8 settembre 2025 11:22
Comac ha già un velivolo interamente prodotto in Cina, il C919, anche se nessuno al di fuori della Cina lo ha ancora certificato
Ma gli obiettivi di crescita della produzione cinese sono stati annunciati e, se meritano una descrizione, sono cauti o addirittura timidi. L’obiettivo è produrre 50 unità entro la fine di quest’anno, raggiungere le 57 entro la fine del 2026 e raggiungere le 79 unità entro il 2027, circa 90 entro il 2028 e 145 entro il 2030.
A titolo di confronto, Boeing attualmente produce 38 737 Max al mese, e questo perché il governo degli Stati Uniti ha imposto questa cifra mentre corregge i suoi processi interni. Airbus ne produce attualmente poco meno di 900 all’anno e ha in programma di aumentare queste cifre.
Entro il 2030, anche con queste cifre, Comac sarebbe in grado di fornire il 65% degli aerei a corridoio singolo di cui la Cina ha bisogno, senza pensare minimamente alle esportazioni.
La Comac sta sviluppando motori cinesi per i suoi aerei, ma la produzione è prevista ben dopo il 2030, il che dà un’idea della difficoltà della sfida.
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Allo Shangri La di Roma, dove è stata recentemente completata una nuova palazzina dedicata alle camere degli ospiti, è prevista la prossima apertura al pubblico di un nuovo polo ristorativo concepito come uno spazio di design articolato tra bar, ristorante, grill e privé, con un’area esterna con piscina.
L'evoluzione
Negli ultimi anni Omnia Hotels ha ampliato il proprio perimetro: tra le tappe più recenti c’è l’apertura dell’Aria Palace accanto al Teatro dell’Opera di Roma, hotel completamente nuovo che ha portato nel portfolio una struttura contemporanea e il centro congressi polifunzionale allo Shangri La dell’Eur.
La crescita ha incluso anche molte riqualificazioni: l’hotel Imperiale in via Veneto è stato interessato da una completa ristrutturazione, così come il Rose Garden Palace a poca distanza, a seguito dell’acquisizione, senza dimenticare l’Hotel St. Martin, il perfetto esempio della riqualificazione di un edificio in disuso.
«Il nostro obiettivo non è semplicemente aumentare il numero delle strutture, ma continuare a far crescere il valore di ciò che abbiamo costruito - afferma Francesco Lazzarini, ceo di Omnia Hotels -. Lo Shangri La rappresenta bene questa filosofia: dopo il nuovo centro congressi, abbiamo ampliato la struttura con una nuova palazzina di camere e a breve potremo inaugurare il nuovo progetto dedicato alla ristorazione. Allo stesso tempo, l’apertura di nuovi hotel e gli interventi realizzati sugli altri dimostrano quanto sia importante per noi investire nella riqualificazione di edifici in luoghi strategici della città di Roma».
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[post_content] => Il portafoglio di Bwh Hotels continua ad evolversi per rispondere alle esigenze di un cliente che desidera viaggiare ed è sempre più informato.
«Per questo la nostra attenzione è rivolta tanto alle gateway city quanto a luoghi da scoprire che non sono ancora sulle rotte del turismo internazionale - sottolinea Sara Digesi, ceo di Bwh Hotels Italy & South-East Europe –. Stiamo crescendo a Roma, in Sicilia e anche in Campania, con particolare attenzione al segmento leisure. Tra i nuovi ingressi c’è il Sublimis Boutique Hotel a Camogli, una villa ottocentesca sul Golfo Paradiso per una clientela adults only. Tra le prossime aperture figurano l’hotel Savoia e Jolanda a Venezia - con 45 camere sulla Riva degli Schiavoni, a pochi passi da Piazza San Marco - Villa La Personala a Mirandola, una dimora storica nella campagna modenese e i due Procida Camp & Resort: le prime strutture italiane della collezione Backdrop dedicata all’ospitalità open-air, con glamping lodge, tiny house e airstream. Stiamo anche pensando alla Grecia, con il Collini Hotel Mykonos».
Il contatto con il territorio
Lo sguardo di Bwh Hotels è sempre più ampio e attento a un cliente abituato all’efficienza tecnologica e alla rapidità di risposta, ma che vuole anche trovare empatia e una calorosa accoglienza. «Nel tempo del viaggio il cliente cerca un valore e vuole incontrare le specificità del territorio - prosegue Digesi -.I flussi, le stagionalità e la durata dei soggiorni possono essere condizionati dall’attenzione ai costi, ma i viaggi restano una componente imprescindibile dei consumi, soprattutto per le giovani generazioni. Si passa dalle attrazioni iconiche per poi approdare in luoghi capaci di restare più autentici e godibili, per vivere momenti che lascino il segno e diano valore al tempo».
