8 giugno 2010 10:54
In risposta alle richieste del presidente di Federalberghi Bernabò Bocca, il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha parlato anche di imposte: «La prima imposta da dimunire è l’Irap sul costo del lavoro e nella nostra manovra ci sono già le possibilità per le regioni del Sud di intervenire sull’Irap. Un altro punto su cui stiamo lavorando con Tremonti sono le aree a burocrazia zero, grazie alle quali si dovrebbe far nascere un’impresa in un giorno e operare i controlli successivamente. Il principio è che tutti dovrebbero poter fare quello che non è espressamente vietato dalla legge, poi i comuni e gli enti potrebbero intervenire per verificare che non siano state violate le leggi. Spero che tra non molto potremo annunciare questa norma che sarà fortemente propositiva per il rilancio economico».
Articoli che potrebbero interessarti:
Array
(
[0] => Array
(
[_index] => travelquotidiano
[_type] => post
[_id] => 515923
[_score] =>
[_source] => Array
(
[blog_id] => 1
[post_content] => Neanche il ponte del 2 giugno ravviva il turismo organizzato. Ancora 9 agenzie di viaggio su 10 segnalano vendite in calo. “Il danno reale non è la guerra, ma la sua narrazione”. Ma c’è fiducia nella stabilizzazione o recupero nel prossimo trimestre per il 53% degli agenti: la crisi non è finita, ma almeno ha smesso di peggiorare.
La rilevazione di maggio 2026 dell’Osservatorio Aidit su un campione di 274 agenzie di viaggio distribuite su tutto il territorio nazionale fotografa un settore sotto pressione: il 90% registra ancora vendite in diminuzione rispetto allo scorso anno e quasi la totalità (87,6%) indica nei media il principale fattore che frena la domanda. La fake news che ha fatto più danni? “Il carburante per gli aerei sta finendo. Probabilmente le scorte si esauriranno il 15 maggio.”.
Le agenzie di viaggio italiane lavorano oggi in un clima segnato più dalla percezione del rischio che dal rischio reale. È questo il dato centrale che emerge dalla rilevazione di maggio dell’Osservatorio Aidit, l’indagine continuativa con cui l’Associazione Italiana Distribuzione Turistica raccoglie ogni mese, dall’inizio della guerra in Iran , la voce diretta delle agenzie — oltre 1.300 risposte complessive raccolte nelle diverse rilevazioni.
Business in calo
Il quadro congiunturale è netto. Nelle ultime quattro settimane il 74,7% delle agenzie dichiara un business in calo, e per quasi metà del campione (48%) si tratta di un calo “forte”. Nel confronto con lo stesso periodo dell’anno precedente, 9 agenzie su 10 (90%) segnalano vendite in diminuzione. Tra chi è in flessione, la contrazione di fatturato si concentra nella fascia tra il –10% e il –25% (34,1%), ma quasi un terzo (31,8%) stima una perdita superiore al –25%.
A pesare non è la disponibilità di spesa in sé, ma un’incertezza diffusa che modifica i comportamenti di acquisto. Oggi i clienti cercano soprattutto sicurezza (77,4%), prezzo (55,5%) e flessibilità (24,1%); il 73% è meno fiducioso nel prenotare rispetto a un mese fa; servono più preventivi per chiudere una vendita (per il 75% delle agenzie il numero è aumentato) e si prenota molto più sotto data (il 78% rileva un accorciamento dell’anticipo). In altre parole: la domanda non è sparita, ma è diventata più lenta, più prudente e più difficile da convertire.
Il vero moltiplicatore della crisi: l’informazione allarmistica.
Il punto su cui le agenzie sono più compatte riguarda il ruolo dei media. L’87,6% indica che i media stanno influenzando “moltissimo” e in modo negativo la domanda (il 98,9% almeno “abbastanza”). E il lavoro di rassicurazione è ormai quotidiano: il 94,5% degli agenti si trova “sempre” (58,8%) o “spesso” (35,7%) a dover smentire informazioni non corrette ai propri clienti.
Tra i canali percepiti come più responsabili dell’allarmismo svettano i telegiornali nazionali (86,9%), seguiti dai social network (52,9%) e dai quotidiani online (29,2%). La disinformazione più frequente da smentire è stata, in modo nettissimo, la notizia secondo cui “il carburante per gli aerei sta finendo” (71,2%), davanti al generico “è pericoloso viaggiare a causa della guerra” (14,6%).
Prospettive e richieste al sistema
Lo sguardo sui prossimi tre mesi resta cauto: il 47,3% prevede prenotazioni in calo, il 31,9% stabili ma il 20,9% in crescita. Di fronte a questo scenario la richiesta delle agenzie è chiara: il 60,1% chiede prima di tutto supporto e riconoscimento dalle Istituzioni, il 24% linee guida ufficiali da condividere con i clienti, a conferma che la principale emergenza percepita è oggi quella comunicativa e reputazionale, prima ancora che operativa.
Gli italiani vogliono ancora partire
“I nostri agenti non stanno raccontando una crisi della voglia di viaggiare: gli italiani vogliono ancora partire. Stanno raccontando una crisi di fiducia, alimentata da una narrazione spesso allarmistica e non verificata. Quando il 95% delle agenzie passa le giornate a smentire notizie false — dal carburante che finisce alle destinazioni ‘off limits’ — il danno economico è reale e misurabile. Chiediamo alle Istituzioni e ai media un’informazione responsabile e dati certi: è il modo più efficace per proteggere imprese, lavoro e il diritto delle persone a viaggiare in sicurezza.” ha dichiarato Domenico Pellegrino, presidente di Aidit
La fotografia di maggio va letta dentro una traiettoria. L’Osservatorio misura il sentiment delle vendite su una scala da −2 (forte calo) a +2 (forte crescita). L’indice, positivo in autunno (+0,20 a ottobre 2025), è scivolato in territorio negativo in inverno (−0,35 a dicembre) e ha toccato il minimo storico ad aprile 2026 (−1,65), in coincidenza con l’acuirsi della crisi mediorientale e dell’ondata di notizie allarmistiche. A maggio si registra un primo, parziale assestamento (−1,10): il clima resta fortemente negativo, ma la curva interna risale di oltre mezzo punto rispetto al punto più basso, segnale di una possibile stabilizzazione ancora tutta da consolidare.
L’indice “andamento vendite” (la dinamica corrente) migliora ad maggio rispetto ad aprile (da −1,65 a −1,10), mentre l’indice “vendite rispetto all’anno precedente” resta sostanzialmente ancorato sul fondo (da −1,33 a −1,28). Tradotto: la ripartenza congiunturale di brevissimo periodo non ha ancora colmato il divario accumulato su base annua. La crisi, insomma, non è finita; al massimo ha smesso di peggiorare.
[post_title] => Osservatorio Aidit: in 9 agenzie su 10 vendite ancora in calo
[post_date] => 2026-06-05T10:44:53+00:00
[category] => Array
(
[0] => enti_istituzioni_e_territorio
)
[category_name] => Array
(
[0] => Enti, istituzioni e territorio
)
[post_tag] => Array
(
)
)
[sort] => Array
(
[0] => 1780656293000
)
)
[1] => Array
(
[_index] => travelquotidiano
[_type] => post
[_id] => 515812
[_score] =>
[_source] => Array
(
[blog_id] => 1
[post_content] => Il governo indiano interviene a supporto delle compagnie aeree nazionali colpite dall’aumento dei prezzi del carburante per aerei, a causa del perdurare del conflitto in Iran.
