Supranational Hotels, secondo più grande consorzio alberghiero
31 luglio 2009 14:58
Il consorzio Supranational Hotels, di cui Space Hotels è il partner italiano, si è classificato secondo nei top 25 dei World’s Largest Hotel Sales & Marketing Consortia. La classifica, stilata dalla rivista Hotels Magazine in base al numero totale di camere disponibili, ha consegnato la medaglia d’argento a Supranational Hotels che vanta oltre 297 mila camere distribuite in milla 662 strutture, riconfermando la posizione già occupata nel 2007. I punti di forza del consorzio riguardano le vendite, la promozione, il servizio oltre alla leadership tecnologica, detenuta anche grazie al sistema di prenotazione ColumbusNG, di cui si avvale Supranational Hotels.
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La Wellbeing Collection di Small Luxury Hotels of the World festeggia l’ingresso di sette nuovi membri, raggiungendo un totale di 21 hotel indipendenti che compongono la collezione.
Lanciata nel 2025, la Wellbeing Collection riunisce hotel in cui il benessere non si limita alla spa, ma permea ogni aspetto dell’esperienza di soggiorno. Ogni struttura è stata selezionata per la sua capacità di favorire il benessere fisico, mentale ed emotivo attraverso un approccio olistico che integra design consapevole, il contatto con la natura, una alimentazione equilibrata, la valorizzazione della cultura e tradizioni locali ed esperienze uniche.
Le new entry
Tra le nuove strutture, Dharana at Shillim, nei pressi di Pune, in India, è un retreat immerso nei Monti Sahyadri, patrimonio Unesco, dove moderne tecniche diagnostiche si integrano con l'Ayurveda, nutrizione terapeutica, yoga, breathwork ed esperienze di connessione profonda con la natura. Le 99 ville creano una continuità armoniosa tra spazi interni ed esterni, mentre l'offerta gastronomica abbraccia una filosofia earth-to-table.
Gli altri sei nuovi ingressi nella Wellbeing Collection propongono interpretazioni diverse e complementari di una stessa filosofia del benessere. A Bali, Revivo Wellness Resort combina fitness funzionale, idroterapia e pratiche di mindfulness con gli antichi rituali della tradizione terapeutica balinese, immerso nei giardini tropicali di Nusa Dua. In Transilvania, Zabola Estate, invita invece a rallentare il ritmo attraverso passeggiate nei boschi, escursioni a cavallo e incontri ravvicinati con la fauna selvatica. Sulla costa pacifica di Panama, Sansara Surf & Yoga Resort costruisce la propria esperienza attorno a surf, yoga e percorsi gastronomici creativi, mentre in Finlandia Skýra Retreat celebra il legame con la natura attraverso rituali di sauna, immersioni in acqua fredda and forest bathing. In Alto Adige, Hotel Saltus valorizza lo spettacolare contesto alpino, abbinando i benefici rigeneranti della Forest Spa immersa nel bosco alle panoramiche Sky Pools e a una serie di attività pensate per favorire una connessione più profonda con la natura. Arroccato sulle montagne della Costa Rica, Il Retreat Costa Rica propone un approccio olistico che unisce cucina nutriente, yoga, sound healing e passeggiate nella natura.
All’interno della collezione, i nuovi ingressi si affiancano a hotel che testimoniano la grande varietà di percorsi possibili dedicati al benessere. A Creta, Acro Suites valorizza il suggestivo paesaggio dell’Egeo attraverso un’architettura ispirata alle grotte, pratiche di respirazione consapevole, sound healing e cucina mediterranea. A Hoi An, Namia River Retreat integra pratiche vietnamite come le tecniche di respirazione duong sinh, trattamenti a base di erbe e rituali lungo il fiume. Bhutan Spirit Sanctuary costruisce ogni soggiorno attorno alla medicina bhutanese, alla meditazione e alle pratiche spirituali, mentre Rio Perdido in Costa Rica combina rigenerazione e avventura grazie ad acque termali naturali, sentieri nella foresta, canyoning e trattamenti all’aria aperta.
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[post_content] => Gb Thermae Hotels avvia una nuova collaborazione con Ogs Pr&Communication per le attività di pr, ufficio stampa e comunicazione. L’obiettivo è rafforzare il posizionamento del gruppo alberghiero della famiglia Borile sul mercato italiano e internazionale e accompagnare una nuova fase della narrazione del termalismo e della destinazione Abano Terme.
