18 gennaio 2019 12:27
A soli 18 mesi dal debutto, Convention Bureau di Roma e Lazio ha fatto già alcuni miracoli. Anzitutto quello di coalizzare le istituzioni intorno all’organismo che fa della città e della sua offerta un competitor di valore nella gara infinita per ospitare i grandi congressi internazionali. Ce lo ha detto con orgoglio Onorio Rebecchini, il presidente del CB, a conclusione di una affollatissima assemblea dei soci al Grand Hotel Ritz di Roma: «Abbiamo sentito intorno a noi grande coesione, anzi vero e proprio entusiasmo. Siamo 120 associati e qui oggi ne sono venuti oltre il 75%, impegnatissimi anche nel pomeriggio di scambi b2b, una ventina di tavoli tra operatori e fornitore. E poi abbiamo le istituzioni, che intorno a noi e al nostro progetto per Roma e il Lazio depongono ogni tensione, in conferenza dei servizi se il progetto c’è ottiene sempre l’appoggio necessario». «Noi ci siamo, quando serve facciamo la nostra parte», ha confermato al Ritz l’assessore regionale al turismo e pari opportunità Lorenza Bonaccorsi.
La raccolta di fondi
È positivo Rebecchini, perfino per l’ingresso dei pullman in centro storico: «Certo che la città va assolutamente protetta – ha detto a margine – ma certo nei grandi eventi per noi sarebbe molto difficile portare gli ospiti con piccoli mezzi. E qui io credo che si possano ottenere le deroghe necessarie». Altro risultato importante è la raccolta di fondi che hanno consentito al CB di Roma e Lazio di strutturarsi, darsi una squadra e cominciare a lavorare con risultati brillanti: partiti nel 2017 con un bilancio preventivo intorno ai 300mila euro in contributi degli associati, nel 2019 è arrivato anche il contributo dall’istituto del Commercio Estero di 400mila euro distribuito sui 18 mesi. Una settimana fa il CB si è aggiudicato un bando regionale per un contributo di 700mila euro per dar vita a una smart platform per i meeting: «Perché quando si lavora in squadra – ha insistito Rebecchini – le istituzioni rispondono».
Il CB, incubatore e facilitatore
Il Convention Bureau di Roma e Lazio – costituito su iniziativa di Confesercenti Roma, Federalberghi e Confcommercio Roma, Federcongressi & eventi e Unindustria, con il supporto di Roma Capitale e Regione Lazio – lavora da incubatore dell’offerta e facilitatore dei rapporti con le istituzioni per l’accoglienza di eventi internazionali. Un mercato di grande valore economico e strategico per il turismo in Italia: oltre 40 milioni di dollari la stima WTTC per il nel 2018, che salirà a più di 45 nel 2028. «Un segmento – ha raccomandato Rebecchini – che ha bisogno sempre di risposte tempestive ed unitarie. L’inizio è stato positivo ora la sfida è confermare l’essenza del nostro ruolo. Siamo fiduciosi».
18 mesi molto intensi
Il CB ha portato Roma e il Lazio nelle grandi fiere del Mice, in tour e fam trip, nei workshop come The Meeting Space, Italy at Hand, Art Cities Exchange e in quelli realizzati con l’Enit in Cina, a Guanzhou e Xi’An. Più i fam trip del 2018 per i buyer internazionali: con Enit per 10 aziende spagnole del MICE, e per 10 tra imprese e media del mercato giapponese. Così da novembre 2017 a dicembre 2018, il CB ha incontrato 753 buyer e rispondendo a oltre 200 richieste, più della metà da agenzie, 45 da associazioni, 33 da soci stessi del Convention Bureau, 9 dal corporate e 3 da enti. Per eventi da 500 fino a 3mila partecipanti, con 46 eventi tra i mille e i 3mila.
I risultati arrivano
I risultati insomma arrivano: quest’anno Roma accoglie tra l’altro dal 7 al 9 novembre l’importante Italy ad Hand, il workshop del CBI nazionale e dal 5 al 7 luglio il convegno internazionale di MPI, grande associazione di eventi, con il suo Chapter Italiano. Al via nell’assemblea anche il nuovo programma Ambassador del CB, dedicato agli accademici che si fanno testimonial nel loro mondo del valore di Roma e Lazio come sede di congressi. Importante infine il supporto di Unicredit, presente con Giovanni Forestiero, responsabile per il centro Italia.