E' stato infatti creato un fondo di stabilizzazione dei prezzi da un miliardo di dollari circa (100 miliardi di rupie), che fornirà anticipi senza interessi alle società di commercializzazione del petrolio. Secondo il governo il fondo «agevolerà la stabilità dei prezzi del jet fuel per le compagnie aeree in questo periodo di eccezionale volatilità dei prezzi del carburante derivante dalla crisi in Asia occidentale».
La misura una tantum, aperta a tutti i vettori indiani di linea, «garantisce una maggiore prevedibilità dei costi del carburante adottando un accordo a prezzo fisso per le operazioni domestiche e internazionali, riducendo così l'esposizione delle compagnie aeree a improvvisi picchi dei prezzi del carburante» afferma il governo.
Il fondo di sostegno è temporaneo e resterà in vigore per un periodo di tre anni, per contribuire a stabilizzare le tariffe aeree e proteggere la connettività aerea nazionale e internazionale.
La mossa viene accolta con favore dai vettori indiani, che hanno subito un duro colpo a causa dell’impennata dei prezzi del carburante e sono stati costretti a ridurre la capacità. Il mese scorso Air India ha dichiarato che avrebbe ridotto le proprie operazioni internazionali fino ad agosto in risposta agli alti prezzi del carburante e alle restrizioni dello spazio aereo.
IndiGo, da parte sua, ha drasticamente ridotto le proprie previsioni di crescita della capacità per il primo trimestre dell'anno fiscale 2027, rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente, e ha delineato piani per un graduale phase out degli aeromobili in leasing meno efficienti dal punto di vista dei consumi, dopo aver chiuso in perdita l'ultimo esercizio.
[post_title] => India: il governo istituisce un fondo da 1 mld di dollari a supporto dei vettori nazionali
[post_date] => 2026-06-04T11:15:41+00:00
[category] => Array
(
[0] => trasporti
)
[category_name] => Array
(
[0] => Trasporti
)
[post_tag] => Array
(
)
)
[sort] => Array
(
[0] => 1780571741000
)
)
[2] => Array
(
[_index] => travelquotidiano
[_type] => post
[_id] => 515804
[_score] =>
[_source] => Array
(
[blog_id] => 1
[post_content] => Una piccola gemma nel cuore del Montefeltro Marche: Ca' Virginia Country house & Wellness si svela attraverso il racconto di dell'a.d. Giacomo Rossi. La struttura nasce nel 2007 da un progetto della famiglia Rossi con l’obiettivo di recuperare un antico complesso rurale. Immersa nel cuore del Montefeltro, a Borgo Massano nel comune di Montecalvo in Foglia, a pochi chilometri da Urbino, la struttura risale agli inizi del Cinquecento ed è situata all’interno di un’azienda agricola di circa cento ettari. Il recupero architettonico è stato realizzato nel pieno rispetto dell’edificio originario, preservandone autenticità e fascino.
La struttura
Oggi Ca’ Virginia Country House & Wellness dispone di 23 camere ricavate dal recupero dell’antico essiccatoio del tabacco, del fienile e della storica casa colonica. Ogni ambiente è diverso dall’altro e conserva elementi originali come travi in legno, mattoni e pietra a vista, contribuendo a creare un’atmosfera autentica e raffinata. Fiore all’occhiello della struttura è il centro benessere di 200 metri quadrati distribuito su due livelli, con area “Salus per Aquam”, vasca riscaldata a 37 gradi con idromassaggi Jacuzzi, sauna, bagno turco, percorso emozionale con docce calde e fredde, area relax e tisane rigeneranti. Il wellness è accessibile sia agli ospiti dell’hotel sia alla clientela esterna, con ingressi contingentati su fasce orarie dedicate.
Anche la ristorazione rappresenta un elemento distintivo della proposta di Ca’ Virginia. Il ristorante, ricavato dall’antica stalla della proprietà, valorizza la tradizione gastronomica del territorio attraverso una cucina basata su prodotti a chilometro zero e sulle eccellenze locali, dai vini delle cantine del territorio ai formaggi tipici come la Casciotta d’Urbino Dop, fino al celebre prosciutto di Carpegna.
[caption id="attachment_515806" align="alignright" width="300"] Giacomo Rossi[/caption]
Il territorio circostante offre inoltre numerose opportunità legate al turismo slow e outdoor. Le colline del Montefeltro e dell’area di Urbino si prestano a esperienze in e-bike, escursioni guidate e percorsi immersi nella natura. Ca’ Virginia è infatti uno dei bike hotel storici delle Marche e propone servizi dedicati ai cicloturisti, dal noleggio biciclette ai tour organizzati per diversi livelli di preparazione atletica.
Nel 2022 la struttura ha partecipato alla trasmissione televisiva “4 Hotel” di Bruno Barbieri, nell’edizione dedicata ai bike hotel, conquistando il primo posto. Grande attenzione viene riservata anche alla sostenibilità ambientale. Il progetto, avviato già nel 2004, integra un impianto fotovoltaico, un sistema geotermico e un impianto solare termico che consentono alla struttura di ridurre drasticamente l’utilizzo di combustibili fossili. La filosofia green di Ca’ Virginia si traduce inoltre nell’eliminazione della plastica monouso, nell’utilizzo responsabile delle risorse idriche ed energetiche e nella scelta di prodotti locali e sostenibili, in linea con le più attuali pratiche Esg e con una visione di ospitalità attenta al territorio e al benessere degli ospiti.
(Quirino Falessi)
[post_title] => Ca’ Virginia Country House, esempio virtuoso di integrazione con il territorio
[post_date] => 2026-06-04T10:51:00+00:00
[category] => Array
(
[0] => alberghi
)
[category_name] => Array
(
[0] => Alberghi
)
[post_tag] => Array
(
)
)
[sort] => Array
(
[0] => 1780570260000
)
)
[3] => Array
(
[_index] => travelquotidiano
[_type] => post
[_id] => 515566
[_score] =>
[_source] => Array
(
[blog_id] => 1
[post_content] => Continua ad essere grave - e non poteva essere altrimenti - la crisi che ha investito il turismo a Cuba, di riflesso alle restrizioni imposte dagli Stati Uniti sulle forniture di carburante all'Isola dall'inizio dell'anno.
Ad oggi, secondo l’Ufficio nazionale di statistica e informazione di Cuba, la Isla Grande ha registrato meno della metà dei visitatori rispetto allo scorso anno. I viaggiatori continuano in parte ad arrivare, ma in numero esiguo e principalmente dal Canada: fino ad aprile soli 21.000 americani hanno raggiunto la destinazione.
Il drastico calo si verifica in un contesto caratterizzato da una ormai lunga crisi energetica, interruzioni dei voli aerei, un'incriminazione federale negli Stati Uniti dell'ex presidente cubano Raúl Castro e tensioni accresciute tra gli Stati Uniti e Cuba.
“La maggior parte dei viaggiatori ha posticipato i viaggi a Cuba perché teme un'azione militare da parte di Trump o è preoccupata per i blackout cronici e la carenza di benzina”, ha affermato Marcel Hatch, ripreso da Travel Weekly, che vive all'Avana e ha fondato Cuba Explorer.