Il gruppo, che da cinquant’anni rappresenta una realtà dell’ospitalità termale ai piedi dei Colli Euganei, opera attraverso cinque strutture ad Abano Terme: Abano Grand Hotel, Grand Hotel Trieste & Victoria, hotel Terme Due Torri, hotel Terme Metropole e La Residence Terme & Idrokinesis.
La strategia
La strategia punta a superare la lettura tradizionale del soggiorno termale, integrando alla dimensione della cura temi come prevenzione, longevità, medical wellness, ricerca scientifica, rigenerazione e lifestyle. Una proposta pensata per intercettare anche nuove generazioni e un pubblico internazionale alla ricerca di un’esperienza che unisca benessere, salute, natura, gastronomia e territorio. Elemento centrale resta la risorsa termale: ciascuna delle cinque strutture dispone infatti di una propria sorgente e di un proprio stabilimento termale. Su questa base Gb Thermae Hotels ha sviluppato un’offerta che combina tradizione e innovazione, competenze mediche e ricerca, ospitalità e qualità del servizio.
La comunicazione affidata a Ogs si concentrerà quindi sulle diverse anime del gruppo, dal medical wellness al luxury lifestyle fino al family travel, con l’obiettivo di raccontare anche Abano Terme attraverso un linguaggio più contemporaneo e come destinazione legata al benessere naturale, alla rigenerazione e alla qualità del tempo.
(Enzo Scudieri)
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[post_content] => R Collection Hotels investe sul lago di Come varando una nuova fase di sviluppo con quattro nuovi progetti che vedranno la luce nel 2027: il gruppo debutterà nel cuore di Como città con tre nuove aperture mentre si lavora ad un nuovo progetto, ancora top secret, a Cernobbio.
«Il Lago di Como vive un momento straordinario e continua a esercitare un fortissimo appeal internazionale, ma crediamo che sia proprio questo il momento di non adagiarsi sulla fortuna della destinazione», commenta Ludovica Rocchi, owner e brand director di R Collection Hotels. «La crescita porta con sé una responsabilità: continuare a investire nella qualità dell'ospitalità, nei luoghi e soprattutto nelle persone che la rendono possibile ogni giorno. È con questa visione che stiamo preparando la prossima fase del nostro sviluppo sul territorio.»
Le novità vedranno l'apertura in centro città del Lake Como Palace e dell'EX-C Excelsior Como, a cui si aggiungerà, nella seconda metà dell'anno, Hotel Due Corti, ampliando ulteriormente la presenza del gruppo nella città. A Cernobbio nascerà invece Villa O, nuovo progetto di ospitalità di R Collection Hotels in una delle località più iconiche del lago di Como.
Le quattro aperture andranno ad affiancarsi alle strutture già presenti a Menaggio e Varenna, delineando una presenza sempre più articolata sul territorio, attraverso destinazioni e proposte di ospitalità differenti e complementari.
Campagna di recruiting
La nuova fase di sviluppo sul Lago di Como sarà accompagnata da un'importante campagna di recruiting, con l'obiettivo di rafforzare i team delle strutture esistenti e costruire per tempo le squadre che accompagneranno le prossime aperture.
Tra gli investimenti più significativi rientra la nuova Staff House di Menaggio, un progetto residenziale contemporaneo sviluppato dall'architetto Paolo Cozzolino dello studio GLA – Genius Loci Architettura e pensato per andare oltre il tradizionale concetto di alloggio per il personale.
La struttura offrirà 243 posti letto distribuiti in 124 camere, tutte dotate di bagno privato, e nasce con l'obiettivo di creare un ambiente in cui benessere, tranquillità e qualità della vita siano parte dell'esperienza quotidiana dei collaboratori.
Ad accompagnare questa nuova fase sarà anche un rafforzamento della struttura manageriale del gruppo, con la nomina di Riccardo Bortolotti ad area general manager Lake Como di R Collection Hotels e l'arrivo di Thomas Schmidt in qualità di general manager del Grand Hotel Victoria Concept & Spa di Menaggio.
