27 June 2026

Convegni: a rischio un comparto da 64,7 miliardi di euro all’anno di indotto

Il coro è unanime: “Il decreto del presidente del Consiglio dello scorso 18 ottobre – si legge in una nota congiunta delle principali associazioni di categoria – rischia di mettere in crisi profonda il settore dei congressi e degli eventi. La decisione di sospendere i convegni minaccia infatti di far chiudere un comparto che genera un indotto di 64,7 miliardi di euro all’anno, con un impatto diretto sul pil di 36,2 miliardi, e che impiega 569 mila addetti”.

“Un settore trainante del turismo – prosegue il comunicato -, che assicura l’occupazione alberghiera anche in bassa stagione, riveste un peso importantissimo per le città d’arte attualmente in difficoltà e promuove all’estero l’immagine dell’Italia, coinvolgendo tutta la filiera (alberghi, centri congressi, agenzie organizzatrici, aziende di trasporti, società di catering e di servizi tecnici), nonché l’intera destinazione (ristoranti, taxi, musei, shopping…). Congressi e convegni sono volano di produttività e formazione e sono uno strumento decisivo per espandere le esportazioni delle imprese italiane”.

Ma non solo: “È fondamentale sottolineare che il settore dei congressi e degli eventi è estremamente professionalizzato e sicuro: i centri congressi, gli alberghi e tutta la filiera hanno investito in sistemi di sanificazione, si sono dotati e applicano protocolli di sicurezza ancora più rigidi di quelli stabiliti nelle Linee guida per la riapertura delle attività economiche, produttive e ricreative approvate dalla Conferenza delle regioni e delle province autonome. Prevedere poi che in una location sia possibile svolgere attività di spettacolo, fieristica, o una manifestazione sportiva in presenza di pubblico ma non un’attività convegnistica appare incomprensibile e certamente discriminatorio nei confronti dei soli organizzatori congressuali e di eventi”.

Infine, “la chiusura dei congressi mette in definitivo lockdown un settore che oggi ha già cancellato più della metà degli eventi previsti per il 2020 e che, privato della possibilità di programmazione, non ha nessuna possibilità di lavorare anche nel 2021.  Un congresso, un convegno o qualsiasi altra tipologia di evento pubblico o privato richiede mesi se non anni di programmazione”.

Un appello deciso, la cui lunga lista di firmatari comprende praticamente tutte le associazioni di categoria dal comparto: da Admei (Association of destination management executives international), fino all’Associazione italiana Confindustria alberghi, passando per l’Alleanza cooperative italiane, l’Associazione internazionale interpreti di conferenza in Italia, l’Associazione nazionale banqueting e catering, Astoi Confindustria viaggi, il Club degli eventi e della live communication, Confturismo – Confcommercio, il Convention bureau Italia, Federalberghi, Federcongressi&eventi, Federturismo, Fiavet, Icca Italian committe, Mpi- Meeting professionals internationals Italia Chapter e Site – Society for incentive travel excellence – Italy chapter.

 

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È ciò che emerge dai risultati dell’indagine congiunturale condotta da Questlab per conto di Faita Federcamping su un campione rappresentativo di circa 200 campeggi e villaggi turistici in Italia, che registrano dati sostanzialmente stabili rispetto al 2025 dopo anni di significativa e costante crescita. Attualmente, sono tedeschi e italiani a guidare le prenotazioni, seguiti da olandesi, francesi, svizzeri e austriaci. Tra le altre provenienze, vengono segnalate Polonia, Repubblica Ceca, Regno Unito e Paesi Scandinavi.\r\nLa destinazione che registra un aumento delle prenotazioni dall’estero e una sostanziale stabilità di quelle italiane rispetto all’estate 2025 è proprio il lago, soprattutto al nord, dal Garda all’Iseo, fino al lago di Como, con una incidenza di nuova clientela superiore rispetto a quella che ha già frequentato le strutture intervistate. La proiezione a fine stagione è per una crescita media di circa il +2,6% degli arrivi di turisti nei campeggi e villaggi delle località lacuali, del +0,9% delle presenze e del +1,6% del fatturato.\r\n\r\nMiglior andamento\r\nGuardando alle aree geografiche, sono il Nord Est insieme al Sud e alle Isole quelle che evidenziano il migliore andamento delle prenotazioni 2026 a livello nazionale, con una minima flessione rispetto all’estate 2025, soprattutto di quelle straniere. La proiezione a fine stagione risulta, invece, leggermente più ottimista per le imprese del Mezzogiorno sul fronte degli arrivi, mentre pressoché allineata a quella dei campeggi e villaggi del Nord Est per gli altri indicatori.\r\n“Il 2026 si sta delineando come l’anno dei laghi al Nord, della stabilità dei dati positivi degli anni precedenti al Centro e al Sud, del turismo di prossimità in tutta Italia, dettato anche dalla situazione di incertezza geopolitica – spiega Alberto Granzotto, presidente Faita Federcamping e vicepresidente Confturismo-Confcommercio – L’ultimo ponte di giugno ha inaugurato un trend in decisa crescita rispetto al 2025 in tutte le località, segno che gli investimenti effettuati soprattutto dalle strutture di media-grande dimensione in termini di sostenibilità a tutto campo, e di qualità dei servizi, ripagano”.\r\nLo scorso anno l’open air a chiusura di stagione aveva fatto complessivamente registrare nelle circa 2600 aziende del settore che offrono quotidianamente 1,3 milioni di posti letto, oltre 11,2 milioni di arrivi per poco meno di 74 mln di presenze, con una media di soggiorno pari a 6,6 notti per ospite, per un fatturato complessivo di oltre 8 miliardi di euro, indotto compreso.","post_title":"Federcamping: il 2026 si sta delineando come l'anno dei laghi","post_date":"2026-06-25T10:30:00+00:00","category":["enti_istituzioni_e_territorio"],"category_name":["Enti, istituzioni e territorio"],"post_tag":[]},"sort":[1782383400000]}]}}