Hatch ha dichiarato a febbraio che le prenotazioni erano crollate fino all'80% nelle settimane successive alla cattura da parte dell'esercito statunitense del presidente venezuelano Nicolas Maduro. A distanza di mesi, sta assistendo solo una “manciata di ospiti”, sebbene l'operatore non abbia sospeso gli itinerari.
“In breve, l'attività dei tour operator e delle agenzie di viaggio cubane è crollata, proprio come è successo durante i lockdown per il Covid”, ha affermato.
Altro esempio quello di Intrepid Travel che, preoccupato per la disponibilità dei voli e i problemi di carburante, ha cancellato tutti i viaggi a Cuba fino al 30 giugno.
[post_title] => Cuba: turismo al palo con il persistere delle restrizioni imposte dagli Usa
[post_date] => 2026-05-29T13:43:59+00:00
[category] => Array
(
[0] => estero
)
[category_name] => Array
(
[0] => Estero
)
[post_tag] => Array
(
)
)
[sort] => Array
(
[0] => 1780062239000
)
)
[4] => Array
(
[_index] => travelquotidiano
[_type] => post
[_id] => 515526
[_score] =>
[_source] => Array
(
[blog_id] => 1
[post_content] => Mega Serena, la nuova nave di Corsica Sardinia Ferries, ha preso il largo La nave affiancherà le altre unità della flotta su tutte le linee servite dalla compagnia verso Corsica, Sardegna e Baleari.
«Questo nuovo traghetto contribuirà a rafforzare la presenza sul mercato, a migliorare ulteriormente la qualità del servizio, la frequenza offerta e la flessibilità dei collegamenti» spiegano dalla compagnia
La nave
Con una stazza lorda di circa 39.200 tonnellate e una capacità fino a 2000 passeggeri e oltre 600 veicoli (oppure 2000 metri lineari per il carico rotabile) la nave è dotata delle più moderne tecnologie in termini di sicurezza, sostenibilità e prestazioni.
La nave è già equipaggiata per il collegamento elettrico da terra (shore to ship), durante le soste in porto; i lavori di finalizzazione del sistema saranno conclusi nei prossimi mesi. Questo consentirà di ridurre significativamente le emissioni inquinanti, rumori e vibrazioni, migliorando la qualità dell’aria e l’impatto acustico portuale, contribuendo alla decarbonizzazione del settore marittimo e alla transizione verso porti più "green".
Dopo il recentissimo e completo restyling, eseguito presso i cantieri San Giorgio di Genova, la nave offre ambienti moderni, luminosi e confortevoli, con i locali pubblici che si differenziano per identità, arredi e offerta, in linea con lo stile delle Navi Gialle. «L’ingresso della Mega Serena rappresenta un ulteriore e fondamentale passo per la nostra crescita e conferma il costante impegno per un servizio efficiente, sicuro e attento all’ambiente - dichiara Sébastien Romani, amministratore delegato di Corsica Sardinia Ferries -. Questa nuova unità ci permetterà di migliorare l’offerta per i nostri clienti e di affrontare con ancora più forza le sfide del mercato».
[post_title] => Mega Serena si aggiunge alla flotta di Corsica Sardinia Ferries
[post_date] => 2026-05-29T12:23:23+00:00
[category] => Array
(
[0] => tour_operator
)
[category_name] => Array
(
[0] => Tour Operator
)
[post_tag] => Array
(
)
)
[sort] => Array
(
[0] => 1780057403000
)
)
[5] => Array
(
[_index] => travelquotidiano
[_type] => post
[_id] => 515500
[_score] =>
[_source] => Array
(
[blog_id] => 1
[post_content] => [caption id="attachment_489473" align="alignleft" width="300"] Luciano Pareschi[/caption]
Adrenalina, divertimento ma anche relax, spettacoli e benessere: è la proposta dei grandi parchi acquatici che, con il lungo ponte del 2 giugno, riaprono i battenti, portando a pieno regime l’offerta dei parchi divertimento italiani.
Il trend incontra il favore del pubblico: secondo una recente analisi condotta da GRS per l’Osservatorio AssoParchi, la prima motivazione di scelta è proprio la disponibilità di aree relax e benessere, seguita dalle ambientazioni immersive e dalla presenza di spazi attrezzati per i bambini. Scivoli estremi e attrazioni adrenaliniche si collocano solo al quarto posto.
Sul fronte dei prezzi, AssoParchi chiede da tempo che agli sforzi delle imprese si associ anche l’intervento del Governo, attraverso semplificazioni sui processi di vendita e la riduzione dell’Iva sui biglietti, sul modello della Gran Bretagna, che ha recentemente deciso di abbattere l’imposta per i mesi estivi portandola al 5% sui biglietti per parchi divertimento, parchi avventura, zoo, musei e attrazioni.
Maurizio Crisanti, direttore AssoParchi, spiega: “La scelta britannica dimostra che la leva fiscale può essere utilizzata in modo concreto per sostenere l’accessibilità dell’offerta turistica, culturale e ricreativa. È esattamente il principio che sosteniamo da anni, insieme a Rete Imprese di Spettacolo/AGIS. Ridurre l’IVA significa creare le condizioni perché le famiglie possano uscire di più e generare più domanda. Una misura di politica economica per stimolare i consumi interni, favorire l’occupazione stagionale e produrre benefici anche per i territori”.
Luciano Pareschi, Presidente AssoParchi, dichiara: “Il settore arriva a questo appuntamento con un’offerta che non ha nulla da invidiare ai migliori parchi europei. Le imprese hanno continuato a investire nonostante l’aumento dei costi energetici, la spinta inflazionistica e un quadro regolatorio che non sempre favorisce la crescita. Per i parchi tematici i primi mesi dell’anno sono sostanzialmente in linea con il 2025.
"La stagione appena iniziata per i parchi acquatici è tutta da scrivere anche se le aspettative, clima permettendo, sono di crescita. Ora guardiamo con attenzione a una domanda che potrebbe essere favorita dalla tendenza delle famiglie a viaggiare meno all’estero e a scegliere mete di prossimità. In una fase in cui molti operatori turistici hanno aumentato in modo rilevante i prezzi, i parchi hanno fatto una scelta diversa: contenere il costo del biglietto e investire in promozioni e formule flessibili per favorire la partecipazione. È una scelta industriale, ma anche sociale”.
Tra parchi a tema, acquatici, faunistici e avventura, il settore comprende più di 400 strutture in Italia. Con oltre 350 milioni di euro di fatturato dalla sola vendita dei biglietti, 21,1 milioni di visitatori certificati SIAE e 25.000 posti di lavoro diretti, i parchi divertimento si collocano a pieno titolo tra i principali attori dell’industria turistica e dell’intrattenimento in Italia: vere e proprie destinazioni in grado di attivare e sviluppare economie locali, alimentare flussi di visitatori, sostenere l’ospitalità, la ristorazione, i servizi, i trasporti e l’intera filiera del tempo libero. Un impatto che si traduce in un indotto del valore di 8 miliardi di euro, a conferma del ruolo centrale dei parchi divertimento come presidi di sviluppo, occupazione e attrattività per i territori in cui operano.