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(Chiara Ambrosioni)
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[post_content] => Emirates rilancia il programma di recruiting con nuovi appuntamenti in Italia dedicati alla ricerca di piloti e personale di cabina: le selezioni toccheranno quattro città e si rivolgono a professionisti interessati a costruire una carriera internazionale con la compagnia, con base a Dubai.
Con più di 220 professionisti su oltre 5.000, quella italiana è la quinta nazionalità più rappresentata tra i piloti; a bordo operano inoltre oltre 900 assistenti di volo italiani, che collocano l’Italia al sesto posto tra le nazionalità del personale di cabina. Numeri che riflettono la qualità della formazione, la professionalità e la capacità di servizio riconosciute ai professionisti italiani.
Emirates propone per entrambi i ruoli un pacchetto retributivo esentasse, alloggio a Dubai, copertura sanitaria e agevolazioni di viaggio. I benefit variano in base alla posizione: per i piloti comprendono, tra gli altri, 42 giorni di ferie annuali, biglietti per sé e per i familiari, contributi per l’istruzione dei figli e coperture assicurative; per il personale di cabina includono anche il trasporto da e verso l’aeroporto e sconti dedicati per lo shopping e il tempo libero.
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[post_content] => Slitterà al prossimo gennaio il ritorno di Wizz Air ad Abu Dhabi, inizialmente previsto per fine ottobre, a seguito degli aggiornamenti sulla sicurezza da parte dell'Easa.
Il mese scorso, la low cost aveva annunciato la ripresa dei voli per Abu Dhabi e Dubai, oltre a quelli per Gedda (Arabia Saudita) e Amman (Giordania).
L'avvio delle rotte verso Abu Dhabi - con collegamenti da Polonia, Bulgaria, Romania, Cipro e Ungheria - viene quindi posticipato al 10 gennaio 2027 a causa delle più recenti linee guida dell'Agenzia dell'Unione europea per la sicurezza aerea.
Come dichiarato da Wizz Air a 'The National', «Il perdurare della chiusura dello spazio aereo iracheno impone rotte più lunghe e scali tecnici per il rifornimento degli aeromobili A321neo impiegati su queste tratte. Tali fattori, uniti agli attuali prezzi del carburante, rendono le rotte interessate commercialmente non sostenibili nelle condizioni attuali».
I collegamenti con gli Emirati Arabi Uniti rientravano in un più ampio piano di ripristino di 12 rotte e 49 voli settimanali verso Emirati, Arabia Saudita e Giordania per la stagione invernale, offrendo complessivamente 470.000 posti su collegamenti con nove città europee.
Poiché anche lo spazio aereo della Giordania è stato inserito nella lista delle aree in cui è vietato operare in base all'ultimo bollettino informativo dell'Easa sulle zone di conflitto, i voli verso il Paese sono stati sospesi fino al 25 ottobre.
«I passeggeri interessati saranno informati direttamente sulle opzioni a loro disposizione e continueremo a monitorare la situazione in vista della nuova data di avvio prevista».
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[post_content] => Aeroitalia ha partecipato nei giorni scorsi all'evento “Il trasporto aereo in Italia. Verso gli Stati Generali”, organizzato dal Cesisp (Centro studi in economia e Regolazione dei servizi, dell’industria e del aettore pubblico) all’Università degli Studi di Milano-Bicocca La giornata ha riunito rappresentanti delle istituzioni, delle autorità di regolazione, degli aeroporti e delle principali compagnie aeree per fare il punto sullo stato dell’arte del settore e sulle prospettive di sviluppo del trasporto aereo in Italia.