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[post_content] => Traguardo fissato a quota 100 milioni di visitatori internazionali entro il 2030: questo l'obiettivo per gli Stati Uniti dopo che ieri il presidente Donald Trump ha incontrato i dirigenti di alcune delle più grandi compagnie aeree, catene alberghiere e agenzie di viaggio del Paese.
L'intero settore ha fatto pressioni sulla Casa Bianca affinché, sulla scia del successo dei Mondiali di calcio, venga perseguito questo ambizioso target.
«Vorremmo collaborare con voi come settore per riconquistare quel titolo e rendere gli Stati Uniti la destinazione più visitata al mondo», ha detto a Trump durante l’incontro Geoff Freeman, presidente e amministratore delegato della U.S. Travel Association, nel tentativo di strappare il primato alla Francia.
Secondo la U.S. Travel Association, a giugno la spesa per i viaggi negli Stati Uniti è aumentata del 6,2% rispetto all’anno precedente, raggiungendo i 122,1 miliardi di dollari, il dato mensile più alto registrato nell’ultimo anno. L’associazione ha attribuito l’incremento in parte al picco della domanda estiva e alle tariffe alberghiere più elevate nelle città che ospitano le partite dei Mondiali.
Tuttavia, altri indicatori dipingono un andamento a macchia di leopardo: sempre secondo la U.S. Travel, a giugno i prezzi dei viaggi sono aumentati dell’8,1% rispetto all’anno precedente, superando l’incremento della spesa complessiva, mentre il volume dei passeggeri aerei è diminuito dell’1,3%. Gli arrivi dall’estero sono scesi dell’1,8% a giugno e sono rimasti inferiori del 4,3% da inizio anno.
Dati più recenti mostrano che gli arrivi dall’estero sono diminuiti del 7% a luglio rispetto all’anno precedente e sono in calo del 4,7% dall’inizio dell’anno. Tale calo ha superato la flessione complessiva del volume dei passeggeri aerei, pari al 2,1% a luglio.
Il trend dei viaggi internazionali negli Usa continua quindi ad essere attenzionato: nel 2025 (primo anno del ritorno di Trump alla Casa Bianca) gli arrivi stranieri sono diminuiti del 5,5%, con i funzionari del settore turistico che hanno indicato come cause le lunghe attese per i colloqui per il visto, le politiche di immigrazione più restrittive e le preoccupazioni di alcuni viaggiatori stranieri riguardo all’ingresso nel Paese.
Le attuali previsioni della U.S. Travel, quest’anno il numero di visitatori internazionali dovrebbe rimanere “stabile o registrare un leggero aumento”, dopo essere sceso a 68 milioni nel 2025 dai 72 milioni del 2024.
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[post_content] => Fino a poco tempo fa, quando un viaggiatore accedeva all'intelligenza artificiale di Google, il sistema creava completamente il suo viaggio. Una volta pianificato il viaggio, se lo desiderava, il viaggiatore poteva prenotare e pagare gli hotel. Ma la rivoluzione avantz, e oggi i viaggiatori possono chiedere all'intelligenza artificiale di organizzare un viaggio: il sistema prenoterà automaticamente l'hotel e offrirà la possibilità di pagare tramite Google Pay. Queste opzioni, ovviamente, devono essere confermate, ma il sistema le propone automaticamente.
Per ora solo negli Usa
Al momento, Google offre questo servizio negli Stati Uniti e solo in inglese. Ma tra pochi giorni sarà disponibile anche con Booking.com, Choice Hotels, Expedia, Hilton, Ihg, Marriott, Priceline, Trip e Wyndham, ovvero alcuni dei gruppi alberghieri principali degli Stati Uniti. Il sistema non effettua la prenotazione del volo, non perché non sia in grado di farlo, ma perché la conferma deve essere effettuata dal viaggiatore.
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[post_content] => Blackstone si sta preparando per l'Ipo di Hotel Investment Partners (Hip), uno dei maggiori proprietari di asset alberghieri nell'Europa meridionale, con l'intenzione di avviare le negoziazioni tra la fine di ottobre e l'inizio di novembre. Secondo Cinco Días, il fondo statunitense sta già predisponendo la documentazione necessaria da presentare alla commissione nazionale del mercato dei valori spagnola.