[post_title] => AssoParchi, pronti per l'estate. Il governo riduca l'Iva sui biglietti
[post_date] => 2026-05-29T10:58:21+00:00
[category] => Array
(
[0] => enti_istituzioni_e_territorio
)
[category_name] => Array
(
[0] => Enti, istituzioni e territorio
)
[post_tag] => Array
(
)
)
[sort] => Array
(
[0] => 1780052301000
)
)
[6] => Array
(
[_index] => travelquotidiano
[_type] => post
[_id] => 515485
[_score] =>
[_source] => Array
(
[blog_id] => 1
[post_content] => E' il ceo di Wizz Air, Jozsef Varadi, a metterci la faccia per tranquillizzare operatori e passeggeri sul tanto discusso tema di disponibilità e costo del carburante nel settore aereo, messo alla prova dalle conseguenze del protrarsi del conflitto in Iran.
In un breve messaggio video, il ceo invita i potenziali passeggeri a prenotare senza timori, spiegando che Wizz Air "è pienamente coperta per l’approvvigionamento di jet fuel, senza alcun impatto sulle operazioni. L’intero network - che comprende oltre 200 aeroporti - non ha registrato cancellazioni legate alla disponibilità di carburante". La compagnia dispone inoltre di solide soluzioni alternative per garantire la continuità operativa anche in contesti di mercato complessi.
La low cost ungherese conferma che "la programmazione estiva sarà mantenuta integralmente come prevista". La compagnia ribadisce inoltre di non avere in programma l’introduzione di alcun sovrapprezzo carburante: le tariffe già acquistate resteranno invariate, indipendentemente dalla volatilità dei costi del jet fuel.
Questo posizionamento è supportato "da una performance operativa particolarmente solida e da elevati livelli di affidabilità registrati negli ultimi 18 mesi. Wizz Air rinnova il proprio impegno a offrire ai passeggeri un servizio stabile, affidabile e conveniente, incoraggiando prenotazioni in piena fiducia".
[post_title] => Wizz Air, Varadi sul carburante: "Coperti al 100%. Le tariffe non aumenteranno"
[post_date] => 2026-05-29T10:49:11+00:00
[category] => Array
(
[0] => trasporti
)
[category_name] => Array
(
[0] => Trasporti
)
[post_tag] => Array
(
)
)
[sort] => Array
(
[0] => 1780051751000
)
)
[7] => Array
(
[_index] => travelquotidiano
[_type] => post
[_id] => 515473
[_score] =>
[_source] => Array
(
[blog_id] => 1
[post_content] =>
Airbnb ha partecipato nelle vesti di capofila a un finanziamento da 58 milioni di dollari a favore di WeRoad, società fondata da Paolo De Nadai nel 2017 che ha oggi all'attivo circa 300.000 viaggiatori trasportati dall'anno della sua fondazione.
Con l’operazione, Airbnb entra nel capitale della società con una quota superiore al 10%, affiancando gli investitori già presenti, tra cui H14 della famiglia Berlusconi, oltre a diversi imprenditori e founder italiani del settore tecnologico. Grazie all’ultimo aumento di capitale, i fondi raccolti complessivamente da WeRoad dalla nascita salgono a circa 100 milioni di dollari.
L’investimento rappresenta anche una mossa strategica per Airbnb, che negli ultimi anni ha ampliato il proprio interesse verso esperienze e servizi collegati al turismo oltre agli affitti brevi.
Andrea D'Amico (ad WeRoad) entra in Airbnb
Andrea D’Amico, amministratore delegato di WeRoad ed ex manager di Booking.com, si trasferirà a San Francisco per guidare la categoria hotel di Airbnb. Come si legge sul Sole 24Ore, D’Amico resterà comunque coinvolto in WeRoad come membro del board. Alla guida operativa della società rimarrà il fondatore Paolo De Nadai insieme ai co-founder Fabio Bin, chief marketing officer, e a Erika De Santi, chief of experience.
WeRoad, come si legge su Quifinanza, ha costruito il proprio modello di business attorno ai viaggi di gruppo dedicati soprattutto a Millennials e Generazione Z. L’idea è quella di permettere a persone che partono da sole di condividere esperienze con viaggiatori della stessa fascia d’età e con interessi simili. Nel 2025 WeRoad ha registrato ricavi per 130 milioni di euro, con una crescita del 30% rispetto all’anno precedente. Nel 2026 il Financial Times ha inserito l’azienda tra le società europee a più rapida crescita.
Le ragioni del successo
Il successo di WeRoad è stato costruito combinando social network, tecnologia e attività offline. La società ha sviluppato una community di circa 3,5 milioni di follower e oltre 4mila coordinatori di viaggio.
La nuova raccolta di capitali servirà soprattutto per finanziare l’espansione fuori dall’Europa. Dopo aver consolidato la presenza in Italia, Spagna, Francia, Germania e Regno Unito, l’azienda punta ora al mercato americano. Lo sbarco negli Stati Uniti passerà anche attraverso WeMeet, la piattaforma lanciata nel 2025 per organizzare eventi offline aperti a tutti. In un anno la piattaforma ha registrato circa 2mila eventi, con oltre 50mila partecipanti in 38 città.
[post_title] => Airbnb finanzia WeRoad per 58 milioni e gli prende l'ad D'Amico
[post_date] => 2026-05-29T10:27:28+00:00
[category] => Array
(
[0] => tour_operator
)
[category_name] => Array
(
[0] => Tour Operator
)
[post_tag] => Array
(
[0] => in-evidenza
)
[post_tag_name] => Array
(
[0] => In evidenza
)
)
[sort] => Array
(
[0] => 1780050448000
)
)
[8] => Array
(
[_index] => travelquotidiano
[_type] => post
[_id] => 515416
[_score] =>
[_source] => Array
(
[blog_id] => 1
[post_content] => Il mese di aprile ha segnato una flessione della domanda di viaggio globale - misurata in passeggeri-chilometri trasportati - del 3,4% rispetto ad aprile 2025. Escludendo il Medio Oriente colpito dal conflitto in Iran, la domanda segna invece un aumento dell'1,2%.
Lo rileva l'ultima indagine Iata, a fronte di una capacità totale che è diminuita del 2,9% su base annua; il load factor è stato dell'83,1% (-0,4 punti percentuali rispetto ad aprile 2025).
La domanda internazionale è diminuita del 5,3% rispetto ad aprile 2025: escludendo il Medio Oriente, la domanda è cresciuta dell'1,9%, mentre la capacità è scesa del 5,1% su base annua e il coefficiente di riempimento è stato dell'83,9% (-0,2 p.p. rispetto ad aprile 2025).
«Il calo del 46,6% della domanda per i vettori in Medio Oriente a causa della guerra nella regione è stato così grave da trascinare la domanda complessiva in calo del -3,4% - ha dichiarato Willie Walsh, direttore generale della Iata -. La situazione del trasporto aereo rimane altamente volatile. Il costo del carburante per aerei è più che raddoppiato ad aprile, il che sta spingendo al rialzo le tariffe aeree. I dati relativi al calendario dei voli indicano una riduzione dell’offerta nei prossimi mesi, a dimostrazione del fatto che le compagnie aeree stanno cercando di bilanciare gli elevati costi del carburante e la domanda più debole».