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[post_content] => Con l’Italia al secondo posto tra i mercati esteri nei primi due mesi del 2026, Lloret de Mar ha scelto Milano per fare il punto su dati, offerta e strategia: «Si tratta di una destinazione che lavora tutto l’anno», afferma Elizabeth Keegan, direttrice del turismo, un posizionamento su cui Lloret de Mar sta costruendo la propria strategia di medio periodo.
I numeri supportano l’approccio. Nel 2025 la Catalogna ha registrato 1,42 milioni di turisti italiani, 6,33 milioni di pernottamenti e una spesa media giornaliera di 156,15 euro: Italia quinto mercato estero. Nei primi due mesi del 2026 l’accelerazione è netta: 190.600 turisti italiani, 1,15 milioni di pernottamenti, permanenza media di 6,02 giorni e Italia che sale al secondo posto tra i mercati esteri, con 4 milioni di posti aerei offerti su 21 aeroporti collegati con quelli strategici per Lloret de Mar, ovvero Barcellona (80 km) e Girona (30 km).
Quinta destinazione in Spagna per il segmento sole e spiaggia in termini di posti letto alberghieri e terza in Catalogna per gettito fiscale turistico, Lloret de Mar conta oltre 1,2 milioni di viaggiatori l’anno e 29.000 posti di alloggio distribuiti lungo 9 chilometri di costa. L’offerta combina sette spiagge - tra cui la Cala Sa Boadella, riconosciuta tra le European Best Destinations - con 32 kmq di superficie boschiva, sentieri costieri e un programma outdoor strutturato che raggruppa 12 operatori specializzati sotto il marchio Lloret Adventure.
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Il turismo sportivo è un segmento consolidato, con la Ryder Cup 2031 come appuntamento di riferimento sul lungo periodo. Il Lloret Convention Bureau presidia invece il Mice, con 18.000 posti letto in 4 e 5 stelle, tre centri congressi, un auditorium da 1.000 delegati e oltre 80 sale riunioni.
Sul fronte del calendario, il 2026 porta in Catalogna una serie di eventi con un forte richiamo internazionale: Barcellona Capitale Mondiale dell’Architettura, centenario della morte di Gaudí con il completamento architettonico della Sagrada Família, Grand Départ del Tour de France e inaugurazione del nuovo Spotify Camp Nou.
(Micòl Rossi)
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[post_content] => Il Rocksresort è il più grande snow park di tutta Europa e si trova in Svizzera, non lontano da Laax, una cittadina dove 40 anni fa vivevano 200 persone e che oggi è una delle aree più prospere dei Grigioni.
«Nel 2008 Reto Gurtner, presidente e ceo del Weisse Arena Gruppe, ha voluto creare un luogo unico. - racconta Martina Calonder, pr manager del Weisse Arena Gruppe - In quello che era un vasto parcheggio sono stati costruiti 7 edifici a forma di cubo, oggi sono 13. All’esterno sono ricoperti da una speciale qualità di quarzite, all’interno c’è molto legno locale. Le forme sono semplici, senza tempo e architettonicamente moderne, anche se hanno più di 15 anni. I 13 cubi sono disposti in modo casuale, secondo angolazioni diverse, e ricordano la disposizione diffusa delle rocce lasciate dall’evento geologico che sconvolse la valle 10mila anni fa. Reto Gurtner è un appassionato del digitale e della tecnologia e fu lungimirante. Negli anni ‘90 il resort fu uno dei primi ad avere un internet-cafe e un sito web. Alla fine degli anni ‘80 il Rocksresort fu tra i primi ad accogliere gli snowboarders e a portare sulle nevi di Laax il lifestyle californiano amato da Guntner: è un luogo pieno di energia e musica».
Un mondo di famiglie e di giovani che invece di fare surf sulle onde dell’oceano, scendono sulle piste con lo snowboard e gli sci, soggiornano in vivaci spazi - come il vicino Riders Hotel con la sua offerta che non dimentica gli spazi mice e per il tempo libero - fanno formazione sportiva e assaggiano piatti diversi nei ristoranti e locali affacciati sulla piazza centrale che è il cuore del resort con un megaschermo - come il nuovissimo Ikigai, che propone un viaggio gastronomico attraverso cinque tradizioni culinarie asiatiche. «In ogni realtà di Laax - dallo skipass all’hotel - abbiamo i “prezzi dinamici”, che variano a seconda della stagione, del clima e, in particolare, da quando viene fatta la prenotazione. Al di fuori del periodo di Natale e del Carnevale sono disponibili diversi pacchetti e offerte per famiglie, coppie e viaggi individuali».
