivano palliativi, incoraggiamenti, qualche carezza, cose che al turismo francamente non servono.

Il ministro Garavaglia parlando da qualche parte ha detto che il covid è così preoccupante anche perché i giornali ne parlano molto. Auspicando un natale sereno e con poche notizie sul coronavirus. Sarebbe sul serio magnifico che il virus e la sua espansione dipendessero dai giornali. Basterebbe non parlarne più per farlo finire. Ma non è così. Il ministro si confronti con chi di dovere e proponga dei sostegni degni di un sistema che sta crollando. Se non lo fa non sarà stato in grado di aiutare nessuno.

Giuseppe Aloe




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