20 April 2026

Astoi: su Sharm il Tg1 non dice la verità

Nardo FilippettiAnche Astoi prende posizione e polemizza con il Tg1. «Con riferimento alla puntata del TG1, andata in onda domenica scorsa, Astoi Confindustria Viaggi denuncia la non veridicità di quanto affermato dal corrispondente al Cairo della testata giornalistica, Marc Innaro, in merito alla “quasi totale assenza di turisti italiani” a Sharm El Sheikh» inizia così la nota dell’associazione guidata da Nardo Filippetti. «Astoi, che rappresenta l’80% del tour operating italiano, nei giorni scorsi ha rilevato i dati effettivi sulle presenze dei nostri connazionali nelle diverse località balneari del Mar Rosso – continua la nota -. Sulla base delle informazioni in nostro possesso, in questo periodo ci sono mediamente circa 19 mila italiani a settimana distribuiti nella varie località (Sharm, Marsa Alam, Hurgada), di cui circa 10 mila solo a Sharm. Peraltro, tali cifre sono state da noi comunicate, in varie occasioni, alla stampa oltreché a diverse testate giornalistiche, tra le quali figura anche lo Speciale Tg1.  Possiamo dunque confermare quanto già dichiarato a più riprese: nei principali centri di attrazione turistica del Mar Rosso (Sharm el Sheikh, Marsa Alam, Hurgada) e della costa nord (Marsa Mathrou), un gran numero di nostri connazionali sta trascorrendo le proprie vacanze in assoluta tranquillità. Le richieste di cancellazione dei soggiorni prenotati in queste località sfiorano ad oggi il 3%, dato che possiamo considerare come ampiamente fisiologico. Pertanto, ci auguriamo che il Tg1 ripristini quanto prima una corretta informazione sul tema e che non si continui a dare risalto a notizie che sembrano avere l’unico scopo di danneggiare l’economia turistica del paese».

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Negli ultimi anni il turismo globale ha attraversato alcune delle fasi più complesse della sua storia recente: pandemia, chiusure improvvise delle frontiere, conflitti internazionali, interruzioni del traffico aereo, eventi climatici estremi. Ogni volta Guiness Travel, come tutti i t.o. italiani, ha dimostrato la propria capacità di risposta: assistenza ai clienti in viaggio, riprotezioni a seguito di cancellazioni, rimborsi integrali anche quando non dovuti, riorganizzazione degli itinerari e gestione operativa delle emergenze h24. Si tratta di attività che richiedono competenze, strutture dedicate e una rete professionale capace di intervenire rapidamente anche in contesti ad alta complessità. È proprio in queste circostanze che il modello del travel organizzato rivela pienamente la propria funzione: assumersi la responsabilità della gestione del viaggio e della tutela del cliente».\r\n\r\n«Eppure, oggi - ammette con amarezza Mosca - oltre il 70% del turismo continua a essere costruito in autonomia. È qui che si apre una riflessione strategica per tutto il settore. Perché mai come ora, in un contesto internazionale instabile, il travel organizzato ha l’opportunità — e la responsabilità — di andare a intercettare questa quota di mercato, portando un messaggio più chiaro, più diretto, più comprensibile. In questo scenario anche il ruolo delle agenzie di viaggio rimane centrale. La relazione con il cliente, la capacità di spiegare con chiarezza il perimetro delle tutele e di orientare le scelte con consapevolezza rappresentano un elemento di valore per l’intera filiera turistica».\r\nPunto di svolta\r\nPer Guiness Travel «il momento attuale non è solo occasione di riflessione, ma un punto di svolta. Il valore del travel organizzato non può più essere raccontato esclusivamente attraverso l’offerta di prodotto. Deve essere reso evidente, comprensibile e riconoscibile per ciò che realmente è: un sistema costruito su responsabilità, competenza e tutela concreta del viaggiatore. Per questo motivo, nelle prossime settimane, Guiness avvierà un piano di comunicazione strutturato e multicanale rivolto al mercato e alla rete distributiva. Questa visione si tradurrà in scelte operative precise: partnership selezionate, modelli distributivi coerenti e decisioni nette, orientate a rafforzare un posizionamento chiaro e distintivo. Perché in un contesto internazionale sempre più instabile non è più il tempo delle ambiguità. È il tempo della chiarezza e delle responsabilità. È il tempo di agire. Il travel organizzato non può più limitarsi a esistere. Deve affermare il proprio valore. E chi ha una struttura, una visione e una responsabilità reale — oggi — ha anche il dovere di farlo».","post_title":"Guiness Travel: per il turismo organizzato «è il momento della svolta»","post_date":"2026-04-13T13:52:11+00:00","category":["tour_operator"],"category_name":["Tour Operator"],"post_tag":[]},"sort":[1776088331000]}]}}