«I 13 edifici del Rocksresort sono divisi in camere e appartamenti da comprare e affittare: sempre aperti, quasi sempre occupati e sottoposti a un attento mantenimento periodico: è un grande successo - afferma Melanie Albin, responsabile delle prenotazioni della struttura - Abbiamo in tutto 1.565 letti: 1250 sono nel Rocksresort, 138 nel lussuoso Signinahotel, 8 nella tradizionale Casa Mulania - che reinterpreta il lifestyle alpino in modo esclusivo - e 169 nel Riders Hotel, giovane e di design. Siamo già quasi al completo per il Natale 2026 e per tutto il mese di febbraio. Abbiamo tante famiglie e clienti fidelizzati che tornano ogni anno. I nostri ospiti provengono in primo luogo dalla Svizzera, quindi dai Paesi Bassi, dalla Germania, da Stati Uniti e Inghilterra e dall’Italia. Abbiamo sempre avuto tanti visitatori in arrivo da Dubai. I proprietari degli appartamenti hanno un contratto che gli permette di fermarsi 3 settimane durante l’inverno, le restanti settimane sono a disposizione degli altri ospiti: il proprietario riceve il 76% del guadagno; il 24% restante serve al mantenimento della struttura e degli appartamenti. Tutti gli appartamenti, di circa 100mq ciascuno, sono divisi per categoria e posizione, hanno la stessa forma e lo stesso layout. L’organizzazione è molto complessa e si devono fissare le proprie settimane di vacanza con 9 mesi d’anticipo».
Il Rocksresort aderisce all’impegno verso la sostenibilità promosso dal Weisse Area Gruppe con il progetto Greenstyle: «Tra i numerosi aspetti, siamo attenti alla dispersione del calore, al riutilizzo e pulizia dell’aria all’interno della struttura e al riciclo della spazzatura». Importante, infine, l’attenzione all’offerta gastronomica, con un sistema innovativo: «Tutte le preparazioni base, fatte con ingredienti del territorio, vengono dalla cucina centrale della struttura e sono distribuite ai diversi ristoranti da 120 corrieri. Poi i piatti vengono completati e serviti secondo la proposta del locale».
(Chiara Ambrosioni)
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[post_content] => Si è svolta ieri, 9 aprile, a Varsavia, la prima edizione polacca di Travel Hashtag, il format di networking B2B dedicato agli operatori esteri che lavorano con la filiera dell’incoming Italia. L’evento, ospitato negli spazi del ristorante San Lorenzo, rappresenta la 27ª tappa del progetto nato nel 2019 e segna l’ingresso ufficiale nel mercato polacco.
L’appuntamento ha coinvolto un gruppo selezionato di 25 buyer provenienti da Varsavia e dintorni, tutti specializzati sulla destinazione Italia, insieme ad alcuni giornalisti delle principali testate di settore. Come da format, l’incontro è stato strutturato per favorire relazioni dirette e opportunità di business in un contesto informale ma altamente profilato.
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A rappresentare l’Italia, un gruppo di operatori che copre diversi segmenti dell’offerta: Authentic Puglia Tours, Grotte di Castellana, Master Explorer, Palazzo di Varignana, Nordelaia, Travel Before, Life Resorts, La Collina dei Ciliegi e Duomo18.
Un insieme di realtà che ha permesso di presentare ai buyer una proposta articolata, tra esperienze tailor made, ospitalità di fascia alta e identità territoriali.
Nel corso della serata è emerso inoltre il forte dinamismo del segmento Mice in Polonia, con un interesse crescente verso destinazioni del Mediterraneo e in particolare verso l’Italia. Le aziende polacche mostrano una domanda sempre più orientata a soluzioni che combinino qualità, autenticità e accessibilità.
«La Polonia sta vivendo una fase di grande vitalità – ha dichiarato Nicola Romanelli, founder di Travel Hashtag Advisory – I buyer dimostrano un forte interesse per l’Italia, non solo per le destinazioni più note ma anche per proposte meno convenzionali. Si tratta di un mercato maturo, orientato a costruire relazioni solide con partner affidabili».
Con questa nuova tappa internazionale, Travel Hashtag rafforza ulteriormente il proprio posizionamento come piattaforma di connessione tra domanda estera e offerta italiana.
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[post_content] => Non solo mare. La Tunisia rilancia sul mercato italiano con una strategia che unisce turismo ed eccellenze gastronomiche, raccontandosi a Roma attraverso l’evento “Tunisia: Beyond Tourism, a Land of Flavours”, promosso da Ambasciata di Tunisia insieme all’Ente nazionale tunisino per il turismo.