L'operazione, come riporta Hosteltur, porterebbe in Borsa una società con 61 hotel e circa 20.000 camere in Spagna, Portogallo, Italia e Grecia, con un portafoglio valutato intorno ai 6 miliardi di euro. Le sue proprietà sono concentrate principalmente in località turistiche e sono gestite con marchi appartenenti ad alcune delle principali catene alberghiere internazionali, come Hyatt Hotels Corporation, Marriott International, Hilton, Meliá Hotels International, Barceló Hotel Group e Minor Hotel.
Il piano di Blackstone, spiega Cinco Días, prevede un'Ipo, tramite un aumento di capitale di circa 700 milioni di euro, a cui si aggiungerebbe la cessione di una piccola quota da parte degli attuali azionisti, il cui importo non è ancora stato determinato.
Gli azionisti di Hip
Attualmente Blackstone controlla il 65% di Hip, mentre il fondo di Singapore Gic detiene il restante 35%. Il gruppo statunitense sta valutando diverse opzioni per cedere la propria partecipazione nella società dallo scorso anno, tra cui una potenziale vendita a Gic.
Prima del debutto in borsa, la struttura societaria di Hip dovrebbeessere riorganizzata per consolidare i diversi portafogli immobiliari attualmente facenti parte del gruppo sotto un'unica società.
L'Ipo deve ancora superare una delle sue fasi fondamentali: la notifica ufficiale al mercato dell'intenzione di quotarsi. Gli analisti delle istituzioni partecipanti si sono già incontrati con il management di Hip il 1° luglio per preparare le loro valutazioni.
Santander, Morgan Stanley, Citi, BNP Paribas e Goldman Sachs sono tra gli enti che coordineranno l'operazione, insieme ad altre banche internazionali.
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[post_content] => Secondo i dati dell'ufficio nazionale di statistica e informazione, Cuba ha accolto 419.863 visitatori internazionali tra gennaio e luglio 2026, con un calo del 62,8% rispetto a 1.128.831 visitatori registrati nello stesso periodo del 2025.
Gli ultimi dati confermano un calo del turismo internazionale già evidente nel 2025, quando Cuba ha accolto 1.810.663 visitatori stranieri, circa il 18% in meno rispetto al 2024. Gli arrivi internazionali sono stati circa 2,2 milioni nel 2024 e 2,4 milioni nel 2023. I volumi attuali, come si legge su TravelDailyNews, restano ben al di sotto dei livelli registrati prima della pandemia. Cuba ha accolto oltre 4,2 milioni di visitatori internazionali nel 2019 e circa 4,6 milioni nel 2018. Le autorità cubane hanno precedentemente stimato le entrate annuali del turismo a circa 3 miliardi di dollari, con il settore che storicamente rappresenta una delle principali fonti di valuta estera del Paese.
I mercati di riferimento
Nei primi sette mesi del 2026, il Canada si è confermato il principale mercato di provenienza per i turisti cubani, con 127.645 visitatori. A titolo di confronto, nello stesso periodo del 2025 si erano registrati circa 478.000 visitatori. Tra gennaio e luglio, i cubani residenti all'estero hanno generato 88.525 visite, rispetto alle 140.546 dell'anno precedente. Gli arrivi dagli Stati Uniti sono stati 37.351, in calo rispetto ai circa 77.200 dell'anno precedente, mentre la Russia ha registrato 21.374 visitatori e il Messico 19.828.
La contrazione degli arrivi ha coinciso con cambiamenti sostanziali nel settore alberghiero cubano. Il governo cubano ha annunciato a fine luglio che sette catene alberghiere internazionali avevano lasciato il Paese, dopo aver gestito in precedenza il 46% delle camere d'albergo. Tra gli operatori internazionali che hanno sospeso o ridotto le proprie attività figurano Meliá Hotels International, Iberostar, Barceló, Blue Diamond Resorts, Archipelago International, Atg e Royalton.
Il 24 luglio Meliá ha completato il suo ritiro da Cuba, ponendo fine alla gestione delle proprietà rimanenti dopo aver precedentemente ridotto il proprio portafoglio. Il gruppo spagnolo gestiva 34 hotel nel Paese ed era presente a Cuba dal 1990. Anche Iberostar e Barceló hanno cessato le loro attività alberghiere a Cuba nel corso del 2026, dopo precedenti riduzioni dei loro portafogli. Royalton è stato tra gli operatori alberghieri internazionali che hanno ridotto o sospeso le attività a seguito del mutamento delle condizioni operative.
