9 novembre 2021 12:22

Uno scorcio di Torino
New entry per il gruppo City Hotels Company, che ha recentemente acquisito l’ex Town House 70 di Torino, situato a due passi da piazza Castello. La struttura, un 4 stelle da 50 camere con aree comuni di ampie metrature, sarà oggetto di un importante piano di ristrutturazione, volto al suo riposizionamento nel segmento dei boutique hotel di alto profilo.
Il portfolio del gruppo Chc raggiunge così quota 11 strutture, per un totale di 1.166 camere (inclusa la prossima apertura di Palazzo Kallister a Trieste, prevista per il 2023). Per quest’ultima operazione, così come per il Town House 70, la compagnia sta valutando eventuali affiliazioni a marchi internazionali. Tutte le strutture del gruppo, con l’eccezione del Chc Business Residence di Genova, sono peraltro brandizzate con marchi come Holiday Inn (Ihg), nonché Bw Plus, Bw Premier e Bw Premier Collection (Best Western). Con il nuovo ingresso, Chc potenzia la propria presenza a Torino, dove già possiede e gestisce l’Holiday Inn Turin Corso Francia.
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[post_content] => Danimarca, mix ideale fra cultura, natura e gastronomia, che conferma il proprio appeal tra i turisti italiani: «Per una serie di tematiche molto affini anche ai trend del viaggiatore moderno - afferma Giulia Ciceri, press & travel trade manager, Italy & France di VisitDenmark (nella foto) - ma anche per la grande accessibilità, sia come distanza - siamo a solo un paio d'ore di volo - sia come offerta di soluzioni di viaggio. E, lo ricordo, il Paese dalle dimensioni ridotte consente al visitatore di scoprirne i diversi volti anche in tempi ristretti, combinando l'esperienza urbana delle città con quella di immersione nella natura nel resto del territorio».
Un plus quest'ultimo, per gli italiani, «che mediamente soggiornano 4-5 giorni, cominciando naturalmente da Copenhagen, che continua a raccogliere il maggior numero di pernottamenti, ma che sempre più spesso, negli ultimi anni, vanno a ricercare altre destinazioni, oltre la Capitale: e proprio questo è uno dei nostri obiettivi, che punta ad ampliare la awareness della destinazione nella sua totalità».
Da notare come aumenti progressivamente l'interesse per una Danimarca in tutte le stagioni, «come nel late summer, dalla seconda metà di agosto fino a settembre. Nel 2025 si sono distinti anche gennaio, marzo e maggio, a conferma del potenziale dei periodi di media e bassa stagione, su cui si concentra sempre più anche il focus promozionale».
Un po' da sfatare quindi la percezione che «l'inverno in Danimarca sia molto rigido, quando in realtà non ci sono quelle condizioni estreme che allontanano i viaggiatori. Anzi, a gennaio ad esempio, si può anche beneficiare di tariffe più basse sia per i voli sia per gli alloggi, ma avendo comunque a disposizione una scena culturale molto vivace tra musei, festival, esperienze legate alla gastronomia».
Esperienze che vanno spesso ad «impreziosire una proposta classica della destinazione, ma non sono immediatamente riconoscibili da parte del viaggiatore». Qui entra in scena l'operatore o l'agente di viaggio con consigli puntuali: «Un esempio quello del safari delle ostriche, in ottobre, il food tour, molto in voga, o ancora itinerari legati a design, architettura e sostenibilità, per raccontare un nuovo volto di Copenaghen vissuta al di là del centro storico dei monumenti, dei palazzi o del cambio della guardia».
Dopo un 2025 chiuso con 478.196 pernottamenti italiani, in lieve calo (meno 1,3%) sul 2024, «mantenendo comunque livelli elevati di domanda», il 2026 vede un rafforzamento dei collegamenti dall'Italia, «con il ritorno, da aprile, dei voli diretti di Norwegian per Billund con partenze da Milano Bergamo, Roma e Napoli. Un collegamento importante per questa località che rappresenta la porta di accesso ideale per lo Jutland, oltre che per visitare Legoland® e Lego® House».
