13 May 2026

Halldis: pernottamenti a +70% nel segmento degli affitti brevi

Il 2023 degli affitti brevi fa segnare pernottamenti a +70% e prenotazioni a +73% rispetto all’anno scorso. Lo rivela una fotografia del comparto scattata da Halldis, storico operatore italiano con sede a Milano, che ha analizzato i dati relativi a oltre 1.200 proprietà tra appartamenti, palazzi e ville, in più di 120 località tricolori ed europee.

Gli italiani rappresentano il 31,5% degli arrivi, mentre il resto è diviso tra ospiti provenienti da altre nazioni europee, che pesano per oltre il 52%, dall’America del Nord per il 7% e da ulteriori mercati. In calo i turisti che giungono dall’Asia e dal Sud del Nuovo continente, quasi azzerati quelli dalla Russia e dalla Ucraina. Mentre nella prima parte dell’anno, i flussi si sono concentrati sulle grandi città come Roma, con il 21% degli arrivi, Milano (12%), Firenze (10%), Venezia (8%), durante l’estate sono le classiche mete di vacanza che pesano di più, con un 30% di tutti gli arrivi, mentre la montagna vale il 18%, i laghi e la campagna, soprattutto la Toscana, il 12%  A cambiare negli anni, non è la durata media della prenotazione, che risulta pari a otto/nove giorni, ma la disponibilità economica. Infatti, se nel 2021 il valore medio di una prenotazione è stato di 976 euro con un costo giornaliero di 121 euro, nel 2022 il primo sale a 1.286 e il secondo a 145 euro, nel 2023 rispettivamente a 1.516 e 180 euro.

“Gli affitti brevi – afferma Vincenzo Cella, general manager Halldis – si confermano trainanti, oltre che per la prima parte dell’anno, anche per questa estate. In Italia, secondo una nostra elaborazione su dati Istat e Scenari immobiliari, questo settore riguarda circa 600 mila immobili per un valore, a parere dell’Osservatorio digitale Politecnico Milano, di circa 3 miliardi di euro. Il mercato apprezza i property manager come noi, che gestiscono per conto terzi il prodotto casa, pari a circa il 25% del totale di quelle destinate agli affitti brevi, perché garantiscono privacy, qualità dei servizi, gestione innovativa del pricing e operazioni di promozione e marketing del prodotto, oltre che naturalmente un reddito per i proprietari. Ben venga in questo senso la proposta di regolamentazione del settore, che deve essere condivisa e portare vantaggi a tutte le parti in causa”.

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