18 April 2026

BuyPuglia: bilancio positivo

 

BuyPuglia chiude i battenti della sua sesta edizione con un bilancio positivo. Centotrenta buyer internazionali provenienti da 37 paesi del mondo hanno visitato la Puglia, suddivisi in otto tour e hanno quindi incontrato 150 operatori pugliesi nel workshop b2b. Gli incontri sono stati facilitati dal servizio BuyPuglia per conoscere i buyer online prima di incontrarsi nel b2b reale, una novità di quest’anno che si è aggiunta nel sistema Destination managment system di Pugliapromozione, che è in totale riprogettazione. Una piattaforma di matching che ha permesso ad entrambi di compilare un questionario e verificare la compatibilità di business; ma anche uno strumento per Pugliapromozione per digitalizzare i buyer e cominciare ad offrire loro un’offerta diversificata rispetto ai classici tour. La sfida che il BuyPuglia raccoglie riguarda la possibilità di conquistare quote sempre più rilevanti di viaggiatori, sia nei mercati europei già consolidati, come Germania, Regno Unito, Francia, Spagna, Austria, Paesi Bassi, o in crescita come Russia e Turchia, sia nei mercati a grande potenziale di sviluppo come gli Stati Uniti, che mostrano un raddoppio negli arrivi dal 2010 ad oggi e sono  il terzo mercato che cresce di più dopo Paesi bassi e Polonia; o ancora nei nuovi mercati come Brasile, India, Argentina e poi la Cina. Durante il BuyPuglia nella giornata di formazione degli operatori pugliesi oltre venti gli appuntamenti con oltre cinquanta esperti; nell’area networking Puglia #bettertogeth gli operatori si sono confrontati varie tematiche, dal digitale ai rapporti con l’agenzia, dagli itinerari turistici ai benefici della vacanza in Puglia. «Con le interviste abbiamo rilevato che c’è un giudizio positivo sull’operato di Pugliapromozione negli ultimi cinque anni: ci si conosce meglio e c’é meno improvvisazione – commenta Lorenzo Franchini, senior researcher di Fith Beat che ha organizzato il networking insieme a Pugliapromozione -. Si percepisce un brand Puglia più forte. Per lo scenario futuro ottimismo, ma anche la consapevolezza del rischio che ci possa essere una implosione dovuta alla crescita esponenziale dei flussi turistici e il rischio di una perdita identitaria. L’impegno deve essere quello di costruire reti pubblico/privati sempre più forti. Il modello di turismo che scaturisce dall’ascolto degli operatori è quello di un turismo diffuso su tutto il territorio e distribuito nell’arco dell’anno».

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