18 April 2026

Aidit chiede al Mibact di riordinare la materia sulle adv. C’è ancora troppa confusione

Aidit ha chiesto un incontro al Mibact per sottoporre all’attenzione del Mmnistero alcuni temi urgenti, che riguardano la tutela dei viaggiatori e la valorizzazione del ruolo e della funzione della distribuzione turistica qualificata.

I recenti fatti di cronaca internazionale, con fallimenti di compagnie aeree e tour operator, pongono ancora una volta all’attenzione dell’opinione pubblica e degli operatori del settore l’importanza delle tutele e delle garanzie offerte dalla normativa vigente in Italia a chi acquista pacchetti turistici, assicurando, in caso di insolvenze o fallimenti, il rimborso del prezzo versato per l’acquisto del pacchetto, oltre al rientro eventuale del viaggiatore.

Una parte purtroppo ancora rilevante del mercato italiano è però ancora in balia di soggetti spregiudicati che esercitando abusivamente la professione, spesso nella più completa illegalità, destabilizzano il settore e non offrono alcuna forma di garanzia o tutela ai viaggiatori. Tali abusi e truffe avvengono sia online che nelle strutture fisiche.

Aidit, aderente a Federturismo Confindustria, ritiene che tali abusi debbano essere contrastati con la massima severità e determinazione, mettendo anche a disposizione dei consumatori strumenti efficaci e veloci per verificare la serietà degli operatori turistici a cui si rivolgono.

Basterebbe prendere spunto dalle soluzioni adottate da tempo nel mondo delle assicurazioni R.C. auto: pochi click e col numero di targa ciascuno di noi può verificare la copertura assicurativa di un autoveicolo o motociclo. 

Strumento che teoricamente già esiste per il turismo. Sarebbe infatti necessario potenziare ed aggiornare la banca dati già esistente sul sito infotrav.it con le informazioni obbligatorie riguardanti, per ogni agenzia, la regolare copertura assicurativa RC e il Fondo di Garanzia/polizza insolvenza, previsti dalle norme vigenti.

Un simile strumento, a portata di click o di smartphone, darebbe un impulso decisivo per il contrasto all’illegalità innalzando realmente il livello delle tutele per i viaggiatori.

Ed è lo stesso Mibact che nel suo sito riporta:

“L’attesa informativa dei consumatori va ricondotta all’esigenza di disporre preventivamente di elementi di informazione attendibili (autorizzazione, assicurazione, ….) circa l’agenzia di viaggio cui intendono rivolgersi, al fine di poter organizzare il proprio viaggio o la propria vacanza in modo più consapevole e sereno: è infatti opportuno sapere, ad esempio, che i pacchetti turistici acquistati e non fruiti dal consumatore, a causa dell’insolvenza o fallimento dell’organizzatore e/o venditore, sono rimborsabili dal Fondo nazionale di garanzia (ex art. 51 del Decreto Legislativo 23 maggio 2011, n. 79) solo se venduti da un’agenzia legalmente operante ai sensi della normativa vigente.”

Sullo stesso sito si legge anche che:

I dati vengono aggiornati autonomamente dalle Regioni o dagli enti locali a tal fine delegati.” Su questo punto, Aidit ritiene inutile ogni ulteriore commento; consultando il sito infotrav.it è infatti facilmente verificabile come esistano alcuni casi di enti territoriali virtuosi ed altri che non provvedono all’aggiornamento delle informazioni nei tempi necessari.

Tale impostazione decentrata del turismo ha comunque esaurito completamente la sua fase storica. Basti considerare la quantità di prodotti turistici distribuiti online dalle stesse agenzie, attraverso siti, portali o semplicemente social networks. Un processo che travalica completamente la sfera e la competenza locale e diviene quanto meno nazionale (spesso internazionale).

Ultimo tema per la normalizzazione e moralizzazione del settore è certamente il ruolo svolto dai tour operator che, oltre a dotarsi essi stessi degli idonei sistemi di garanzia e protezione per i clienti finali, attualmente sembrano ignorare completamente l’argomento. Molti di essi, infatti, forniscono indiscriminatamente materiale illustrativo, codici di prenotazione e accesso diretto ai loro sistemi di booking a ciascuna agenzia viaggi che stimano commercialmente utile, senza verificare che essa abbia i requisiti minimi di legge per operare e che non si esauriscono nel mero possesso della licenza, bensì si completano con le coperture assicurative obbligatorie o la posizione attiva in fondi di garanzia dedicati.

Se tutti i tour operator distribuissero i loro prodotti unicamente attraverso i canali autorizzati dalla legge ed i consumatori avessero strumenti idonei per controllare in tempo reale il possesso dei suddetti requisiti da parte delle agenzie, avremmo un sistema più qualificato, che genera valore e quindi stimola anche positivamente i consumatori.

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Un nuovo aggravio per la categoria degli agenti di viaggio L'applicazione della ritenuta d’acconto sulle commissioni, sancita dalla Legge di Bilancio 2026, rappresenta l'ennesima sfida burocratica ed economica per un settore già fortemente sotto pressione e sulla linea di galleggiamento. Sebbene Iata stia lavorando all'adeguamento dei sistemi Bsp per automatizzare il calcolo, la realtà operativa per gli agenti di viaggio si fa più complessa per diversi motivi: Impatto sulla liquidità La ritenuta d’acconto comporta, di fatto, un'anticipazione d'imposta che sottrae liquidità immediata alle agenzie. In un modello di business dove i margini sulle commissioni sono già ridotti, questo differimento finanziario può pesare sulla gestione quotidiana della cassa. Carico amministrativo: Non si tratta solo di una trattenuta fiscale, ma di un nuovo onere gestionale. 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