A fine luglio, il primo ministro cubano Manuel Marrero ha dichiarato all'Assemblea Nazionale che il 73% delle strutture alberghiere del Paese era chiuso e che circa 25.000 dipendenti del settore alberghiero si trovavano senza una normale attività lavorativa. Le prestazioni del settore alberghiero si erano già indebolite significativamente prima dell'ultima contrazione. Il tasso di occupazione medio degli hotel di Cuba è sceso al 18,9% nel 2025, oltre quattro punti percentuali in meno rispetto all'anno precedente.
Nel corso del 2026, anche la connettività aerea internazionale è stata influenzata dalla carenza di carburante per aerei e dal mutare delle condizioni operative. Compagnie aeree come World2Fly, Air France, Turkish Airlines, Iberia e Air Canada hanno sospeso o ridotto i voli verso Cuba in diversi momenti dell'anno.
Il contesto operativo per i visitatori internazionali è stato ulteriormente compromesso a giugno, quando le transazioni con Visa e Mastercard hanno cessato di funzionare a Cuba. Sono rimasti disponibili altri metodi di pagamento in valuta estera, tra cui contanti, carte prepagate cubane e carte internazionali Mir e UnionPay.
Il governo cubano ha annunciato misure volte ad ampliare la partecipazione al turismo in seguito al ritiro degli operatori internazionali. Queste includono la possibilità di nuove forme di coinvolgimento del settore privato nella gestione alberghiera, nel noleggio auto e nel trasporto passeggeri. Il governo ha inoltre annunciato un'imposta dell'1% sulle imprese che operano secondo le nuove disposizioni, con l'obiettivo di sostenere la sostenibilità del turismo e la promozione delle destinazioni.
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[post_content] => In un'intervista rilasciata a Hosteltur, Victor Fernandez, ceo di Room Mate Hotels, riconosce che nel mercato delle transazioni alberghiere «tutto è incredibilmente costoso, con prezzi alle stelle. In oltre 20 anni di attività della catena, il dna di base è rimasto invariato, ma il modello è stato adattato. Ovviamente, c'è una curva di apprendimento in cui si affina tutto molto di più. E una delle cose che si impara è che non tutto è accettabile a qualsiasi prezzo, né si può fare nulla di avventato, perché poi si vede cosa succede sul mercato. Quindi, siamo in una fase in cui dobbiamo prendere decisioni sensate. Non direi con calma, perché c'è una forte voglia di crescere, ma con lucidità».
La strategia di espansione
«Nei paesi in cui vantiamo già una solida presenza, come Spagna e Italia , continueremo a crescere. Tuttavia, stiamo lavorando in modo molto proattivo e con strategie operative avanzate anche nei paesi in cui non siamo ancora presenti, come Francia e Germania, dove siamo determinati ad espanderci. Ci stiamo inoltre concentrando sull'apertura di nuovi hotel nei Paesi in cui attualmente ne abbiamo solo uno, come Regno Unito e Svizzera, puntando ad aprire nuove strutture a Londra o in altre grandi città, oppure ad aggiungere Zurigo al nostro hotel di Ginevra. Ricerchiamo sempre location eccezionali, un elemento fondamentale del nostro marchio, in destinazioni iconiche con un forte appeal urbano. In Germania, ad esempio, questo include non solo Berlino, ma anche Monaco e Amburgo, tra le altre città. Vorremmo crescere più rapidamente, ma entrare in queste destinazioni è molto difficile a causa dei prezzi elevati».
I piani di crescita non riguardano poi solo l'Europa. «Il proprietario dell'azienda è un fondo con sede in Europa, quindi per il momento ci stiamo concentrando qui. Questo non significa, però, che se domani si presentasse un'opportunità incredibile a New York , non la prenderemmo in considerazione. Il nostro obiettivo, tuttavia, è quello di espanderci nel Vecchio Continente, ma senza fissare un numero specifico di hotel entro un determinato periodo di tempo».