[post_title] => Iata: il -43% della domanda di viaggio in Medio Oriente trascina il dato globale al -3,4%
[post_date] => 2026-05-29T08:40:03+00:00
[category] => Array
(
[0] => trasporti
)
[category_name] => Array
(
[0] => Trasporti
)
[post_tag] => Array
(
)
)
[sort] => Array
(
[0] => 1780044003000
)
)
)
{
"size": 9,
"query": {
"filtered": {
"query": {
"fuzzy_like_this": {
"like_text" : "berlusconi irap la prima imposta da ridurre"
}
},
"filter": {
"range": {
"post_date": {
"gte": "now-2y",
"lte": "now",
"time_zone": "+1:00"
}
}
}
}
}, "sort": { "post_date": { "order": "desc" } }
}{"took":53,"timed_out":false,"_shards":{"total":5,"successful":5,"failed":0},"hits":{"total":772,"max_score":null,"hits":[{"_index":"travelquotidiano","_type":"post","_id":"515923","_score":null,"_source":{"blog_id":1,"post_content":"Neanche il ponte del 2 giugno ravviva il turismo organizzato. Ancora 9 agenzie di viaggio su 10 segnalano vendite in calo. “Il danno reale non è la guerra, ma la sua narrazione”. Ma c’è fiducia nella stabilizzazione o recupero nel prossimo trimestre per il 53% degli agenti: la crisi non è finita, ma almeno ha smesso di peggiorare.\r\nLa rilevazione di maggio 2026 dell’Osservatorio Aidit su un campione di 274 agenzie di viaggio distribuite su tutto il territorio nazionale fotografa un settore sotto pressione: il 90% registra ancora vendite in diminuzione rispetto allo scorso anno e quasi la totalità (87,6%) indica nei media il principale fattore che frena la domanda. La fake news che ha fatto più danni? “Il carburante per gli aerei sta finendo. Probabilmente le scorte si esauriranno il 15 maggio.”.\r\nLe agenzie di viaggio italiane lavorano oggi in un clima segnato più dalla percezione del rischio che dal rischio reale. È questo il dato centrale che emerge dalla rilevazione di maggio dell’Osservatorio Aidit, l’indagine continuativa con cui l’Associazione Italiana Distribuzione Turistica raccoglie ogni mese, dall’inizio della guerra in Iran , la voce diretta delle agenzie — oltre 1.300 risposte complessive raccolte nelle diverse rilevazioni.\r\n\r\nBusiness in calo\r\nIl quadro congiunturale è netto. Nelle ultime quattro settimane il 74,7% delle agenzie dichiara un business in calo, e per quasi metà del campione (48%) si tratta di un calo “forte”. Nel confronto con lo stesso periodo dell’anno precedente, 9 agenzie su 10 (90%) segnalano vendite in diminuzione. Tra chi è in flessione, la contrazione di fatturato si concentra nella fascia tra il –10% e il –25% (34,1%), ma quasi un terzo (31,8%) stima una perdita superiore al –25%.\r\nA pesare non è la disponibilità di spesa in sé, ma un’incertezza diffusa che modifica i comportamenti di acquisto. Oggi i clienti cercano soprattutto sicurezza (77,4%), prezzo (55,5%) e flessibilità (24,1%); il 73% è meno fiducioso nel prenotare rispetto a un mese fa; servono più preventivi per chiudere una vendita (per il 75% delle agenzie il numero è aumentato) e si prenota molto più sotto data (il 78% rileva un accorciamento dell’anticipo). In altre parole: la domanda non è sparita, ma è diventata più lenta, più prudente e più difficile da convertire.\r\n\r\nIl vero moltiplicatore della crisi: l’informazione allarmistica.\r\n\r\nIl punto su cui le agenzie sono più compatte riguarda il ruolo dei media. L’87,6% indica che i media stanno influenzando “moltissimo” e in modo negativo la domanda (il 98,9% almeno “abbastanza”). E il lavoro di rassicurazione è ormai quotidiano: il 94,5% degli agenti si trova “sempre” (58,8%) o “spesso” (35,7%) a dover smentire informazioni non corrette ai propri clienti.\r\nTra i canali percepiti come più responsabili dell’allarmismo svettano i telegiornali nazionali (86,9%), seguiti dai social network (52,9%) e dai quotidiani online (29,2%). La disinformazione più frequente da smentire è stata, in modo nettissimo, la notizia secondo cui “il carburante per gli aerei sta finendo” (71,2%), davanti al generico “è pericoloso viaggiare a causa della guerra” (14,6%).\r\n\r\nProspettive e richieste al sistema\r\nLo sguardo sui prossimi tre mesi resta cauto: il 47,3% prevede prenotazioni in calo, il 31,9% stabili ma il 20,9% in crescita. Di fronte a questo scenario la richiesta delle agenzie è chiara: il 60,1% chiede prima di tutto supporto e riconoscimento dalle Istituzioni, il 24% linee guida ufficiali da condividere con i clienti, a conferma che la principale emergenza percepita è oggi quella comunicativa e reputazionale, prima ancora che operativa.\r\n\r\nGli italiani vogliono ancora partire\r\n“I nostri agenti non stanno raccontando una crisi della voglia di viaggiare: gli italiani vogliono ancora partire. Stanno raccontando una crisi di fiducia, alimentata da una narrazione spesso allarmistica e non verificata. Quando il 95% delle agenzie passa le giornate a smentire notizie false — dal carburante che finisce alle destinazioni ‘off limits’ — il danno economico è reale e misurabile. Chiediamo alle Istituzioni e ai media un’informazione responsabile e dati certi: è il modo più efficace per proteggere imprese, lavoro e il diritto delle persone a viaggiare in sicurezza.” ha dichiarato Domenico Pellegrino, presidente di Aidit\r\nLa fotografia di maggio va letta dentro una traiettoria. L’Osservatorio misura il sentiment delle vendite su una scala da −2 (forte calo) a +2 (forte crescita). L’indice, positivo in autunno (+0,20 a ottobre 2025), è scivolato in territorio negativo in inverno (−0,35 a dicembre) e ha toccato il minimo storico ad aprile 2026 (−1,65), in coincidenza con l’acuirsi della crisi mediorientale e dell’ondata di notizie allarmistiche. A maggio si registra un primo, parziale assestamento (−1,10): il clima resta fortemente negativo, ma la curva interna risale di oltre mezzo punto rispetto al punto più basso, segnale di una possibile stabilizzazione ancora tutta da consolidare.\r\nL’indice “andamento vendite” (la dinamica corrente) migliora ad maggio rispetto ad aprile (da −1,65 a −1,10), mentre l’indice “vendite rispetto all’anno precedente” resta sostanzialmente ancorato sul fondo (da −1,33 a −1,28). Tradotto: la ripartenza congiunturale di brevissimo periodo non ha ancora colmato il divario accumulato su base annua. La crisi, insomma, non è finita; al massimo ha smesso di peggiorare.\r\n ","post_title":"Osservatorio Aidit: in 9 agenzie su 10 vendite ancora in calo","post_date":"2026-06-05T10:44:53+00:00","category":["enti_istituzioni_e_territorio"],"category_name":["Enti, istituzioni e territorio"],"post_tag":[]},"sort":[1780656293000]},{"_index":"travelquotidiano","_type":"post","_id":"515812","_score":null,"_source":{"blog_id":1,"post_content":"Il governo indiano interviene a supporto delle compagnie aeree nazionali colpite dall’aumento dei prezzi del carburante per aerei, a causa del perdurare del conflitto in Iran.