13 May 2026

Human Company – Thrends: l’open air si prepara a un ottimo 2023. Meglio si è fatto solo sei anni fa

Saranno 56,6 milioni le presenze estive dell’open air italiano nel 2023, in aumento del 2% rispetto ai 55,5 milioni dell’anno scorso e superiori dell’1% nei confronti dell’anno pre-Covid 2019 (55,9 milioni). Sono le previsioni sui mesi giugno, luglio, agosto e settembre elaborate dall’Osservatorio del turismo outdoor firmato dall’operatore Human Company, in collaborazione con la società di consulenza Thrends. Dati che sostanzialmente pongono la prossima estate a livelli record, seconda solamente a quella del 2017, quando l’open air tricolore chiuse con un totale di 57,9 milioni di presenze.

“Archiviata la difficile parentesi Covid-19, il 2022 ha dato nuovamente respiro a un segmento di offerta, l’outdoor, che comunque aveva dimostrato forte tenuta nel biennio precedente – commenta il managing director di Thrends, Giorgio Ribaudo -. Le stime dell’Osservatorio per l’estate dell’anno scorso si sono dimostrate, anzi, troppo caute, con l’alta stagione 2022 che ha generato volumi superiori del 12% rispetto alle previsioni iniziali. La generalizzata percezione di instabilità geopolitica ci ha portato quest’anno a ragionare con prudenza anche sul 2023, ma a individuare comunque uno scenario tendenzialmente positivo”.

In particolare la domanda estera risulta essere quella più promettente: si stima che raggiungerà il 51% del mercato, dimostrando così la voglia degli stranieri di viaggiare e di muoversi fuori confine verso il Mediterraneo e in particolare verso l’Italia. La quota nazionale, che rappresenta il restante 49%, si mantiene invece stabile e in linea con il biennio 2021 – 2022. Nel dettaglio, seppure si registri una propensione alle vacanze fuori dai confini tricolori, le esigenze economiche, quali l’aumento delle spese, l’inflazione e l’incremento dei costi dei trasporti, potrebbero favorire le destinazioni italiane.

“L’Osservatorio del turismo outdoor è giunto alla sua sesta edizione: un’iniziativa che costituisce un riferimento e un’opportunità per interpretare i flussi di domanda e le tendenze del mercato – conclude il direttore generale di Human Company, Domenico Montano -. Questa forma di ricettività è sempre più mainstream sia per gli italiani, per i quali non è più una necessità post-pandemica, sia per gli stranieri che, da sempre amanti di questa tipologia di vacanza, ritornano nel Belpaese”.

Proprio l’Italia è infatti una delle principali protagoniste del mercato outdoor, tanto da essere il secondo mercato europeo dopo la Francia. Scorporando i dati, il 59% del mercato nazionale è peraltro assorbito da cinque regioni: nell’ordine Toscana, Veneto, Emilia Romagna, Marche e Puglia; il 69% del mercato straniero si rivolge invece, sempre nell’ordine, a Veneto, Toscana, Lombardia, Alto-Adige e Piemonte.

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