Da non sottovalutare anche la scelta di viaggiare in treno: «Il sistema dei trasporti pubblici è molto efficiente e la rete ferroviaria collega tutte le principali città. Effettivamente notiamo che quello del viaggio in treno è un trend in crescita, che non necessariamente è meno costoso dell'aereo, ma diventa una modalità diversa di viaggio, già parte dell'esperienza stessa della vacanza. E non riservata solo al target giovani ma anche a famiglie o coppie».
Tra le novità 2026 spicca ad Aarhus l’ampliamento del museo ARoS con “The Next Level” arricchirà ulteriormente il panorama artistico, mentre il 1° giugno i Giardini di Tivoli a Copenaghen ospiteranno la cerimonia della Guida Michelin dei Paesi Nordici.
E fra gli eventi più attesi anche il Copenhagen Sprint (Uci), che per il secondo anno consecutivo porterà il World Tour nel cuore della capitale danese, con partenza da Roskilde e arrivo a Copenaghen.
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[post_content] => Il ritorno di Air Seychelles sul mercato europeo passa anche dall’Italia. A spiegarlo è il cco, Charles Johnson, in occasione dell'incontro che ha riunito a Roma Tourism Seychelles, Air Seychelles e Tal Aviation Group, nuovo gsa per l’Italia del vettore. Il manager sottolinea peraltro come fino a poche settimane fa un’operazione di questo tipo fosse difficilmente ipotizzabile, dopo otto anni di assenza dai collegamenti diretti con l’Europa.
Alla base della decisione vi è la necessità di sostenere il turismo, pilastro dell’economia dell’arcipelago. La riduzione dei collegamenti via hub internazionali ha inciso sui flussi verso la destinazione, portando il governo (azionista della compagnia) a richiedere un rapido ripristino delle rotte europee.
Da qui il lancio dei nuovi voli per Parigi (3 frequenze settimanali fino al 31 maggio) e del collegamento con Roma, operativo da questo sabato fino al 30 aprile con 10 rotazioni complessive.
Il mercato italiano si conferma particolarmente dinamico, sostenuto anche dalla domanda legata alle festività pasquali: «In appena una settimana abbiamo venduto circa 1.200 posti», evidenzia Johnson, con un coefficiente di riempimento superiore al 70% sul primo volo.
L’operazione è attualmente temporanea ed è realizzata con Airbus A320. Tuttavia, la compagnia guarda già oltre: allo studio l’introduzione dell’A321Xlr, che consentirebbe voli diretti a lungo raggio verso l’Italia e un possibile ritorno stabile sul mercato europeo.
Italia mercato chiave per le Seychelles
«È sempre un grande piacere tornare in Italia e incontrare partner e professionisti con cui abbiamo costruito relazioni solide nel tempo», afferma Bernadette Willemin, direttrice generale marketing di Tourism Seychelles.
L’Italia rappresenta oggi uno dei mercati più rilevanti per l’arcipelago: «A fine 2025 si è posizionata come 4° mercato internazionale, con 22.524 arrivi e una crescita del +18% rispetto al 2024».
La crescita passa anche attraverso nuovi investimenti e un miglioramento dell’accessibilità: «L’obiettivo è rendere le Seychelles sempre più competitive e attrattive a livello globale, con uno sviluppo strategico e sostenibile».
Secondo Willemin, il turista italiano si distingue per un approccio sempre più consapevole: «È un pubblico curioso, attento alla qualità e alla ricerca di esperienze autentiche. Apprezza la bellezza naturale, la cultura locale e la possibilità di costruire itinerari combinati».
In questo scenario, il ruolo del trade resta centrale: «Operatori, media e partner contribuiscono a trasformare l’interesse in domanda concreta».