\r\n\r\nE' stato infatti creato un fondo di stabilizzazione dei prezzi da un miliardo di dollari circa (100 miliardi di rupie), che fornirà anticipi senza interessi alle società di commercializzazione del petrolio. Secondo il governo il fondo «agevolerà la stabilità dei prezzi del jet fuel per le compagnie aeree in questo periodo di eccezionale volatilità dei prezzi del carburante derivante dalla crisi in Asia occidentale».\r\n\r\nLa misura una tantum, aperta a tutti i vettori indiani di linea, «garantisce una maggiore prevedibilità dei costi del carburante adottando un accordo a prezzo fisso per le operazioni domestiche e internazionali, riducendo così l'esposizione delle compagnie aeree a improvvisi picchi dei prezzi del carburante» afferma il governo.\r\n\r\nIl fondo di sostegno è temporaneo e resterà in vigore per un periodo di tre anni, per contribuire a stabilizzare le tariffe aeree e proteggere la connettività aerea nazionale e internazionale.\r\n\r\nLa mossa viene accolta con favore dai vettori indiani, che hanno subito un duro colpo a causa dell’impennata dei prezzi del carburante e sono stati costretti a ridurre la capacità. Il mese scorso Air India ha dichiarato che avrebbe ridotto le proprie operazioni internazionali fino ad agosto in risposta agli alti prezzi del carburante e alle restrizioni dello spazio aereo.\r\n\r\nIndiGo, da parte sua, ha drasticamente ridotto le proprie previsioni di crescita della capacità per il primo trimestre dell'anno fiscale 2027, rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente, e ha delineato piani per un graduale phase out degli aeromobili in leasing meno efficienti dal punto di vista dei consumi, dopo aver chiuso in perdita l'ultimo esercizio.","post_title":"India: il governo istituisce un fondo da 1 mld di dollari a supporto dei vettori nazionali","post_date":"2026-06-04T11:15:41+00:00","category":["trasporti"],"category_name":["Trasporti"],"post_tag":[]},"sort":[1780571741000]},{"_index":"travelquotidiano","_type":"post","_id":"515804","_score":null,"_source":{"blog_id":1,"post_content":"Una piccola gemma nel cuore del Montefeltro Marche: Ca' Virginia Country house & Wellness si svela attraverso il racconto di dell'a.d. Giacomo Rossi. La struttura nasce nel 2007 da un progetto della famiglia Rossi con l’obiettivo di recuperare un antico complesso rurale. Immersa nel cuore del Montefeltro, a Borgo Massano nel comune di Montecalvo in Foglia, a pochi chilometri da Urbino, la struttura risale agli inizi del Cinquecento ed è situata all’interno di un’azienda agricola di circa cento ettari. Il recupero architettonico è stato realizzato nel pieno rispetto dell’edificio originario, preservandone autenticità e fascino.\r\n\r\nLa struttura\r\nOggi Ca’ Virginia Country House & Wellness dispone di 23 camere ricavate dal recupero dell’antico essiccatoio del tabacco, del fienile e della storica casa colonica. Ogni ambiente è diverso dall’altro e conserva elementi originali come travi in legno, mattoni e pietra a vista, contribuendo a creare un’atmosfera autentica e raffinata. Fiore all’occhiello della struttura è il centro benessere di 200 metri quadrati distribuito su due livelli, con area “Salus per Aquam”, vasca riscaldata a 37 gradi con idromassaggi Jacuzzi, sauna, bagno turco, percorso emozionale con docce calde e fredde, area relax e tisane rigeneranti. Il wellness è accessibile sia agli ospiti dell’hotel sia alla clientela esterna, con ingressi contingentati su fasce orarie dedicate.\r\nAnche la ristorazione rappresenta un elemento distintivo della proposta di Ca’ Virginia. Il ristorante, ricavato dall’antica stalla della proprietà, valorizza la tradizione gastronomica del territorio attraverso una cucina basata su prodotti a chilometro zero e sulle eccellenze locali, dai vini delle cantine del territorio ai formaggi tipici come la Casciotta d’Urbino Dop, fino al celebre prosciutto di Carpegna.\r\n\r\n\r\n[caption id=\"attachment_515806\" align=\"alignright\" width=\"300\"] Giacomo Rossi[/caption]\r\nIl territorio circostante offre inoltre numerose opportunità legate al turismo slow e outdoor. Le colline del Montefeltro e dell’area di Urbino si prestano a esperienze in e-bike, escursioni guidate e percorsi immersi nella natura. Ca’ Virginia è infatti uno dei bike hotel storici delle Marche e propone servizi dedicati ai cicloturisti, dal noleggio biciclette ai tour organizzati per diversi livelli di preparazione atletica.\r\nNel 2022 la struttura ha partecipato alla trasmissione televisiva “4 Hotel” di Bruno Barbieri, nell’edizione dedicata ai bike hotel, conquistando il primo posto. Grande attenzione viene riservata anche alla sostenibilità ambientale. Il progetto, avviato già nel 2004, integra un impianto fotovoltaico, un sistema geotermico e un impianto solare termico che consentono alla struttura di ridurre drasticamente l’utilizzo di combustibili fossili. La filosofia green di Ca’ Virginia si traduce inoltre nell’eliminazione della plastica monouso, nell’utilizzo responsabile delle risorse idriche ed energetiche e nella scelta di prodotti locali e sostenibili, in linea con le più attuali pratiche Esg e con una visione di ospitalità attenta al territorio e al benessere degli ospiti.\r\n(Quirino Falessi)","post_title":"Ca’ Virginia Country House, esempio virtuoso di integrazione con il territorio","post_date":"2026-06-04T10:51:00+00:00","category":["alberghi"],"category_name":["Alberghi"],"post_tag":[]},"sort":[1780570260000]},{"_index":"travelquotidiano","_type":"post","_id":"515566","_score":null,"_source":{"blog_id":1,"post_content":"Continua ad essere grave - e non poteva essere altrimenti - la crisi che ha investito il turismo a Cuba, di riflesso alle restrizioni imposte dagli Stati Uniti sulle forniture di carburante all'Isola dall'inizio dell'anno.\r\n\r\nAd oggi, secondo l’Ufficio nazionale di statistica e informazione di Cuba, la Isla Grande ha registrato meno della metà dei visitatori rispetto allo scorso anno. I viaggiatori continuano in parte ad arrivare, ma in numero esiguo e principalmente dal Canada: fino ad aprile soli 21.000 americani hanno raggiunto la destinazione.\r\n\r\nIl drastico calo si verifica in un contesto caratterizzato da una ormai lunga crisi energetica, interruzioni dei voli aerei, un'incriminazione federale negli Stati Uniti dell'ex presidente cubano Raúl Castro e tensioni accresciute tra gli Stati Uniti e Cuba.\r\n\r\n“La maggior parte dei viaggiatori ha posticipato i viaggi a Cuba perché teme un'azione militare da parte di Trump o è preoccupata per i blackout cronici e la carenza di benzina”, ha affermato Marcel Hatch, ripreso da Travel Weekly, che vive all'Avana e ha fondato Cuba Explorer.