25 June 2022

Gruppo Una: focus sulla ristorazione di qualità. La sfida ora è trovare risorse qualificate

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Fabrizio Gaggio (al centro), in occasione della presentazione della partnership con le Tenute del Cerro

Prosegue il progetto di internalizzazione del food and beverage all’interno dei ristoranti Una Cucina del gruppo Una, nonché l’impegno della compagnia a rinnovare la promozione delle eccellenze enogastronomiche italiane. Un progetto che significa la gestione diretta, e non più un outsourcing della ristorazione Una Cucina negli alberghi: un unicum nel panorama italiano della ristorazione, la cui collezione di locali giunge a quota 26 ristoranti tra le 47 strutture del gruppo. E dal 19 al 26 maggio Una Cucina propone una settimana all’insegna di una raffinata esperienza vitivinicola: una selezionata lista di ristoranti del Gruppo dà infatti spazio a degustazioni in abbinamento a cinque etichette proposte da Tenute del Cerro.

L’iniziativa fa parte di un calendario di eventi culinari e appuntamenti speciali proposti da Una Cucina nei 26 ristoranti della collezione, dislocati in diverse località italiane: un viaggio nel gusto e nella tradizione italiana. Scelte accurate, selezione dei fornitori nella fase d’acquisto delle materie prime e formazione del personale sono alla base della preparazione dei piatti che mantengono una connotazione regionale.

“Parlare al consumatore attraverso i profumi e i sapori locali, ma soprattutto attraverso la qualità, per noi significa selezione di eccellenze del territorio in stretto rapporto con i fornitori e in sinergia con i propri collaboratori – spiega Fabrizio Gaggio, direttore generale di gruppo Una –. Oggi purtroppo stiamo vivendo difficoltà nel recuperare le risorse umane, in particolare nella ristorazione, male comune all’esternalizzazione del food and beverage che rischia il controllo della qualità. Da questo punto di vista la direzione è però protesa a soluzioni che garantiscano la continuità”.

D’altronde la carenza di personale qualificato sembra sia legato a due fattori principali: “Da un lato è una questione sociologica, soprattutto nel food and beverage in cui sembra non sia più considerato di tendenza lavorare – prosegue Gaggio -. E  i trend sui social media lo dimostrano. Dall’altro c’è la combinazione reddito di cittadinanza  – sommerso da lavoro nero, che allontana le persone dalle professioni f&b. Oggi manca soprattutto la vocazione e la forza per affrontare le sfide del turismo e della ristorazione in particolare. La nostra speranza è riposta nei nostri accordi con le scuole di formazione e di specialistica, nonché le università per la professionalità dei giovani”.




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