Le Seychelles puntano su un’offerta in evoluzione che valorizza autenticità, natura e identità culturale. «Non si tratta solo di una vacanza, ma di un’esperienza immersiva: è il momento giusto per rafforzare le partnership e costruire un futuro solido per il turismo verso le Seychelles», conclude Willemin.
(Quirino Falessi)
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[post_content] => Xenia Hôtellerie Solution ha approvato il progetto di bilancio 2025. Il risultato economico del 2025 riflette prevalentemente un disallineamento temporale tra costi sostenuti e ricavi attesi. Tale dinamica è riconducibile in via principale al timing dell’acquisizione del gruppo Italica Turismo — completata a fine ottobre 2025 — e, più in generale, a una fase di crescita per linee esterne particolarmente intensa e accelerata.
Nel corso dell’esercizio, la società ha sostenuto costi di integrazione, preparazione operativa e sviluppo commerciale che troveranno piena espressione economica a partire dall’esercizio 2026, primo anno di contribuzione completa delle attività acquisite.
I dati
Il 2025 è stato per Xenia un anno di accelerazione strategica rilevante: i ricavi consolidati hanno raggiunto circa 72 milioni di euro, segnando una crescita del 26% rispetto ai 57 milioni del 2024. Il portafoglio alberghiero Phi Hotels è passato da 10 a 17 strutture nel corso dell’esercizio, con il completamento dell’acquisizione del gruppo Italica Turismo che ha introdotto nel perimetro di consolidamento quattro alberghi e un tour operator incoming internazionale, con ricavi annui storici di circa 24 milioni.
Si segnala, inoltre, che la linea di business distribuzione è stata inclusa, per affinità, nella linea di business accommodation, di cui rappresenta circa il 2% dei ricavi al 31 dicembre 2025.
Questo percorso di crescita accelerata pone la società in anticipo sui tempi di esecuzione del piano industriale 2025–2028 presentato al mercato a gennaio 2025 e riconfermato nell’investor & industry forum del 30 gennaio 2026 presso il Phi Hotel Piajo di Nembro.
Il progetto di bilancio 2025 registra una perdita netta di 2,6 milioni e un Ebitda di 0,8 milioni. Tali risultati sono riconducibili alla più rapida esecuzione del piano e al disallineamento temporale tra costi e ricavi connesso alle acquisizioni, che vedono Xenia oggi forte di 19 strutture alberghiere rispetto alle 10 presenti al 31 dicembre 2024. Ha inciso in particolare - ancorché transitoriamente - sulla marginalità e sul risultato netto 2025 della società il disallineamento temporale tra il closing dell’acquisizione del gruppo Italica Turismo e la stagionalità intrinseca del business acquisito.
Il gruppo Italica Turismo — con ricavi ed Ebitda al 31 dicembre 2023 rispettivamente, di circa 21 milioni e circa 530 mila euro e che, nel 2025 sono stimati dalla società in circa 24 milioni e circa 1,8 milioni — genera infatti la quasi totalità del proprio fatturato nel periodo aprile-ottobre. Il contributo economico positivo derivante dai ricavi di stagione potrà ragionevolmente essere visibile appieno nel bilancio 2026.
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[post_content] => Potrebbero essere operativi già dal prossimo novembre i primi voli in continuità territoriale dall'aeroporto d'Abruzzo per Milano Linate e Torino Caselle. Questa mattina infatti, la seconda seduta della Conferenza dei servizi sugli oneri di servizio pubblico, presieduta dal presidente della Regione Abruzzo Marco Marsilio su delega del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, ha definito perimetri, parametri e caratteristiche del servizio da attivare in regime di continuità territoriale.
«Si è conclusa positivamente la Conferenza dei servizi – ha dichiarato il presidente Marsilio in una nota – che consentirà di collegare in maniera continuativa l’aeroporto d’Abruzzo con Milano Linate e Torino Caselle. Per la prima volta l’Abruzzo ha dimostrato allo Stato e alla Commissione europea la necessità di superare una condizione di difficoltà nei collegamenti che penalizza il territorio da troppo tempo». Marsilio ha ricordato che lo Stato ha già previsto nel bilancio triennale 2026-2028 oltre 5 milioni di euro per garantire il servizio.