Ospitato nella residenza dell’ambasciatore, l’appuntamento ha riunito operatori e stakeholder del settore in un format che ha intrecciato contenuti e networking, con un focus preciso: valorizzare la destinazione attraverso esperienze autentiche, a partire dall’olio d’oliva, prodotto simbolo del Paese.
I dati confermano il momento positivo: nel 2025 la Tunisia ha superato gli 11 milioni di visitatori, per un giro d’affari di oltre 3,5 miliardi di euro. Una crescita che riflette la capacità della destinazione di adattarsi a uno scenario internazionale complesso, facendo leva su prossimità geografica e competitività dei costi.
«Questi numeri dimostrano come la Tunisia stia rafforzando la propria posizione sul mercato italiano - sottolinea Karim Jatlaoui, direttore per l’Italia dell’Ente nazionale tunisino per il turismo (nella foto) -. La combinazione di cultura, mare e gastronomia ci permette di intercettare un pubblico sempre più eterogeneo e motivato alla scoperta di esperienze autentiche».
L’Italia resta un mercato strategico. L’obiettivo dichiarato è una crescita del 10% nel breve periodo, con un target di circa 200.000 visitatori. Un traguardo che riflette l’interesse crescente degli operatori e la versatilità di una destinazione capace di combinare mare, cultura, benessere e autenticità.
A sostenere i flussi contribuisce anche l’accessibilità, grazie ai collegamenti aerei e marittimi con l’Italia, potenziati nei periodi di alta stagione. Parallelamente, il sistema ricettivo - con circa 900 strutture - evolve verso modelli più sostenibili e un’offerta capace di intercettare target diversi, dal leisure al Mice.
Oltre il balneare: cultura, benessere ed esperienze
Se il prodotto balneare resta centrale, la Tunisia amplia il proprio raggio d’azione puntando su cultura, benessere ed esperienze. Il territorio tunisino vanta oltre 3.000 anni di storia, testimoniata da siti archeologici di grande rilievo e itinerari che trasformano il territorio in un museo diffuso. Allo stesso tempo, il Paese consolida la propria posizione nella talassoterapia e guarda ai segmenti in crescita: outdoor, sport e turismo congressuale.
È però l’enogastronomia a emergere come leva sempre più strategica. La candidatura a Capitale della Gastronomia 2028 e la valorizzazione di aree come Cap Bon rafforzano un racconto identitario, dove prodotti come olio d’oliva e harissa diventano parte integrante dell’esperienza di viaggio.
In questo scenario si inserisce anche il Dahar, tra le aree emergenti: un territorio che punta su un turismo sostenibile e lontano dai circuiti di massa, tra itinerari di trekking e mountain bike (circa 194 km) ed esperienze nelle comunità locali, alla scoperta delle tradizionali abitazioni troglodite.
Un evento tra business e degustazione
L’evento romano ha rispecchiato questa visione, alternando presentazioni, testimonianze e momenti esperienziali. Dalla panoramica sulle nuove dinamiche turistiche agli interventi di professionisti italiani, fino a un approfondimento sul settore olivicolo con degustazione guidata, il programma ha messo in luce il legame tra turismo e filiera agroalimentare.
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(Quirino Falessi)
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Vogliamo una Fiavet attiva, unita e forte come rappresentanza autorevole, lontano dalle opposizioni di bassa qualità che abbiamo visto negli ultimi tempi. Siamo pronti a dare spazio a teste pensanti che sono state messe in disparte". Parte da qui il programma di Pier Carlo Testa, presidente Fiavet Toscana e candidato alla presidenza Fiavet Nazionale che ha presentato a Roma il suo programma "Progettiamo il Futuro della Fiavet" al trade che porterà avanti per 2026-2031.
Tra i punti salienti, nella nuova Fiavet sarà fondamentale rafforzare le regionali una peculiarità di Fiavet, che è l'unica associazione di categoria che è articolata su 17 federazioni locali, emergerà la figura del segretario/direttore generale che assumerà un ruolo strategico; saranno saranno attivati i gruppi di lavoro sulle tematiche: rinnovo del CCNL; semplificazione normativa delle agenzie di viaggio; focus sui giovani agenti di viaggio.