\r\n\r\nHatch ha dichiarato a febbraio che le prenotazioni erano crollate fino all'80% nelle settimane successive alla cattura da parte dell'esercito statunitense del presidente venezuelano Nicolas Maduro. A distanza di mesi, sta assistendo solo una “manciata di ospiti”, sebbene l'operatore non abbia sospeso gli itinerari.\r\n\r\n“In breve, l'attività dei tour operator e delle agenzie di viaggio cubane è crollata, proprio come è successo durante i lockdown per il Covid”, ha affermato.\r\n\r\nAltro esempio quello di Intrepid Travel che, preoccupato per la disponibilità dei voli e i problemi di carburante, ha cancellato tutti i viaggi a Cuba fino al 30 giugno.","post_title":"Cuba: turismo al palo con il persistere delle restrizioni imposte dagli Usa","post_date":"2026-05-29T13:43:59+00:00","category":["estero"],"category_name":["Estero"],"post_tag":[]},"sort":[1780062239000]},{"_index":"travelquotidiano","_type":"post","_id":"515526","_score":null,"_source":{"blog_id":1,"post_content":"Mega Serena, la nuova nave di Corsica Sardinia Ferries, ha preso il largo La nave affiancherà le altre unità della flotta su tutte le linee servite dalla compagnia verso Corsica, Sardegna e Baleari.\r\n\r\n«Questo nuovo traghetto contribuirà a rafforzare la presenza sul mercato, a migliorare ulteriormente la qualità del servizio, la frequenza offerta e la flessibilità dei collegamenti» spiegano dalla compagnia\r\nLa nave\r\nCon una stazza lorda di circa 39.200 tonnellate e una capacità fino a 2000 passeggeri e oltre 600 veicoli (oppure 2000 metri lineari per il carico rotabile) la nave è dotata delle più moderne tecnologie in termini di sicurezza, sostenibilità e prestazioni.\r\n\r\nLa nave è già equipaggiata per il collegamento elettrico da terra (shore to ship), durante le soste in porto; i lavori di finalizzazione del sistema saranno conclusi nei prossimi mesi. Questo consentirà di ridurre significativamente le emissioni inquinanti, rumori e vibrazioni, migliorando la qualità dell’aria e l’impatto acustico portuale, contribuendo alla decarbonizzazione del settore marittimo e alla transizione verso porti più \"green\".\r\n\r\nDopo il recentissimo e completo restyling, eseguito presso i cantieri San Giorgio di Genova, la nave offre ambienti moderni, luminosi e confortevoli, con i locali pubblici che si differenziano per identità, arredi e offerta, in linea con lo stile delle Navi Gialle. «L’ingresso della Mega Serena rappresenta un ulteriore e fondamentale passo per la nostra crescita e conferma il costante impegno per un servizio efficiente, sicuro e attento all’ambiente - dichiara Sébastien Romani, amministratore delegato di Corsica Sardinia Ferries -. Questa nuova unità ci permetterà di migliorare l’offerta per i nostri clienti e di affrontare con ancora più forza le sfide del mercato».","post_title":"Mega Serena si aggiunge alla flotta di Corsica Sardinia Ferries","post_date":"2026-05-29T12:23:23+00:00","category":["tour_operator"],"category_name":["Tour Operator"],"post_tag":[]},"sort":[1780057403000]},{"_index":"travelquotidiano","_type":"post","_id":"515500","_score":null,"_source":{"blog_id":1,"post_content":"[caption id=\"attachment_489473\" align=\"alignleft\" width=\"300\"] Luciano Pareschi[/caption]\r\n\r\nAdrenalina, divertimento ma anche relax, spettacoli e benessere: è la proposta dei grandi parchi acquatici che, con il lungo ponte del 2 giugno, riaprono i battenti, portando a pieno regime l’offerta dei parchi divertimento italiani.\r\n\r\nIl trend incontra il favore del pubblico: secondo una recente analisi condotta da GRS per l’Osservatorio AssoParchi, la prima motivazione di scelta è proprio la disponibilità di aree relax e benessere, seguita dalle ambientazioni immersive e dalla presenza di spazi attrezzati per i bambini. Scivoli estremi e attrazioni adrenaliniche si collocano solo al quarto posto.\r\n\r\nSul fronte dei prezzi, AssoParchi chiede da tempo che agli sforzi delle imprese si associ anche l’intervento del Governo, attraverso semplificazioni sui processi di vendita e la riduzione dell’Iva sui biglietti, sul modello della Gran Bretagna, che ha recentemente deciso di abbattere l’imposta per i mesi estivi portandola al 5% sui biglietti per parchi divertimento, parchi avventura, zoo, musei e attrazioni.\r\n\r\nMaurizio Crisanti, direttore AssoParchi, spiega: “La scelta britannica dimostra che la leva fiscale può essere utilizzata in modo concreto per sostenere l’accessibilità dell’offerta turistica, culturale e ricreativa. È esattamente il principio che sosteniamo da anni, insieme a Rete Imprese di Spettacolo/AGIS. Ridurre l’IVA significa creare le condizioni perché le famiglie possano uscire di più e generare più domanda. Una misura di politica economica per stimolare i consumi interni, favorire l’occupazione stagionale e produrre benefici anche per i territori”.\r\n\r\nLuciano Pareschi, Presidente AssoParchi, dichiara: “Il settore arriva a questo appuntamento con un’offerta che non ha nulla da invidiare ai migliori parchi europei. Le imprese hanno continuato a investire nonostante l’aumento dei costi energetici, la spinta inflazionistica e un quadro regolatorio che non sempre favorisce la crescita. Per i parchi tematici i primi mesi dell’anno sono sostanzialmente in linea con il 2025.\r\n\r\n\"La stagione appena iniziata per i parchi acquatici è tutta da scrivere anche se le aspettative, clima permettendo, sono di crescita. Ora guardiamo con attenzione a una domanda che potrebbe essere favorita dalla tendenza delle famiglie a viaggiare meno all’estero e a scegliere mete di prossimità. In una fase in cui molti operatori turistici hanno aumentato in modo rilevante i prezzi, i parchi hanno fatto una scelta diversa: contenere il costo del biglietto e investire in promozioni e formule flessibili per favorire la partecipazione. È una scelta industriale, ma anche sociale”.\r\n\r\nTra parchi a tema, acquatici, faunistici e avventura, il settore comprende più di 400 strutture in Italia. Con oltre 350 milioni di euro di fatturato dalla sola vendita dei biglietti, 21,1 milioni di visitatori certificati SIAE e 25.000 posti di lavoro diretti, i parchi divertimento si collocano a pieno titolo tra i principali attori dell’industria turistica e dell’intrattenimento in Italia: vere e proprie destinazioni in grado di attivare e sviluppare economie locali, alimentare flussi di visitatori, sostenere l’ospitalità, la ristorazione, i servizi, i trasporti e l’intera filiera del tempo libero. Un impatto che si traduce in un indotto del valore di 8 miliardi di euro, a conferma del ruolo centrale dei parchi divertimento come presidi di sviluppo, occupazione e attrattività per i territori in cui operano.","post_title":"AssoParchi, pronti per l'estate. Il governo riduca l'Iva sui biglietti","post_date":"2026-05-29T10:58:21+00:00","category":["enti_istituzioni_e_territorio"],"category_name":["Enti, istituzioni e territorio"],"post_tag":[]},"sort":[1780052301000]},{"_index":"travelquotidiano","_type":"post","_id":"515485","_score":null,"_source":{"blog_id":1,"post_content":"E' il ceo di Wizz Air, Jozsef Varadi, a metterci la faccia per tranquillizzare operatori e passeggeri sul tanto discusso tema di disponibilità e costo del carburante nel settore aereo, messo alla prova dalle conseguenze del protrarsi del conflitto in Iran.