Ora si attende il decreto del Ministro, cui seguirà la gara gestita dall’Enac. «L’obiettivo è far decollare i voli dal 1° novembre e rafforzare così le condizioni essenziali per lo sviluppo socio-economico dell’Abruzzo».
Per l’assessore regionale ai Trasporti e Mobilità, Umberto D’Annuntiis, «è da sottolineare il massimo impegno dei rappresentanti del Ministero che, grazie al lavoro svolto, hanno garantito un iter estremamente rapido e ci hanno consentito di definire le linee di massima dei contenuti della gara per i vettori».
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E' finalmente tempo di utili per Ita Airways: il cda della compagnia aerea - partecipata al 41% da Lufthansa - ha approvato il progetto di bilancio consolidato per l’esercizio 2025 con un risultato netto positivo per 209 milioni di euro.
I ricavi hanno raggiunto i 3,2 miliardi di euro (di cui 2,8 miliardi per ricavi passeggeri), l'ebitda i 404 milioni di euro e l'ebit i 25 milioni di euro (è il secondo anno in positivo in questo caso, con un miglioramento di 22 milioni rispetto al dato del 2024).
In una nota ufficiale il vettore segnala che, al contrario di quanto avvenuto per il 2024, i risultati sono stati influenzati dagli effetti positivi dell’adeguamento contabile dei debiti e dei crediti denominati in valuta estera (prevalentemente dollaro statunitense) ai tassi di cambio di fine anno».
Rimane «ancora alta l’incidenza degli oneri finanziari associati ai contratti di leasing relativi al piano di ammodernamento e incremento della flotta, che rendono il risultato operativo non ancora pienamente sostenibile e su cui la compagnia continuerà a lavorare per raggiungere una reale profittabilità».
Sul fronte operativo, Ita Airways ha effettuato nell’anno oltre 123 mila voli di linea (- 11% rispetto al 2024) e trasportato 16,2 milioni di passeggeri (-8 % a confronto con il 2024), con un load factor dell’83,4%, in aumento di 2,1 punti percentuali su base annua.
Sempre nel 2025 sono entrati in flotta 10 nuovi aeromobili per arrivare, con la contemporanea uscita di 3 aeromobili di vecchia generazione, a 106 velivoli complessivi a fine anno (24 wide body e 82 narrow body), di cui il 70% di nuova generazione, con un’età media complessiva di 6,5 anni.
«Il 2025 ha segnato un punto di svolta per Ita Airways: chiudiamo per la prima volta in utile, a conferma che abbiamo intrapreso la rotta giusta – ha commentato Joerg Eberhart, amministratore delegato e direttore generale di Ita Airways – È il risultato dell’impegno di tutta la compagnia e dei primi tangibili effetti della collaborazione industriale con il gruppo Lufthansa. Sappiamo però che per raggiungere una profittabilità pienamente sostenibile dobbiamo ridurre il peso degli oneri legati ai leasing della flotta; su questo stiamo già lavorando con decisione».
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Situata sulle rive del Danubio, Linz rappresenta oggi una destinazione in trasformazione, capace di unire il suo passato industriale a una forte vocazione contemporanea e creativa. Terza città dell’Austria, Linz è riuscita negli ultimi anni a reinventarsi come polo culturale e tecnologico, diventando un punto di riferimento europeo grazie anche a eventi come l’Ars Electronica Festival e al riconoscimento come Città Unesco delle Media Arts.
A delineare il quadro strategico della destinazione è stato Andreas Winkelhofer, ceo dell'Alta Austria Tourist Board, intervenuto in occasione del recente incontro con operatori internazionali.