Gaetano Intrieri, amministratore delegato di Aeroitalia, ha portato in primo piano l’impatto del caro carburante sui conti delle compagnie aeree e sulla necessità di interventi capaci di tutelare la competitività del settore: «Il caro carburante rappresenta oggi una pressione crescente sui conti dei vettori e rischia di incidere sempre di più sulla sostenibilità economica del trasporto aereo. È necessario intervenire, innanzitutto, sull’efficienza operativa, ottimizzando rotte, carichi e tempi di utilizzo degli aeromobili, ma questo da solo non può essere sufficiente ad assorbire la volatilità dei prezzi dell’energia. Servono misure concrete e un quadro europeo più stabile, che favorisca approvvigionamenti regolari e limiti gli effetti delle tensioni sul mercato del jet fuel. Aeroitalia è un’azienda profittevole e la nostra priorità è preservare questo equilibrio garantendo, al tempo stesso, continuità operativa e collegamenti su tutto il territorio nazionale. In tal senso, occorrono politiche capaci di sostenere il settore in questa fase delicata, evitando che l’aumento dei costi pesi sulle tasche dei passeggeri, compromettendo altresì investimenti e competitività».
Lo stato dell’arte del sistema aeroportuale è stato invece al centro dell'intervento di Massimo Di Perna, chief commercial officer del vettore: «Il trasporto aereo è un settore strategico per l’economia e il turismo del nostro Paese, che richiede un dialogo costante tra compagnie aeree, aeroporti e istituzioni. Ci troviamo in una fase particolarmente complessa, anche a causa dell’aumento dei costi del carburante, ma è necessario guardare alle riforme strutturali di cui il settore ha bisogno. In particolare, riteniamo importante un aggiornamento della normativa europea sulle tariffe aeroportuali, attraverso l’applicazione del modello del ‘single till’ anche al mercato italiano, così da tenere conto dei ricavi aviation e non aviation nella determinazione delle tariffe. L’obiettivo deve essere quello di favorire una distribuzione più equilibrata dei margini lungo tutta la filiera, considerando che le compagnie aeree sostengono una quota significativa dei rischi del settore».
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[post_content] => Il complesso che per oltre 15 anni ha ospitato il Ramada Plaza Milano cambia identità e si trasforma in un progetto dual brand firmato Ihg Hotels & Resorts. La struttura accoglie oggi il Crowne Plaza Milan NoLo e Staybridge Suites Milan NoLo, primo indirizzo italiano del brand Ihg dedicato all’extended stay.
L’operazione è stata sviluppata da Hotel Stamira Srl, tenant e gestore dell’immobile, in collaborazione con IHG Hotels & Resorts. Hotel Stamira, guidata dall’amministratore delegato Cristina Paini e parte del Gruppo Reinvest, ha seguito il progetto di riqualificazione e rebranding con l’obiettivo di combinare ospitalità alberghiera e dimensione residenziale. Il percorso è stato accompagnato dal direttore generale Andrea Malpetti.
La nuova configurazione mantiene la particolare struttura del complesso, inaugurato nel 2010 e composto da cinque torri collegate tra loro, immerse in un parco privato di circa 3 mila metri quadrati. Il precedente Ramada Plaza riuniva sotto un unico brand 170 camere e 95 appartamenti. Con il rebranding, le due componenti vengono invece interpretate da marchi differenti e complementari.
Due configurazioni per intercettare target diversi
La parte alberghiera, destinata alla clientela business e leisure e con una vocazione per meeting, eventi e soggiorni internazionali, entra nel portafoglio Crowne Plaza. Gli appartamenti vengono invece affidati a Staybridge Suites, che debutta così sul mercato italiano con un'offerta rivolta soprattutto agli ospiti di lunga permanenza, alla ricerca di una dimensione più vicina a quella domestica ma con i servizi dell’hospitality internazionale.
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(Enzo Scudieri)
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Molte le novità 2027 per Easyweeks, tour operator che conferma la sua vocazione “boreale”.
«Il Nord Europa continua a conquistare il mercato italiano, ma cambia il modo di viaggiare. Se nell’immaginario degli italiani l’inverno scandinavo continua ad essere associato soprattutto a tre parole – Lapponia, Rovaniemi e Aurora Boreale – spiega Gianna Forlastro, managing director – noi puntiamo a raccontare un’altra Scandinavia: più autentica, sostenibile, selvaggia e soprattutto ancora poco conosciuta».
Dopo una stagione estiva particolarmente positiva, Easyweeks registra un buon andamento anche delle prenotazioni per l’inverno e guarda già alla prossima estate con una programmazione dedicata a territori ancora poco presenti nell’offerta tradizionale italiana.
«La Finlandia è una destinazione che conosciamo molto bene e che continua a regalarci grandi soddisfazioni – prosegue Forlastro – Il nostro obiettivo è far scoprire ai viaggiatori italiani che il Nord Europa non finisce nei luoghi più conosciuti, ma offre una quantità straordinaria di territori autentici».