Fra le sfide principali che il settore deve affrontare, quella legata alla dinamica dei prezzi. «I costi rappresentano un fattore determinante, poiché l'inflazione ha reso tutto molto più caro, con aumenti vertiginosi delle materie prime e dei costi energetici. Il problema dei costi è significativo, dato che da oltre due anni assistiamo a un'inflazione galoppante. A ciò si aggiunge la difficoltà nel reperire manodopera, soprattutto in alcune destinazioni. Questo problema non è così accentuato in Spagna e in Italia, ma in altri Paesi, in particolare nei Paesi Bassi e in Svizzera, con tassi di occupazione prossimi alla piena occupazione, non c'è nessuno disponibile. Spesso, l'unica opzione è assumere personale già impiegato, offrendo condizioni migliori, ma si tratta di un'operazione molto difficile ed estremamente competitiva. Un'altra possibilità è quella di trasferire personale dalla Spagna o dall'Italia, destinazioni molto attraenti con un elevato turnover. Alla fine, si riesce a trovare qualcuno, ma è vero che questo è un problema che il settore non si trovava ad affrontare fino a pochi anni fa. Entro il 2026 prevediamo una maggiore stabilizzazione dei prezzi, sebbene dipenda dalla città, perché in alcune stiamo già raggiungendo il limite».
La clientela internazionale proviene soprattutto dal Nord America: «Americani e canadesi insieme rappresentano il 20% della nostra clientela, seguiti dai latinoamericani, la cui presenza nei nostri hotel è cresciuta significativamente negli ultimi anni e ora rappresenta l'8% dei nostri ospiti. Questi tre mercati insieme rappresentano un terzo della nostra domanda e sono clienti altamente redditizi grazie alla durata media dei soggiorni e alla maggiore spesa. Anche la clientela asiatica è in aumento, così come quella mediorientale, sebbene questa tendenza al rialzo sia stata interrotta dalla guerra nella regione, che non si prevede si risolva a breve termine. Tuttavia, il segmento più ampio della nostra clientela è costituito da ospiti britannici, olandesi, italiani e francesi».
Grande soddisfazione dal lato repeater. «E' piuttosto comune che un ospite, durante un soggiorno di una settimana o dieci giorni, visiti tre o quattro dei nostri hotel, quasi fosse in un tour. Infatti, il nostro tasso di clienti abituali supera già il 20%. Abbiamo un'altissima percentuale di clienti che tornano più di 10 o 20 volte. In altre parole, viaggiano in molte destinazioni e scelgono Room Mate ovunque vadano».
Living Gallery
Per aumentare la fidelizzazione del cliente è stato lanciato il progetto Living Gallery. «Si tratta di un progetto del team marketing, ideato per promuovere i nostri hotel, e si basa sulla filosofia originale di Room Mate,. Crediamo fermamente che il modo migliore per viaggiare sia soggiornare da un amico, ed è per questo che ogni nostro hotel è diverso; ognuno ha la sua identità e il suo carattere. Questo progetto è nato per organizzare eventi, magari uno al mese, per mettere in risalto il carattere unico di ogni hotel. Ne abbiamo già organizzati due: uno al Gerard di Barcellona e un altro quest'estate all'Alba di Madrid. Il prossimo è previsto a Roma. Inizialmente, questi eventi sono riservati agli ospiti della Room Mate Collection e si svolgono sempre in collaborazione con artisti o altre realtà rilevanti che potrebbero interessare i partecipanti. Il nostro obiettivo è anche quello di supportare imprenditori e titolari di aziende che operano in modo diverso e in linea con la nostra filosofia. Ma deve essere sempre divertente».
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[post_content] => Il Nobu Hotel Madrid ha aperto i battenti il 1° settembre in Calle Alcalá, tra Plaza de Cibeles e Puerta del Sol, come riporta Hosteltur. L'hotel, il primo del marchio di Robert De Niro nella capitale e il quinto in Spagna - dopo quelli già operativi a San Sebastián, Barcellona, Marbella e Ibiza - offre 50 camere e suite, quattro ristoranti e un concept di design che trae ispirazione dalla città stessa. La sua posizione è ideale, nel quartiere di Las Cortes , vicino al Paseo del Prado, al parco del Retiro e ad alcune delle principali istituzioni culturali della capitale.