Accanto alla città, l’intera regione dell’Alta Austria si distingue per un’offerta turistica articolata e in crescita. Con circa 9 milioni di pernottamenti annui, il territorio si conferma una destinazione solida, trainata principalmente dal turismo domestico e dai mercati limitrofi come Germania e Repubblica Ceca. Tuttavia, cresce progressivamente anche l’interesse internazionale, soprattutto per segmenti legati alla cultura e alle esperienze autentiche.
Uno degli elementi più attrattivi resta senza dubbio la natura, con il Salzkammergut – celebre regione di laghi e montagne con oltre 70 specchi d’acqua – che continua a rappresentare un richiamo fondamentale. Ma negli ultimi anni emerge con forza un nuovo trend: sempre più visitatori scelgono l’Alta Austria per motivazioni culturali. Secondo le analisi recenti, circa il 20-22% degli ospiti indica la cultura come principale ragione di viaggio, includendo festival, concerti, musei e patrimonio storico, ma anche esperienze contemporanee e innovative.
«Negli ultimi anni abbiamo registrato un interesse crescente per la cultura: non solo patrimonio e tradizione, ma anche esperienze contemporanee, festival e nuove forme di espressione artistica. Linz, in questo senso, rappresenta perfettamente questa evoluzione», ha sottolineato Winkelhofer.
In questo contesto, Linz gioca un ruolo centrale, affermandosi come destinazione alternativa, dinamica e ancora poco esplorata. Proprio questa sua autenticità la rende sempre più interessante per un pubblico alla ricerca di luoghi meno convenzionali.
«Non siamo una destinazione classica o stereotipata: ed è proprio questo il nostro punto di forza. Sempre più viaggiatori cercano luoghi autentici, ancora da scoprire».
Gli appuntamenti
La regione guarda inoltre al futuro con importanti appuntamenti: nel 2027 sarà dedicato all’Unesco, con un programma volto non solo a valorizzare il patrimonio, ma a trasformarlo in un’esperienza viva e coinvolgente. Tra i siti di rilievo figurano Hallstatt, con una storia legata all’estrazione del sale che risale a oltre 7.500 anni, e diversi patrimoni naturali e culturali, inclusi elementi immateriali come artigianato, tradizioni tessili e ceramiche.
Un ulteriore elemento strategico è la dimensione europea: entro un raggio di 100 km dalla regione si contano diverse Capitali Europee della Cultura, tra cui quella prevista nel 2028 nella vicina České Budějovice, a circa 50 km da Linz. Questo rafforza il posizionamento dell’area come hub culturale internazionale.
Nonostante queste potenzialità, mercati come Italia, Spagna e Portogallo risultano ancora marginali nei flussi turistici. Proprio per questo motivo Linz ha recentemente ospitato il primo Travel Trade Summit dedicato ai mercati spagnolo, portoghese e italiano, offrendo agli operatori l’opportunità di incontrare direttamente i rappresentanti dell’offerta turistica e culturale austriaca.
«Sappiamo che in Paesi come Italia e Spagna c’è ancora molto spazio per crescere. Per questo vogliamo lavorare con un approccio mirato, attraverso media specializzati, tour operator e collaborazioni strategiche».
Tra le sfide principali emerge quella della comunicazione: trovare un linguaggio adatto per raccontare una destinazione diversa dall’immaginario classico dell’Austria. In questo senso, Linz può rappresentare un caso emblematico di “Austria alternativa”, capace di coniugare innovazione, industria creativa, tecnologia e cultura contemporanea.
Interessanti prospettive arrivano anche dal turismo giovanile e scolastico, già presente soprattutto con gruppi italiani.
«Molti studenti italiani visitano già la regione: sono i viaggiatori di domani. L’obiettivo è creare esperienze che li leghino al territorio anche in futuro», ha evidenziato Winkelhofer.
Infine, restano alcune criticità legate all’accessibilità, in particolare per i mercati del Sud Europa. «Le connessioni sono un tema importante, ma vediamo un crescente interesse verso l’Europa centrale: questo ci rende fiduciosi per il futuro».
