11 December 2025

Firenze: in arrivo un nuovo 5 stelle. Si chiamerà la Gemma è avrà 45 camere

Si chiamerà la Gemma il nuovo 5 stelle fiorentino che sorgerà in via Calimala nel palazzo di proprietà del gruppo Monge, che fino a poco tempo fa ospitava i locali del grande magazzino Zara. La struttura sarà gestita da un pool di imprenditori italiani individuati dall’agenzia di broker cittadina Sviluppo 23 che, insieme alla milanese Postology, si è occupata dello sviluppo del progetto.

L’hotel occuperà gli spazi dal primo al quinto piano del palazzo, nonché il seminterrato, e disporrà di 45 camere, un bistrot, un ristorante gestito da uno chef stellato, sauna, hammam, sale trattamenti e piscina. Al piano terra, infine, apriranno due spazi retail dedicati ai brand Marciano Guess e Foot Locker.

Oltre al nuovo la Gemma sono attualmente tre (per complessive 282 camere) le aperture 5 stelle previste a Firenze. In particolare, per il 2023 saranno sviluppati il W Florence (120 camere) nell’ex Grand Hotel Majestic e il Collegio alle Querce (da 82 camere) prima struttura in Italia di Auberge Collection. Per il 2024 è prevista, inoltre, l’apertura del Baccarat Villa Camerata con lo sviluppo di un resort urbano da 80 stanze in partnership con Omnam Group. L’apertura Baccarat segna il debutto su suolo italiano anche del gruppo Sh Hotels & Resorts.

Per quanto riguarda poi le nuove aperture (o rebranding) di hotel di catena anche negli altri segmenti sono previste, tra il 2022 e il 2024, le inaugurazioni dello Student Hotel Belfiore (652 camere), del Radisson Blu Hotel Florence – Conference Florentia Hotel (4 stelle da 329 stanze), dell’Ao Florence (2 stelle da 140 camere), dell’Indigo Florence, del Firenze Anglo American Hotel Curio Collection (4 stelle da 115 stanze), del Ruby Hotel Florence (4 stelle da 118 camere), del The Hoxton Florence (secondo del brand in Italia) e del Wyndham Garden Florence Novoli (4 stelle da 94 stanze).

 

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Il divario osservato, difficilmente ipotizzabile fino a pochi anni fa, delinea oggi una realtà consolidata e una concreta opportunità di crescita per il mercato italiano del luxury hospitality. A spingere gli investimenti sono le attese di una redditività sopra la media: oltre la metà degli operatori intervistati (52%) prevede per il mercato italiano del luxury hotel una crescita annua del fatturato compresa tra il 6% e il 10% nel prossimo triennio. Un ulteriore 25% del campione stima addirittura un incremento superiore al 10%, segnalando aspettative particolarmente positive per il segmento.\r\nItalia regina d'Europa\r\n«Dal punto di vista geografico l’Italia si conferma il mercato più attrattivo in Europa, grazie a una combinazione unica di fattori: un patrimonio culturale e paesaggistico ineguagliabile e una reputazione consolidata come destinazione di eccellenza» aggiunge Benedetto Puglisi, director real estate & hospitality di Deloitt -. Quasi il 60% degli intervistati individua l’Italia come il principale polo di attrazione e di sviluppo dei luxury hotel in Europa nei prossimi tre anni, mentre l’interesse verso altri mercati è marginale. La maggior parte di questi investimenti si focalizza sul riposizionamento di hotel già esistenti e sulla conversione di edifici storici. Bisogna però affrontare questo processo di riqualificazione con grande attenzione al prodotto e alla location».\r\n\r\nIl riposizionamento nel segmento di alta gamma rappresenta molto più di una semplice riqualificazione immobiliare: è un vero e proprio processo di trasformazione che ridefinisce l’essenza stessa degli hotel.\r\n\r\nTrovare la giusta combinazione tra location e caratteristiche dell’asset è sicuramente una delle difficoltà principali, ecco perché una buona parte di investitori e operatori sono disponibili ad abbassare la propria soglia minima di dimensionamento in termini di numero di camere: compresa tra 31 e 50 camere per gli operatori (44% del campione) e leggermente più alta per gli investitori con il 34% che privilegia hotel tra 51 e 70 camere, mentre il 25% esprime preferenza per asset compresi tra 71 e 100 camere.\r\n\r\n \r\nGli investimenti\r\nOltre la metà degli investitori (53%) prevede di allocare più di 100 milioni di euro nel triennio e il 22% è disposto a superare i 200 milioni.\r\n\r\n \r\n\r\nAnalizzando nel dettaglio le diverse destinazioni italiane, le città come Milano, Roma, Venezia e Firenze rimangono i mercati più attrattivi per le strategie di sviluppo di investitori e operatori. Seguono le località balneari e lacustri già associate al lusso – come la Costa Smeralda, la Costiera Amalfitana, Portofino o il lago di Como – che, pur caratterizzate da una stagionalità marcata, continuano ad esercitare un forte appeal turistico internazionale. Al quarto posto si collocano le località montane: nonostante una domanda più circoscritta, alcune destinazioni di rilievo nelle Alpi e nelle Dolomiti registrano una crescita. Le città secondarie risultano invece residuali tra le preferenze, sebbene alcuni operatori si stiano progressivamente orientando verso questi mercati alla ricerca di alternative alle destinazioni già sature.\r\n\r\nInfine, gli investitori considerano il segmento di lusso come il più attrattivo per i prossimi tre anni, mentre il 27% guarda all’upper upscale. Complessivamente, il 68% del campione prevede di orientare la propria strategia verso prodotti di fascia alta.\r\nRevpar in aumento\r\nInvestitori e operatori concordano sul fatto che la crescita del luxury hospitality sarà trainata principalmente dall’aumento delle tariffe medie giornaliere. In particolare, gli operatori prevedono un aumento delle tariffe del 24% tra il 2025 e il 2027, passando da 780 euro a 970 euro, mentre gli investitori, nonostante partano da una base più elevata (1.045 euro), prevedono una crescita minore, pari al 17%. In media si prevede un incremento dei prezzi del 21% nei prossimi tre anni. Anche le previsioni sulle percentuali di occupazione delle camere sono positive: gli operatori stimano un incremento dal 71% nel 2025 al 75% nel 2027. Gli investitori, invece, si mostrano leggermente più cauti, ipotizzando un passaggio dal 68% al 72% nello stesso periodo.\r\n\r\n ","post_title":"Italia regina dell'hotellerie di lusso. 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