Uno dei territori sui quali Easyweeks vuole concentrare l’attenzione è la North Karelia, regione orientale della Finlandia ancora poco conosciuta dal pubblico italiano.
Alla North Karelia si affiancano la Lakeland, la regione dei mille laghi, e l’Arctic Coast, lungo il Golfo di Botnia: tre aree differenti ma accomunate dalla possibilità di proporre un Nord Europa meno scontato, dove il paesaggio diventa il vero protagonista del viaggio.
Coolcation
Il positivo andamento dell’estate ha confermato una tendenza ormai evidente: sempre più viaggiatori cercano nel Nord Europa una risposta al caldo estivo e, contemporaneamente, un modo di viaggiare più rispettoso dell’ambiente.
«Abbiamo registrato una buona risposta alle proposte dedicate al turismo sostenibile, costruite attraverso combinazioni di treno, bus e traghetto, insieme a programmi dedicati all'hiking nella natura selvaggia di Finlandia, Norvegia e Islanda – precisa Forlastro - una formula che permette di rallentare il viaggio, ridurre gli spostamenti aerei interni e trasformare il percorso stesso in parte dell’esperienza».
Una particolare attenzione viene riservata ai piccoli gruppi, generalmente composti da un massimo di 20-25 partecipanti.
Proprio l’Aurora Boreale può essere riletta in una prospettiva differente. Easyweeks propone infatti esperienze che permettono di intercettare il fenomeno anche sul finir dell’estate. Un modo diverso di vivere il Nord: non soltanto neve e inverno, ma anche boschi che cambiano colore, prime notti più lunghe, cieli sempre più scuri e la possibilità di assistere a uno degli spettacoli naturali più affascinanti del pianeta.
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[post_content] => Uno spazio stabile di relazione e confronto dal quale nascano idee, proposte e progetti al servizio del turismo, contribuendo a rafforzare il ruolo internazionale dell’Italia. Con questo obiettivo è stato costituito Itour – Italian council for tourism & international relations, organismo indipendente senza scopo di lucro che riunisce professionisti, enti, associazioni e realtà del settore.
Il progetto ha l’obiettivo di mettere in connessione competenze, territori e istituzioni, favorendo scambi e collaborazioni sul piano nazionale e internazionale. Itour nasce per dare continuità a queste relazioni e farne un’occasione di elaborazione comune, nella quale esperienze diverse possano contribuire a interpretare i cambiamenti e a costruire nuove prospettive per il turismo.
«Vogliamo creare uno spazio nel quale le competenze possano incontrarsi e contribuire a una visione condivisa del futuro del settore» afferma Nicola Romanelli, presidente di Itour. «Lo sviluppo di nuove progettualità e il rafforzamento del ruolo internazionale dell’Italia sono due obiettivi che intendiamo perseguire insieme, attraverso il confronto e la cooperazione».
Competenza
La connessione delle competenze è il principio che guida il Council, con una funzione distinta dalla rappresentanza degli interessi di categoria. L’associazione favorisce il dialogo tra attori pubblici e privati, coinvolgendo le diverse filiere del turismo e mettendo in relazione l’esperienza delle imprese e le esigenze dei territori con il contributo di esperti, reti internazionali e organismi multilaterali. Tavoli tematici, incontri istituzionali, sessioni di lavoro e progetti di cooperazione tra territori e organismi esteri costituiscono gli ambiti di attività del Council. Attraverso questi strumenti, ITOUR intende promuovere la circolazione delle conoscenze e l’elaborazione di proposte, valorizzando il turismo come leva economica, culturale e diplomatica.
«Il confronto tra chi opera nei territori e chi porta esperienze internazionali può aiutare a individuare nuove opportunità e a elaborare risposte alle trasformazioni del settore. Itour vuole offrire un luogo nel quale questo scambio possa svilupparsi con continuità» sottolinea Giorgio Palmucci, vicepresidente di Itour.
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Come dichiara Dora Paradies, segretario generale diI tour, la volontà collettiva è quella di creare le condizioni perché questi contributi trovino ascolto, si incontrino e possano tradursi in iniziative condivise al servizio del turismo.