\r\nIn un breve messaggio video, il ceo invita i potenziali passeggeri a prenotare senza timori, spiegando che Wizz Air \"è pienamente coperta per l’approvvigionamento di jet fuel, senza alcun impatto sulle operazioni. L’intero network - che comprende oltre 200 aeroporti - non ha registrato cancellazioni legate alla disponibilità di carburante\". La compagnia dispone inoltre di solide soluzioni alternative per garantire la continuità operativa anche in contesti di mercato complessi.\r\nLa low cost ungherese conferma che \"la programmazione estiva sarà mantenuta integralmente come prevista\". La compagnia ribadisce inoltre di non avere in programma l’introduzione di alcun sovrapprezzo carburante: le tariffe già acquistate resteranno invariate, indipendentemente dalla volatilità dei costi del jet fuel.\r\nQuesto posizionamento è supportato \"da una performance operativa particolarmente solida e da elevati livelli di affidabilità registrati negli ultimi 18 mesi. Wizz Air rinnova il proprio impegno a offrire ai passeggeri un servizio stabile, affidabile e conveniente, incoraggiando prenotazioni in piena fiducia\".","post_title":"Wizz Air, Varadi sul carburante: \"Coperti al 100%. Le tariffe non aumenteranno\"","post_date":"2026-05-29T10:49:11+00:00","category":["trasporti"],"category_name":["Trasporti"],"post_tag":[]},"sort":[1780051751000]},{"_index":"travelquotidiano","_type":"post","_id":"515473","_score":null,"_source":{"blog_id":1,"post_content":"\r\n\r\n\r\n\r\n\r\n\r\n\r\n\r\n\r\n\r\n\r\n\r\nAirbnb ha partecipato nelle vesti di capofila a un finanziamento da 58 milioni di dollari a favore di WeRoad, società fondata da Paolo De Nadai nel 2017 che ha oggi all'attivo circa 300.000 viaggiatori trasportati dall'anno della sua fondazione.\r\n\r\n\r\nCon l’operazione, Airbnb entra nel capitale della società con una quota superiore al 10%, affiancando gli investitori già presenti, tra cui H14 della famiglia Berlusconi, oltre a diversi imprenditori e founder italiani del settore tecnologico. Grazie all’ultimo aumento di capitale, i fondi raccolti complessivamente da WeRoad dalla nascita salgono a circa 100 milioni di dollari.\r\nL’investimento rappresenta anche una mossa strategica per Airbnb, che negli ultimi anni ha ampliato il proprio interesse verso esperienze e servizi collegati al turismo oltre agli affitti brevi.\r\n\r\nAndrea D'Amico (ad WeRoad) entra in Airbnb\r\nAndrea D’Amico, amministratore delegato di WeRoad ed ex manager di Booking.com, si trasferirà a San Francisco per guidare la categoria hotel di Airbnb. Come si legge sul Sole 24Ore, D’Amico resterà comunque coinvolto in WeRoad come membro del board. Alla guida operativa della società rimarrà il fondatore Paolo De Nadai insieme ai co-founder Fabio Bin, chief marketing officer, e a Erika De Santi, chief of experience.\r\n\r\nWeRoad, come si legge su Quifinanza, ha costruito il proprio modello di business attorno ai viaggi di gruppo dedicati soprattutto a Millennials e Generazione Z. L’idea è quella di permettere a persone che partono da sole di condividere esperienze con viaggiatori della stessa fascia d’età e con interessi simili. Nel 2025 WeRoad ha registrato ricavi per 130 milioni di euro, con una crescita del 30% rispetto all’anno precedente. Nel 2026 il Financial Times ha inserito l’azienda tra le società europee a più rapida crescita.\r\n\r\n\r\n\r\n\r\n\r\n\r\n\r\n\r\n\r\n\r\n\r\n\r\nLe ragioni del successo\r\nIl successo di WeRoad è stato costruito combinando social network, tecnologia e attività offline. La società ha sviluppato una community di circa 3,5 milioni di follower e oltre 4mila coordinatori di viaggio.\r\n\r\nLa nuova raccolta di capitali servirà soprattutto per finanziare l’espansione fuori dall’Europa. Dopo aver consolidato la presenza in Italia, Spagna, Francia, Germania e Regno Unito, l’azienda punta ora al mercato americano. Lo sbarco negli Stati Uniti passerà anche attraverso WeMeet, la piattaforma lanciata nel 2025 per organizzare eventi offline aperti a tutti. In un anno la piattaforma ha registrato circa 2mila eventi, con oltre 50mila partecipanti in 38 città.\r\n\r\n \r\n\r\n \r\n\r\n","post_title":"Airbnb finanzia WeRoad per 58 milioni e gli prende l'ad D'Amico","post_date":"2026-05-29T10:27:28+00:00","category":["tour_operator"],"category_name":["Tour Operator"],"post_tag":["in-evidenza"],"post_tag_name":["In evidenza"]},"sort":[1780050448000]},{"_index":"travelquotidiano","_type":"post","_id":"515416","_score":null,"_source":{"blog_id":1,"post_content":"Il mese di aprile ha segnato una flessione della domanda di viaggio globale - misurata in passeggeri-chilometri trasportati - del 3,4% rispetto ad aprile 2025. Escludendo il Medio Oriente colpito dal conflitto in Iran, la domanda segna invece un aumento dell'1,2%.\r\n\r\nLo rileva l'ultima indagine Iata, a fronte di una capacità totale che è diminuita del 2,9% su base annua; il load factor è stato dell'83,1% (-0,4 punti percentuali rispetto ad aprile 2025).\r\n\r\nLa domanda internazionale è diminuita del 5,3% rispetto ad aprile 2025: escludendo il Medio Oriente, la domanda è cresciuta dell'1,9%, mentre la capacità è scesa del 5,1% su base annua e il coefficiente di riempimento è stato dell'83,9% (-0,2 p.p. rispetto ad aprile 2025).\r\n\r\n«Il calo del 46,6% della domanda per i vettori in Medio Oriente a causa della guerra nella regione è stato così grave da trascinare la domanda complessiva in calo del -3,4% - ha dichiarato Willie Walsh, direttore generale della Iata -. La situazione del trasporto aereo rimane altamente volatile. Il costo del carburante per aerei è più che raddoppiato ad aprile, il che sta spingendo al rialzo le tariffe aeree. I dati relativi al calendario dei voli indicano una riduzione dell’offerta nei prossimi mesi, a dimostrazione del fatto che le compagnie aeree stanno cercando di bilanciare gli elevati costi del carburante e la domanda più debole».","post_title":"Iata: il -43% della domanda di viaggio in Medio Oriente trascina il dato globale al -3,4%","post_date":"2026-05-29T08:40:03+00:00","category":["trasporti"],"category_name":["Trasporti"],"post_tag":[]},"sort":[1780044003000]}]}}