(Quirino Falessi)
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La città di New York ha archiviato il 2025 con un totale di 65 milioni di visitatori, in lieve crescita (+0,7%) rispetto al 2024: incremento trainato dal turismo domestico. I viaggi internazionali sono leggermente diminuiti «a causa delle criticità globali» con 12,5 milioni di visitatori, pari ad una flessione del 3,2% sul 2024.
I dati sono quelli che emergono dal report annuale firmato da New York City Tourism + Conventions che evidenzia come lo scorso anno il turismo abbia generato un impatto economico totale di 84,7 miliardi di dollari, di cui 55,6 miliardi di dollari in spesa diretta. Questo fermento economico ha supportato 397.000 posti di lavoro.
«Nel 2025, l’economia turistica di New York City si è dimostrata resiliente nonostante lo scenario globale critico, sottolineando il fascino senza tempo dei cinque distretti - ha dichiarato Julie Coker, presidente e ceo di New York City Tourism + Conventions -. Il mercato del turismo internazionale è fondamentale per la nostra economia, poiché rappresenta il 50% della spesa turistica. Nonostante il calo internazionale, abbiamo registrato una crescita in tutti i principali indicatori di impatto economico: la spesa diretta dei visitatori ha superato i 55 miliardi di dollari, generando quasi 85 miliardi di dollari di impatto economico per la città, distribuiti tra hotel, ristoranti, istituzioni culturali, retail e piccole imprese in tutti e cinque i distretti. L’impatto dell’industria turistica rimane cruciale per l’intera città».
In controtendenza con il calo globale dei flussi internazionali, il numero di visitatori dall’Italia è cresciuto (+5,5%); segno più anche dal Messico (+1,8%) e dal Regno Unito (+1,3%).
I viaggi leisure hanno raggiunto quota 52,4 milioni di visitatori, pari al 99% dei livelli record del 2019; i viaggi di lavoro hanno contato 12,6 milioni di visitatori, un dato leggermente inferiore alle cifre record del 2019. Nel 2025, New York City Tourism + Conventions ha organizzato 1.515 incontri ed eventi, portando alla prenotazione di quasi 345.000 stanze d’hotel.
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«Il mercato turistico domestico di New York City ha registrato una crescita accelerata nel 2025, poiché i viaggi interni rimangono la spina dorsale dell’industria turistica nazionale - ha affermato Charles Flateman, Board Chair di New York City Tourism + Conventions e Executive Vice President della Shubert Organization -. Ci aspettiamo che l’anno prossimo il turismo domestico superi le cifre record del 2019. Il mercato interno rappresenta l’80% dei visitatori e le gite fuori porta ne costituiscono il 51%, numeri che rafforzano la posizione di New York City in qualità di prima destinazione nei tassi di occupazione alberghiera all’interno del mercato statunitense».
Le stime 2026
Per l'anno in corso New York City prevede di accogliere 66,3 milioni di visitatori, +2% rispetto al 2025. I viaggi internazionali dovrebbero riprendersi dal calo del 2025, tornando ai livelli del 2024 con 12,9 milioni di visitatori. Si prevede una crescita in tutti i 20 principali mercati internazionali di New York City. Nello specifico, il mercato italiano, che è diventato il terzo mercato di provenienza più grande per New York City con 745.000 arrivi nel 2025, è previsto in crescita di un ulteriore 2,6% nel 2026.
La Fifa World Cup 26™ dovrebbe attrarre 1,2 milioni di visitatori nella regione (New York e New Jersey), generando un impatto economico di 3,3 miliardi di dollari, di cui 1,8 miliardi di euro in spesa diretta, e contribuendo a creare 26.000 posti di lavoro.
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[post_content] => Travel & Hospitality accelerano sull’intelligenza artificiale, con risultati già tangibili in termini di automazione ed engagement. È quanto emerge dalla ricerca condotta da Covisian insieme a Frost & Sullivan, che evidenzia come la customer experience basata su AI abbia già raggiunto un tasso di automazione del 50% e un incremento dell’engagement del 31% .