Il consiglio direttivo è composto da Giulio Contini, Marco Gilardi, Maria Paola De Rosa, Daniele Rutigliano, Leonardo Cesarini, Sara Abdel Masih, Sauro Mariani, Domenico Scordari e Domenico Foggetti. L’Advisory Board accoglie tra i primi aderenti Simona Tedesco, Gian Marco Centinaio, Flavio Ghiringhelli, Gloria Armiri, Luca Borrelli, Ambra Lee Agnoletti, Giancarlo Dell’Orco, Andrea Giuricin, Aljosa Ota ed Enzo Carella.
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Cinque direttrici di sviluppo, un terminal più grande, un nuovo polo per la manutenzione aeronautica e una prospettiva occupazionale che punta fino a 1.000 addetti entro il 2030.
Questo, in sintesi, il piano messo a punto da F.A. S.r.l., società di gestione dell'aeroporto Ridolfi, che con il protocollo siglato insieme ai Comuni di Forlì e Ravenna darà forma al futuro Forlì Ravenna Airport.
Aviazione commerciale. Il piano prevede l’ampliamento del terminal partenze e delle sale imbarchi per 2.300 mq, la riqualificazione di arrivi e parcheggio, una nuova food lounge da 420 mq, una nuova area commerciale, sei nuovi banchi check-in, la riqualificazione della security e il potenziamento del sistema bagagli: un terminal più capiente e funzionale, predisposto ad accogliere maggiori volumi di traffico e a migliorare l’esperienza del passeggero.
Aviazione generale. Un polo dedicato all’aviazione privata e business, con nuovo terminal General Aviation, nuovo piazzale aeromobili, fast-track, controlli dedicati, aree per business jet, vip lounge, ristorazione, concierge e trasferimenti door-to-door, per offrire rapidità, riservatezza e qualità del servizio.
Manutenzione aeronautica. È prevista la realizzazione di un polo Mro per manutenzione, riparazione e revisione degli aeromobili: un nuovo hangar da 7.000 mq, alto 22 metri, con piazzale da 38.000 mq e capacità fino a quattro Airbus A321 o quattro Boeing 737, con possibilità di sviluppo modulare fino a 28.000 mq di superfici manutentive e ulteriori aree di espansione. Entro la fine del 2026 è prevista l’installazione del primo Hangar “pneumatico” in Italia. Un polo modulare e scalabile, capace di attrarre operatori, investimenti, competenze e nuova occupazione.
Formazione aeronautica. Il piano consolida il Polo Tecnologico Aeronautico-Spaziale, che riunisce Ingegneria Aerospaziale dell’Università di Bologna, Istituto Tecnico Aeronautico, scuola di volo ed EnacTraining Centre, con l’ampliamento e la riqualificazione delle strutture formative e lo sviluppo di una nuova torre di controllo digitale: un sistema formativo integrato, nel quale le competenze vengono sviluppate nello stesso luogo in cui l’aviazione viene studiata, praticata e trasformata in lavoro.
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«Gli aeroporti sono una delle principali porte attraverso cui l’Emilia-Romagna si apre ai mercati e ai flussi turistici internazionali - hanno dichiarato l’assessore regionale al Turismo, Roberta Frisoni, e l’assessore regionale alle Infrastrutture e ai Trasporti, Irene Priolo, in occasione del convegno “Le rotte dello sviluppo”, durante il quale è stato illustrato il piano di sviluppo -.
«Rafforzare i collegamenti aerei significa quindi aumentare la capacità dei nostri territori di essere raggiunti, conosciuti e scelti, soprattutto sui mercati esteri sui quali la competizione tra destinazioni è sempre più forte. Ma la qualità di una connessione non si esaurisce con l’arrivo in aeroporto: conta anche la possibilità di proseguire il viaggio in modo semplice ed efficiente, attraverso una rete di trasporti capace di collegare gli scali con le città e le diverse destinazioni del territorio. È su questa visione che, come Regione, abbiamo scelto di investire, costruendo una politica aeroportuale regionale e mettendo in campo risorse e strumenti per rafforzare gli scali, sviluppare l’intermodalità e migliorare i collegamenti. La nuova legge regionale, con 13 milioni di euro in tre anni, dà concretezza a questa scelta e ci permette di programmare lo sviluppo del sistema aeroportuale in stretta relazione con le altre reti di trasporto e con le esigenze dei territori. L’obiettivo è rendere l’Emilia-Romagna sempre più accessibile dall’Italia e dall’Europa e fare delle sue connessioni un fattore di competitività per il turismo, le imprese e l’intero territorio».
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