16 April 2026

Assoeventi: a rischio la metà delle imprese italiane del wedding

Circa la metà delle 43 mila aziende del comparto del wedding potrebbe scomparire entro tre-cinque mesi, se il governo non dovesse intervenire con misure di sostegno. È il grido d’allarme lanciato dalle colonne del Sole 24 Ore dal presidente di Assoeventi – Confindustria, Michele Boccardi. Tra i segmenti più colpiti da una crisi, che nel 2020 si stima possa generare perdite per complessivi 26 miliardi di euro, ci sarebbe infatti proprio quello dei matrimoni, i cui ricavi sono oggi completamente annullati. Il comparto negli ultimi anni stava registrando un successo crescente, soprattutto per la domanda internazionale verso location come la Toscana, la Puglia, la Sicilia e il lago di Como. Il settore del wedding era tanto rilevante da pesare, fino all’avvento dell’emergenza coronavirus, per ben 10 miliardi annui rispetto ai 33 miliardi totali dell’industria del mice italiana.

Ora però, rivela sempre Boccardi, il giro d’affari generato dagli stranieri che si sposano in Italia si è completamente annullato, mentre i nostri connazionali si dividono tra chi ha rinviato l’evento al biennio 2021-2022 e chi li ha annullati perché in cassa integrazione. La situazione è ulteriormente aggravata, conclude Boccardi, dal fatto che gli eventi vengono quasi sempre programmati con cinque – sei mesi di anticipo. Il comparto perciò non potrà ripartire subito, ma dovrà attendere i tempi di ripresa dell’intera macchina organizzativa. Per questo Assoeventi chiede al governo un contributo a fondo perduto riservato alle aziende del settore, che nei primi sei mesi dell’anno abbiano subito una contrazione del fatturato superiore al 50%. L’intervento potrebbe arrivare fino al 50% del valore della perdita di giro d’affari subita, con un massimale di 1 milione di euro per operatore beneficiario. La misura, infine, potrebbe far leva sui fondi del Programma operativo nazionale complementare (Pon) imprese e competitività 2014-2020, nonché sulle risorse del fondo per lo sviluppo e coesione del ministero dei Beni culturali.

 

 

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