Il candidato ha assicurato massimo impegno su trasporti e turismo outgoing, Incoming e trasporti su terra;Turismo scolastico; Abusivismo e rafforzare segmento Mice
Un altro aspetto fondamentale è il rapporto con le istituzioni, in primis i Ministeri del Turismo, Cultura, e Farnesina "proprio perché noi siamo il pilastro, la chiave di volta dell'industria, noi maneggiamo tutti i tipi di servizi. Fondamentale è anche la ripresa dei rapporti con i vettori aerei, che oggi hanno troppo potere, la Fiavet ha assolutamente tra le sue priorità quello di rientrare nei canali attraverso ECTA per proteggere i nostri interessi penalizza tutta la filiera" - ha commentato Testa.
Verrà istituita la Giornata nazionale dell'agente di Vvaggio e ogni due anni verrà organizzata la Conferenza di sistema Fiavet, ampio spazio che sarà riservato ai giovani e alle donne, il candidato ha evidenziato "l'ottimo lavoro svolto al momento dalle due vicepresidenti Luana De Angelis e Annalisa De Luca, perché vogliamo uno stile di lavoro concreto, pacato e meno urlato".
"Il ruolo delle agenzie è cambiato dobbiamo essere riconosciute sempre di più a livello istituzionale - ha spiegato ancora Testa - inoltre dobbiamo essere sempre un passo avanti ai nostri clienti quindi è essenziale la formazione che deve essere costante, con un ruolo anche più attivo nei confronti dell'utente. Vanno fatte molte più proposte, vanno scoperte nuove destinazioni. Anche adesso in questo contesto geopolitico complesso, l'intermediazione e le agenzie stanno giocando un ruolo fondamentale a vantaggio del cliente - l'industria cresce in tempo reale con l'evoluzione della domanda di conseguenza il mondo degli imprenditori quelli più grandi, quelli medi, quelli più piccoli e ahimè un esercito di abusivi si organizzano e riempiono i vuoti che sono dati da spesso un'offerta stanca, ripetitiva che va cancellata".
In questa ottica Fiavet cercherà di gestire continuare la lotta all'abusivismo, gestire il rapporto con le Dmo, rafforzare il ruolo dei soci aggregati e degli Enti del Turismo già partner fondamentali per le attività di promozione.
(M.I)
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Terme di Saturnia Natural Destination annuncia l'ingresso di Barbara Maria Fantelli nel ruolo di Director of Sales, una mossa strategica volta a rafforzare la leadership internazionale nel wellness d'eccellenza. Professionista dalla solida esperienza d’alta gamma, Fantelli porta in dote una visione commerciale integrata e "all-round", maturata gestendo mercati complessi come il leisure, il corporate, il Mice e il wedding. Nel suo nuovo incarico, la manager diventa la figura chiave delle strategie di vendita globali, con il mandato chiaro di potenziare le relazioni con i partner strategici nazionali e internazionali, asset vitale per una destinazione d'eccellenza affiliata a The Leading Hotels of the World.
L'ingresso si inserisce in un più ampio percorso di evoluzione del brand, come sottolineato dal general manager, Antonello Del Regno: «L’ingresso di Barbara Maria Fantelli rappresenta un passo importante nel rafforzamento della nostra struttura commerciale. La sua esperienza e la sua visione contribuiranno a consolidare il posizionamento di Terme di Saturnia sui mercati strategici e a sviluppare ulteriormente relazioni di valore con partner e stakeholder. In un contesto sempre più competitivo, investire su competenze e leadership è per noi fondamentale per sostenere una crescita solida e coerente con l’identità della destinazione».
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(Anna Morrone)
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[post_content] => Il Weisse Arena Gruppe è la realizzazione della visione di Reto Gurtner e, prima ancora, di suo padre che, per realizzare un grande ski-resort a Laax, aveva comprato lo skilift Crap Sogn Gion e voleva collegarlo a quello di Flims. Già nell’83, a soli 27 anni, Gurtner rilevò l’azienda di famiglia; nel 1996 fuse la sua funivia con gli impianti di risalita di Flims dando vita al Weisse Arena Gruppe. Reto aveva studiato in California, dove era stato colpito dal lifestyle californiano: spensierato e legato alla libertà del surf. Volle portare questo stile di vita anche sulle Alpi Svizzere: i «surfisti della neve», gli snowboarder, arrivarono a Laax e ne fecero la “Venice Beach delle Alpi”, con un concetto di montagna olistico, moderno e urbano. Reto Gurtner comprese presto anche il valore del World Wide Web che, nato nel 1991, era già in uso nella Talstation di Laax nel 1995; nel 2010 Laax fu il primo comprensorio sciistico dov’era disponibile una rete 5G.
