16 April 2026

Confindustria Alberghi: scelta “miope” l’ampliamento della tassa di soggiorno

Palmucci GiorgioUna scelta miope, che penalizza la concorrenza e le imprese alberghiere. Così l’Associazione Italiana Confindustria Alberghi valuta a caldo l’ipotesi dell’introduzione della tassa di soggiorno in ulteriori comuni d’Italia, visti l’elevata entità della tassa, la disparità in confronto ai principali competitor europei, il fatto che non sia una tassa di scopo e, soprattutto, non sia imposta a tutte le strutture ricettive in egual modo. «Quello che stiamo sentendo in queste ore e che speriamo venga smentito mi pare non tenga conto che la nostra offerta turistica è di fatto esposta ad una fortissima concorrenza internazionale – dichiara Giorgio Palmucci, presidente di Associazione Italiana Confindustria Alberghi -. Vorrei ricordare che a Parigi l’imposta di soggiorno è pari a 1,5 euro, mentre Berlino ne prevede solo 1 a fronte delle ipotesi delle ultime ore che parlano di 7 euro nel nostro Paese. Pensare di introdurla in molti più comuni italiani e di incrementare ulteriormente un’imposta, che è già di gran lunga più alta rispetto i nostri diretti competitors, mi sembra quanto meno miope. Voglio anche ricordare che in questi anni, malgrado le tante assicurazioni ricevute, la maggior parte del gettito – se non tutto – è finito a “tappare i buchi” delle amministrazioni locali non rendendola almeno una tassa di scopo!».

 

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