Gli spazi comuni e le sale da pranzo sono stati progettati dallo Studio Gronda, sotto la direzione di Diego Gronda . A differenza di altri progetti Nobu ispirati a paesaggi naturali, questo hotel trae ispirazione dall'ambiente urbano e dalla città stessa.
I servizi
Il ristorante si sviluppa su diversi livelli collegati da un unico filo conduttore progettuale, con un carattere urbano e viste sulle vie Cedaceros e Alcalá. L'attenzione rivolta agli ospiti e ai residenti di Madrid si riflette anche nell'offerta gastronomica, distribuita su quattro spazi situati su piani diversi, compreso il tetto.
Il ristorante Nobu porta a Madrid la cucina giapponese di Nobu Matsuhisa con influenze peruviane. Il Cocktail Bar offre un'atmosfera più intima, con un impianto audio ad alta fedeltà con vinili e musica dal vivo dal mercoledì al sabato. Al settimo piano, il Rooftop offre una vista panoramica sullo skyline di Madrid, con Calle Alcalá e il Palazzo Metropolis come punti di riferimento. Il menù propone cocktail e piatti da condividere ispirati alla cucina mediterranea e offre dj set dal mercoledì al sabato. Il quarto spazio è la Lobby Lounge, situata al piano terra e aperta sia agli ospiti dell'hotel che ai visitatori. Offre caffè provenienti da torrefazioni locali, prodotti della regione di Madrid, kombucha, vini al calice, cocktail e una rivisitazione del classico club sandwich.
Inoltre, sono presenti un'area benessere, una palestra completamente attrezzata e servizi esclusivi per gli ospiti, come i letti Nobu Signature, il servizio in camera con piatti Nobu e l'accesso prioritario al ristorante.
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La sua posizione è ideale, nel quartiere di Las Cortes , vicino al Paseo del Prado, al parco del Retiro e ad alcune delle principali istituzioni culturali della capitale. \r\n\r\nGli spazi comuni e le sale da pranzo sono stati progettati dallo Studio Gronda, sotto la direzione di Diego Gronda . A differenza di altri progetti Nobu ispirati a paesaggi naturali, questo hotel trae ispirazione dall'ambiente urbano e dalla città stessa.\r\nI servizi\r\nIl ristorante si sviluppa su diversi livelli collegati da un unico filo conduttore progettuale, con un carattere urbano e viste sulle vie Cedaceros e Alcalá. L'attenzione rivolta agli ospiti e ai residenti di Madrid si riflette anche nell'offerta gastronomica, distribuita su quattro spazi situati su piani diversi, compreso il tetto.\r\n\r\nIl ristorante Nobu porta a Madrid la cucina giapponese di Nobu Matsuhisa con influenze peruviane. Il Cocktail Bar offre un'atmosfera più intima, con un impianto audio ad alta fedeltà con vinili e musica dal vivo dal mercoledì al sabato. Al settimo piano, il Rooftop offre una vista panoramica sullo skyline di Madrid, con Calle Alcalá e il Palazzo Metropolis come punti di riferimento. Il menù propone cocktail e piatti da condividere ispirati alla cucina mediterranea e offre dj set dal mercoledì al sabato. Il quarto spazio è la Lobby Lounge, situata al piano terra e aperta sia agli ospiti dell'hotel che ai visitatori. Offre caffè provenienti da torrefazioni locali, prodotti della regione di Madrid, kombucha, vini al calice, cocktail e una rivisitazione del classico club sandwich.\r\n\r\nInoltre, sono presenti un'area benessere, una palestra completamente attrezzata e servizi esclusivi per gli ospiti, come i letti Nobu Signature, il servizio in camera con piatti Nobu e l'accesso prioritario al ristorante.\r\n\r\nLa catena presenta l'apertura come una nuova tappa della sua crescita internazionale, con progetti attivi in cinque continenti. La struttura di Madrid mantiene gli elementi che contraddistinguono l'offerta alberghiera del marchio: gastronomia, design contemporaneo e servizio personalizzato in base alla destinazione.\r\n ","post_title":"Nobu: apre a Madrid il primo hotel del marchio di Robert De Niro","post_date":"2026-09-02T10:04:08+00:00","category":["alberghi"],"category_name":["Alberghi"],"post_tag":[]},"sort":[1788343448000]}]}}
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