Lo studio conferma una trasformazione in atto: il 66% degli operatori considera ormai cruciale l’adozione dell’intelligenza artificiale per migliorare sia la customer experience sia quella degli operatori, mentre il 70% continua a indicare come priorità fiducia, sicurezza e fidelizzazione. In questo scenario, l’AI viene sempre più utilizzata per velocizzare i processi decisionali, ridurre i tempi di risposta e offrire interazioni personalizzate lungo tutti i touchpoint.
Cambia anche il focus tecnologico. Accanto a strumenti ormai consolidati – come traduzione automatica (57%), AI conversazionale (53%) e trascrizione (53%) – cresce l’interesse verso soluzioni più evolute, in particolare speech analytics, sentiment analysis ed emotion recognition, con tassi di adozione programmata tra il 42% e il 47% .
Non mancano tuttavia le criticità. Gli agenti virtuali di prima generazione mostrano limiti operativi: il 37% degli utenti segnala problemi tecnici, mentre il 35% evidenzia difficoltà nella gestione di richieste complesse. Anche l’integrazione tra canali resta un nodo aperto, con impatti su circa il 28% delle implementazioni . Proprio queste debolezze stanno però accelerando gli investimenti nella GenAI, che secondo i responsabili tecnologici potrà migliorare le performance degli operatori del 58% e ridurre i tempi medi di gestione del 56%
Nel case study analizzato, l’adozione della piattaforma Smile.CX ha permesso a un operatore internazionale del Travel & Hospitality di gestire in modo più efficiente un elevato volume di richieste post-vendita, in precedenza concentrate sul canale telefonico e caratterizzate da costi elevati e lunghi tempi di attesa.
Grazie a un modello scalabile e multilingue, la soluzione ha aumentato del 31% l’utilizzo della chat e automatizzato il 50% delle richieste, riducendo la pressione sugli operatori e consentendo loro di concentrarsi sulle interazioni a maggior valore.
Smile.CX è una soluzione di customer care di Covisian che ottimizza le interazioni su tutti i canali (telefono, email, chat, WhatsApp, SMS), garantendo un’esperienza uniforme e di qualità. Integra automazione e AI per gestire processi come prenotazioni, richieste e preventivi, migliorando efficienza e tempi di risposta.
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“Il futuro della customer experience nel Travel & Hospitality non sarà definito dalla tecnologia in sé, ma dalla capacità di integrarla in modo empatico e intelligente”, sottolinea Stefano Dessì, group Chief operations officer di Covisian. “La GenAI può essere uno strumento straordinario per creare esperienze più umane. È questo il vero salto di qualità: unire la potenza dell’AI alla sensibilità delle persone” .
Parallelamente, nuove tendenze stanno ridefinendo le aspettative dei viaggiatori: dalla crescente attenzione ai temi ESG all’espansione del bleisure e dei viaggi di lusso, fino alla richiesta di esperienze sempre più personalizzate e coerenti su tutti i canali .
“Oggi il settore Travel & Hospitality richiede reattività e personalizzazione senza precedenti. Con Smile.CX miglioriamo l’interazione con i viaggiatori e rafforziamo il nostro impegno nel turismo, come dimostrato alle recenti Olimpiadi invernali a Cortina, offrendo esperienze su misura. Innovazione e qualità del servizio restano centrali per il futuro della customer experience”, dichiara Gabriele Moretti, fondatore e presidente di Covisian Group.
In questo contesto, la combinazione tra intelligenza artificiale avanzata e competenze umane si conferma il vero fattore competitivo per il settore, chiamato a coniugare efficienza operativa e qualità della relazione con il cliente.
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Interventi finanziabili
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qualche conferma riguardo questa vendita?
notizia che non si trova da nessun’altra parte
A me risulta una fake