25 January 2021

Confindustria alberghi: «Serve un sostegno forte o è la fine»

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«Con il nuovo Dpcm gli alberghi, già provati da quasi 10 mesi di fermo, incassano l’ennesimo duro colpo» è questo il punto di vista di Confindustria Alberghi. E come dargli torto? Naturalmente gli albergatori guardano solo ciò che interessa loro, e ci mancherebbe, ma il problema è più vasto e concerne tutto il sistema del turismo, sia quello organizzato che quello spontaneo.

Sempre secondo Confindustria Alberghi le misure del nuovo Dpcm pur non chiudendo direttamente le strutture, di fatto bloccano nuovamente le attività del settore. Un ennesimo stop che continuerà ad incidere pesantemente sul comparto e che rischia un blocco irreversibile per moltissimi operatori.

«Le misure previste nel decreto Ristori non possono in alcun modo compensare le perdite che hanno colpito il settore e che a questo punto sappiamo andranno a crescere ancora nei prossimi mesi – dichiara Maria Carmela Colaiacovo, vice presidente di Confindustria Alberghi -. In più sono rimaste irrisolte alcune criticità che avevamo già evidenziato, quali ad esempio il riferimento alle perdite del mese di aprile 2020 su aprile 2019 che per tutto il settore stagionale e per molte aziende risulta preclusivo ed impedisce l’accesso stesso alla misura.

 Le misure messe in campo sino ad oggi hanno arginato solo in minima parte le criticità specifiche del mondo alberghiero e per questo chiediamo maggiore supporto per il settore, misure robuste che possano mettere in sicurezza le aziende.

 Un supporto che passa anche per la risoluzione del problema del tetto agli aiuti di stato che rischia di condizionare l’efficacia anche delle misure già adottate. Se non si darà rapidamente corpo alle modifiche introdotte dall’Europa per permettere quanto meno alle misure a copertura dei costi fissi di superare il limite degli 800.000 euro, nel settore alberghiero saranno ben poche le aziende che potranno sopravvivere.

 Le città sono ferme da marzo, ora la stagione invernale che comunque avrebbe sofferto per la mancanza del turismo straniero, è fortemente a rischio. Con lo stop di questi giorni il sistema della neve non può rischiare di non partire, ma se non si attiva ora c’è il pericolo che se anche ci dovessero essere le condizioni per un’apertura più avanti, le piste non abbiano l’innevamento. Quei pochi alberghi che potranno rimanere aperti per rendere disponibile un servizio che sui territori diventa anche indispensabile, non possono dover scegliere tra decontribuzione e cassa integrazione, ma poter tutelare il lavoro in questi mesi difficili.

 Se a questo aggiungiamo la difficoltà di queste ore di avere certezze sulle disposizioni previste nei provvedimenti delle scorse settimane e in quelli che da domani troveranno applicazione, il quadro si presenta davvero a tinte fosche.

Siamo allo stremo e rischiamo una sentenza di chiusura irreversibile. Serve un cambio di passo, con un sostegno forte, strutturato e consapevole della drammatica realtà del settore».




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