Nello stesso anno furono realizzati il primo centro indoor di Freestyle europeo, la più grande Half-pipe del mondo e una cabinovia on-demand. Questo spirito pionieristico e progetti sempre innovativi hanno reso il comprensorio un luogo unico nel settore del turismo, del Freestyle, del Greenstyle e del tempo libero alpino. Nel corso degli anni il Weisse Arena Gruppe ha ampliato la propria offerta per attrarre tutto l’anno diversi target di turisti. La Vision è creare esperienze in montagna per persone attive e desiderose di avventure, la Mission offrire ai propri ospiti tutto ciò di cui hanno bisogno con un unico fornitore puntando alla semplicità e alla qualità del servizio. Il Gruppo riunisce 6 società per cui lavorano 1420 impiegati in inverno e 520 in estate; gli obiettivi sono il successo economico dell'azienda e la crescita sostenibile della regione, della popolazione e dell'ambiente. La Weisse Arena Mountain Railways ag gestisce 30 impianti di risalita su 216 chilometri di piste, con cinque snowpark e due halfpipe, dove gli ospiti arrivano a 20mila nei giorni di punta. La Weisse Arena Hospitality ag comprende 6 strutture ricettive per tutti - il Rocksresort, il Signinahotel, il Riders Hotel e i rifugi Mountain Hostel Crap Sogn Gion, Nagens e Segneshütte - e 35 ristoranti e locali di alta qualità, sia in montagna che a valle. La Weisse Arena Leisure ag, nelle sue 5 sedi, offre il noleggio e l’acquisto delle attrezzature necessarie a “vivere” la montagna: snowboard, sci e biciclette. Della Mountain Adventures Inc. fanno parte 480 istruttori e, in caso di pioggia, la Freestyle Academy mette a disposizione un'area al coperto di 2mila metri quadrati, mentre la Kids Freestyle Academy offre un'area giochi coperta di 1.200mq dove imparare trucchi e acrobazie da provare poi nei parchi innevati e negli skate park. Gli ospiti più piccoli potranno anche conoscere la flora e la fauna locali in diverse attività con il mago Ami Sabi nel parco Ami Sabi Wonderland. La Mountain Vision ag è una società di gestione che fornisce servizi a tutte le società operative del gruppo e si occupa di marketing, comunicazione, mice, eventi, assistenza agli ospiti, gestione ambientale (Greenstyle) risorse umane, contabilità e amministrazione. Infine la Startgels ag è proprietaria di due ristoranti e di un’esclusiva enoteca.
Secondo il Weisse Arena Gruppe in un mondo in cui le stagioni invernali si stanno accorciando e il limite della neve si alza a Laax il turismo sostenibile è una priorità e non un’opzione; l’obiettivo è quindi non utilizzare più combustibili fossili, rifornendo ogni attività con energia rinnovabile al 100%. La destinazione Flims/Laax/Falera vuole diventare la prima località alpina autosufficiente: dalle stazioni di risalita alimentate ad energia solare ai sistemi per ridurre gli sprechi e i rifiuti. Nel 2010 è stato introdotto il progetto di sostenibilità Greenstyle e nel 2020 è stato realizzato il volume “Come gestire una destinazione alpina sostenibile”: 250 pagine che vogliono essere una guida perché il turismo possa funzionare in armonia con la natura e dove il Weisse Arena Gruppe condivide le proprie esperienze e obiettivi con i dipendenti, la popolazione locale, i proprietari di seconde case e gli ospiti.
Nel corso degli anni il Weisse Arena Gruppe ha ricevuto tanti riconoscimenti in qualità di precursore nel settore del turismo e del tempo libero, per le dimensioni del comprensorio sciistico, la varietà delle piste e le moderne infrastrutture. Nel 2025 si è aggiudicato due premi ai World Ski Awards: il “World's Best Freestyle Resort” per il decimo anno consecutivo e il “World's Best Green Ski Hotel” per la settima volta. Inoltre la destinazione Laax è entrata nella Top 20 dei Condé Nast Traveler Awards, aggiudicandosi il 12° posto nella categoria “Best Ski Resorts in Europe”, oltre ad aggiudicarsi per la quinta volta consecutiva il titolo di stazione sciistica a 5 stelle assegnato da Skiresort.de.
(Chiara Ambrosioni)
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La città di New York ha archiviato il 2025 con un totale di 65 milioni di visitatori, in lieve crescita (+0,7%) rispetto al 2024: incremento trainato dal turismo domestico. I viaggi internazionali sono leggermente diminuiti «a causa delle criticità globali» con 12,5 milioni di visitatori, pari ad una flessione del 3,2% sul 2024.
I dati sono quelli che emergono dal report annuale firmato da New York City Tourism + Conventions che evidenzia come lo scorso anno il turismo abbia generato un impatto economico totale di 84,7 miliardi di dollari, di cui 55,6 miliardi di dollari in spesa diretta. Questo fermento economico ha supportato 397.000 posti di lavoro.
«Nel 2025, l’economia turistica di New York City si è dimostrata resiliente nonostante lo scenario globale critico, sottolineando il fascino senza tempo dei cinque distretti - ha dichiarato Julie Coker, presidente e ceo di New York City Tourism + Conventions -. Il mercato del turismo internazionale è fondamentale per la nostra economia, poiché rappresenta il 50% della spesa turistica. Nonostante il calo internazionale, abbiamo registrato una crescita in tutti i principali indicatori di impatto economico: la spesa diretta dei visitatori ha superato i 55 miliardi di dollari, generando quasi 85 miliardi di dollari di impatto economico per la città, distribuiti tra hotel, ristoranti, istituzioni culturali, retail e piccole imprese in tutti e cinque i distretti. L’impatto dell’industria turistica rimane cruciale per l’intera città».
In controtendenza con il calo globale dei flussi internazionali, il numero di visitatori dall’Italia è cresciuto (+5,5%); segno più anche dal Messico (+1,8%) e dal Regno Unito (+1,3%).
I viaggi leisure hanno raggiunto quota 52,4 milioni di visitatori, pari al 99% dei livelli record del 2019; i viaggi di lavoro hanno contato 12,6 milioni di visitatori, un dato leggermente inferiore alle cifre record del 2019. Nel 2025, New York City Tourism + Conventions ha organizzato 1.515 incontri ed eventi, portando alla prenotazione di quasi 345.000 stanze d’hotel.
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«Il mercato turistico domestico di New York City ha registrato una crescita accelerata nel 2025, poiché i viaggi interni rimangono la spina dorsale dell’industria turistica nazionale - ha affermato Charles Flateman, Board Chair di New York City Tourism + Conventions e Executive Vice President della Shubert Organization -. Ci aspettiamo che l’anno prossimo il turismo domestico superi le cifre record del 2019. Il mercato interno rappresenta l’80% dei visitatori e le gite fuori porta ne costituiscono il 51%, numeri che rafforzano la posizione di New York City in qualità di prima destinazione nei tassi di occupazione alberghiera all’interno del mercato statunitense».
Le stime 2026
Per l'anno in corso New York City prevede di accogliere 66,3 milioni di visitatori, +2% rispetto al 2025. I viaggi internazionali dovrebbero riprendersi dal calo del 2025, tornando ai livelli del 2024 con 12,9 milioni di visitatori. Si prevede una crescita in tutti i 20 principali mercati internazionali di New York City. Nello specifico, il mercato italiano, che è diventato il terzo mercato di provenienza più grande per New York City con 745.000 arrivi nel 2025, è previsto in crescita di un ulteriore 2,6% nel 2026.
La Fifa World Cup 26™ dovrebbe attrarre 1,2 milioni di visitatori nella regione (New York e New Jersey), generando un impatto economico di 3,3 miliardi di dollari, di cui 1,8 miliardi di euro in spesa diretta, e contribuendo a creare 26.000 posti di lavoro.
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[post_content] => Un appuntamento che rafforza il posizionamento internazionale di Genova. I Rolli Days 2026 ( in programma il 27, 28 e 29 marzo) in versione primaverile (l’edizione autunnale si svolge di solito ad ottobre) confermano la crescita dell’attenzione da parte di cittadini e turisti nei confronti del patrimonio artistico e culturale in alcuni casi non fruibile.
Un appuntamento atteso da tutti, che racconta Genova, la storia dei suoi Palazzi ed un percorso che negli anni ha consentito di mettere in atto un impegno concreto verso la salvaguardia di diversi gioielli architettonici del capoluogo ligure. Un’occasione per condividere questo patrimonio con cittadini e visitatori, grazie al lavoro di divulgazione scientifica e alla collaborazione tra istituzioni, università, proprietari dei palazzi e realtà culturali.
Quest’anno i Rolli Days coincidono con il 20° anniversario dell’iscrizione delle Strade Nuove e del Sistema dei Palazzi dei Rolli nella lista del Patrimonio Mondiale Unesco, e propongono un viaggio attraverso i principali palazzi aristocratici cittadini, tra il ’500 e il ‘700.
"Condividere è proteggere" è il titolo di questa edizione, che vuole rendere accessibile il patrimonio per tutelarlo. Proprio per questo, oltre ai palazzi situati nelle principali arterie del centro, si è scelto di coinvolgere alcuni siti del centro storico, tra cui Palazzo Brancaleone Grillo, Palazzo Bernardo e Giuseppe de Franchi, Palazzo Domenico Grillo.
«La prima edizione dei Rolli Days risale al 2009 – spiega Giacomo Montanari, assessore alla cultura del comune di Genova - ma oggi la coincidenza con i 20 anni di iscrizione nella lista del Patrimonio Unesco ci porta a fare un bilancio e a proiettarci nel futuro. Il titolo scelto infatti evidenzia il concetto di condivisione che deve condurci verso la protezione del nostro patrimonio, aumentando il senso civico nei confronti dei beni culturali».
Tra i protagonisti di questa edizione, i palazzi più iconici come Palazzo Bianco, esempio di architettura del Siglo de Oro genovese, con la mostra dedicata a Giovanni Andrea de Ferrari, e le ville suburbane che già da parecchie edizioni completano il racconto delle residenze nobiliari tra ‘500 e ‘600.
Per la prima volta all’interno dei Rolli Days sarà visitabile la Grotta Doria Pavese, uno degli esempi più fini delle tradizionali decorazioni di ville e giardini genovesi. La grotta è stata resa visitabile a seguito dell’intervento del ministero della Cultura per i lavori di restauro e per l'eliminazione delle cause di degrado, grazie al progetto pilota nato dalla collaborazione tra la Soprintendenza, l'Opificio delle Pietre Dure di Firenze e la proprietà del bene, con la partecipazione dell'Università di Genova.
New entry nei Rolli Days, anche uno dei complessi monastici di Cornigliano: la Badia di Sant’Andrea, fondata nell’epoca in cui le ville nobiliari genovesi punteggiavano le colline di fronte alla spiaggia, oggi sede del nuovo convitto giovanile della società calcistica Genoa CFC.
Confermata anche la sinergia con la Diocesi di Genova, con l’apertura straordinaria della Basilica di Santa Maria Immacolata e la visita guidata speciale alla facciata, attualmente interessata da un restauro conservativo.
Tra gli eventi collaterali il ritorno di Palazzi in Luce: nella serata di venerdì 27 e sabato 28 marzo, dall’ora del tramonto fino alla mezzanotte, i palazzi che si affacciano su piazza della Meridiana, via Garibaldi e piazza Fontane Marose apriranno le loro grandi finestre e accenderanno le luci che illumineranno piani nobili, affreschi e vedute interne, offrendo una visione d’insieme degli ambienti affacciati sulla strada.
«Nelle scorse edizioni era stata messa in evidenza l’unicità delle Grotte artificiali di giardino e la necessità di recupero – aggiunge l’assessore Montanari – Si è innescato un percorso che ha consentito di arrivare ad un risultato concreto, come quello di Grotta Doria Pavese. Per questo resta fondamentale avvicinare le persone al concetto di un patrimonio condiviso e da salvare. In tal senso la narrazione è uno strumento per valorizzare , cioè portare valore sul territorio grazie alla conoscenza».
Una consapevolezza che unisce strettamente cultura e turismo: portare visitatori in aree della città come il Centro Storico, che necessitano di recupero, innesca un circolo virtuoso che porta al rilancio delle stesse aree. In questo modo turismo e cultura sono strumenti non solo per promuovere ma per sensibilizzare il visitatore a concentrarsi su aspetti meno conosciuti di una destinazione.
I Rolli, primo esempio di ospitalità
Nel 1576, il Senato della Repubblica di Genova crea degli elenchi, i “Rolli degli alloggiamenti pubblici”, che comprendono i principali palazzi aristocratici della città.
Dal momento che non era possibile accogliere a Palazzo Ducale gli ospiti di stato, per ragioni politiche nonché logistiche, i proprietari dei palazzi inseriti negli elenchi erano obbligati a ricevere nelle proprie residenze diplomatici e aristocratici in visita alla Repubblica.
Il modello di ospitalità pubblica creato a Genova è unico: grazie ai suoi ospiti internazionali Genova diventa famosa in tutta Europa per la qualità delle sue architetture e per uno stile di vita raffinato e di altissimo livello.
Maria Carniglia
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